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Si amplifica il successo dell’iniziativa JukeBox delle Favole ideata dal gruppo Teatro in bilico di Camerino. La proposta virtuale nata con l’intento di tenere compagnia ai bambini, ragazzi ed adulti costretti dalla pandemia a restare a casa, ha infatti catturato l’attenzione dell'associazione Tolkieniani Italiani che riunisce vari studiosi, gruppi tolkieniani (come i Cavalieri del Mark) e singoli appassionati, allo scopo di tenere un dibattito culturale sulle opere del professore  J.R.R. Tolkien dal punto di vista filologico, linguistico, filosofico. C'è inoltre l'interesse della web radio "La voce di Arda" che fa riferimento alla stessa associazione ed è nata  esclusivamente per comunicare, trattare e scambiarsi pareri sulle opere del padre del Fantasy. Ne è scaturito dunque un inaspettato contatto che renderà possibile ulteriori connessioni già a partire da giovedì 30 aprile. 
Attiva già da qualche settimana a cadenza giornaliera, l’iniziativa camerte del JukeBox delle Favole alla quale è possibile accedere dal Canale YouTube o dalla pagina facebook dell’associazione Teatro in Bilico, visto il grande successo riscontrato si è affrettata a raddoppiare gli appuntamenti, aggiungendo a quello delle ore 17.00 l'evento dellle ore 21.00. Ogni giorno lo spazio si anima di incontri accattivanti con le pagine più belle di racconti e storie, lette dai componenti del gruppo teatrale secondo una scelta personale o in base al gradimento e alle stesse segnalazioni pervenute dal pubblico da casa. Tra coloro che si sono messi all’ascolto, anche i componenti della società culturale tolkieniana alla quale non è sfuggita la lettura di Lo Hobbit fatta di Emy Morelli, la cui declamazione è stata molto apprezzata, tanto che la stessa attrice del Gruppo Teatro in Bilico, è stata chiamata a leggere sui canali della web Radio nella puntata Tolkien e Beowulf di giovedì 30 aprile alle ore 21.00.
“Debbo dire che siamo molto contenti dell’inaspettato successo che sta registrando la nostra iniziativa, partita in realtà quasi per gioco e in un periodo così difficile e duro da affrontare, più che altro per impiegare il nostro tempo e quello di chi ha desiderio di ascoltarci - spiega la presidente Giulia Giontella -. Oltre all’ottimo riscontro con tanti bambini che poi ci hanno anche scritto, tanti adulti che hanno espresso apprezzamento e condiviso anche le scelte delle storie che abbiamo deciso di raccontare ,c’è stata appunto la sorpresa di questo contatto che abbiamo avuto con la società tolkieniana che raggruppa gli studiosi di Tolkien. L’ascolto della lettura di Lo Hobbit a cura di Emy Morelli è stata l’occasione per apprezzare quello che stavamo facendo e chiederci di condividere con noi la passione per Tolkien, il che avverrà attraverso la diffusione via web radio di una delle nostre voci. Solo con la lettura di Lo Hobbit siamo arrivati ad oltre 3000 visualizzazioni che per la nostra ‘timida’ attività di lettura delle favole è un’attestazione senz’altro gratificante. Una sorpresa che non può che rallegrarci anche perché avviene da parte di chi sostanzialmente neanche ci conosce, però ha funzionato come una ventata molto positiva e di questo possiamo solo che essere contenti". 
Entusiasta del segnale di amicizia che si è potuto  instaurare, è la stessa Emy Morelli la quale, per questa bella opportunità e a nome del Gruppo Teatro in Bilico, ringrazia Giuseppe Scattolini, fondatore e presidente dei Cavalieri del Mark (gruppo tolkieniano che unisce gli appassionati marchigiani) e tra gli iniziatori e coordinatori del progetto dei Tolkieniani italiani
"Tutto quello che noi facciamo- conclude  Giulia Giontella- racchiude uno spirito di passione, divertimento, oltre che, come già avvenuto in altre occasioni, un intento di solidarietà. E poi accadono queste cose che non possiamo che guardare con stupore ma che ci trasmettono un’ulteriore energia positiva e voglia di fare. E una cosa di cui siamo particolarmente contenti, è quella di portare il nome di Camerino fuori dal nostro territorio. Ci presentiamo e ci facciamo conoscere come Gruppo teatrale della città di Camerino e di questo siamo orgogliosi”.
C.C.
In concomitanza con la Giornata Mondiale della salute e della sicurezza sul Lavoro, il Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini annuncia che  il prossimo 30 aprile sottoporrà alla Cabina di Coordinamento con i governatori delle Regioni Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo un’Ordinanza che destina 30 milioni di euro alle imprese del cratere per la sicurezza sui luoghi di lavoro e gli investimenti necessari per le nuove misure di contrasto al contagio del Covid-19. 

Oggi si celebra la Giornata mondiale della salute e della sicurezza sul lavoro- ha dichiarato il Commissario Legnini - La nostra prima necessità è quella di garantire il rispetto rigoroso delle misure di prevenzione nei cantieri di ricostruzione nel Centro Italia colpito dal sisma 2016, che il 4 maggio potranno ripartire, sia per contrastare e contenere il contagio del Covid-19 che gli infortuni sui luoghi di lavoro”. 
I fondi arrivano dall’Inail, sono disponibili dal 2017, e benché siano già stati resi disponibili con un bando, sono stati utilizzati finora solo in minima parte. Dei 30 milioni, 18,6 sono assegnati alle Marche, 4,2 a Lazio ed Umbria, 3 milioni all’Abruzzo.

Lavorerò in sinergia con le autorità preposte ai controlli e d’intesa con le parti sociali per far sì che sicurezza, rispetto dei diritti e legalità siano garantiti nei cantieri della ricostruzione, che dovranno progressivamente aumentare a ritmi accelerati, già nei prossimi mesi, in virtù delle misure che stiamo adottando” ha aggiunto il Commissario.

Il 30 aprile la Cabina di Coordinamento esaminerà anche il testo dell’Ordinanza di semplificazione delle procedure per la presentazione delle richieste di contributo alla ricostruzione degli immobili privati che fisserà, tra l’altro, tempi certi e molto più contenuti di quelli attuali per l’esame delle domande e l’avvio dei lavori.

"L'accelerazione sulla quale stiamo investendo per la ricostruzione, con misure di organizzazione e di semplificazione- ha affermato Legnini- ,dovra’ andare di pari passo con la tutela della sicurezza e i diritti dei lavoratori e l’efficacia dei presidi di legalità".

C.C.


L'imposizione, da parte del Governo, del prezzo delle mascherine a 50 centesimi più IVA ha fatto discutere sia i consumatori che i rivenditori.
I primi perchè non hanno mai trovato mascherine a quel prezzo, i secondi perchè nelle settimane trascorse hanno pagato quel prodotto, all'ingrosso, a più del doppio di quanto ora viene imposto per il dettaglio.
Lo spiega Luca Maria Giuseppetti, il sindaco farmacista di Caldarola, che condanna le scelte del Governo, in tal senso, dall'inizio dell'emergenza: "Quando abbiamo cominciato a chiedere le mascherine per i nostri clienti - spiega - non era facile reperirle e, per questo motivo, molte aziende hanno chiesto la riconversione per produrle.
Questo però ha creato una situazione di incertezza sull'efficacia dei materiali utilizzati per la prevenzione e, al tempo stesso, il prezzo non è stato mai calmierato.
Alcune fatture che mi sono arrivate - precisa - dimostrano che abbiamo pagato le mascherine, ai fornitori, quasi il doppio e a volte il triplo del prezzo oggi stabilito dal Governo per il cliente.
Il rivenditore che le ha pagate 1.80 euro più IVA ora è costretto a venderle a 60 centesimi. Non mi sembra giusto - denuncia - nonostante lo Stato ci chieda di fare la domanda per il rimborso con la copia dello scontrino e la fattura. Mi sembra una presa in giro - denuncia - . Certe scelte dovevano essere fatte prima, ora preferisco non chiedere il rimborso, ma venderle comunque al prezzo imposto per essere vicino ai clienti".
Quello che cra indignazione tra i rivenditori è il pensiero che i clienti possano aver creduto che la colpa fosse dei commercianti: "Lo Stato che si trova sempre a chiudere la stalla quando i buoi sono usciti - prosegue il sindaco farmacista - .
Questa situazione esiste da mesi. Bisognava pensarci prima e bisognava imporre alle ditte che hanno chiesto la riconversione i prezzi calmierati.
Ora non è facile tornare a calmierare i prezzi, anche perchè i clienti pensano che il commerciante si sia approfittato, ma non è questa la realtà".

Giulia Sancricca

Parrucchieri ed estetisti dovranno attendere il 1 giugno per poter riaprire: quello di maggio sarà quindi un ulteriore mese a disposizione di coloro che si recano abusivamente nelle case dei clienti, ed è proprio contro costoro che Erika Vitanzi, estetista matelicese, rivolge un appello al sindaco Massimo Baldini: “Sindaco Baldini - scrive - , faccio appello al suo ruolo e al suo desiderio di rendere questo Comune un esempio per tanti altri: consapevole del numero di impegni che si ritroverà ad affrontare in un periodo di emergenza come questo, le chiedo con tutte le mie forze di intervenire contro i parrucchieri e le estetiste abusive che stanno girando per le case, o che ricevono persone presso il proprio domicilio. Perché violano le regole due volte: una volta incassando denaro impropriamente, un’altra rischiando di diffondere il coronavirus. Gli artigiani sono cuore vivo e pulsante di questa comunità. Oggi sono chiusi e frustrati perché non possono lavorare, né essere vicini alla propria clientela. Lasciare soli questi artigiani, e per di più permettere a chi non rispetta le regole di farsi beffe di chi paga le tasse, dà lavoro e rispetta il prossimo, è un crimine di cui, certo, lei si rifiuterà di diventare complice. Per questo le chiedo di denunciare questo fenomeno, perchè la sua voce è importante e potrà essere più ascoltata della mia. Sindaco - prosegue la professionista matelicese - , dimostri quanto rispetto ha per le regole e per chi le deve rispettare. Non ultimo, lo faccia per chi è messo in ginocchio da questa situazione e comincia a chiedersi se abbia davvero senso rispettare le regole in un Paese in cui, troppo spesso, se la passa meglio chi non lo fa. Sindaco, col modo in cui sceglierà di schierarsi, racconterà molto dei suoi valori e del senso di legalità che intende ispirare in tutta la comunità! Conto, contiamo su di lei! Lanci forte il suo appello! Si schieri  - conclude - contro l’abusivismo!”.

Alessio Botticelli
Uno stop, quello fino al primo giugno per parrucchieri ed estetiste, che mette in ginocchio due settori che, sebbene non vengano considerati beni primari, lo sono per chi svolge quel tipo di impiego.
Questa mattina l'incontro in Comune, a Tolentino, di una delegazione di parrucchieri (Michela Farabolini, Igor Galassi, Giuseppe Ruggeri e Daniela Ciccarelli) con il sindaco Giuseppe Pezzanesi.
Al centro del dibattito una richiesta da inviare al governatore regionale, Luca Ceriscioli, affinchè faccia da tramite con il Governo centrale per anticipare la riapertura.
Dopo le date annunciate dal Premier Conte era stata la parrucchiera Michela Farabolini, con un videomessaggio pubblicato sui social, a riassumere lo stesso smarrimento dei suoi colleghi.
"Mi devono spiegare il motivo per cui siamo gli ultimi a riaprire - dice - . Mi devono spiegare se si tratta di una questione di sicurezza, dal momento che in chiesa, per i funerali, sono ammesse 15 persone, gli autobus possono essere utilizzati e gli allenamenti sportivi saranno consentiti. Capisco che il nostro non sia un servizio primario, ma non lo sono nemmeno le tabaccherie. 
Noi eravamo pronti: avevamo acquistato mascherine, guanti, asciugamani di carta". 

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Michela Farabolini

La parrucchiera tolentinate, che dopo il sisma era stata costretta a delocalizzare e ricominciare da capo, punta il dito contro il Governo: "Noi terremotati iniziavamo a risollevarci ora - dice - . Adesso non abbiamo più la forza
Una scelta, quella del Governo, che ci sta rovinando. Cosa dirò ai miei dipendenti a cui scade la cassa integrazione a fine maggio - si chiede - ? Ho tre collaboratori e non credo che quando ci sarà permesso di riaprire ci sarà consentito di lavorare tutte contemporaneamente".
Poi la questione del lavoro nero, in casa: "Alla questione finanziaria ci penseranno le forze dell'ordine preposte - dice - . Il mio è un appello ai cittadini affinchè non si rivolgano ai nostri colleghi che, con leggerezza, vanno nelle case per svolgere il nostro lavoro. In questo modo i contagi aumenteranno e a rimetterci saremo sempre noi che non potremo riaprire.
Siamo rimasti in silenzio perchè, per più di un mese, abbiamo compreso il problema. Ora basta. 
Non possono chiederci di restare fermi un altro mese mentre le scadenze dei pagamenti continuano ad arrivare. Se non ci ha ammazzato il virus - conclude - ci ammazza lo Stato". 

Giulia Sancricca
Con la firma del nuovo Decreto da parte del Presidente del Consiglio viene ufficialmente avviata, a partire dal prossimo 4 maggio, la cosiddetta Fase 2 quella, per dirla con le parole del Premier, di "convivenza con il virus". In realtà poche le aperture concesse dal Governo, su parere del Comitato tecnico-scientifico, nella giustificata consapevolezza che il diffondersi dei contagi possa nuovamente aumentare. Nei territori del cratere sismico la principale novità colta dai sindaci è la possibilità, diversamente da quanto all'epoca previsto nel periodo post terremoto, di fungere da "sentinelle" del proprio territorio con la facoltà di adottare provvedimenti restrittivi. "Auguriamoci innanzitutto - le parole del sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci - che nel nostro territorio venga mantenuta la scarsa diffusione del contagio. Un fattore importante non solo per un fatto anagrafico, ma soprattutto per una questione logistica con la maggioranza della popolazione che vive nelle Sae dove il distanziamento è più difficile. Ulteriori misure di restrizione che possiamo adottare credo siano riferite ai grandi centri perchè noi più fermi di così non possiamo stare. L'augurio è che si possa ripartire, pur nel rispetto delle regole, senza però i vincoli della burocrazia che sta ingessando oltre misura il nostro Paese". Sul Decreto interviene anche Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina. "E' una fase critica e delicata - le sue parole - nella quale dovremmo porre particolare attenzione. Il senso civico sarà senza dubbio il motivo principale per il buon andamento dell'emergenza. Dopo essere riusciti fortunatamente ad allentare la pressione sugli ospedali non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia perchè una seconda ondata potrebbe essere veramente devastante".
Sono le notizie delle guarigioni che devono sovrastare il rumore di quelle più tristi.
Una di queste riguarda la storia di Francesco Massi Gentiloni Silverj, segretario generale dei Comuni di Recanati, Porto Recanati e Montefano, volto noto in politica per essere stato amministratore della città di Tolentino e consigliere regionale.
È lui stesso a raccontare il periodo del contagio vissuto nell'abitazione di Porto Recanati, dove si era trasferito con la sua famiglia a seguito del sisma del 2016.
"Pensi sempre che a te non accadrà - dice - , poi quando hai la conferma di essere stato contagiato devi fare i conti con la paura".
La malattia per Massi è cominciata ad inizio marzo: "Avevo i sintomi di una normale influenza: una febbre che scendeva con la tachipirina e che, quindi, ha inizialmente fatto escludere l'ipotesi del virus, anche perchè non ero entrato in contatto con persone a rischio. Poi si è aggiunta una tosse devastante, causata da un prurito alla gola che non avevo mai sentito.
Quindici giorni di sintomi che, col tempo, mi hanno fatto pensare di essere stato contagiato. Ho richiesto il tampone e, nonostante i sintomi fossero spariti, a tre settimane dall'inizio della malattia sono risultato positivo.
Sono stato fortunato - confida - perchè non ho avuto complicazioni respiratorie.
Ho affrontato tutto a casa, con l'assistenza continua del medico di famiglia e del servizio dell'Asur che è stato molto puntuale, quotidianamente.
I tamponi sono stati ripetuti fino all'ultimo che è risultato negativo. Complessivamente - dice - il virus, sul mio organismo, è scomparso dopo 41 giorni circa".
Una esperienza che ha fatto riflettere il segretario comunale: "Ringrazio Dio per come ho potuto affrontare la malattia - spiega - . Forse ho retto anche grazie ad un fisico che cerco di tenere allenato con la passione del calcio.
Quando ti guardi intorno e senti di amici e conoscenti che non ce l'hanno fatta e anche di gente più giovane di me che è stata ricoverata in terapia intensiva, ti prende la paura dell'imprevedibile, del precario, del fragile. Non dimenticherò mai le notti, perchè è quello il momento in cui i brutti pensieri prendono il sopravvento".
Nonostante avesse lavorato e frequentato gli amici del calcio fino a pochi giorni prima della manifestazione dei sintomi, nessuno, oltre a sua moglie, ha contratto il virus dopo di lui: "Fortunatamente  - racconta - , vivendo a Porto Recanati, non vedevo i miei figli da tempo, non ho contagiato colleghi, compagni di calcio e nemmeno gli avversari che avevo affrontato qualche giorno prima di ammalarmi. Solo mia moglie si è ammalata una settimana dopo di me e stiamo aspettando che anche per lei arrivi l'esito negativo del tampone a confermarne la guarigione".
Un messaggio di speranza, quello della guarigione dell'ex consigliere regionale, che squarcia un cielo ancora troppo cupo e segnato dalla tristezza per chi non ce l'ha fatta.
L'esempio che dal virus si può guarire e la conferma che la pandemia spinge a riflettere sui valori che troppo spesso sembrano ovvi e dati, inconsapevolmente, per scontati.

Giulia Sancricca

L'intervista sarà pubblicata integralmente con ulteriori pareri e approfondimenti nell'edizione de L'Appennino Camerte della prossima settimana.




L'emergenza coronavirus costringe a ripensare anche " Cortili in fiore", diventato da parecchi anni evento di punta della città ducale. Per l'occasione, gli spazi suggestivi della città di Camerino, avrebbero dovuto essere ingentiliti da tanti fiori  proprio in questi giorni. Ma una manifestazione che non si è mai arresa di fronte ad ostacolo alcuno, non poteva che rifiorire di nuovo e con identico spirito, anche se in una veste completamente diversa.  E' così che è nato il contest "Bacheche in fiore" (#bachecheinfiore) rivisitazione forzata di "Cortili in fiore" che, come altre maniifestazioni  all'aperto e aperte al pubblico costrette al rinvio,non potrà svolgersi nella data tradizionale.  "Perché non godere lo stesso dei colori di questa stagione? "Bacheche in fiore è pensato per cercare di condividere, una stagione bella come la primavera, ricca di fiori e colori che purtroppo non possiamo vivere appieno - spiega l'assessore alla cultura Giovanna Sartori - Certo, non si può compensare il rinvio di un evento, ma perché rinunciarvi completamente? Viviamo un territorio stupendo, che in questo periodo fiorisce letteralmente. C'è naturalmente, il dispiacere di non poter organizzare Cortili in fiore, che speriamo di poter rimandare a ottobre, ma c'è anche il pensiero di non perderci d'animo e cercare di coinvolgere lo stesso la comunità, seppure in maniera diversa. Così-confida l'assessore Sartori- ci siamo confrontate con Roberta Grifantini e Fiorella Paino, ideatrici di Cortili in fiore, e loro sono state subito entusiaste di questa idea. Anzi, le ringrazio per averla subito condivisa. La disponibilità nel collaborare, condividere i progetti e le proposte per la città, dà la forza di riorganizzarsi e reinventarsi sempre". Il contest consisterà nel pubblicare fino all'1 maggio sulla propria bacheca Facebook foto di fiori del nostro giardino, di un vaso, che abbiamo in terrazzo, negli orti, oppure foto delle passate edizioni della manifestazione o fiori disegnati da bimbi e ragazzi, accompagnate dall'hashtag #bachecheinfiore. E così, sarà di nuovo Cortili in fiore".
C.C.
BACHECHE IN FIORE
La Andrea Bocelli Foundation (ABF) apre la seconda fase delle sue attività di raccolta fondi per l’emergenza Covid-19 con la nuova campagna “Con Te, per disegnare il futuro". L'obiettivo è quello di testimoniare la rinascita, con un progetto dedicato all’educazione digitale sviluppato in partnership con Associazione Nazionale Ospedali Pediatrici. L’accesso all’educazione è da sempre il fulcro del lavoro di ABF, in Italia e all’estero, quale elemento di espressione della mission “empowering people and communities”. Per questo motivo, ABF ha deciso di offrire un supporto concreto agli allievi, alle famiglie e ai loro insegnanti, con un’iniziativa pilota volta a potenziare l’educazione a distanza, schierandosi ancora una volta dalla parte delle comunità che si trovano in situazioni di difficoltà. Il lancio della nuova campagna verrà sostenuto grazie anche allo show televisivoUn nuovo giorno - Andrea Bocelli Live” in onda in prima serata su Rai Uno martedì 28 aprile.
“La musica, ancora una volta, ci mostra la sua capacità di unire i popoli e di produrre bellezza. Con questa nuova campagna vogliamo dare inizio a un “giorno nuovo” per i bambini, le loro famiglie e gli educatori, affinché il viaggio di questo tempo complesso sia più leggero e il futuro di tutti possa essere migliore – ha commentato il Maestro Andrea Bocelli – Questa magica serata sarà l’occasione per ripercorrere insieme quanto abbiamo realizzato in questi ultimi 3 anni con la Fondazione che porta il mio nome, grazie al vostro sostegno, che non manca mai”.
Per comprendere l'importanza di un progetto pilota volto al potenziamento della didattica a distanza (DAD), basti pensare che in questo momento di emergenza planetaria, circa il 91% degli studenti nel mondo sta affrontando un percorso scolastico attraverso questa modalità interattiva  e in Italia, secondo i recenti dati rilasciati da ISTAT, il 57% degli under 17 deve condividere il proprio PC o tablet in famiglia, mentre il 12,3% non ne possiede uno.
Come community leader, ABF ha deciso quindi di offrire supporto concreto agli allievi, alle famiglie e ai loro insegnanti, con un’iniziativa incentrata sull’educazione a distanza, schierandosi ancora una volta dalla parte delle comunità che si trovano in situazioni di difficoltà.
Grazie ai fondi raccolti, ABF offrirà ad alcune scuole pubbliche e scuole all’interno degli ospedali gli strumenti necessari sviluppare il proprio talento e per riscattarsi all’interno delle proprie comunità, anche in tempi in cui è necessario apprendere a distanza, in linea con il Global Goal dell’ONU 
In particolare, le nuove iniziative ABF per l’educazione a distanza saranno mirate alla creazione di una biblioteca di devices, in grado di permettere agli studenti di connettersi con insegnanti ed educatori; Altro punto fondamentale l'elaborazione di piattaforma per l’ABF Lab, che consentirà l’accesso a una serie di contenuti on line anche interattivi per l’educazione; 1 https://en.unesco.org/covid19/educationresponse 2 https://www.istat.it/it/archivio/240949 . Inoltre, la Formazione della figura dell’atelierista digitale, un bibliotecario 4.0 in grado di supportare insegnanti, genitori e studenti nel corretto uso degli strumenti e nell’uso degli stessi anche per mantenere o sviluppare relazioni. Che siano barriere di mattoni, sociali o digitali, ABF dal 2011 si impegna ad investire sul futuro delle nuove generazioni sia in Italia che all’estero, offrendo loro gli strumenti necessari per la realizzazione del proprio potenziale. Ora, anche in questo momento di emergenza in cui i ragazzi si trovano a fare scuola in casa, la Andrea Bocelli Foundation  vuole continuare a sostenere i bambini e giovani, con un progetto pilota, per potenziare l’insegnamento a distanza e donare agli studenti risorse e strumenti per l’innovazione didattica.
“Ci eravamo avvicinati al tema dell’educazione digitale già prima del Covid-19, studiando l’esperienza della scuola in ospedale a fianco dell’Associazione Nazionale Ospedale Pediatrici. Pur in un contesto di emergenza- ha dichiarato Laura Biancalani, Direttore Generale ABF-  l’avvento del Coronavirus ha dato a tutti la possibilità di sperimentare l’educazione digitale, le sue potenzialità e i suoi limiti. Abbiamo scoperto che non è solo uno strumento per pochi, non deve essere una triste trasposizione della didattica in presenza, ma una fonte di nuove possibilità e nuovi linguaggi per la crescita del cittadino di domani e in tal senso abbiamo tentato di sviluppare ‘Con Te, per disegnare il futuro” . “Un nuovo giorno - Andrea Bocelli Live”. 
Per supportare l’avvio della seconda fase della campagna di raccolta fondi, il 28 aprile, su Rai Uno verrà mandato in onda lo speciale “Un nuovo giorno - Andrea Bocelli Live”. Lo show riproporrà le migliori canzoni dei tre concerti con protagonista il Maestro realizzati negli spazi musicali più suggestivi d’Italia: il Colosseo, l’Arena di Verona e il Teatro del Silenzio a Lajatico, il paese natale di Andrea Bocelli.
Alle esibizioni musicali si alterneranno i racconti dell’ultimo triennio di attività della Andrea Bocelli Foundation, dalla recente iniziativa per supportare le strutture ospedaliere, agli interventi e ai progetti nelle zone colpite del sisma 2016. Infatti, ognuno di questi eventi ha dato il “la” alle raccolte fondi passate, che hanno permesso di realizzare rispettivamente le tre nuove strutture delle Scuole di Sarnano, Muccia e Camerino, nella zona marchigiana colpita dal Sisma-centro Italia del 2016.

Ai fini delle donazioni  “Con Te, per disegnare il futuro” è attiva dal 26 aprile: componendo il numero 45516, si potranno donare 2 euro (sms da cellulare Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Iliad, Coop Voce, Tiscali) oppure 5 e 10 euro (da rete fissa TWT, Convergenze, PosteMobile, TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb e Tiscali). È possibile donare anche tramite IBAN IT53K0523271030000010016699 Causale: Con Te per disegnare il futuro o inviando una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. ABF e l’emergenza Covid-19
All’inizio dell’emergenza Coronavirus in Italia, la Andrea Bocelli Foundation era impegnata nella costruzione della nuova Accademia di Musica di Camerino, città sensibilmente provata dal terremoto del 2016 e cara alla fondazione, che vi stava portando avanti progetti pedagogici basati su arte e musica nelle scuole, con l’obiettivo di inaugurarla in 150 giorni.
Dopo la chiusura obbligata del cantiere, ABF ha deciso di rimanere a servizio delle comunità afflitte da una “doppia zona rossa”, lanciando una prima raccolta fondi sul sito GoFundme.com, che in pochi giorni ha raggiunto 100.000 euro, permettendo la donazione 4 ventilatori polmonari al reparto di terapia intensiva del Covid Hospital di Camerino, che a gennaio ha attivato un progetto di ricostruzione a supporto alle comunità locali. Dopo il primo obiettivo raggiunto, ABF ha deciso di continuare la raccolta, per creare in soli 10 giorni un nuovo reparto Covid di 30 posti nell’ospedale di Macerata, in collaborazione con le istituzioni locali. Da allora, anche altri centri ospedalieri impegnati nella cura dei pazienti Covid, vengono sostenuti settimanalmente dalla fondazione che fornisce materiale di protezione individuale agli Ospedali di Massa, Versilia, Pontedera, Firenze (San Giovanni di Dio), Camerino-Macerata e a tante altre associazioni, RSA, Case-famiglia con pazienti pediatrici.
C.C.

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