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Predisposti dalla Questura di Macerata, serrati controlli volti alla prevenzione dei reati e al controllo del rispetto delle normative anti Covid- 19 sono stati effettuati dalla Polizia di Stato nel corso dell’ultimo fine settimana sia lungo la fascia costiera sia nell’entroterra.
Gli uomini del Commissariato di PS di Civitanova Marche, unitamente a personale del reparto prevenzione crimine Umbria-Marche con l’ausilio di cinofili di Ancona econgiuntamente a personale del distaccamento di Polizia Stradale di Civitanova Marche, così come disposto dal Questore Trombadore, hanno posto in essere controlli straordinari ulteriormente intensificati nella giornata di domenica 28 febbraio.
In particolare a Civitanova Marche sono stati effettutati servizi per il controllo del rispetto delle norme anti-Covid che oltre alla Polizia di Stato, hanno visto impegnati i corpi dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale.
Sottoposti a controllo 20 locali, i cui titolari sono stati sensibilizzati l rispetto delle norme anti COVID-19 oltre che a vegliare sul rispetto degli orari di cessazione della somministrazione; nel corso di questo servizio sono state anche identificate 34 persone, tutte utilizzanti correttamente i dispositivi di protezione individuale.
Considerati anche i servizi svolti sul fronte della prevenzione e repressione della criminalità effettuati da venerdì 26 in poi nel Comune di Civitanova Marche e nei vicini territori di Porto Potenza Picena, Montecosaro, Morrovalle,complessivamente l’attività della Polizia di Stato ha portato all’identificazione di 256 persone; i controlli hanno interessato 163 esercizi commerciali e 143 autoveicoli.
Due le persone segnalate alla Prefettura per detenzione di sostanze stupefacenti, mentre un cittadino extracomunitario risultato irregolare sul territorio nazionale è stato accompagnato presso un C.I.E. per la successiva espulsione dal territorio nazionale.
Nella giornata di venerdì 26 febbraio , l’attività ha interessato anche la città di Macerata dove oltre a personale della Questura, sono stati impegnati due equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Umbria/Marche, oltre a una unità del Reparto Cinofili i cinofili di Ancona e poliziotti in borghese.
Nel corso del servizio sono stati effettuati posti di controllo a Macerata, Pollenza, Corridonia e Tolentino con specifico riguardo alle vie e arterie di maggior transito veicolare, nonché attività di prevenzione in corrispondenza della stazione ferroviaria del capoluogo ed in prossimità di esercizi commerciali, parchi, giardini e luoghi di aggregazione, con il controllo di persone e veicoli sospetti, anche al fine di verificare il rispetto della normativa anti Covid.
In questo caso sono state identificate 56 persone e controllati 31 veicoli in transito. Nel corso di una delle perquisizioni personali che sono state effettuate, a un 30enne residente in provincia è stato rinvenuto un piccolo quantitativo di marijuana che è stata sottoposta a sequestro. L’uomo è stato segnalato alla locale Prefettura quale assuntore di sostanze stupefacenti.
c.c.
Gli uomini del Commissariato di PS di Civitanova Marche, unitamente a personale del reparto prevenzione crimine Umbria-Marche con l’ausilio di cinofili di Ancona econgiuntamente a personale del distaccamento di Polizia Stradale di Civitanova Marche, così come disposto dal Questore Trombadore, hanno posto in essere controlli straordinari ulteriormente intensificati nella giornata di domenica 28 febbraio.
In particolare a Civitanova Marche sono stati effettutati servizi per il controllo del rispetto delle norme anti-Covid che oltre alla Polizia di Stato, hanno visto impegnati i corpi dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale.
Sottoposti a controllo 20 locali, i cui titolari sono stati sensibilizzati l rispetto delle norme anti COVID-19 oltre che a vegliare sul rispetto degli orari di cessazione della somministrazione; nel corso di questo servizio sono state anche identificate 34 persone, tutte utilizzanti correttamente i dispositivi di protezione individuale.
Considerati anche i servizi svolti sul fronte della prevenzione e repressione della criminalità effettuati da venerdì 26 in poi nel Comune di Civitanova Marche e nei vicini territori di Porto Potenza Picena, Montecosaro, Morrovalle,complessivamente l’attività della Polizia di Stato ha portato all’identificazione di 256 persone; i controlli hanno interessato 163 esercizi commerciali e 143 autoveicoli.
Due le persone segnalate alla Prefettura per detenzione di sostanze stupefacenti, mentre un cittadino extracomunitario risultato irregolare sul territorio nazionale è stato accompagnato presso un C.I.E. per la successiva espulsione dal territorio nazionale.
Nella giornata di venerdì 26 febbraio , l’attività ha interessato anche la città di Macerata dove oltre a personale della Questura, sono stati impegnati due equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Umbria/Marche, oltre a una unità del Reparto Cinofili i cinofili di Ancona e poliziotti in borghese.
Nel corso del servizio sono stati effettuati posti di controllo a Macerata, Pollenza, Corridonia e Tolentino con specifico riguardo alle vie e arterie di maggior transito veicolare, nonché attività di prevenzione in corrispondenza della stazione ferroviaria del capoluogo ed in prossimità di esercizi commerciali, parchi, giardini e luoghi di aggregazione, con il controllo di persone e veicoli sospetti, anche al fine di verificare il rispetto della normativa anti Covid.
In questo caso sono state identificate 56 persone e controllati 31 veicoli in transito. Nel corso di una delle perquisizioni personali che sono state effettuate, a un 30enne residente in provincia è stato rinvenuto un piccolo quantitativo di marijuana che è stata sottoposta a sequestro. L’uomo è stato segnalato alla locale Prefettura quale assuntore di sostanze stupefacenti.
c.c.
Prende forma anche a Treia il progetto di valorizzazione del tracciato dei Cammini Lauretani
L’iniziativa, che ha l’obiettivo di riportare alla luce l’antica via Romano – Lauretana, coinvolge anche il territorio treiese come tappa fondamentale.
Il progetto, promosso dalla Regione Marche e coordinato dall’Unione Montana Potenza Esino Musone in qualità di ente capofila, è incentrato sulla promozione del cluster spiritualità e meditazione e mira ad incentivare il turismo e la ripresa socio-economica delle aree colpite dal sisma.
A seguito dei lavori strutturali di recupero dei tracciati (riapertura dei sentieri dalla vegetazione, sistemazione dei bordi stradali e del fondo viario e regimazione delle acque meteoriche), si è proceduto ad apporre la segnaletica direzionale ed i totem informativi contenenti l’indicazione del percorso di pellegrinaggio ma anche informazioni storico-culturali, artistiche, paesaggistiche e religiose.
Il primo totem informativo nel Comune di Treia è stato posizionato a Passo Treia, davanti la chiesa della Natività; successivamente, sono stati posizionati quelli di Villa Spada, di Villa Valcerasa e di Santa Maria in Selva (incrocio tra la via medievale e quella cinquecentesca).
"I risultati raggiunti, per i quali è doveroso ringraziare gli studi condotti per oltre un decennio dalla professoressa Emanuela Di Stefano- afferma il sindaco Franco Capponi- costituiscono un ottimo incentivo alla ripresa del turismo lento e sostenibile di cui i nostri luoghi hanno bisogno".
L’iniziativa, che ha l’obiettivo di riportare alla luce l’antica via Romano – Lauretana, coinvolge anche il territorio treiese come tappa fondamentale.
Il progetto, promosso dalla Regione Marche e coordinato dall’Unione Montana Potenza Esino Musone in qualità di ente capofila, è incentrato sulla promozione del cluster spiritualità e meditazione e mira ad incentivare il turismo e la ripresa socio-economica delle aree colpite dal sisma.
A seguito dei lavori strutturali di recupero dei tracciati (riapertura dei sentieri dalla vegetazione, sistemazione dei bordi stradali e del fondo viario e regimazione delle acque meteoriche), si è proceduto ad apporre la segnaletica direzionale ed i totem informativi contenenti l’indicazione del percorso di pellegrinaggio ma anche informazioni storico-culturali, artistiche, paesaggistiche e religiose.
Il primo totem informativo nel Comune di Treia è stato posizionato a Passo Treia, davanti la chiesa della Natività; successivamente, sono stati posizionati quelli di Villa Spada, di Villa Valcerasa e di Santa Maria in Selva (incrocio tra la via medievale e quella cinquecentesca).
"I risultati raggiunti, per i quali è doveroso ringraziare gli studi condotti per oltre un decennio dalla professoressa Emanuela Di Stefano- afferma il sindaco Franco Capponi- costituiscono un ottimo incentivo alla ripresa del turismo lento e sostenibile di cui i nostri luoghi hanno bisogno".
c.c.
L’ufficio speciale per la Ricostruzione della Regione Marche ha approvato il progetto di messa in sicurezza della chiesa di Santa Caterina, di proprietà del Fondo edifici di culto presso il ministero dell’Interno, concedendo un contributo di oltre 310mila euro a favore dell’ufficio del Soprintendente Speciale per le aree colpite dal sisma 2016 presso il Mibact, che risulta soggetto attuatore.
La storia della Comunità Monastica Cistercense di Santa Caterina a San Severino Marche inizia nel 1544 ma il monastero in cui si insedia la nuova comunità ha origini benedettine, che risalgono all’anno mille. Le suore vivono nella regola benedettina dell’“ora et labora”, secondo lo spirito cistercense trasmesso da San Bernardo di Clairvoux e dai santi fondatori.
Intorno al 1580 su indicazione della Serva di Dio Francesca Trigli dal Serrone viene rinvenuto il corpo incorrotto di santo Illuminato, monaco benedettino, qui vissuto agli inizi dell’anno mille. Divenne il santo protettore del monastero e copatrono della città di San Severino Marche. Alla fine del 1700 il monastero venne ingrandito ed ha conservato la forma attuale.Nel 1865 una legge del nuovo Regno d’Italia decretò la confisca dei beni appartenenti agli ordini religiosi, tra cui anche il monastero di Santa Caterina.
Nel 1904 il monastero venne messo all’asta per essere venduto e le monache riuscirono a riacquistarlo. Questa fu quasi una seconda nascita, da cui continuarono a fiorire nuove vocazioni. Oggi vi è qui accolta una presenza di monache cistercensi di provenienza dal Vietnam, dove c’è ricchezza di vocazioni.
Vivono qui per un periodo di alcuni anni condividendo la stessa regola e stile di vita in un clima di condivisione e comunione.
La chiesa presenta un’elegante facciata neoclassica e una pianta a croce greca. L’altare maggiore, realizzato nel 1838 dall’intagliatore Venanzio Bigioli e dal decoratore Trotti, ospita la tela con Deposizione di Cristo dipinta da Filippo Bigioli, figlio di Venanzio. L’altare di destra accoglie la tela del sanseverinate Cipriano Divini mentre quello di sinistra è dedicato a Sant’Illuminato, monaco benedettino vissuto nel XII secolo le cui spoglie, custodite all’interno di un’urna, vennero trasportate sul Monte Nero dai benedettini di San Mariano.
c.c.
La storia della Comunità Monastica Cistercense di Santa Caterina a San Severino Marche inizia nel 1544 ma il monastero in cui si insedia la nuova comunità ha origini benedettine, che risalgono all’anno mille. Le suore vivono nella regola benedettina dell’“ora et labora”, secondo lo spirito cistercense trasmesso da San Bernardo di Clairvoux e dai santi fondatori.
Intorno al 1580 su indicazione della Serva di Dio Francesca Trigli dal Serrone viene rinvenuto il corpo incorrotto di santo Illuminato, monaco benedettino, qui vissuto agli inizi dell’anno mille. Divenne il santo protettore del monastero e copatrono della città di San Severino Marche. Alla fine del 1700 il monastero venne ingrandito ed ha conservato la forma attuale.Nel 1865 una legge del nuovo Regno d’Italia decretò la confisca dei beni appartenenti agli ordini religiosi, tra cui anche il monastero di Santa Caterina.
Nel 1904 il monastero venne messo all’asta per essere venduto e le monache riuscirono a riacquistarlo. Questa fu quasi una seconda nascita, da cui continuarono a fiorire nuove vocazioni. Oggi vi è qui accolta una presenza di monache cistercensi di provenienza dal Vietnam, dove c’è ricchezza di vocazioni.
Vivono qui per un periodo di alcuni anni condividendo la stessa regola e stile di vita in un clima di condivisione e comunione.
La chiesa presenta un’elegante facciata neoclassica e una pianta a croce greca. L’altare maggiore, realizzato nel 1838 dall’intagliatore Venanzio Bigioli e dal decoratore Trotti, ospita la tela con Deposizione di Cristo dipinta da Filippo Bigioli, figlio di Venanzio. L’altare di destra accoglie la tela del sanseverinate Cipriano Divini mentre quello di sinistra è dedicato a Sant’Illuminato, monaco benedettino vissuto nel XII secolo le cui spoglie, custodite all’interno di un’urna, vennero trasportate sul Monte Nero dai benedettini di San Mariano.
c.c.
Primo giorno di marzo e prima attività commerciale che riapre nel centro storico di Camerino Nessun clamore come è nel suo stile, da questa mattina Giuseppe Caprodossi accoglie i clienti nei locali appositamente allestiti al numero civico 35 di Corso Vittorio Emanuele II.
La sua Tabaccheria è in assoluto il primo esercizio commerciale del cuore della Camerino storica a rialzare la serranda. Tanta è la voglia di ripristinare un servizio, tanto è l’amore per la sua città che, cadute le transenne della zona rossa circa un mese fa, Giuseppe si è messo subito di lena per rinfrescare pareti e pavimenti e adattare il mobilio della nuova postazione.
Solo pochi passi più avanti la sede originaria dell’attività Ca.GiM che dovendo lo stabile subire lavori di recupero, non ha potuto essere utilizzata.
Riportare vitalità in centro è l’unico intento del tenace titolare della Tabaccheria rivendita n. 5; un sogno coltivato sin da quel drammatico ottobre 2016, oggi finalmente divenuto realtà. “La mia volontà è stata quella di riaprire serenamente e con grande semplicità, rispettando i diritti degli altri, perché non dobbiamo dimenticare che chi ha deciso di ripristinare l’attività altrove, aveva l’esigenza di non perdere il lavoro e sostenere la propria famiglia- dice Giuseppe- Sono cosciente di questo e dal mio piccolo, desidero solo dare un contributo a che, passo dopo passo, la situazione di questa città a lungo silenziosa, possa migliorare. Per me riaprire da qui è davvero un sogno, non ho voluto farlo altrove perché per me Camerino è questa, ma ho massimo rispetto per le esigenze di chi ha deciso di riprendere l’attività in altra sede”. C’è un magnifico sole a riscaldare la ripartenza di un uomo deciso e forte che non ha mai abbandonato la speranza. Un segno dal forte valore simbolico che dà il senso di un cuore della città che pian piano ritorna a pulsare.
Carla Campetella
* Approfondimento della notizia nel prossimo numero di Appennino Camerte in edicola questo giovedì
La sua Tabaccheria è in assoluto il primo esercizio commerciale del cuore della Camerino storica a rialzare la serranda. Tanta è la voglia di ripristinare un servizio, tanto è l’amore per la sua città che, cadute le transenne della zona rossa circa un mese fa, Giuseppe si è messo subito di lena per rinfrescare pareti e pavimenti e adattare il mobilio della nuova postazione.
Solo pochi passi più avanti la sede originaria dell’attività Ca.GiM che dovendo lo stabile subire lavori di recupero, non ha potuto essere utilizzata.
Riportare vitalità in centro è l’unico intento del tenace titolare della Tabaccheria rivendita n. 5; un sogno coltivato sin da quel drammatico ottobre 2016, oggi finalmente divenuto realtà. “La mia volontà è stata quella di riaprire serenamente e con grande semplicità, rispettando i diritti degli altri, perché non dobbiamo dimenticare che chi ha deciso di ripristinare l’attività altrove, aveva l’esigenza di non perdere il lavoro e sostenere la propria famiglia- dice Giuseppe- Sono cosciente di questo e dal mio piccolo, desidero solo dare un contributo a che, passo dopo passo, la situazione di questa città a lungo silenziosa, possa migliorare. Per me riaprire da qui è davvero un sogno, non ho voluto farlo altrove perché per me Camerino è questa, ma ho massimo rispetto per le esigenze di chi ha deciso di riprendere l’attività in altra sede”. C’è un magnifico sole a riscaldare la ripartenza di un uomo deciso e forte che non ha mai abbandonato la speranza. Un segno dal forte valore simbolico che dà il senso di un cuore della città che pian piano ritorna a pulsare.
Carla Campetella
* Approfondimento della notizia nel prossimo numero di Appennino Camerte in edicola questo giovedì
Angelo Sciapichetti è il nuovo presidente della Croce Verde di Macerata. Questo l’esito della prima riunione del Consiglio Direttivo, eletto lo scorso 14 febbraio, nella quale sono state assegnate le cariche sociali: vice presidenti Aldo Tiburzi e Corrado Maccari, con delega alla formazione; segretario - tesoriere Graziano Magnarelli; consigliere con delega agli automezzi e ai servizi Roldano Tartarelli; consigliere con delega ai volontari Lauro Trivellini; consigliere Fabio Sbaffi; presidente Croce Verde Servizi srl,consigliere esterno con delega ai dipendenti Gianni Pigliapoco; direttore sanitario il dott. Marco Sigona.
"E' un grande onore per me guidare una grande e gloriosa associazione che tanto ha dato e fatto per la citta' di Macerata e non solo – le dichiarazioni di Angelo Sciapichetti - Per me rappresenta inoltre un gradito ritorno visto che diversi anni fa sono stato presidente di questa associazione per cui ho accettato la richiesta che mi è stata fatta di ritornare a guidarla. La Croce Verde in quasi 120 anni di ininterrotta attività oggi è una grande realtà quale Organizzazione di Volontariato e può contare più di 120 volontari, oltre 1000 soci; nel 2020 ha svolto più di 7000 servizi percorrendo un milione e trecentocinquantamila km; negli ultimi anni, con la nascita della Croce Verde servizi, l'associazione ha effettuato un ulteriore balzo in avanti nel campo dei servizi alla persona ed in particolare con l'apertura della casa funeraria a Sforzacosta e il relativo servizio di onoranze funebri ha fatto della Croce Verde l'associazione più vicina alle famiglie, dall'inizio alla fine della vicenda umana e terrena di ogni maceratese”.
"E' un grande onore per me guidare una grande e gloriosa associazione che tanto ha dato e fatto per la citta' di Macerata e non solo – le dichiarazioni di Angelo Sciapichetti - Per me rappresenta inoltre un gradito ritorno visto che diversi anni fa sono stato presidente di questa associazione per cui ho accettato la richiesta che mi è stata fatta di ritornare a guidarla. La Croce Verde in quasi 120 anni di ininterrotta attività oggi è una grande realtà quale Organizzazione di Volontariato e può contare più di 120 volontari, oltre 1000 soci; nel 2020 ha svolto più di 7000 servizi percorrendo un milione e trecentocinquantamila km; negli ultimi anni, con la nascita della Croce Verde servizi, l'associazione ha effettuato un ulteriore balzo in avanti nel campo dei servizi alla persona ed in particolare con l'apertura della casa funeraria a Sforzacosta e il relativo servizio di onoranze funebri ha fatto della Croce Verde l'associazione più vicina alle famiglie, dall'inizio alla fine della vicenda umana e terrena di ogni maceratese”.
f.u.
“I cittadini ci chiedono fatti concreti, e questo lo è”. Il presidente della Provincia Antonio Pettinari ha esordito così all’inaugurazione dei laboratori dell’ITTS Divini di San Severino, in attesa che tra un mese venga inaugurata l’aula magna e che presto possa essere realtà anche la nuova sede dell’istituto a seguito del sisma.
Il paradosso dei laboratori, infatti, è stato proprio quello di un cantiere cominciato prima del 2016 e fermato dal terremoto.
“Questa realizzazione - ha detto - è stata programmata prima del sisma, nel 2014 decidemmo di individuare, come Provincia, alcuni edifici strategici che in caso di calamità potessero essere sedi sicure per ospitare i cittadini e decidemmo di inserire i laboratori di San Severino tra questi, perché avevano bisogno di interventi. La Regione fece un bando, noi partecipammo e ottenemmo il 75% dell’intero fondo per la demolizione e la ricostruzione dei laboratori. Appaltammo a giugno 2016 e demolimmo a luglio. Avevamo cominciato con il cantiere che poi è stato fermato dal sisma. Noi avevamo progettato l’intervento in seno alla scuola, e abbiamo poi dovuto aggiungere i servizi e aspettare il progetto della struttura commissariale per modificare il disegno iniziale. Questa inaugurazione - ha concluso - fatta nonostante la pandemia vuole dare un segno ai ragazzi e all’entroterra perché non voglio attendere un’ora in più per mettere a disposizione i laboratori agli studenti.

La tenacia degli studenti e delle famiglie che hanno creduto nelle istituzioni e nella scuola nonostante le difficoltà è stata sottolineata dal sindaco Rosa Piermattei: “Abbiamo avuto tante difficoltà - ha esordito - ma con l’aiuto di giovani ce l’abbiamo fatta. Questa è la prima visita del presidente Acquaroli nella nostra città: potrà vedere quanto è bella e quanto vogliamo che lei ne sia orgoglioso. Siamo pochi oggi, ma siamo tanti. Noi con il presidente Pettinari abbiamo lottato perché la scuola è fondamentale, ora dobbiamo andare avanti ed essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Siamo stati tutti un’ottima squadra e porteremo presto a casa anche il risultato della nuova sede”.
Dal 2016 ad oggi sono stati due i dirigenti dell’istituto che hanno attraversato le difficoltà dei lavori: Rita Traversi prima e Sandro Luciani negli ultimi due anni: “Il mio ultimo appello - ha detto il preside - è per gli arredi ed i macchinari che dovranno essere acquistati per i laboratori, perché anche il premier Mario Draghi ha ribadito l’importanza degli istituti tecnici. Le nostre scuole potranno preparare gli studenti grazie ai necessari strumenti all’avanguardia”.

Poi l’assist di Luciani al presidente Acquaroli che, con l’ordinanza di chiusura delle scuole, non ha permesso la presenza degli studenti all’inaugurazione: “Avrei voluto io per primo non emettere quella ordinanza - ha ammesso - ma abbiamo obblighi civili e morali. Ritengo che l’andamento dell’epidemia in provincia di Ancona ed ora anche in provincia di Macerata, si sta facendo sentire, soprattutto sulle fasce scolari quindi è giusto prendere provvedimenti necessari per mettere in sicurezza tutti. Non possono esserci formazione, economia, socialità se non c’è la salute. Richiudere le scuole è stato pesante.
Abbiamo bisogno di rilanciare la nostra regione e la nostra provincia e chi, più degli istituti tecnici, può essere uno strumento di rilancio. Abbiamo decine di imprenditori partiti dagli istituti tecnici che poi hanno realizzato imprese e oggi danno lavoro a migliaia di persone. Il segnale che va raccolto è proprio o questo. Bisogna mettere le nuove generazioni in grado di poter fare quello che i nostri genitori hanno fatto prima di loro. Servono scuole all’altezza, infrastrutture in grado di supportare le sfide dei giovani e i valori che sono il sinonimo della mostra regione.
Il taglio del nastro - ha concluso - è qualcosa che personalmente non mi appartiene, ma ringrazio i miei predecessori per questo traguardo. Queste strutture, che sono state il sacrificio di tanti, dovranno essere curate dagli studenti per essere trasformate in qualcosa di straordinario”.
A chiudere, il cardinale Edoardo Menichelli, con un monito alle istituzioni ed ai giovani: “Siamo nel periodo che precede la Pasqua, mi auguro che questa inaugurazione sia per la cotta e per l’è troverà il primo passo della Pasqua. La scuola, la sanità, l’ecologia, non sono né di destra né di sinistra: vorrei che all’interno delle istituzioni si discutesse, ma alla fine si trovasse l’armonia nelle diversità, per il bene comune. I risultati si ottengono con delle buone relazioni. Dobbiamo ritrovare una dimensione umana, di qualità. Il sisma ha toccato molto questa provincia, se noi ricostruiamo le case ma non pensiamo alla cultura ed al lavoro, nel territorio non ci abiterà nessuno, non vorrei che il nostro entroterra maceratese abbia una desertificazione senza sabbia. Ci vorrà tempo - ha concluso prima di rivolgersi ai giovani - . La scuola è fatica: faticate sopra i libri per il futuro delle comunità”.

GS
Il paradosso dei laboratori, infatti, è stato proprio quello di un cantiere cominciato prima del 2016 e fermato dal terremoto.
“Questa realizzazione - ha detto - è stata programmata prima del sisma, nel 2014 decidemmo di individuare, come Provincia, alcuni edifici strategici che in caso di calamità potessero essere sedi sicure per ospitare i cittadini e decidemmo di inserire i laboratori di San Severino tra questi, perché avevano bisogno di interventi. La Regione fece un bando, noi partecipammo e ottenemmo il 75% dell’intero fondo per la demolizione e la ricostruzione dei laboratori. Appaltammo a giugno 2016 e demolimmo a luglio. Avevamo cominciato con il cantiere che poi è stato fermato dal sisma. Noi avevamo progettato l’intervento in seno alla scuola, e abbiamo poi dovuto aggiungere i servizi e aspettare il progetto della struttura commissariale per modificare il disegno iniziale. Questa inaugurazione - ha concluso - fatta nonostante la pandemia vuole dare un segno ai ragazzi e all’entroterra perché non voglio attendere un’ora in più per mettere a disposizione i laboratori agli studenti.

La tenacia degli studenti e delle famiglie che hanno creduto nelle istituzioni e nella scuola nonostante le difficoltà è stata sottolineata dal sindaco Rosa Piermattei: “Abbiamo avuto tante difficoltà - ha esordito - ma con l’aiuto di giovani ce l’abbiamo fatta. Questa è la prima visita del presidente Acquaroli nella nostra città: potrà vedere quanto è bella e quanto vogliamo che lei ne sia orgoglioso. Siamo pochi oggi, ma siamo tanti. Noi con il presidente Pettinari abbiamo lottato perché la scuola è fondamentale, ora dobbiamo andare avanti ed essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Siamo stati tutti un’ottima squadra e porteremo presto a casa anche il risultato della nuova sede”.
Dal 2016 ad oggi sono stati due i dirigenti dell’istituto che hanno attraversato le difficoltà dei lavori: Rita Traversi prima e Sandro Luciani negli ultimi due anni: “Il mio ultimo appello - ha detto il preside - è per gli arredi ed i macchinari che dovranno essere acquistati per i laboratori, perché anche il premier Mario Draghi ha ribadito l’importanza degli istituti tecnici. Le nostre scuole potranno preparare gli studenti grazie ai necessari strumenti all’avanguardia”.

Poi l’assist di Luciani al presidente Acquaroli che, con l’ordinanza di chiusura delle scuole, non ha permesso la presenza degli studenti all’inaugurazione: “Avrei voluto io per primo non emettere quella ordinanza - ha ammesso - ma abbiamo obblighi civili e morali. Ritengo che l’andamento dell’epidemia in provincia di Ancona ed ora anche in provincia di Macerata, si sta facendo sentire, soprattutto sulle fasce scolari quindi è giusto prendere provvedimenti necessari per mettere in sicurezza tutti. Non possono esserci formazione, economia, socialità se non c’è la salute. Richiudere le scuole è stato pesante.
Abbiamo bisogno di rilanciare la nostra regione e la nostra provincia e chi, più degli istituti tecnici, può essere uno strumento di rilancio. Abbiamo decine di imprenditori partiti dagli istituti tecnici che poi hanno realizzato imprese e oggi danno lavoro a migliaia di persone. Il segnale che va raccolto è proprio o questo. Bisogna mettere le nuove generazioni in grado di poter fare quello che i nostri genitori hanno fatto prima di loro. Servono scuole all’altezza, infrastrutture in grado di supportare le sfide dei giovani e i valori che sono il sinonimo della mostra regione.
Il taglio del nastro - ha concluso - è qualcosa che personalmente non mi appartiene, ma ringrazio i miei predecessori per questo traguardo. Queste strutture, che sono state il sacrificio di tanti, dovranno essere curate dagli studenti per essere trasformate in qualcosa di straordinario”.
A chiudere, il cardinale Edoardo Menichelli, con un monito alle istituzioni ed ai giovani: “Siamo nel periodo che precede la Pasqua, mi auguro che questa inaugurazione sia per la cotta e per l’è troverà il primo passo della Pasqua. La scuola, la sanità, l’ecologia, non sono né di destra né di sinistra: vorrei che all’interno delle istituzioni si discutesse, ma alla fine si trovasse l’armonia nelle diversità, per il bene comune. I risultati si ottengono con delle buone relazioni. Dobbiamo ritrovare una dimensione umana, di qualità. Il sisma ha toccato molto questa provincia, se noi ricostruiamo le case ma non pensiamo alla cultura ed al lavoro, nel territorio non ci abiterà nessuno, non vorrei che il nostro entroterra maceratese abbia una desertificazione senza sabbia. Ci vorrà tempo - ha concluso prima di rivolgersi ai giovani - . La scuola è fatica: faticate sopra i libri per il futuro delle comunità”.

GS
Sono 15 i giovani identificati dai Carabinieri e deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, in seguito alla maxi rissa scoppiata poco dopo le ore 20 nella piazza di Corridonia lo scorso 20 febbraio. La pattuglia della Stazione Carabinieri di Corridonia era intervenuta nelle immediatezze del fatto riuscendo a risalire alle generalità dei pochi rimasti presenti, uno dei quali presentava delle vistose ferite al naso. Le successive indagini svolte attraverso l’ascolto dei testimoni e la visione delle telecamere comunali hanno tuttavia consentito di identificare tutti i partecipanti alla rissa, 15 giovani di Corridonia di età compresa tra i 25 e i 19 anni, ad esclusione del ferito che ne ha 45.
Secondo la ricostruzione fatta dai militari dell’Arma, i dissapori sarebbero scaturiti da gelosie e rivalità in amore di un giovane nei confronti della propria fidanzata presente sulla piazza e, anch’essa coinvolta e denunciata. Ne sarebbe nata una discussione accesa col rivale in amore. Tutti e 15 i partecipanti sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata per il reato di rissa.
Secondo la ricostruzione fatta dai militari dell’Arma, i dissapori sarebbero scaturiti da gelosie e rivalità in amore di un giovane nei confronti della propria fidanzata presente sulla piazza e, anch’essa coinvolta e denunciata. Ne sarebbe nata una discussione accesa col rivale in amore. Tutti e 15 i partecipanti sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata per il reato di rissa.
c.c.
Nuovo assaggio di normalità all'interno del centro storico di Camerino. L'amministrazione comunale ha provveduto a riposizionare alcune panchine in piazza Garibaldi per consentire una sosta più lunga a coloro che dopo la riapertura del corso Vittorio Emanuele II, sempre più numerosi si vedono passeggiare nel cuore della città.
“Per rendere più ospitali gli spazi che vogliamo tornare a vivere nella quotidianità e prenderci cura della nostra città servono piccole attenzioni – afferma il sindaco Sandro Sborgia - Noi ce la mettiamo tutta, convinti ad andare avanti su questa strada”.
E' in questa direzione e con la finalità di riuscire a tenere sempre più pulite le vie che si è deciso di riposizionare anche i cestini dei rifiuti in piazza Caio Mario e sul corso principale.
Pandemia permettendo, l’amministrazione comunale sta inoltre lavorando a una serie di eventi ed iniziative da riportare in un centro storico che molto presto potrà rianimarsi anche grazie alla riapertura di alcune attività commerciali.
"In questo senso la riduzione della zona rossa in via Largo Boccati che non solo consentirà la riapertura dell'attività di ristorazione "Noè" - continua il sindaco Sborgia- ma anche il rientro a casa delle famiglie che proprio in quella zona hanno abitazioni agibili. L'idea di fondo è quella di restitutire un'aria di normalità ad un luogo caro a tutti e per quasi 5 anni interdetto. I segni di sofferenza sono ancora evidenti- conclude Sandro Sborgia- ma adesso dobbiamo pensare solo ad andare avanti e, pezzetto dopo pezzetto, a riappropriarci della nostra città cercando di metterla a posto. Ognuno di noi in questo cammino deve fare la sua parte e, per quel che ci riguarda, noi stiamo cercando di fare in modo che tutte le operazioni siano le più veloci possibile".
c.c.
“Per rendere più ospitali gli spazi che vogliamo tornare a vivere nella quotidianità e prenderci cura della nostra città servono piccole attenzioni – afferma il sindaco Sandro Sborgia - Noi ce la mettiamo tutta, convinti ad andare avanti su questa strada”.
E' in questa direzione e con la finalità di riuscire a tenere sempre più pulite le vie che si è deciso di riposizionare anche i cestini dei rifiuti in piazza Caio Mario e sul corso principale.
Pandemia permettendo, l’amministrazione comunale sta inoltre lavorando a una serie di eventi ed iniziative da riportare in un centro storico che molto presto potrà rianimarsi anche grazie alla riapertura di alcune attività commerciali.
"In questo senso la riduzione della zona rossa in via Largo Boccati che non solo consentirà la riapertura dell'attività di ristorazione "Noè" - continua il sindaco Sborgia- ma anche il rientro a casa delle famiglie che proprio in quella zona hanno abitazioni agibili. L'idea di fondo è quella di restitutire un'aria di normalità ad un luogo caro a tutti e per quasi 5 anni interdetto. I segni di sofferenza sono ancora evidenti- conclude Sandro Sborgia- ma adesso dobbiamo pensare solo ad andare avanti e, pezzetto dopo pezzetto, a riappropriarci della nostra città cercando di metterla a posto. Ognuno di noi in questo cammino deve fare la sua parte e, per quel che ci riguarda, noi stiamo cercando di fare in modo che tutte le operazioni siano le più veloci possibile".
c.c.
