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Proseguono i controlli delle forze di polizia per prevenire le cosiddette “stragi del sabato sera” in particolare lungo la fascia costiera della provincia di Macerata.

Nel corso del servizio, che ha visto impegnate nel fine settimane pattuglie della Polstrada e agenti del commissariato di Civitanova Marche, sono state ritirate 28 patenti per guida in stato di ebbrezza , di cui 26 a uomini di età compresa tra 18 e i 32 anni e 2 a donne di età oltre i 32 anni, con un totale di 312 punti decurtati.

Nel corso dei controlli, un’auto, il cui conducente è risultato positivo all’alcoltest. ha forzato il posto di controllo ma è stata immediatamente inseguita e bloccata dalla Polizia Stradale.

Sono state elevate complessivamente 35 sanzioni al codice della strada e ritirate 2 carte di circolazione come sanzioni accessorie.
Stop alla cessione del credito e allo sconto in fattura per i bonus edilizi. Dopo il grido di allarme lanciato dai tecnici e dalle associazioni di categoria del settore si muove anche la politica.

Presentata dal vice presidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui una mozione che impegna il presidente e la giunta a intervenire con urgenza, attraverso anche la Conferenza Stato Regioni, affinchè in sede di conversione del decreto legge, nel dibattito parlamentare possano essere apportate al decreto stesso le opportune modifiche che vadano a tutelare i territori del sisma

"Seppur consapevole che un intervento capace di definire con certezza i confini di queste misure fosse necessario e improrogabile, sono molto preoccupato per le ricadute che l’attuazione di questo decreto legge potrà avere nell’area del cratere sismico - dichiara il vice presidente Pasqui - Siamo ormai al settimo anno dal devastante terremoto del 2016 e la ricostruzione vera ha appena visto la luce, dopo aver a lungo stentato a partire. Lo stop alle agevolazioni sull’edilizia rischia concretamente di mettere una pietra tombale sulla ripartenza dei territori colpiti dal sisma, con conseguenze devastanti su tutto il comparto edile. Non ultimo, questa misura andrebbe a creare una vera e propria disparità di trattamento fra gli stessi cittadini terremotati, con quelli che hanno subito pochi danni e hanno potuto usufruire delle agevolazioni e quelli del “cratere vero” i quali, oltre a non aver ancora visto la ricostruzione, non potranno avere accesso ai bonus".
L’Agenzia del Demanio, con il coordinamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in stretta sinergia con il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli ed il Sottosegretario Lucia Albano, delegata al MEF per la ricostruzione post sisma, ha presentato in Prefettura di Macerata il piano degli interventi edilizi di ricostruzione e adeguamento sismico ed energetico degli edifici in uso al Ministero dell’Interno nella provincia di Macerata.

Sotto la supervisione del Prefetto Flavio Ferdani, sono stati avviati dall’Agenzia 15 interventi, di cui 2 a favore dei Vigili del Fuoco e 13 dell’Arma dei Carabinieri. Le opere sono finanziate in parte con fondi del Commissario Straordinario alla Ricostruzione, circa 47 milioni di euro, e circa 5 milioni di euro dall’Agenzia del Demanio. Obiettivo comune è quello di garantire il completamento della maggior parte delle opere entro 3 anni. Nel corso del 2023 verranno aperti il 60% dei cantieri ed il restante nei primi mesi del 2024.

I primi interventi sono previsti ad aprile a Castelsantangelo sul Nera, a maggio a Pieve Torina, nel mese successivo Fiastra e a seguire gli altri a Camerino, Castelraimondo, Serravalle del Chienti, Tolentino, San Severino, Visso, Ussita.
Sui terremotati e sulla ricostruzione post sisma è pronta ad abbattersi l'ennesima doccia fredda. Clamorosa è infatti l'emanazione  del decreto legge numero 11 approvata dal Governo e pubblicata in Gazzetta il 16 febbraio 2023  che prevede lo stop di tutte le cessioni di bonus fiscali. Così il Governo ha in pratica disattivato  la norma quadro che regola le cessioni (articolo 121 del decreto rilancio). 
Tra le misure previste,  in vigore da oggi 17 febbraio, anche il blocco all’acquisto dei crediti d’imposta da parte delle Regioni.
L’intervento generalizzato rischia di mandare sottosopra il settore dell’edilizia, con conseguenze su imprese, contribuenti e banche. Drammatiche le ripercussioni che graveranno sulle aree colpite dal sisma del 2016 e dove, da oltre sei anni a questa parte la riparazione dai danni è poco più che accennata.
 

Fortemente polemico al riguardo, è l'ingegnere Roberto Di Girolamo, sempre molto attento a tutte le questioni attinenti alla ricostruzione post sisma.   
«Di fatto l'emanazione di questo decreto farà scendere la pietra tombale sulla ricostruzione - afferma l'ingegnere -. Infatti, allo stato attuale, la ricostruzione si basa su due pilastri: un contributo statale che viene elargito appunto dalla struttura commissariale che però non è sufficiente a coprire la totalità dei costi necessari 
Nel 95 percento dei casi , ciò che elargisce lo Stato per la semplice ricostruzione non si rivela pienamente sufficiente, pertanto, ci sono i cosiddetti accolli ovvero alcune somme  che dovrebbero tirar fuori i cittadini per poter coprire quello che lo stato non paga ai terremotati con il contributo 
Con questo decreto, di fatto il governo blocca la cessione del credito e lo sconto in fattura per tutti i lavori di superbonus.Fino ad ieri si poteva accedere ai fondi del superbonus per poter evitare l’accollo. Da oggi invece tale procedura non è più possibile, solo se hai capienza fiscale personale (cioè paghi tante tasse, cioè sei benestante) potrai scontare questi bonus,altrimenti resti fuori. 
Proprio per coprire quello che non era suffciente, il commissario Legnini e il precedente governo avevano trovato una soluzione prevedendo la possibilità di usufruire dei benefici del superbonus 110%,, nel senso che per gli accolli si sarebbero potuti utilizzare questi benefici fiscali. Ad oggi, togliendo la possibilità delle imprese di fare lo sconto in fattura e togliendo la possibilità alle imprese di poter dare questi crediti alle banche, sostanzialmente l'accollo rimane a carico del cittadino.
Siccome il 90 percento delle persone non vuole o non può spendere su questa ricostruzione, chiaramente la ricostruzione si blocca; teniamo conto di un altro fatto e cioè che la legge quadro del sisma n. 189 nelle premesse dice che verrà risarcito il 100%: in questa maniera dunque ci si deve attenere anche quanto scritto nella norma. 
Chi rimane a bocca asciutta? Secondo l’ultimo report del commissario, almeno 23mila  edifici che sono collocati nelle zone più sfortunate del cratere sismico, cioè quelle oggetto di perimetrazione o nei centri storici dove è più difficile lavorare.
Per tutte le domande semplificate presentate - prosegue Di Girolamo - sarà normale il passaggio alla nuova piattaforma e al testo unico (che contiene notevoli vantaggi), ma non è chiaro cosa succederà in questo passaggio, compreso se verranno considerate come nuova presentazione o meno

Esclusi da questa eclatante novità sono tutti gli interventi già avviati, tuttavia, personalmente ho qualche dubbio - conclude  -. Il problema è che la norma è uscita ieri sera e, leggendola,  sinceramente sono rimasto un po' perplesso.  Infatti, se in questi casi è possibile continuare a fare la cessione del credito e lo sconto in fattura, poi questi crediti dove li mandiamo?  Se nel giro di due mesi e mezzo tre, lo Stato cambia almeno tre volte questa modalità di cessione del credito, mi chiedo quale certezza abbiamo noi nell'andare a fare la ricostruzione». 
C.C.
 







«Apprendo la notizia che il Governo nazionale ha messo uno stop alla cessione del credito e allo sconto in fattura per i bonus edilizi, con un decreto legge - approvato nel Consiglio dei Ministri del 16 febbraio 2023 e poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale in tarda serata - che vieta le due note procedure di opzione alternativa alla fruizione diretta per le agevolazioni fiscali che prima lo prevedevano». Così il vicepresidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui, preoccupato delle ricadute negative che l'attuazione del decreto legge potrà comportare per le aree del Cratere sismico.

«Il testo modifica la disciplina riguardante la cessione dei crediti d’imposta relativi a spese per gli interventi in materia di recupero patrimonio edilizio(Bonus Ristrutturazioni);efficienza energetica (Ecobonus) , Superbonus 110%, misure antisismiche (Sismabonus); facciate;impianti fotovoltaici;colonnine di ricarica; barriere architettoniche (Bonus Barriere 75%) - spiega Pasqui

Si prevede, inoltre, l'abrogazione delle norme che prevedevano la possibilità di cedere i crediti relativi a spese per interventi di riqualificazione energetica e di interventi di ristrutturazione importante di primo livello (prestazione energetica) per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo dei lavori pari o superiore a 200mila euro; spese per interventi di riduzione del rischio sismico realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali o realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3, mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano alla successiva alienazione dell’immobile.
Si tratta, di fatto, di tutti i tipi di agevolazioni edilizie ad oggi esistenti.

Seppur consapevole che un intervento capace di definire con certezza i confini di queste misure fosse necessario e improrogabile - prosegue il vice presidente del onsiglio regionale - sono molto preoccupato per le ricadute che l’attuazione di questo decreto legge potrà avere nell’area del cratere sismico. 
Siamo ormai al settimo anno dal devastante terremoto del 2016 e la ricostruzione vera ha appena visto la luce, dopo aver a lungo stentato a partire. 

Lo stop alle agevolazioni sull’edilizia rischia concretamente di mettere una pietra tombale sulla ripartenza dei territori colpiti dal sisma, con conseguenze devastanti su tutto il comparto edile. 

Non ultimo - conclude Pasqui -, questa misura andrebbe a creare una vera e propria disparità di trattamento fra gli stessi cittadini terremotati, con quelli che hanno subito pochi danni e hanno potuto usufruire delle agevolazioni e quelli del “cratere vero” i quali, oltre a non aver ancora visto la ricostruzione, non potranno avere accesso ai bonus.

Faccio appello quindi alla sensibilità dei parlamentari di Forza Italia, presso i quali sarà mia premura intervenire, affinchè in sede di conversione del decreto legge, nel dibattito parlamentare possano essere apportate le opportune modifiche che vadano a tutelare i territori del sisma i quali, mai come stavolta, rischiano di scomparire definitivamente e con loro tutto il patrimonio storico, umano, culturale che da millenni conservano.


Alessandra e Ginevra, siete imprenditrici vincenti. C’è un filo rosso che passa per l’Appennino e unisce Sassocorvaro, nel pesarese, a Cupi di Visso, in provincia di Macerata. È la qualità di due realtà marchigiane, l’azienda agricola Cau & Spada e la Cantina Coppacchioli Tattini, riconosciute da Imprese Vincenti, il progetto di Intesa Sanpaolo dedicato alla valorizzazione delle pmi italiane d’eccellenza.
Lo rende noto Coldiretti Marche all’indomani della tappa del premio dedicata all’Agribusiness che si è tenuta a Torino.
Alessandra Spada è stata premiata per la qualità di una produzione che ha saputo mantenere l’intero ciclo produttivo interno: dal filo d’erba che l’animale bruca alla vendita finale. Allevamento, coltivazioni biologiche e un caseificio agricolo che ha saputo investire in innovazione, sostenibilità, benessere animale riuscendo anche a conquistare i mercati esteri, soprattutto in Francia e Regno Unito.
Alla giovanissima Ginevra Coppacchioli è andata invece una menzione speciale “Per il particolare legame con il territorio, la valorizzazione del made in Italy e l’introduzione di innovazione”. La sua azienda sorge a Cupi, frazione a circa 1000 metri sul livello del mare del piccolo comune di 
Visso (994 abitanti totali), uno dei luoghi più danneggiati dal terremoto del 2016 e prima ancora da quello del 1997. Qui con forza, determinazione, pazienza e una buona dose di coraggio ha preso forma l'idea di recuperare un antico vitigno: il Cupatto. Si tratta di un Pecorino autoctono della zona la cui produzione si era perduta ed è stata ripresa per riportare in bottiglia il "vino più alto (inteso come altitudine, ndr) delle Marche". Un progetto che sembrava impossibile. Per il quale Ginevra e la sua famiglia sono stati additati come pazzi. Ma non di follia si tratta, quanto di amore e devozione sconfinata verso questo piccolo paese chiamato Cupi. Il vigneto rappresenta il desiderio di onorare la tradizione, di raccontare una storia. Di resistere con tenacia e portare avanti la passione e il sogno attraverso il duro lavoro. “Un gran bella soddisfazione per le imprenditrici, per le loro famiglie ma anche per quelle aree interne e marginali che riescono a essere protagoniste grazie alla loro bellezza, alle loro tradizioni e al lavoro tenace di eroi ed eroina della terra” commentano da Coldiretti Marche.  
Quattro persone denunciate e oltre 2600 articoli di moda sequestrati è il bilancio dei controlli anticontraffazione eseguiti dai militari della Guardia di Finanza di Civitanova Marche.

Le Fiamme Gialle hanno sottoposto a controllo 4 ditte individuali esercenti il commercio all’ingrosso e al dettaglio di calzature, abbigliamento ed accessori di moda, scoprendo la messa in vendita di calzature e articoli di pelletteria recanti noti marchi contraffatti tali da indurre il consumatore in inganno circa la provenienza e l’originalità del prodotto in vendita.

Conseguentemente sono stati sottoposti a sequestro probatorio complessivamente oltre 2.600 articoli di moda, in relazione ai reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, vendita di prodotti industriali con segni mendaci e ricettazione. Illeciti penali per cui i titolari delle imprese controllate sono stati deferiti, a piede libero, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata.
Lavora sulla strada della semplificazione la Cabina di Coordinamento sisma 2016, presieduta dal Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Guido Castelli.

E’ stato, infatti, definito un piano programmatico di riordino di tutte le scadenze inerenti la presentazione dei progetti della ricostruzione privata, con particolare riferimento a quelli riguardanti i titolari di Contributo di autonoma sistemazione (Cas), Soluzioni abitative di emergenza (Sae) e altre forme di assistenza.

L’Ordinanza prevede il riallineamento al termine del 31 maggio di varie scadenze, nelle more dell'adozione dell'atto di programmazione a cui lavoreranno nel frattempo la Struttura commissariale, gli USR e il Dipartimento di Protezione Civile per addivenire anche ad un intervento di rimodulazione del Cas.

Le scadenze traslate al 31 maggio riguardano sia quelle fissate per il 16 febbraio, relative alla presentazione dei progetti dei titolari di Cas e Sae che non avessero già provveduto in forma semplificata, sia quella del 15 marzo per completare i progetti già presentati in forma semplificata.

Nuova finestra per confermare i requisiti del Cas - A fronte di una richiesta territoriale che vede i percettori di Cas esclusi per vari motivi dalla manifestazione di volontà verso il Dipartimento della Protezione Civile fissata nello scorso ottobre 2022, il Commissario Castelli ha riaperto un confronto e definito, in concertazione con le Regioni e la Protezione civile, un nuovo termine per riammettere chi, alla data del 15 ottobre 2022, non avesse presentato pur avendone diritto la dichiarazione per il mantenimento del Cas. In questi casi si avrà tempo fino al 31 marzo per regolarizzare la propria posizione.

Per quanto riguarda la riforma del Cas, e la conseguente definizione di un termine entro il quale presentare il progetto di ricostruzione, Castelli anticipa che “questo lavoro chirurgico dovrà essere effettuato integrando e analizzando i dati provenienti dalla Protezione civile e dai Comuni. Si impone infatti, l'esigenza di limitare, a 6 anni dal sisma, il rischio di comportamenti opportunistici in materia di Cas e assistenza”.
A causa di un intervento di manutenzione dell'acquedotto Collattoni, che alimneta la città di Camerino, da eseguirsi nel centro urbano di Pieve Torina, mercoledì 22 febbraio sarà interrotta l'erogazione di acqua potabile nella città ducale dalle 8 alle 20 o comunque fino al termine dei lavori suddetti.

A darne notizia la ASSM di Tolentino che comunica come l'interruzione del servizio interesserà la zona del centro urbano, con esclusione del centro storico, Arcofiato e Scalette, e della maggior parte delle frazioni e località periferiche.

Non sono, invece, previste interruzioni per le frazioni a ridosso dei versanti montani, quali Morro, Casale, Calcina, Nibbiano, S. Erasmo, Sellano, Selvazzano, Valle S. Martino, Perito, Costa, S. Severo, S. gregorio, Torrone, Sabbieta, Capolapiaggia, Pozzuolo, Teggiole, Statte, Campolarzo, Sfercia, Valdiea, Polverina.

Per limitare i disagi l'azienda chiede agli utenti di ridurre, ove possibile, il consumo di acqua potabile e di utilizzare i serbatoi di accumulo.
Indire un referendum popolare tra gli studenti del liceo classico e i loro genitori per decidere sull’eventuale spostamento di dieci classi del liceo “Filelfo” dall’attuale struttura ex Quadrilatero ai locali dell’ex orfanotrofio in via Tambroni, in via di ristrutturazione da parte dell’amministrazione comunale.

E’ quanto propongono congiuntamente i direttivi della Lega e di Forza Italia di Tolentino.

"Sulla pelle dei ragazzi, degli studenti non si deve e non si può fare speculazione politica – si legge nella nota congiunta - Le uniche persone deputate ad esprimere il proprio parere in merito, infatti, dovrebbero essere gli stessi studenti e i loro genitori. Per noi, infatti, lo strumento per prendere una decisione definitiva è quello del referendum popolare.

Chiediamo, infatti, all’amministrazione comunale di Tolentino e all’Istituto “Filelfo” di prendere in considerazione la possibilità di chiamare esclusivamente studenti e genitori del Liceo Classico ad esprimersi con un sì o con un no all’ipotesi di spostamento delle classi in centro. Tertium non datur.

Il referendum è la massima espressione di democrazia, l’unico strumento di democrazia diretta rimasto a disposizione delle istituzioni per dare voce ai cittadini.

In base all’esito del referendum, così, si potrà prendere una decisione ultima e definitiva accettata da tutti sulla base delle più elementari regole democratiche".


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