San Ginesio, rappresentata dal suo sindaco Giuliano Ciabocco nonché Vicepresidente Nazionale
dell’Associazione.
Grazie alle attività di promozione turistica e valorizzazione dei territori messa in campo in questi anni
dall'Associazione Paesi Bandiera Arancione, la delegazione di rappresentanti guidata da Giuliano
Ciabocco e composta da otto comuni Bandiera Arancione come San Ginesio, Dolceacqua, Palena,
Mercatello sul Metauro, Gradara, Lucignano, Castelnuovo Magra e Aggius è stata invitata a
partecipare in Cina dall’Associazione del Popolo della Provincia di Jiangsu per l’Amicizia con
l’Estero al “Jiangsu International Forum on Development of Themed Towns”, evento
denominato “Borghi caratteristici” in programma dal 4 all'8 novembre 2019.
"Sarà un’importantissima opportunità - commenta il primo cittadino - per rafforzare gli scambi internazionali e la cooperazione tra i
paesi coinvolti considerando che i temi proposti nel convegno si concentreranno su concetti di
gestione per lo sviluppo dei comuni in chiave culturale e turistica, ma non mancherà di certo la
possibilità di scambiarsi esperienze e buone pratiche per incentivare la tutela e conoscenza della
qualità e delle risorse paesaggistiche, artistiche e storiche dei territori.
Il modello turistico dei Paesi Bandiera Arancione certificati dal Touring Club Italiano, non solo
rappresenta un simbolo del Made Italy per tipicità della propria identità, ma si differenzia da altri
modelli turistici grazie alla conservazione e al sostegno delle tradizioni produttive locali
potenzialmente capaci di rispondere ad una domanda globale al fine di migliorare anche l'offerta
internazionale".
GS
Ogni albergatore invita gli altri tre nella propria struttura ed insieme a Bruno Barbieri i concorrenti assegneranno i loro voti.
La scelta dello chef nel borgo ginesino è ricaduta sul Wabi Sabi, antica locanda in stile giapponese chiamata Bio-Ryokan: l’esclusività di un luogo dove poter ritrovare la pace e il benessere psicofisico, seguendo l'antica filosofia Giapponese Wabi Sabi, che esprime un ideale estetico poetico e semplice, legato alla via e alla cerimonia del tè verde, alla meditazione e dove chi entra sarà sempre accolto dalla gentilezza e disponibilità dei proprietari Riki e Serenella.
Il sindaco Giuliano Ciabocco, questa mattina, accompagnato dall’assessore Alessandrini ha avuto occasione di conoscere lo chef e di raccogliere in anteprima le sue impressioni.
Barbieri si è mostrato entusiasta della struttura in cui è stato accolto ed è rimasto colpito dalla possente cinta muraria e in generale dalla bellezza del paese che, nonostante le ferite inferte dal sisma, riesce ancora a trasmettere al visitatore la magia di un antico borgo dal passato glorioso e millenario.
Una scelta che deriva dalla vicinanza con il parco della Rimembranza e perchè ci piaceva come simbolo di identità nazionale. Sarà illuminata tutta la cinta muraria con un nuovo progetto che valoirizzarà i quattro km della cinta. Ho chiesto sistemi - aggiunge il sindaco - che possano far variare i colori delle luci anche per dare una identità alle quattro porte, così da fare in modo che nelle giornate del Palio vengano illuminate ognuna con il proprio colore".
GS
Ancora in questi giorni, mentre il suono della prima campanella si avvicina, proprio a Macerata si sta tenendo il campo estivo Verde estate, nella struttura di Villa Cozza. I laboratori organizzati dagli educatori sono occasione di scambio intergenerazionale fra i bimbi e i nonni, verso il rafforzamento della dimensione comunitaria. Ad organizzare il campo è l’associazione Anima Giovani asd, una delle quaranta realtà del Terzo settore che si sono mobilitate.

Il progetto Resiliamoci ha fatto dei campi estivi uno strumento per il contrasto alla povertà educativa che rischia di radicarsi nei territori spopolati dal sisma. Aperti a tutti in forma gratuita, vi hanno partecipato anche minori rimasti senza casa dopo la scossa del 2016 e che da allora hanno conosciuto la vita da sfollati, il soggiorno nei container e nelle Sae, l’attesa infinita della ricostruzione.
L'argomento sarà approfondito con una intervista all'educatrice Rachele Pallotto nella prossima edizione del settimanale L'Appennino Camerte.
GS
Che sarebbe stata una giornata speciale il 24 agosto, e non solo per la ricorrenza dei tre anni dal sisma, lo si è capito sin dal mattino, quando a Visso hanno cominciato ad arrivare persone e richieste da ovunque, per poter assistere allo spettacolo di Giorgio Felicetti. Nonostante l’incertezza di un meteo che prometteva pioggia, in tanti, vissani e non, erano a caccia di un posto nella centralissima piazza di Visso, la ”zona rossa” che rimane, nonostante la devastazione, una delle piazze più belle d’Italia. E la pioggia è arrivata puntuale, nel pomeriggio, così il toccante incontro tra le scrittrici Simona Vinci e Lucia Tancredi sui temi di “Coraggio e paura, si è tenuto nei locali provvisori del comune.
L’attesa dei tanti, che scrutavano nell’aria le nubi minacciose, è stata poi premiata in serata, quando l’imponente organizzazione impeccabile del Comune, dei Vigili del Fuoco, e dell’Esercito, è riuscita a far entrare gli spettatori, tutti con il casco di sicurezza. Il momento dell’ingresso in piazza delle persone, insieme vissani e non, è stato indescrivibile: molti abitanti di Visso non erano mai più entrati nella loro piazza, è stato per loro il vero ritorno a casa: e lì è iniziata quella forte commozione, che, alle prime battute di Giorgio Felicetti, si è amplificata ulteriormente ed è continuata sino alla fine del racconto teatrale, quando il pubblico è scattato in piedi per una standing ovation e si è liberato in un applauso interminabile. Molte le lacrime durante lo spettacolo, allestito dentro e sopra le macerie, con l’attore che si muoveva nello spazio devastato, con le luci che davano una visione di terribile bellezza di tutto l’ambiente dentro la piazza. E tutto il pubblico alla fine ha circondato l’attore per ringraziarlo in una stretta di mano collettiva.
“Qui torniamo veramente al senso più antico del teatro” dice Felicetti (nella foto sotto) “a quel rito primordiale, a quel senso laico di una comunità che si ritrova per ascoltare la propria storia, il proprio destino, per l’elaborazione del proprio dolore; è stata una vera catarsi collettiva. Si va oltre il valore della pura rappresentazione teatrale, si arriva al sentire più profondo di ogni persona che ha vissuto questa tragedia. Avreste dovuto vedere come ha reagito il pubblico qui, la reazione e la commozione sono molto forti, certo si è pianto insieme, c’è stata anche e soprattutto qui, una reazione fisica alla rappresentazione, ma alla fine tutto si scioglie come in una grande liberazione. E’ un percorso psicanalitico, le persone si abbracciano tra di loro, abbracciano me. Stasera anche in me è stata forte la commozione, credo si avvertisse, mi sento ancora dentro ogni centimetro di questa piazza, ogni pietra. E lo sguardo dei presenti, è uno sguardo indimenticabile, non descrivibile. Quanto accaduto stasera, credo rimarrà per sempre nella memoria di questa collettività, ognuno, me compreso, un giorno dirà: io c’ero”. Ed in effetti, a Visso i commenti ora sono di una bellissima serata indimenticabile.
E mercoledì 28 agosto, il rito si ripeterà a Monte Cavallo: anche qui nella centrale piazza del Comune di uno dei borghi più piccoli e forse per questo più dimenticati del cratere maceratese.
La celebrazione ci sarà alle 10.30 e sarà presieduta da padre Paolo Benanti, ministro provinciale del Terzo Ordine Regolare di San Francesco.
Autore dell'altare il maestro Luigi Ferretti a cui l'opera è stata commissionata dal parroco padre Antonio Tripaldi.
"Questo altare - spiega l'artista tolentinate - nasce da una richiesta di padre Antonio per utilizzare l'unico luogo dove, dopo il sisma che ha danneggiato le chiese, è possibile praticare il culto.
L'altare - prosegue Ferretti - vuole essere la testimonianza dei cittadini di San Ginesio che hanno finora portato alta la cristianità e continuano a farlo. E' sorretto da dodici elementi lignei che fanno da supporto al piano dell'altare e che rappresentano i dodici apostoli e, al tempo stesso, l'essere umano e i cittadini di San Ginesio.
Sotto a questo piano c'è una grande Eucarestia sospesa nel vuoto.
E' un segno di continuità e pacifica contrapposizione all'immobilismo dei nostri tempi. Vuole essere una ricerca culturale per affrontare il futuro. Proprio per questo vede anche la scultura di Maria Vergine, suprema maestra dell'accoglienza, che da sempre ci accompagna nel cammino della vita".
Una grande soddisfazione per Luigi Ferretti quella di realizzare la richiesta del parroco: "Ho fatto quest'opera molto volentieri - dice - perchè sono ospite a San Ginesio dal 1982, l'anno in cui ho cominciato ad insegnare all'istituo professionale della città. Quindi per me è un centro molto importante".
GS
Circa trecento gli arcieri in gara che hanno riempito la piazza e le vie del borgo medioevale dandosi battaglia lungo un percorso costituito da venti piazzole, con varie distanze di tiro, sistemate lungo le caratteristiche vie e nelle piazze dello storico borgo chiamato anche come "il balcone dei Sibillini". Una gara resa ancora più ardua e avvincente grazie ad alcune prove originali come ad esempio il "tiro allo spaghetto". L'obbiettivo degli organizzatori di far conoscere e promuovere il borgo medioevale è stato sicuramente raggiunto, vista l'ottima organizzazione della gara, i tantissimi elogi e complimenti dei partecipanti arrivati da fuori provincia e da fuori regione.





gli arcieri premiati con l'assessore Andrea Morichelli sulla destra

gli arcieri premiati con l'assessore Andrea Morichelli sulla destra

Cercasi al massimo 5 fotografi per immortalare i momenti del Palio di San Ginesio. Una rievocazione che si tiene dal 1970 per ricordare le gare disputate dai giovani ginesini addestrati alla difesa del paese, come attività preparatoria all’uso delle armi. L'organizzazione riproduce fedelmente quanto raccontato dai documenti conservati nell'archivio comunale. La manifestazione si svolgerà dal 10 al 15 agosto ed essendo la 50esima edizione, sono attese tante novità e un programma particolarmente ricco. Per l'occasione, l'associazione Tradizioni Sanginesine ha presentato un annuncio con il quale si cercano dei fotografi, al massimo cinque, "desiderosi - si legge nell'avviso - di immortalare con i loro scatti gli eventi che si terranno durante la manifestazione. Gli scatti, oltre che per i fini istituzionali dell’Associazione, saranno utilizzati per realizzare una pubblicazione fotografica della 50esima edizione del Palio". I requisiti che questi fotografi devono avere sono quelli di un fotografo professionale: "I soggetti devono essere dotati di attrezzatura fotografica professionale o semi-professionale e voglia di raccontare il Palio di San Ginesio dal loro punto di vista". La domanda di partecipazione è scaduta ieri sera ma non sono mancate le polemiche sui social e su diversi gruppi di fotografia perché per i cinque fotografi non è previsto alcun compenso o rimborso. A precisarlo è la stessa associazione: "La scelta dei candidati è a completa e insindacabile discrezione dell’Associazione, che può anche ritirare il presente avviso in qualunque momento. Uguale discrezione avrà l’Associazione nella scelta delle foto che andranno a comporre la pubblicazione fotografica e le modalità di realizzazione della stessa. Ai candidati selezionati è richiesta la partecipazione agli eventi, secondo disponibilità concordate, e l’invio (possibilmente il giorno seguente) di parte del materiale fotografico all’Associazione, così da poter essere utilizzato per gli scopi istituzionali durante lo svolgimento della manifestazione. A queste persone è garantito l’accesso gratuito agli eventi con biglietto. Non sono previsti - si legge in conclusione - compensi o rimborsi di alcun tipo".
Come ovvio, questo annuncio è stato poco gradito da chi svolge la professione di fotografo o comunque possiede del materiale professionale o semi-professionale che ha costi elevati, e le polemiche non sono mancate. In molti ritengono che la professioniltà debba essere riconosciuta e ricompensata e che non sia giusto pretendere prestazioni professionali a costo zero.
g.g.
Il reportage fotografico nel Kalimantan (Foresta del Borneo) è stato esposto quest’anno allo “Human Rights Festival” di Bologna.
L’evento è organizzato dall’Associazione “G-Lab laboratorio di idee” e dal “Comune di San Ginesio”, per il progetto ”Lumière: proiezioni, immagini e parole”. Si terrà alle ore 19, nel Loggiato di San Tommaso e Barnaba. L’ingresso è gratuito.
Il progetto fotografico “Neglected Roots” di Laura Frasca affronta il tema della scomparsa, sempre più rapida, della foresta del Borneo. Il pomeriggio inizierà con la visita al reportage fotografico, seguirà il dialogo con l’autrice a cura di Silvia Luciani.
“Ciò che stiamo negando sono le nostre stesse radici, che ci danno sostentamento ed ossigeno - afferma la Frasca - . Cosa comporta nell’immediato la scomparsa della foresta? In primis l’estinzione di flora e fauna endemici. I grandi primati, gli oranghi e le scimmie Nasica sono i primi ad esserne colpiti. Il popolo dei Dayak, deputati da sempre al compito di proteggere la foresta, si stanno omologando alla globalizzazione e arrendendo alla furia cieca delle multinazionali e quindi irrimediabilmente alla perdita della loro foresta”.
L’incontro terminerà con la proiezione del video reportage “Boundless” realizzato da Laura Frasca, Laura Bessega e Silvia Luciani. Un progetto multimediale che è stato esposto allo Human Rights Festival nel 2015, al TedxBologna, "Il mondo delle idee", Torre Unipol di Bologna e al Workout Pasubio di Parma.
GS
Il cantante, che si esibirà domani a Sarnano, è arrivato con Neri Marcorè a San Ginesio, lasciando a bocca aperta grandi e piccini.
Ha fatto visita alle Sae portando dei giochi in dono ai bambini terremotati. Con tanta gentilezza ha cantato qualche canzone con i presenti e poi se n'è andato.
Ancora più attesa, quindi, per il concerto di domani. Mengoni ha infatti dimostrato di aver centrato in pieno lo spirito di RisorgiMarche. Oltre al sold out di stasera al Colle, quello di domani si preannuncia un altro concerto carico di successo ed emozione.
Giulia Sancricca


