Lavoro “nero” e violazioni sulla sicurezza in un cantiere sulla strada provinciale 84. È quanto hanno scoperto i carabinieri della Stazione di Penna San Giovanni nell’ambito del controllo dei cantieri nell’area del cratere sismico. Sanzioni da quasi 20mila euro per i due responsabili dei lavori.

La consueta attività di verifica dei cantieri presenti in tutto il territorio dell’entroterra maceratese, con particolare attenzione ai profili della sicurezza, ha portato i militari di Penna San Giovanni, con il supporto del Nucleo ispettorato del lavoro di Macerata, al controllo di un cantiere attivato per l’esecuzione dei lavori di mitigazione del rischio idro-geologico lungo la SP 84. Sul luogo dei lavori sono emerse diverse violazioni penali e amministrative in materia di sicurezza. Nel dettaglio, all’amministratore dell’impresa sono state contestate l’assenza di addetti al primo soccorso tra il personale, criticità connesse alla viabilità di cantiere per l’assenza di un ingresso idoneo all’area dei lavori e, soprattutto, la presenza di un lavoratore senza regolare assunzione. L’attività imprenditoriale è stata sospesa. Ravvisate inoltre violazioni del Testo Unico sull’Edilizia, vista l’omessa esposizione del cartello di cantiere con tutte le informazioni sull’operatività dei lavori, il committente e le autorizzazioni.

Le violazioni contestate ai due responsabili dei lavori sono state relazionate alla Procura della Repubblica di Macerata, mentre le ammende penali ammontano a circa 14mila euro (maxi-sanzione per lavoro “nero”). Le sanzioni amministrative sono invece da 4mila e 400euro.
Quindici lavoratori irregolari e contributi non versati per oltre 22mila euro. Lo hanno scoperto i militari della Guardia di finanza di Civitanova Marche nell’ambito di un’indagine a contrasto del lavoro sommerso. Denunciato all’ispettorato territoriale del lavoro il legale rappresentante di un’azienda impegnata nel settore delle discoteche.

L’attività delle fiamme gialle è nata grazie alla costante consultazione della banca dati del corpo. Gli indici di pericolosità fiscale hanno indotto i militari ad approfondire la posizione dell’azienda e dei suoi dipendenti. Dai controlli – supportati dalla collaborazione con Inps regionale di Ancona – è emerso che quindici lavoratori non risultavano impiegati in maniera regolare e che, di conseguenza, i contributi in loro favore non erano stati versati. L’omissione supera i 22mila euro.

Scattano dunque le sanzioni pecuniarie all’azienda e la denuncia al titolare. Il legale rappresentante della ditta, risultato essere anche amministratore di fatto, è stato segnalato all’Ispettorato territoriale del lavoro sulla base di quanto dichiarato dai dipendenti.
Un’officina di autoriparazione, completa di macchinari e attrezzature ma priva della licenza per l’esercizio della professione e assente dai registri del Fisco. È quanto hanno rinvenuto i finanzieri della tenenza di Camerino nel territorio del Comune ducale. Dopo una approfondita attività di indagine, i militari sono andati a colpo sicuro, controllando uno stabile nella zona di loro competenza. All’interno dell’immobile hanno rinvenuto macchinari, attrezzature e tutto il materiale necessario per prestare servizio agli automobilisti alla ricerca di un meccanico. Il titolare è in seguito risultato sprovvisto delle licenze e delle autorizzazioni previste dalla legge per l’esercizio di questo tipo di attività. Inoltre non è nemmeno titolare di partita Iva. Per questo i finanzieri lo hanno segnalato alla Camera di Commercio per i relativi procedimenti sanzionatori sul piano amministrativo. La segnalazione è stata inoltrata anche al sindaco di Camerino.

Per quello che riguarda materiali e attrezzature, i militari ne hanno disposto il sequestro. La posizione fiscale del titolare dell’officina abusiva è ora al vaglio degli inquirenti. Gli accertamenti sapranno dire di più sul volume di affari dell’attività e sui proventi illeciti incamerati nel corso del tempo.

Lavoro in nero, nei guai una società che gestisce un ristorante e uno stabilimento balneare a Civitanova. La guardia di finanza, nel corso di controlli, ha trovato ben otto lavoratori completamente in nero. È successo un paio di sere fa sul lungomare Piermanni.

Al momento dell’intervento tutti e otto erano intenti a svolgere le loro mansioni all’interno del ristorante: camerieri, baristi e lavapiatti di età compresa tra i 20 e 30 anni, di cui sei italiani, un albanese e un pakistano. Sei ragazzi e due ragazze. 

Dai primi riscontri eseguiti dai finanzieri è subito emerso che 8 dei 35 lavoratori presenti al lavoro erano sprovvisti del contratto di assunzione e della preventiva comunicazione agli enti preposti. 

Per le situazioni di “lavoro nero” rilevate sono state avviate, da parte dei milita??U?#???̍~?@|?lle di Civitanova Marche, le procedure per l’irrogazione della maxisanzione prevista dall’attuale normativa che va da un minimo di 1.500 euro ad un massimo di 9.000 euro per ciascuna posizione irregolare. 

Nei confronti della società che gestisce il ristorante e lo stabilimento balneare dovrà, inoltre, essere valutata l’applicazione della sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio in quanto il personale accertato in nero supera del 20% il personale impiegato al lavoro al momento dell’accesso.

g.g.

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