"Chiacchierata in osteria", il ’300 a Camerino cosa rimane e come valorizzarlo

Lunedì, 27 Maggio 2024 14:43 | Letto 1052 volte   Clicca per ascolare il testo "Chiacchierata in osteria", il ’300 a Camerino cosa rimane e come valorizzarlo Il “trecento” a Camerino, cosa rimane e come valorizzarlo. Sarà questo l’argomento principe della “Chiacchierata in osteria”, organizzata per questo martedì 28 maggio, a partire dalle ore 18,00, nei locali da poco inaugurati della taverna dell’Armigero, in piazza Umberto I a Camerino. A promuovere liniziativa è lArcheoclub Marca di Camerino in collaborazione con la proloco Moderato da Claudio Enrico Cingolani, l’incontro avrà per relatori Fiorella Paino, presidente di Acrheoclub Marca di Camerino, Don Stefano Carusi e Don Sandro Corradini studiosi di storia antica.   «L’idea di questa “Chiacchierata in osteria”, spiega Cingolani- nasce nel giorno di riaperura della Taverna di Muralto, allorché abbiamo potuto riscoprire e rivivere quei luoghi che abbiamo tanto amato della Camerino passata, sentire l’odore delle mura antiche, in uno di quegli ambienti medievali presenti in città. Il proposito è quello di andare ad approfondire storicamente cosa vivesse Camerino nel periodo del “trecento”, ma andremo ad indagare anche elementi architettonici, databili tra il 1200 fino al 1500, che stanno emergendo durante questa fase della ricostruzione. L’obiettivo è dunque quello di cercare di capire, cosa ancora abbiamo di questo importante periodo storico della città; lo faremo con il contributo di Don Stefano Carusi mentre, Don Sandro Corradini ci parlerà dell’evoluzione delle mura cittadine. Invece, proprio all’inizio della “chiacchierata”, sarà Fiorella Paino a indicarci di come si viveva nel “trecento camerinese, di come ci si vestiva a quel tempo e si socializzava. Sarà una chiacchierata storica nel corso della quale, elementi fotografici ci aiuteranno a capire alcuni temi architettonici dell’epoca - conclude Claudio Enrico Cingolani-. Seguirà un dibattito per capire come andare poi a rivalorizzare o valorizzare questi elementi che ancora rimangono nella città, come possibile ridare importanza a queste significative e antiche testimonianze legate alla storia di Camerino».   C.C.
Il “trecento” a Camerino, cosa rimane e come valorizzarlo. Sarà questo l’argomento principe della “Chiacchierata in osteria”, organizzata per questo martedì 28 maggio, a partire dalle ore 18,00, nei locali da poco inaugurati della taverna dell’Armigero, in piazza Umberto I a Camerino. A promuovere l'iniziativa è l'Archeoclub Marca di Camerino in collaborazione con la proloco

Moderato da Claudio Enrico Cingolani, l’incontro avrà per relatori Fiorella Paino, presidente di Acrheoclub Marca di Camerino, Don Stefano Carusi e Don Sandro Corradini studiosi di storia antica.
  
 «L’idea di questa “Chiacchierata in osteria”, spiega Cingolani- nasce nel giorno di riaperura della Taverna di Muralto, allorché abbiamo potuto riscoprire e rivivere quei luoghi che abbiamo tanto amato della Camerino passata, sentire l’odore delle mura antiche, in uno di quegli ambienti medievali presenti in città.
Il proposito è quello di andare ad approfondire storicamente cosa vivesse Camerino nel periodo del “trecento”, ma andremo ad indagare anche elementi architettonici, databili tra il 1200 fino al 1500, che stanno emergendo durante questa fase della ricostruzione.
L’obiettivo è dunque quello di cercare di capire, cosa ancora abbiamo di questo importante periodo storico della città; lo faremo con il contributo di Don Stefano Carusi mentre, Don Sandro Corradini ci parlerà dell’evoluzione delle mura cittadine. Invece, proprio all’inizio della “chiacchierata”, sarà Fiorella Paino a indicarci di come si viveva nel “trecento camerinese, di come ci si vestiva a quel tempo e si socializzava. Sarà una chiacchierata storica nel corso della quale, elementi fotografici ci aiuteranno a capire alcuni temi architettonici dell’epoca - conclude Claudio Enrico Cingolani-. Seguirà un dibattito per capire come andare poi a rivalorizzare o valorizzare questi elementi che ancora rimangono nella città, come possibile ridare importanza a queste significative e antiche testimonianze legate alla storia di Camerino».
 
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