Si è conclusa nel carceri di Camerino l'udienza di convalida con il fermo di Antonio Tagliata, il 18enne che ha ucciso a colpi di pistola Roberta Pierini, la madre della fidanzatina 16 enne, e ferito gravemente il padre Fabio Giacconi, ricoverato a Torrette in coma irreversibile. Il giovane ha anche accusato un malore, tanto che si è reso necessario l'intervento di un'ambulanza. Appena trasferito nel carcere camerte Tagliata ha anche incontrato l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro.
"Sono, come noto, il cappellano del carcere e come tutte le domeniche sono andato a celebrare la messa - ha raccontato - ma il giovane non era presente alla funzione. Era arrivato nella mattina verso le 5:30 circa, quindi abbiamo deciso di lasciarlo riposare. Poi il comandante del carcere mi ha dato il permesso di incontrarlo nel pomeriggio. Sono rimasto con lui per un'ora e un quarto - ha aggiunto Brugnaro - durante la quale ha pianto molto e abbiamo pregato tanto. Mi ha chiesto della sua fidanzatina, che è in un carcere minorile. L'ho ascoltato e ho cercato di comprenderlo - ha spiegato Brugnaro - poi ho pregato insieme a lui. Mi ha detto di essere molto credente e di sentire il bisogno di pregare, quindi gli ho lasciato un rosario proveniente dalla Terra Santa. Ha voluto pregare per i suoi genitori, per la fidanzata e anche per la mamma di lei. Sono contento di aver visto anche da parte delle guardie carcerarie grande attenzione nei confronti di Antonio - ha concluso monsignor Brugnaro - e il ragazzo mi ha chiesto di tornare ancora da lui a trovarlo".
Tagliata chiede di incontrare ancora Brugnaro
Mercoledì, 11 Novembre 2015 01:00 | Letto 903 volte Clicca per ascolare il testo Tagliata chiede di incontrare ancora Brugnaro Si è conclusa nel carceri di Camerino ludienza di convalida con il fermo di Antonio Tagliata, il 18enne che ha ucciso a colpi di pistola Roberta Pierini, la madre della fidanzatina 16 enne, e ferito gravemente il padre Fabio Giacconi, ricoverato a Torrette in coma irreversibile. Il giovane ha anche accusato un malore, tanto che si è reso necessario lintervento di unambulanza. Appena trasferito nel carcere camerte Tagliata ha anche incontrato larcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro. "Sono, come noto, il cappellano del carcere e come tutte le domeniche sono andato a celebrare la messa - ha raccontato - ma il giovane non era presente alla funzione. Era arrivato nella mattina verso le 5:30 circa, quindi abbiamo deciso di lasciarlo riposare. Poi il comandante del carcere mi ha dato il permesso di incontrarlo nel pomeriggio. Sono rimasto con lui per unora e un quarto - ha aggiunto Brugnaro - durante la quale ha pianto molto e abbiamo pregato tanto. Mi ha chiesto della sua fidanzatina, che è in un carcere minorile. Lho ascoltato e ho cercato di comprenderlo - ha spiegato Brugnaro - poi ho pregato insieme a lui. Mi ha detto di essere molto credente e di sentire il bisogno di pregare, quindi gli ho lasciato un rosario proveniente dalla Terra Santa. Ha voluto pregare per i suoi genitori, per la fidanzata e anche per la mamma di lei. Sono contento di aver visto anche da parte delle guardie carcerarie grande attenzione nei confronti di Antonio - ha concluso monsignor Brugnaro - e il ragazzo mi ha chiesto di tornare ancora da lui a trovarlo".
Si è conclusa nel carceri di Camerino l'udienza di convalida con il fermo di Antonio Tagliata, il 18enne che ha ucciso a colpi di pistola Roberta Pierini, la madre della fidanzatina 16 enne, e ferito gravemente il padre Fabio Giacconi, ricoverato a Torrette in coma irreversibile. Il giovane ha anche accusato un malore, tanto che si è reso necessario l'intervento di un'ambulanza. Appena trasferito nel carcere camerte Tagliata ha anche incontrato l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro.
"Sono, come noto, il cappellano del carcere e come tutte le domeniche sono andato a celebrare la messa - ha raccontato - ma il giovane non era presente alla funzione. Era arrivato nella mattina verso le 5:30 circa, quindi abbiamo deciso di lasciarlo riposare. Poi il comandante del carcere mi ha dato il permesso di incontrarlo nel pomeriggio. Sono rimasto con lui per un'ora e un quarto - ha aggiunto Brugnaro - durante la quale ha pianto molto e abbiamo pregato tanto. Mi ha chiesto della sua fidanzatina, che è in un carcere minorile. L'ho ascoltato e ho cercato di comprenderlo - ha spiegato Brugnaro - poi ho pregato insieme a lui. Mi ha detto di essere molto credente e di sentire il bisogno di pregare, quindi gli ho lasciato un rosario proveniente dalla Terra Santa. Ha voluto pregare per i suoi genitori, per la fidanzata e anche per la mamma di lei. Sono contento di aver visto anche da parte delle guardie carcerarie grande attenzione nei confronti di Antonio - ha concluso monsignor Brugnaro - e il ragazzo mi ha chiesto di tornare ancora da lui a trovarlo".
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