Incendio Conero, individuato il responsabile

Mercoledì, 23 Settembre 2015 02:00 | Letto 1017 volte   Clicca per ascolare il testo Incendio Conero, individuato il responsabile I repertatori della Stazione forestale di Sirolo sono stati impegnati nelle attività di indagine per individuare le cause del rogo scoppiato a Monte Colombo, nel Parco Regionale del Monte Conero. Lincendio ha bruciato oltre due ettari di prato e bosco. Dodici unità di personale tra forestali e vigili del fuoco, ed un elicottero sono intervenuti per lo spegnimento, mentre le squadre di repertatori del Corpo forestale dello Stato hanno fin da subito iniziato a raccogliere indizi che hanno consentito di individuare il responsabile del rogo. Questa volta non si è trattato di un piromane, ma della condotta imprudente di un sessantenne residente in zona, che abbandonando ceneri incandescenti tra la vegetazione secca, ha scatenato colposamente un incendio. Una disattenzione che poteva sfociare in una catastrofe, considerata la grande quantità di biomassa secca presente nellarea, dovuta alla stagione arida che si sta protraendo anche nella seconda metà del mese di settembre. Il responsabile rischia pene fino a cinque anni di reclusione ed il pagamento delle spese sostenute per lo spegnimento del fuoco.

I repertatori della Stazione forestale di Sirolo sono stati impegnati nelle attività di indagine per individuare le cause del rogo scoppiato a Monte Colombo, nel Parco Regionale del Monte Conero. L'incendio ha bruciato oltre due ettari di prato e bosco. Dodici unità di personale tra forestali e vigili del fuoco, ed un elicottero sono intervenuti per lo spegnimento, mentre le squadre di repertatori del Corpo forestale dello Stato hanno fin da subito iniziato a raccogliere indizi che hanno consentito di individuare il responsabile del rogo. Questa volta non si è trattato di un piromane, ma della condotta imprudente di un sessantenne residente in zona, che abbandonando ceneri incandescenti tra la vegetazione secca, ha scatenato colposamente un incendio. Una disattenzione che poteva sfociare in una catastrofe, considerata la grande quantità di biomassa secca presente nell'area, dovuta alla stagione arida che si sta protraendo anche nella seconda metà del mese di settembre. Il responsabile rischia pene fino a cinque anni di reclusione ed il pagamento delle spese sostenute per lo spegnimento del fuoco.

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