Finte assunzioni per frodare il fisco, denunciati tre imprenditori

Martedì, 08 Ottobre 2024 11:30 | Letto 731 volte   Clicca per ascolare il testo Finte assunzioni per frodare il fisco, denunciati tre imprenditori I militari della Guardia di Finanza di Civitanova Marche, nel corso di operazioni volte al contrasto dell’evasione fiscale nei villaggi turistici, hanno denunciato i titolari di tre ditte e sequestrato 11 autoveicoli e somme giacenti sui conti correnti degli stessi. Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle hanno permesso di svelare una frode fiscale e contributiva per oltre 1,7 milioni di euro posta in essere dall’impresa, avvalendosi dell’illecita somministrazione di manodopera fornita da due ulteriori aziende operanti nel territorio maceratese. In particolare, i militari hanno constatato che la ditta civitanovese utilizzava lavoratori formalmente assunti da due imprese maceratesi e mascherava il pagamento degli stipendi con fittizie prestazioni di servizio documentate da fatture per operazioni inesistenti per oltre 1,5 milioni di euro. Inoltre, il G.I.P. presso il Tribunale di Macerata ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche nella forma per equivalente, del profitto del reato fino alla concorrenza dell’imposta evasa, pari a circa 900.000 euro.
I militari della Guardia di Finanza di Civitanova Marche, nel corso di operazioni volte al contrasto dell’evasione fiscale nei villaggi turistici, hanno denunciato i titolari di tre ditte e sequestrato 11 autoveicoli e somme giacenti sui conti correnti degli stessi.

Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle hanno permesso di svelare una frode fiscale e contributiva per oltre 1,7 milioni di euro posta in essere dall’impresa, avvalendosi dell’illecita somministrazione di manodopera fornita da due ulteriori aziende operanti nel territorio maceratese.

In particolare, i militari hanno constatato che la ditta civitanovese utilizzava lavoratori formalmente assunti da due imprese maceratesi e mascherava il pagamento degli stipendi con fittizie prestazioni di servizio documentate da fatture per operazioni inesistenti per oltre 1,5 milioni di euro.

Inoltre, il G.I.P. presso il Tribunale di Macerata ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche nella forma per equivalente, del profitto del reato fino alla concorrenza dell’imposta evasa, pari a circa 900.000 euro.

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