Appello per il centro storico di Camerino al commissario Guido Castelli

Venerdì, 05 Luglio 2024 07:43 | Letto 2635 volte   Clicca per ascolare il testo Appello per il centro storico di Camerino al commissario Guido Castelli Porta la firma di studiosi, archeologi, presidenti di associazioni culturali, storici dellarte, archivisti, professori e cultori di storia antica, lappello per il centro storico di Camerino inviato al Sen. Guido Castelli, Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma 2016. A preoccupare i 13 firmatari dellistanza, le demolizioni di immobili che dovrebbero essere effettuate proprio nel cuore storico della città.  «Molti edifici della città si presentano infatti con il volto della ricostruzione ottocentesca e ricoperti di intonaci, privi quindi del vincolo specifico della Soprintendenza, benché al di sotto di tale copertura celino segni del passato tre-quattrocentesco della città coi suoi palazzi pubblici, i suoi palazzi porticati, i suoi fondaci dell’intraprendente ceto mercantile medievale - si legge nellappello-.  Le scorse demolizioni di un palazzo apparentemente di nessun pregio architettonico hanno poi rivelato la presenta di un edificio del Trecento: purtroppo a demolizione avvenuta è rimasto solo un mucchio di pietre antiche.     È in programma la demolizione di un palazzo in Piazza Sant’Angelo (oggi Piazza Garibaldi), anch’esso all’apparenza di valore architettonico non straordinario, ma che cela al di sotto degli intonaci il porticato quattrocentesco in pietra del Capitano del Popolo, la famosa “trasanna” sotto la quale si è dipanata tanta parte della storia di Camerino. Da anni ci occupiamo di questa città, e cerchiamo di studiarne la storia e constatiamo che il suo patrimonio romano, medievale e rinascimentale non è del tutto perduto: esso è spesso solo celato, ed una demolizione che non rimuova preventivamente gli intonaci può rivelarsi disastrosa per quanto non è ancora noto, ma presente- continua lappello-. Sappiamo che la situazione della ricostruzione è grave e la stanchezza degli abitanti è molta, ma quale prospettiva per una città d’arte come Camerino? Quale turista verrà a visitarla se non vi saranno testimonianze antiche che lo attraggono? Ma verrebbe da aggiungere quel che tanti camerti ci hanno confidato: “se Camerino non sarà più la stessa, avrà un senso affrontare sacrifici per tornarci a vivere o ce ne andremo altrove? Se non rivediamo il suo volto antico, che senso ha più il centro storico?”    Facciamo altresì notare, davanti alla consueta obiezione del ritardo già accumulato, che -prosegue il documento-, così come lo scavo preventivo accelera e non rallenta i lavori stradali, così un’indagine preventiva eviterebbe il blocco dei lavori necessario per legge, laddove emergessero evidenze importanti, alcune delle quali sono già individuabili. Le chiediamo quindi, avendone Lei le facoltà a livello legislativo, un intervento perché, senza oneri aggiuntivi per i proprietari, si segua lesempio lungimirante di Firenze dopo lalluvione del 1966 e si provveda alla preventiva rimozione degli intonaci degli edifici in via di demolizione e ad un’attenta valutazione di essi da parte degli organi preposti. A tal proposito mettiamo a disposizione fin d’ora gratuitamente qualsiasi competenza, notizia storica o studio inedito da noi effettuato sulla città in questi anni di interesse ed amore per Camerino.    Laddove davvero si rivelasse, dopo attento esame, un’effettiva impossibilità di preservare le strutture antiche e la loro demolizione dovesse essere l’unica soluzione, chiediamo almeno che esse vengano documentate fotograficamente perché ne resti almeno memoria storica per i posteri e che si preservino gli elementi di pregio ed anche le pietre del Tre-Quattrocento in un’eventuale “banca della pietra antica” a disposizione dell’amministrazione pubblica per i restauri in città.    Essendo la materia così capitale e delicata, ed essendo certi che un domani ci pentiremo di non aver fatto il possibile per preservare il passato - concludono i frimatari -  abbiamo voluto esprimerLe queste nostre preoccupazioni, pronti a dare tutto il nostro contributo nella ricerca di soluzioni alternative, che sono ancora possibili e anzi doverose».I 13 firmatari del documento sono: Mons. Sandro Corradini, Matteo Mazzalupi, Don Stefano Carusi, Claudio Cingolani, Andrea De Marchi, Giuseppe De Rosa, Emanuela Di Stefano, Pier Luigi Falaschi, Leonardo Lolli, Fiorella Paino, Simonetta Stopponi, Giulio Tomassini, Corrado Zucconi Galli Fonseca Nel dettaglio, Mons. Sandro Corradini, primo firmatario dellappello, è promotore di giustizia presso la Congregazione per le Cause dei Santi, storico e ricercatore darchivio, autore di innumerevoli pubblicazioni sulla storia camerte; Matteo Mazzalupi è storico dellarte, dottore di ricerca dellUniversità di Udine, autore di numerose pubblicazioni e curatore di mostre sulla pittura e scultura marchigiana e umbra del tardo medioevo e del Rinascimento; don Stefano Carusi è autore di pubblicazioni sullarcheologia dei culti nel Mediterraneo antico e di ricerche darchivio e studi di storia camerte;Claudio Cingolani, ingegnere, autore di ricerche sul territorio camerte. Andrea De Marchi è storico dellarte, professore ordinario di Storia dellarte medievale all’Università di Firenze, curatore della mostra Il Quattrocento a Camerino (2002), autore di numerose pubblicazioni sulla pittura marchigiana del Tre e Quattrocento; Giuseppe De Rosa, avvocato, direttore  del settimanale camerinese Orizzonti della Marca,  è autore di pubblicazioni sulla storia di Camerino; Emanuela Di Stefano è storica delleconomia, già docente presso lUniversità di Macerata, autrice di pubblicazioni sulla Camerino industriale e mercantile del tardo medioevo; Pierluigi Falaschi, professore emerito di Storia del diritto allUniversità di Camerino, è autore di pubblicazioni sulla storia delle istituzioni e delle università medievali; Leonardo Lolli è archivista, autore di pubblicazioni su archivi ecclesiastici delle Marche e dell’Umbria; Fiorella Paino, presidente dellArcheoclub di Camerino, autrice di pubblicazioni sullaraldica camerinese; Simonetta Stopponi è professoressa ordinaria di Etruscologia e antichità italiche allUniversità di Perugia, autrice di pubblicazioni sul mondo etrusco e i suoi rapporti con Umbri e Piceni, scopritrice del Fanum Voltumnae; Giulio Tomassini, dottore in Giurisprudenza è promotore di iniziative culturali dell’Università di Camerino, autore di ricerche sul territorio camerte; Corrado Zucconi Galli Fonseca, avvocato e autore di pubblicazioni sulla storia di Camerino.
Porta la firma di studiosi, archeologi, presidenti di associazioni culturali, storici dell'arte, archivisti, professori e cultori di storia antica, l'appello per il centro storico di Camerino inviato al Sen. Guido Castelli, Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma 2016.
A preoccupare i 13 firmatari dell'istanza, le demolizioni di immobili che dovrebbero essere effettuate proprio nel cuore storico della città.

  «Molti edifici della città si presentano infatti con il volto della ricostruzione ottocentesca e ricoperti di intonaci, privi quindi del vincolo specifico della Soprintendenza, benché al di sotto di tale copertura celino segni del passato tre-quattrocentesco della città coi suoi palazzi pubblici, i suoi palazzi porticati, i suoi fondaci dell’intraprendente ceto mercantile medievale - si legge nell'appello-.  Le scorse demolizioni di un palazzo apparentemente di nessun pregio architettonico hanno poi rivelato la presenta di un edificio del Trecento: purtroppo a demolizione avvenuta è rimasto solo un mucchio di pietre antiche.
    È in programma la demolizione di un palazzo in Piazza Sant’Angelo (oggi Piazza Garibaldi), anch’esso all’apparenza di valore architettonico non straordinario, ma che cela al di sotto degli intonaci il porticato quattrocentesco in pietra del Capitano del Popolo, la famosa “trasanna” sotto la quale si è dipanata tanta parte della storia di Camerino. Da anni ci occupiamo di questa città, e cerchiamo di studiarne la storia e constatiamo che il suo patrimonio romano, medievale e rinascimentale non è del tutto perduto: esso è spesso solo celato, ed una demolizione che non rimuova preventivamente gli intonaci può rivelarsi disastrosa per quanto non è ancora noto, ma presente- continua l'appello-. Sappiamo che la situazione della ricostruzione è grave e la stanchezza degli abitanti è molta, ma quale prospettiva per una città d’arte come Camerino? Quale turista verrà a visitarla se non vi saranno testimonianze antiche che lo attraggono? Ma verrebbe da aggiungere quel che tanti camerti ci hanno confidato: “se Camerino non sarà più la stessa, avrà un senso affrontare sacrifici per tornarci a vivere o ce ne andremo altrove? Se non rivediamo il suo volto antico, che senso ha più il centro storico?”
   Facciamo altresì notare, davanti alla consueta obiezione del ritardo già accumulato, che -prosegue il documento-, così come lo scavo preventivo accelera e non rallenta i lavori stradali, così un’indagine preventiva eviterebbe il blocco dei lavori necessario per legge, laddove emergessero evidenze importanti, alcune delle quali sono già individuabili. Le chiediamo quindi, avendone Lei le facoltà a livello legislativo, un intervento perché, senza oneri aggiuntivi per i proprietari, si segua l'esempio lungimirante di Firenze dopo l'alluvione del 1966 e si provveda alla preventiva rimozione degli intonaci degli edifici in via di demolizione e ad un’attenta valutazione di essi da parte degli organi preposti.
A tal proposito mettiamo a disposizione fin d’ora gratuitamente qualsiasi competenza, notizia storica o studio inedito da noi effettuato sulla città in questi anni di interesse ed amore per Camerino.
   Laddove davvero si rivelasse, dopo attento esame, un’effettiva impossibilità di preservare le strutture antiche e la loro demolizione dovesse essere l’unica soluzione, chiediamo almeno che esse vengano documentate fotograficamente perché ne resti almeno memoria storica per i posteri e che si preservino gli elementi di pregio ed anche le pietre del Tre-Quattrocento in un’eventuale “banca della pietra antica” a disposizione dell’amministrazione pubblica per i restauri in città.
   Essendo la materia così capitale e delicata, ed essendo certi che un domani ci pentiremo di non aver fatto il possibile per preservare il passato - concludono i frimatari -  abbiamo voluto esprimerLe queste nostre preoccupazioni, pronti a dare tutto il nostro contributo nella ricerca di soluzioni alternative, che sono ancora possibili e anzi doverose».

I 13 firmatari del documento sono: Mons. Sandro Corradini, Matteo Mazzalupi, Don Stefano Carusi, Claudio Cingolani, Andrea De Marchi, Giuseppe De Rosa, Emanuela Di Stefano, Pier Luigi Falaschi, Leonardo Lolli, Fiorella Paino, Simonetta Stopponi, Giulio Tomassini, Corrado Zucconi Galli Fonseca 

Nel dettaglio, Mons. Sandro Corradini, primo firmatario dell'appello, è promotore di giustizia presso la Congregazione per le Cause dei Santi, storico e ricercatore d'archivio, autore di innumerevoli pubblicazioni sulla storia camerte; Matteo Mazzalupi è storico dell'arte, dottore di ricerca dell'Università di Udine, autore di numerose pubblicazioni e curatore di mostre sulla pittura e scultura marchigiana e umbra del tardo medioevo e del Rinascimento; don Stefano Carusi è autore di pubblicazioni sull'archeologia dei culti nel Mediterraneo antico e di ricerche d'archivio e studi di storia camerte;Claudio Cingolani, ingegnere, autore di ricerche sul territorio camerte. Andrea De Marchi è storico dell'arte, professore ordinario di Storia dell'arte medievale all’Università di Firenze, curatore della mostra "Il Quattrocento a Camerino" (2002), autore di numerose pubblicazioni sulla pittura marchigiana del Tre e Quattrocento; Giuseppe De Rosa, avvocato, direttore  del settimanale camerinese "Orizzonti della Marca",  è autore di pubblicazioni sulla storia di Camerino; Emanuela Di Stefano è storica dell'economia, già docente presso l'Università di Macerata, autrice di pubblicazioni sulla Camerino industriale e mercantile del tardo medioevo; Pierluigi Falaschi, professore emerito di Storia del diritto all'Università di Camerino, è autore di pubblicazioni sulla storia delle istituzioni e delle università medievali; Leonardo Lolli è archivista, autore di pubblicazioni su archivi ecclesiastici delle Marche e dell’Umbria; Fiorella Paino, presidente dell'Archeoclub di Camerino, autrice di pubblicazioni sull'araldica camerinese; Simonetta Stopponi è professoressa ordinaria di Etruscologia e antichità italiche all'Università di Perugia, autrice di pubblicazioni sul mondo etrusco e i suoi rapporti con Umbri e Piceni, scopritrice del Fanum Voltumnae; Giulio Tomassini, dottore in Giurisprudenza è promotore di iniziative culturali dell’Università di Camerino, autore di ricerche sul territorio camerte; Corrado Zucconi Galli Fonseca, avvocato e autore di pubblicazioni sulla storia di Camerino.

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