Agricoltura e controlli su utilizzo fitosanitari, accertate 13 violazioni

Venerdì, 14 Giugno 2024 10:26 | Letto 632 volte   Clicca per ascolare il testo Agricoltura e controlli su utilizzo fitosanitari, accertate 13 violazioni  Nell’ambito dell’attività di vigilanza e controllo nel settore agricolo, sono stati svolti nel mese di maggio 2024 una serie di controlli da parte dei Nuclei Carabinieri Forestale di Recanati, Macerata e Matelica volti a verificare il corretto utilizzo dei fitofarmaci da parte degli utilizzatori, ovvero coloro che utilizzano i prodotti fitosanitari nel corso di un’attività professionale (agricoltori, contoterzisti, ecc…). L’azione era mirata a limitare o evitare pericoli per la salute umana ed animale connessi con l’esposizione ai fitofarmaci considerato che quest’ultimi, pur nella loro utilità di impiego in agricoltura, sono per la massima parte sostanze nocive, persistenti, bioaccumulabili e spesso estremamente pericolose non solo per l’uomo, ma per l’intero ecosistema e per qualunque organismo vivente. L’attività di controllo si inserisce infatti in un contesto più ampio relativo all’applicazione del “Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” del 2014 (PAN) e in coerenza con quanto stabilito dalla Direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per lazione comunitaria ai fini dellutilizzo sostenibile dei pesticidi e al decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150. Dalla campagna di monitoraggio, a seguito di ventidue controlli svolti, sono state accertate  13 violazioni e contestati illeciti amministrativi per un totale di 8.706 euro, riscontrando mancanze e attenzioni soprattutto per quanto concerne sia la corretta tenuta dei registri e le modalità di detenzione dei prodotti fitosanitari che il loro utilizzo in campo. Le violazioni hanno riguardato il mancato rispetto delle distanze dai corsi d’acqua, strade, abitazioni e altre aree sensibili, nonché la detenzione di fitofarmaci in maniera non conforme alle indicazioni e prescrizioni definite dalla legge, le quali impongono che gli stessi, se classificati molto tossici, tossici o nocivi, debbano essere conservati in appositi locali o armadi, ambedue da tenere chiusi a chiave idonei. L’utilizzo irregolare dei pesticidi ha inoltre riguardato il loro uso durante il periodo di fioritura: al fine di garantire la tutela e la conservazione degli insetti impollinatori ed in particolar modo delle api, la normativa vieta categoricamente trattamenti con prodotti fitosanitari ad attività insetticida o acaricida durante il periodo di fioritura sia delle piante della coltura che quelle cresciute spontaneamente. Da ultimo, nell’ambito di tali controlli sono stati rinvenuti anche contenitori di fitofarmaci con autorizzazioni revocate o scadute, detenuti oltre il termine di un anno senza essere correttamente smaltiti. Dal giorno successivo alla revoca e/o alla data di smaltimento delle scorte, così come definito dal Ministero della Salute, essi devono essere infatti considerati come rifiuti pericolosi (rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose) e pertanto la violazione di quanto prescritto costituisce un’attività di gestione rifiuti pericolosi non autorizzata, punita con la pena dell’arresto da 6 mesi a 2 anni e l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro.
 Nell’ambito dell’attività di vigilanza e controllo nel settore agricolo, sono stati svolti nel mese di maggio 2024 una serie di controlli da parte dei Nuclei Carabinieri Forestale di Recanati, Macerata e Matelica volti a verificare il corretto utilizzo dei fitofarmaci da parte degli utilizzatori, ovvero coloro che utilizzano i prodotti fitosanitari nel corso di un’attività professionale (agricoltori, contoterzisti, ecc…).

L’azione era mirata a limitare o evitare pericoli per la salute umana ed animale connessi con l’esposizione ai fitofarmaci considerato che quest’ultimi, pur nella loro utilità di impiego in agricoltura, sono per la massima parte sostanze nocive, persistenti, bioaccumulabili e spesso estremamente pericolose non solo per l’uomo, ma per l’intero ecosistema e per qualunque organismo vivente.

L’attività di controllo si inserisce infatti in un contesto più ampio relativo all’applicazione del “Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” del 2014 (PAN) e in coerenza con quanto stabilito dalla Direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi e al decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150.

Dalla campagna di monitoraggio, a seguito di ventidue controlli svolti, sono state accertate  13 violazioni e contestati illeciti amministrativi per un totale di 8.706 euro, riscontrando mancanze e attenzioni soprattutto per quanto concerne sia la corretta tenuta dei registri e le modalità di detenzione dei prodotti fitosanitari che il loro utilizzo in campo.

Le violazioni hanno riguardato il mancato rispetto delle distanze dai corsi d’acqua, strade, abitazioni e altre aree sensibili, nonché la detenzione di fitofarmaci in maniera non conforme alle indicazioni e prescrizioni definite dalla legge, le quali impongono che gli stessi, se classificati molto tossici, tossici o nocivi, debbano essere conservati in appositi locali o armadi, ambedue da tenere chiusi a chiave idonei.

L’utilizzo irregolare dei pesticidi ha inoltre riguardato il loro uso durante il periodo di fioritura: al fine di garantire la tutela e la conservazione degli insetti impollinatori ed in particolar modo delle api, la normativa vieta categoricamente trattamenti con prodotti fitosanitari ad attività insetticida o acaricida durante il periodo di fioritura sia delle piante della coltura che quelle cresciute spontaneamente.

Da ultimo, nell’ambito di tali controlli sono stati rinvenuti anche contenitori di fitofarmaci con autorizzazioni revocate o scadute, detenuti oltre il termine di un anno senza essere correttamente smaltiti. Dal giorno successivo alla revoca e/o alla data di smaltimento delle scorte, così come definito dal Ministero della Salute, essi devono essere infatti considerati come rifiuti pericolosi (rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose) e pertanto la violazione di quanto prescritto costituisce un’attività di gestione rifiuti pericolosi non autorizzata, punita con la pena dell’arresto da 6 mesi a 2 anni e l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro.

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