Appicca il fuoco all’auto del rivale in amore, denunciato un giovane senegalese. È successo nei giorni scorsi a San Severino Marche, quando il giovane e un complice hanno raggiunto l’abitazione della vittima – un giovane settempedano – da una strada sterrata. A volto coperto hanno versato benzina sull’auto e poi l’hanno incendiata. La vittima se ne è accorta poco dopo: immediata la chiamata ai carabinieri, che hanno messo in moto la macchina investigativa. Il ragazzo è stato denunciato in stato di libertà per danneggiamento a seguito di incendio.
Le prime ricostruzioni sono arrivate grazie alle testimonianze raccolte sul posto, poi è stata la volta della videosorveglianza. Le telecamere del comune di Tolentino hanno mostrato agli inquirenti che un’auto rientrava nel territorio comunale da San Severino ad un orario compatibile con quello in cui era stato appiccato l’incendio. Una pista che i carabinieri di Tolentino hanno voluto approfondire: l’auto in questione è infatti di un giovane senegalese residente proprio a Tolentino, già in conflitto con la vittima per motivi sentimentali. Oltre a questo, i due erano già noti alle forze dell’ordine per un fatto di cronaca avvenuto a Fano. Nei mesi scorsi, infatti, la vittima era stata accoltellata da un ragazzo albanese fuori da una discoteca. Dopo l’arresto da parte dei carabinieri si era scatenata una rissa, con gli amici della vittima che avevano cercato di farsi giustizia da soli. Il giovane senegalese era stato quindi arrestato per resistenza, rissa, lesioni aggravate e danneggiamento aggravato dell’autovettura di servizio dei militari insieme ad altri tre ragazzi.
Considerati gli elementi raccolti dai carabinieri – tra i quali anche alcuni oggetti lasciati sul luogo del reato da parte dell’indagato –, il Pm ha autorizzato la perquisizione personale, dell’auto e domiciliare del senegalese. Eseguita immediatamente, la perquisizione ha fatto luce su indumenti dal forte odore di benzina, corrispondenti a quelli descritti dai testimoni oculari, lo scontrino di acquisto di una tanica e la tanica stessa.
Il giovane è stato denunciato in stato di libertà e deve ora rispondere del reato di danneggiamento a seguito di incendio. Il ragazzo è stato anche segnalato alla Prefettura di Macerata per uso personale di stupefacenti. All’interno dell’abitazione i carabinieri hanno infatti sequestrato anche una bustina contenete 18 grammi di hashish e 5 di marijuana, oltre a un bilancino di precisione.
l.c.
Le prime ricostruzioni sono arrivate grazie alle testimonianze raccolte sul posto, poi è stata la volta della videosorveglianza. Le telecamere del comune di Tolentino hanno mostrato agli inquirenti che un’auto rientrava nel territorio comunale da San Severino ad un orario compatibile con quello in cui era stato appiccato l’incendio. Una pista che i carabinieri di Tolentino hanno voluto approfondire: l’auto in questione è infatti di un giovane senegalese residente proprio a Tolentino, già in conflitto con la vittima per motivi sentimentali. Oltre a questo, i due erano già noti alle forze dell’ordine per un fatto di cronaca avvenuto a Fano. Nei mesi scorsi, infatti, la vittima era stata accoltellata da un ragazzo albanese fuori da una discoteca. Dopo l’arresto da parte dei carabinieri si era scatenata una rissa, con gli amici della vittima che avevano cercato di farsi giustizia da soli. Il giovane senegalese era stato quindi arrestato per resistenza, rissa, lesioni aggravate e danneggiamento aggravato dell’autovettura di servizio dei militari insieme ad altri tre ragazzi.
Considerati gli elementi raccolti dai carabinieri – tra i quali anche alcuni oggetti lasciati sul luogo del reato da parte dell’indagato –, il Pm ha autorizzato la perquisizione personale, dell’auto e domiciliare del senegalese. Eseguita immediatamente, la perquisizione ha fatto luce su indumenti dal forte odore di benzina, corrispondenti a quelli descritti dai testimoni oculari, lo scontrino di acquisto di una tanica e la tanica stessa.
Il giovane è stato denunciato in stato di libertà e deve ora rispondere del reato di danneggiamento a seguito di incendio. Il ragazzo è stato anche segnalato alla Prefettura di Macerata per uso personale di stupefacenti. All’interno dell’abitazione i carabinieri hanno infatti sequestrato anche una bustina contenete 18 grammi di hashish e 5 di marijuana, oltre a un bilancino di precisione.
l.c.
Sotto sequestro oltre 20 mila metri quadrati di discarica abusiva, denunciato il proprietario. È successo a Civitanova Marche, dove i finanzieri della compagnia locale hanno posto i sigilli a due capannoni pericolanti con il tetto in cemento e amianto e ad un’area che custodiva rifiuti di diverso genere.
Durante un controllo sul territorio, i finanzieri hanno individuato un’area in chiaro stato di incuria. In questa zona, oltre a diverso materiale abbandonato, anche le due strutture pericolanti. Immediati i controlli per risalire al proprietario delle strutture e del terreno. L’uomo è un italiano gravato da precedenti di polizia simili. Le Fiamme gialle, ipotizzando che tutta la zona potesse essere effettivamente utilizzata come discarica abusiva hanno approfondito i controlli, rinvenendo una serie di oggetti potenzialmente nocivi per l’ambiente: vasche da bagno, canne fumarie in cemento-amianto, pneumatici, batterie, elettrodomestici, vecchi veicoli. Dopo aver accertato lo stato di abbandono del sito, i finanzieri hanno proceduto al sequestro probatorio.
Per il proprietario delle strutture e dell’area è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Macerata. Alcuni dei rifiuti, quelli contenenti amianto, sono poi passati all’Arpam di Macerata per le analisi sull’effettiva pericolosità dei materiali.
l.c.
Durante un controllo sul territorio, i finanzieri hanno individuato un’area in chiaro stato di incuria. In questa zona, oltre a diverso materiale abbandonato, anche le due strutture pericolanti. Immediati i controlli per risalire al proprietario delle strutture e del terreno. L’uomo è un italiano gravato da precedenti di polizia simili. Le Fiamme gialle, ipotizzando che tutta la zona potesse essere effettivamente utilizzata come discarica abusiva hanno approfondito i controlli, rinvenendo una serie di oggetti potenzialmente nocivi per l’ambiente: vasche da bagno, canne fumarie in cemento-amianto, pneumatici, batterie, elettrodomestici, vecchi veicoli. Dopo aver accertato lo stato di abbandono del sito, i finanzieri hanno proceduto al sequestro probatorio.
Per il proprietario delle strutture e dell’area è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Macerata. Alcuni dei rifiuti, quelli contenenti amianto, sono poi passati all’Arpam di Macerata per le analisi sull’effettiva pericolosità dei materiali.
l.c.
Armato di coltello irrompe in una tabaccheria, ruba l’incasso e si dà alla fuga. Arrestato poco dopo in semi-flagranza di reato per rapina aggravata un diciottenne di Macerata. È successo ieri all’ora di pranzo, nella zona di piazza Pizzarello, nel capoluogo. Attimi di paura per il titolare di “Vintage tab”, questo il nome della tabaccheria rapinata, e per un altro commerciante della zona accorso in suo aiuto: entrambi, infatti, sono stati minacciati di morte dal giovane. Un colpo riuscito a metà, quello del diciottenne. Gli inquirenti hanno impiegato poche ore a identificarlo e ad irrompere nella sua abitazione per arrestarlo.
Decisiva la presenza delle telecamere di sorveglianza della tabaccheria, oltre alle testimonianze raccolte dalla Squadra Mobile di Macerata, immediatamente arrivata sul posto per i primi rilievi. La ricostruzione dei fatti è partita da lì, grazie alle parole dei testimoni oculari e alle immagini raccolte. Il giovane, a volto coperto, vestito di nero e armato con un coltello da cucina, è entrato nel locale e ha minacciato il titolare. Ha preso con sé una parte dell’incasso e si è poi dato alla fuga a bordo di un’auto parcheggiata poco lontano. Proprio mentre se ne stava andando è intervenuto l’altro commerciante, nel tentativo di aiutare il collega. Anche lui si è visto puntare addosso il coltello.
Alla fuga del giovane ha assistito anche un terzo testimone. Gli agenti hanno sentito anche lui e hanno quindi controllato le immagini riprese dalla telecamera interna alla tabaccheria. È così che sono riusciti a risalire al numero di targa dell’auto e ai dettagli decisivi sull’abbigliamento del ragazzo. Grazie ai controlli incrociati è emerso che l’auto era intestata proprio al giovane, un italiano residente in città, già gravato da precedenti penali simili. I poliziotti si sono precipitati a casa sua nel tardo pomeriggio, dove all’interno hanno trovato i vestiti che il ragazzo indossava qualche ora prima durante la rapina – una felpa nera con una stampa rossa, un foulard, un cappellino –, circa 300 euro in banconote di piccolo taglio e il coltello utilizzato per minacciare i due commercianti. Al momento è detenuto nel carcere di Montacuto, a disposizione dell’Autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.
l.c.
Decisiva la presenza delle telecamere di sorveglianza della tabaccheria, oltre alle testimonianze raccolte dalla Squadra Mobile di Macerata, immediatamente arrivata sul posto per i primi rilievi. La ricostruzione dei fatti è partita da lì, grazie alle parole dei testimoni oculari e alle immagini raccolte. Il giovane, a volto coperto, vestito di nero e armato con un coltello da cucina, è entrato nel locale e ha minacciato il titolare. Ha preso con sé una parte dell’incasso e si è poi dato alla fuga a bordo di un’auto parcheggiata poco lontano. Proprio mentre se ne stava andando è intervenuto l’altro commerciante, nel tentativo di aiutare il collega. Anche lui si è visto puntare addosso il coltello.
Alla fuga del giovane ha assistito anche un terzo testimone. Gli agenti hanno sentito anche lui e hanno quindi controllato le immagini riprese dalla telecamera interna alla tabaccheria. È così che sono riusciti a risalire al numero di targa dell’auto e ai dettagli decisivi sull’abbigliamento del ragazzo. Grazie ai controlli incrociati è emerso che l’auto era intestata proprio al giovane, un italiano residente in città, già gravato da precedenti penali simili. I poliziotti si sono precipitati a casa sua nel tardo pomeriggio, dove all’interno hanno trovato i vestiti che il ragazzo indossava qualche ora prima durante la rapina – una felpa nera con una stampa rossa, un foulard, un cappellino –, circa 300 euro in banconote di piccolo taglio e il coltello utilizzato per minacciare i due commercianti. Al momento è detenuto nel carcere di Montacuto, a disposizione dell’Autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.
l.c.
Tragedia a Macerata. Una donna di 67 anni è stata investita in viale Indipendenza, morendo sul colpo. È successo nella prima mattinata di oggi, intorno alle 8. La donna, un’ucraina che da poco aveva traslocato a Macerata per lavorare come badante in quella zona della città, è stata colpita da una Volkswagen Polo mentre attraversava la strada per gettare l’immondizia. Immediata la chiamata ai soccorsi, il cui intervento non è stato purtroppo necessario.
Stando alle prime ricostruzioni, la donna stava attraversando la strada su un attraversamento pedonale dotato di semaforo. Indaga infatti anche la polizia scientifica, insieme ai vigili urbani di Macerata, per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e stabilire se la donna avesse premuto il pulsante per l’attraversamento.
l.c.
Stando alle prime ricostruzioni, la donna stava attraversando la strada su un attraversamento pedonale dotato di semaforo. Indaga infatti anche la polizia scientifica, insieme ai vigili urbani di Macerata, per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e stabilire se la donna avesse premuto il pulsante per l’attraversamento.
l.c.
Ancora un incidente sul lavoro, un’altra vita spezzata. Un ragazzo di ventisei anni, un nigeriano residente a Macerata, è morto intorno alle 9 di questa mattina a Tolentino mentre lavorava in una ditta di infissi del luogo. Stando alle prime ricostruzioni il carico di un muletto è scivolato, schiacciandolo. Immediata la chiamata ai soccorsi che, nonostante i tentativi, non sono riusciti a salvargli la vita. Sono intervenuti sul posto i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia di Tolentino.
Si tratta dell’ennesimo episodio in provincia: proprio tre mesi fa, il 22 giugno, Grimaldo Palomino Loayza, peruviano di 54 anni, ha perso la vita cadendo da 15 metri in una ditta per la produzione di concimi a San Severino Marche. Quest’estate un giovane di Urbisaglia, operaio di una fonderia, aveva riportato gravissime ferite ad un braccio a causa di un altro incidente sul lavoro.
l.c.
Si tratta dell’ennesimo episodio in provincia: proprio tre mesi fa, il 22 giugno, Grimaldo Palomino Loayza, peruviano di 54 anni, ha perso la vita cadendo da 15 metri in una ditta per la produzione di concimi a San Severino Marche. Quest’estate un giovane di Urbisaglia, operaio di una fonderia, aveva riportato gravissime ferite ad un braccio a causa di un altro incidente sul lavoro.
l.c.
Venti piante di marijuana coltivate nell’orto, mezzo chilo conservato in casa, pronto allo spaccio. È quello che si sono trovati di fronte i finanzieri di Macerata durante un controllo in un casale di campagna a Penna San Giovanni. Il responsabile è stato denunciato all’Autorità giudiziaria.
Le indagini condotte dalla Guardia di finanza nelle scorse settimane hanno fatto luce su un casolare nelle campagne di Penna San Giovanni. Apparentemente disabitato, si è rivelato in realtà una vera e propria “fabbrica” di marijuana. Il sopralluogo dei finanzieri, infatti, ha portato alla scoperta di una piantagione a cielo aperto nel terreno adiacente allo stabile: venti piante di canapa indiana, nascoste alla vista da altra vegetazione, alte quasi due metri. Una volta rinvenuta la coltivazione, i finanzieri hanno deciso per la perquisizione dell’abitazione. Qui hanno trovato mezzo chilo di infiorescenze già essiccate. Identificato anche il responsabile: si tratta di un cittadino italiano già gravato da precedenti legati allo spaccio e al consumo di stupefacenti.
Per l’uomo è scattata la denuncia all’Autorità giudiziaria, mentre la coltivazione e la marijuana già essiccata sono state sequestrate.
Le indagini condotte dalla Guardia di finanza nelle scorse settimane hanno fatto luce su un casolare nelle campagne di Penna San Giovanni. Apparentemente disabitato, si è rivelato in realtà una vera e propria “fabbrica” di marijuana. Il sopralluogo dei finanzieri, infatti, ha portato alla scoperta di una piantagione a cielo aperto nel terreno adiacente allo stabile: venti piante di canapa indiana, nascoste alla vista da altra vegetazione, alte quasi due metri. Una volta rinvenuta la coltivazione, i finanzieri hanno deciso per la perquisizione dell’abitazione. Qui hanno trovato mezzo chilo di infiorescenze già essiccate. Identificato anche il responsabile: si tratta di un cittadino italiano già gravato da precedenti legati allo spaccio e al consumo di stupefacenti.
Per l’uomo è scattata la denuncia all’Autorità giudiziaria, mentre la coltivazione e la marijuana già essiccata sono state sequestrate.
Guida senza revisione, senza assicurazione e con patente extraeuropea. Multato per oltre mille euro
16 Set 2022
Alla guida senza revisione, assicurazione e con una patente extraeuropea non convertita. Fermato dai vigili urbani tenta la fuga ma viene preso. Mille euro di multa per un cittadino indiano residente a Cessapalombo.
L’operazione della polizia locale associata Belforte del Chienti – Caldarola è partita dopo una segnalazione. Una settimana di indagini, supportate dalle telecamere di videosorveglianza nel centro abitato del paese dei cardinali Pallotta, che hanno portato ad identificare, fermare e controllare il cittadino indiano, operaio di una ditta proprio di Caldarola. Grazie alle telecamere disposte lungo le strade, i vigili hanno potuto controllare la targa del veicolo, appurando come la revisione fosse scaduta nel 2018 e fosse sprovvisto di copertura assicurativa. Da qui gli appostamenti e i posti di blocco a cui l’uomo ha cercato di sottrarsi dandosi alla fuga. Un tentativo da cui ha desistito dopo un breve inseguimento nella zona industriale di Caldarola.
Oltre alla conferma degli accertamenti effettuati grazie alla videosorveglianza, è emerso anche che l’uomo fermato era provvisto solamente della patente di guida extraeuropea, non convertita per la circolazione nei paesi comunitari. L’automobile gli è stata sequestrata, la patente ritirata. Oltre a questo gli sono state contestate tre multe, per un totale di quasi mille euro di sanzioni.
l.c.
L’operazione della polizia locale associata Belforte del Chienti – Caldarola è partita dopo una segnalazione. Una settimana di indagini, supportate dalle telecamere di videosorveglianza nel centro abitato del paese dei cardinali Pallotta, che hanno portato ad identificare, fermare e controllare il cittadino indiano, operaio di una ditta proprio di Caldarola. Grazie alle telecamere disposte lungo le strade, i vigili hanno potuto controllare la targa del veicolo, appurando come la revisione fosse scaduta nel 2018 e fosse sprovvisto di copertura assicurativa. Da qui gli appostamenti e i posti di blocco a cui l’uomo ha cercato di sottrarsi dandosi alla fuga. Un tentativo da cui ha desistito dopo un breve inseguimento nella zona industriale di Caldarola.
Oltre alla conferma degli accertamenti effettuati grazie alla videosorveglianza, è emerso anche che l’uomo fermato era provvisto solamente della patente di guida extraeuropea, non convertita per la circolazione nei paesi comunitari. L’automobile gli è stata sequestrata, la patente ritirata. Oltre a questo gli sono state contestate tre multe, per un totale di quasi mille euro di sanzioni.
l.c.
Diversi giorni di appostamenti e osservazioni, poi il blitz in casa, dove custodiva più di duecento grammi tra marijuana e hashish. È finito nei guai un giovane ventunenne residente nel fermano, arrestato in flagranza di reato per spaccio di stupefacenti dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Tolentino e della Stazione di San Ginesio.
L’operazione ha preso il via nei giorni scorsi quando, durante i consueti controlli contro lo spaccio, i militari hanno notato atteggiamenti e spostamenti sospetti da parte del ragazzo. Dalle prime osservazioni i controlli sono poi continuati fino al pomeriggio di martedì scorso, quando i carabinieri sono entrati in azione e hanno perquisito la sua abitazione. Qui, all’interno di uno zainetto, i militari hanno trovato duecento grammi di hashish, bilancini e materiali per confezionare le dosi – alcune delle quali già pronte alla vendita –, oltre ad un barattolo con all’interno 15 grammi di marijuana e una piccola somma in contanti, ritenuta il ricavato delle cessioni.
Vista la considerevole quantità di stupefacenti trovata in casa del giovane, i carabinieri lo hanno arrestato in flagranza e posto agli arresti domiciliari. Successivamente è stato rimesso in libertà – vista la giovane età e il fatto che fosse incensurato – in attesa della fissazione dell’udienza di rito da parte dell’Autorità Giudiziaria.
l.c.
L’operazione ha preso il via nei giorni scorsi quando, durante i consueti controlli contro lo spaccio, i militari hanno notato atteggiamenti e spostamenti sospetti da parte del ragazzo. Dalle prime osservazioni i controlli sono poi continuati fino al pomeriggio di martedì scorso, quando i carabinieri sono entrati in azione e hanno perquisito la sua abitazione. Qui, all’interno di uno zainetto, i militari hanno trovato duecento grammi di hashish, bilancini e materiali per confezionare le dosi – alcune delle quali già pronte alla vendita –, oltre ad un barattolo con all’interno 15 grammi di marijuana e una piccola somma in contanti, ritenuta il ricavato delle cessioni.
Vista la considerevole quantità di stupefacenti trovata in casa del giovane, i carabinieri lo hanno arrestato in flagranza e posto agli arresti domiciliari. Successivamente è stato rimesso in libertà – vista la giovane età e il fatto che fosse incensurato – in attesa della fissazione dell’udienza di rito da parte dell’Autorità Giudiziaria.
l.c.
Otto provvedimenti di divieto di accesso alle aree urbane di Civitanova Marche. È il provvedimento disposto dalla Questura di Macerata nei confronti dei responsabili della spirale di violenza che ha caratterizzato il mese di agosto nei luoghi maggiormente frequentati della città rivierasca. Gli episodi di aggressione della scorsa estate, il cui culmine è stato l’omicidio in corso Umberto I di Alika Ogochukwu, hanno portato all’intensificarsi dei controlli da parte delle forze dell’ordine.
Grazie all’aiuto dei numerosi punti di videosorveglianza attivi tra il lungomare Piermanni, piazza XX settembre e corso Umberto I, la polizia è riuscita ad identificare e a denunciare all’Autorità giudiziaria gli otto responsabili degli episodi avvenuti tra il 14 e il 21 agosto scorso. Nella fattispecie, la notte di Ferragosto è stata segnata da una rissa iniziata di fronte ad un locale del lungomare e poi proseguita in piazza. Sei i giovani, ventenni dell’anconetano, denunciati. La stessa sera, ancora sul lungomare sud, un giovane marocchino residente in provincia di Fermo aveva aggredito un passante, procurandogli ferite con prognosi di due settimane. La notte del 21 agosto, infine, un giovane fermano aveva aggredito un gruppo di ragazzi che si erano rifiutati di offrirgli una sigaretta, minacciandoli con un coltellino.
Al termine delle indagini della polizia anticrimine, il Questore di Macerata Vincenzo Trombadore ha disposto il provvedimento del Dacur, che prevede appunto il divieto di accesso ad alcune aree urbane della città, indicate all’interno del provvedimento notificato a ciascuno dei denunciati, per il periodo di un anno.
l.c.
Grazie all’aiuto dei numerosi punti di videosorveglianza attivi tra il lungomare Piermanni, piazza XX settembre e corso Umberto I, la polizia è riuscita ad identificare e a denunciare all’Autorità giudiziaria gli otto responsabili degli episodi avvenuti tra il 14 e il 21 agosto scorso. Nella fattispecie, la notte di Ferragosto è stata segnata da una rissa iniziata di fronte ad un locale del lungomare e poi proseguita in piazza. Sei i giovani, ventenni dell’anconetano, denunciati. La stessa sera, ancora sul lungomare sud, un giovane marocchino residente in provincia di Fermo aveva aggredito un passante, procurandogli ferite con prognosi di due settimane. La notte del 21 agosto, infine, un giovane fermano aveva aggredito un gruppo di ragazzi che si erano rifiutati di offrirgli una sigaretta, minacciandoli con un coltellino.
Al termine delle indagini della polizia anticrimine, il Questore di Macerata Vincenzo Trombadore ha disposto il provvedimento del Dacur, che prevede appunto il divieto di accesso ad alcune aree urbane della città, indicate all’interno del provvedimento notificato a ciascuno dei denunciati, per il periodo di un anno.
l.c.
