Dal 27 giugno al 29 agosto torna a Ussita “CROC – Una specie di cinema”, rassegna estiva all’aperto che da cinque anni accende schermi e pensieri nel cuore dei Sibillini.
Dodici serate, tutte a ingresso libero, per riscoprire il cinema come luogo di incontro, ascolto e immaginazione condivisa. In un’epoca segnata da fratture globali, crisi ambientali e diseguaglianze crescenti, la quinta edizione della rassegna sceglie di partire da una domanda semplice e radicale: come può una rassegna di cinema, in un piccolo paese di montagna, dialogare con i tempi bui e complessi in cui viviamo? È a partire da questo interrogativo che prende forma il programma 2025, dodici appuntamenti per vivere la cultura come spazio condiviso, immersi nella natura, nel cuore dei Sibillini.
Organizzato da C.A.S.A. – Cosa Accade Se Abitiamo, il festival, come ogni anno, si svolge a 800 metri di altitudine presso l’Area Caraceni, all’ingresso del paese. «La nostra associazione è presente da nove anni nei territori colpiti dal sisma – spiega Chiara Caporicci, presidente di C.A.S.A. –. Ascoltare le persone non è una novità per noi. Ma in questi tempi bui, confusi, sempre più duri, sentiamo il bisogno di ritrovare uno sguardo collettivo, di capire e condividere. Per questo portiamo sullo schermo storie che parlano di lotta, di poesia, di comunità e di futuro».

Le serate si svolgono su un ampio prato allestito con panche e sedie, ma è consigliato portare una coperta, un cuscino o una sedia da campeggio per affrontare le temperature fresche della sera e vivere il cinema in pieno comfort. Il pubblico viene accolto a partire dalle 19:00 con il consueto ritrovo al BarCROC, a cura della Pro Loco di Ussita, dove è possibile cenare, bere qualcosa, incontrare gli ospiti della serata e condividere momenti di socialità prima della proiezione.
I film iniziano alle 21:15 e vengono proiettati su un grande schermo Airscreen di oltre 7 metri, grazie alla collaborazione con La Catasta – Eventi. In caso di maltempo, le proiezioni saranno rimandate a data da destinarsi.

IL PROGRAMMA
Il programma si muove tra memoria, attualità e immaginazione. Si parte il 27 giugno con La mia vita finché capita di Niccolò Maria Pagani, un racconto libero e quasi orale di Mauro Corona. Interverranno Fabio Duro, presidente del CAI Gruppo Regionale Marche, e Bruno Olivieri, Sezione CAI Macerata, per la presentazione del trailer di “500 anni dopo – la rinascita di un simbolo della montagna” documentario sul restauro della chiesetta della Madonna del Cona.
La settimana successiva, il racconto si sposta sul lavoro e l’equilibrio con la natura con Cose che accadono sulla terra di Michele Cinque (4 luglio), ritratto potente e delicato di una famiglia di allevatori moderni. Il viaggio continua l’11 luglio con Berlinguer: La grande ambizione di Andrea Segre, interpretato da Elio Germano: un ritratto intimo del leader comunista, inserito nella giornata di incontri e riflessioni INgenerAREE, promossa da ActionAid Italia.
Grande attenzione anche all’attualità internazionale con la serata dedicata alla Palestina, in programma venerdì 18 luglio: l’appuntamento, realizzato in collaborazione con Saturdays for Palestine, è centrato sulla proiezione di No Other Land, film vincitore al Festival di Berlino 2024 e Miglior Documentario agli Oscar 2025. Prima della visione è in programma una cena di raccolta fondi con specialità palestinesi, cucinate con cura da Marwa Marua, prenotabile entro il 15 luglio.
Il 25 luglio, la rassegna approda in Amazzonia con L’avamposto di Edoardo Morabito, che racconta la resistenza delle comunità indigene in collaborazione con Occhio Nascosto dei Sibillini. Agosto si apre con Flow – Un mondo da salvare di Gints Zilbalodis, miglior film d’animazione dell’anno, sullo schermo venerdì 1. è il turno di Fiore mio, film-diario di Paolo Cognetti, viaggio contemplativo nella natura alpina. La serata è organizzata insieme ad APE Roma. L’immaginazione prende il volo il 14 agosto con Porco Rosso di Hayao Miyazaki, poetico omaggio all’Adriatico e alla grande animazione giapponese.
Il 15 agosto, giorno di Ferragosto, omaggio a Francesco Nuti con la proiezione di Tutta colpa del Paradiso, a 40 anni dall’uscita. A introdurre la serata sarà Emiliano Cribari, autore del libro Soltanto d’estate e del podcast Zitti e Nuti. Il racconto della cultura materiale prende vita il 22 agosto con I mastri di Daniele De Michele (Don Pasta), un viaggio tra pietra, legno, vetro e tamburi. Il giorno dopo, il 23 agosto, la rassegna accoglie Non dirmi che hai paura di Yasemin Samdereli, che narra la vera storia di Samia Yusuf Omar, atleta somala simbolo di libertà e speranza.
Infine, il 29 agosto, si chiude in quota con L’ultima spedizione di Eliza Kubarska, dedicato all’alpinista Wanda Rutkiewicz, prima donna a scalare il K2, in un ultimo viaggio sull’Himalaya.
Anche quest’anno CROC esce dai confini di Ussita per alcuni appuntamenti. Dal 6 al 9 agosto torna al Montelago Celtic Festival con 4 serate legate al tema del nomadismo e del viaggio, in sinergia con il cinema PostModernissimo di Perugia.
Tra le novità 2025, un secondo appuntamento tra i Monti Sibillini che verrà presto annunciato e la partecipazione con il film Karma clima di Michele Piazza ad Appennino Foto Festival, uno degli appuntamenti più attesi per gli amanti della fotografia naturalistica.
Dodici serate, tutte a ingresso libero, per riscoprire il cinema come luogo di incontro, ascolto e immaginazione condivisa. In un’epoca segnata da fratture globali, crisi ambientali e diseguaglianze crescenti, la quinta edizione della rassegna sceglie di partire da una domanda semplice e radicale: come può una rassegna di cinema, in un piccolo paese di montagna, dialogare con i tempi bui e complessi in cui viviamo? È a partire da questo interrogativo che prende forma il programma 2025, dodici appuntamenti per vivere la cultura come spazio condiviso, immersi nella natura, nel cuore dei Sibillini.
Organizzato da C.A.S.A. – Cosa Accade Se Abitiamo, il festival, come ogni anno, si svolge a 800 metri di altitudine presso l’Area Caraceni, all’ingresso del paese. «La nostra associazione è presente da nove anni nei territori colpiti dal sisma – spiega Chiara Caporicci, presidente di C.A.S.A. –. Ascoltare le persone non è una novità per noi. Ma in questi tempi bui, confusi, sempre più duri, sentiamo il bisogno di ritrovare uno sguardo collettivo, di capire e condividere. Per questo portiamo sullo schermo storie che parlano di lotta, di poesia, di comunità e di futuro».

Le serate si svolgono su un ampio prato allestito con panche e sedie, ma è consigliato portare una coperta, un cuscino o una sedia da campeggio per affrontare le temperature fresche della sera e vivere il cinema in pieno comfort. Il pubblico viene accolto a partire dalle 19:00 con il consueto ritrovo al BarCROC, a cura della Pro Loco di Ussita, dove è possibile cenare, bere qualcosa, incontrare gli ospiti della serata e condividere momenti di socialità prima della proiezione.
I film iniziano alle 21:15 e vengono proiettati su un grande schermo Airscreen di oltre 7 metri, grazie alla collaborazione con La Catasta – Eventi. In caso di maltempo, le proiezioni saranno rimandate a data da destinarsi.

IL PROGRAMMA
Il programma si muove tra memoria, attualità e immaginazione. Si parte il 27 giugno con La mia vita finché capita di Niccolò Maria Pagani, un racconto libero e quasi orale di Mauro Corona. Interverranno Fabio Duro, presidente del CAI Gruppo Regionale Marche, e Bruno Olivieri, Sezione CAI Macerata, per la presentazione del trailer di “500 anni dopo – la rinascita di un simbolo della montagna” documentario sul restauro della chiesetta della Madonna del Cona.
La settimana successiva, il racconto si sposta sul lavoro e l’equilibrio con la natura con Cose che accadono sulla terra di Michele Cinque (4 luglio), ritratto potente e delicato di una famiglia di allevatori moderni. Il viaggio continua l’11 luglio con Berlinguer: La grande ambizione di Andrea Segre, interpretato da Elio Germano: un ritratto intimo del leader comunista, inserito nella giornata di incontri e riflessioni INgenerAREE, promossa da ActionAid Italia.
Grande attenzione anche all’attualità internazionale con la serata dedicata alla Palestina, in programma venerdì 18 luglio: l’appuntamento, realizzato in collaborazione con Saturdays for Palestine, è centrato sulla proiezione di No Other Land, film vincitore al Festival di Berlino 2024 e Miglior Documentario agli Oscar 2025. Prima della visione è in programma una cena di raccolta fondi con specialità palestinesi, cucinate con cura da Marwa Marua, prenotabile entro il 15 luglio.
Il 25 luglio, la rassegna approda in Amazzonia con L’avamposto di Edoardo Morabito, che racconta la resistenza delle comunità indigene in collaborazione con Occhio Nascosto dei Sibillini. Agosto si apre con Flow – Un mondo da salvare di Gints Zilbalodis, miglior film d’animazione dell’anno, sullo schermo venerdì 1. è il turno di Fiore mio, film-diario di Paolo Cognetti, viaggio contemplativo nella natura alpina. La serata è organizzata insieme ad APE Roma. L’immaginazione prende il volo il 14 agosto con Porco Rosso di Hayao Miyazaki, poetico omaggio all’Adriatico e alla grande animazione giapponese.
Il 15 agosto, giorno di Ferragosto, omaggio a Francesco Nuti con la proiezione di Tutta colpa del Paradiso, a 40 anni dall’uscita. A introdurre la serata sarà Emiliano Cribari, autore del libro Soltanto d’estate e del podcast Zitti e Nuti. Il racconto della cultura materiale prende vita il 22 agosto con I mastri di Daniele De Michele (Don Pasta), un viaggio tra pietra, legno, vetro e tamburi. Il giorno dopo, il 23 agosto, la rassegna accoglie Non dirmi che hai paura di Yasemin Samdereli, che narra la vera storia di Samia Yusuf Omar, atleta somala simbolo di libertà e speranza.
Infine, il 29 agosto, si chiude in quota con L’ultima spedizione di Eliza Kubarska, dedicato all’alpinista Wanda Rutkiewicz, prima donna a scalare il K2, in un ultimo viaggio sull’Himalaya.
Anche quest’anno CROC esce dai confini di Ussita per alcuni appuntamenti. Dal 6 al 9 agosto torna al Montelago Celtic Festival con 4 serate legate al tema del nomadismo e del viaggio, in sinergia con il cinema PostModernissimo di Perugia.
Tra le novità 2025, un secondo appuntamento tra i Monti Sibillini che verrà presto annunciato e la partecipazione con il film Karma clima di Michele Piazza ad Appennino Foto Festival, uno degli appuntamenti più attesi per gli amanti della fotografia naturalistica.
Dal 28 giugno al 30 agosto 2024, l’Area Caraceni di Ussita, situata ai piedi dell’imponente Monte Bove, sarà il suggestivo palcoscenico della quarta edizione di CROC Una specie di cinema, rassegna cinematografica organizzata da C.A.S.A. – Cosa Accade Se Abitiamo. Una rassegna che ci traghetterà lungo l’estate dell’entroterra maceratese attraverso dodici proiezioni, anteprime e incontri all'aperto in compagnia di ospiti da tutta Italia.
«La quarta edizione è frutto di un anno di lavoro insieme aRoberto Rettura e Francesca Zanza – dichiara Chiara Caporicci, presidente dell'associazione C.A.S.A.- e a stretto contatto con i nostri partner, una risorsa preziosa di conoscenze ed esperienze. Non solo infatti ci supportano nella programmazione ma ci aiutano anche a creare un contesto di scambio e dialogo per ogni film. Per questa edizione - continua Caporicci - ci siamo posti l'obiettivo di portare a Ussitatemi che, pur seguendo un filo conduttore comune, ci permettono di esplorare nuovi mondi, comprenderli e conoscerli. Ampliamo cioè il nostro sguardo, apriamo finestre su comunità, culture e stati delle cose, non limitandoci solo ad interrogarci sul vivere nei piccoli paesi, che resta comunque uno dei pilastri della rassegna, ma abbracciando anche storie più lontane. Questo approccio è una scelta consapevole per indossare nuovi occhiali con cui guardare ciò che abbiamo intorno e superare i nostri confini ideologici e culturali».

La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Ussita, del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dell'Università degli Studi di Camerino (UNICAM) e della Fondazione Marche Cultura – Film Commission, con il prezioso supporto del Gruppo Regionale C.A.I. Marche, ActionAid Italia/ENEL Cuore, Ottopermille della Chiesa Valdese e Distilleria Varnelli. Importanti collaborazioni arricchiscono il festival, tra le quali: Occhio Nascosto dei Sibillini, Nuovi Mondi Festival, Anonima Impresa Sociale-PostModernissimo, Proloco 7.1 Ussita e Montelago Celtic Festival.
«La rassegna di cinema CROC - dichiara Silvia Bernardini, Sindaca del Comune di Ussita - sin da quando è nata ha costituito per Ussita un’occasione di incontro e di partecipazione. Soprattutto nelle prime edizioni ha rappresentato una delle pochissime occasioni di condivisione subito dopo gli eventi disastrosi che hanno colpito, disgregandola, la nostra comunità. (non solo sotto il punto di vista materiale ma soprattutto sotto il punto di vista morale). Quest’anno il comune di Ussita ha voluto dare oltre al semplice Patrocinio, anche un importante contributo, proprio per supportare questa bella iniziativa, che ormai comincia ad avere una storia, e ad essere un appuntamento fisso per le nostre estati. Infatti nel corso delle varie edizioni, la platea di pubblico si è ampliata coinvolgendo non solo la Comunità di ussita ma anche quella dei comuni limitrofi e dei turisti provenienti da diverse regioni, che hanno trovato nella rassegna molti spunti culturali, legati all’ambiente montano».
I dodici film esploreranno temi cruciali e attuali, tra i quali la controversa relazione tra esseri umani e natura, le disparità di genere, il vivere nei piccoli paesi. Ogni proiezione sarà accompagnata da incontri con ospiti legati ai film, presentazioni di libri e approfondimenti a cura dei partner di CROC.
Il rapporto con la natura sarà centrale in film come "La Canzone della Terra" (28 giugno) di Margreth Olin e prodotto da Wim Wenders, che ci guiderà attraverso le suggestive vallate norvegesi in quella che è stata definita “l'esperienza naturalistica-cinematografica più sorprendente del 2024”, e in "Grizzly Man" (26 luglio) di Werner Herzog, che racconta la triste storia di Timothy Treadwell, arrivato in Alaska per documentare, vivere e studiare il famoso orso grigio del Nord America. Le disparità di genere saranno affrontate in "Il Popolo delle Donne" (10 agosto) di Yuri Ancarani, grazie all’esperienza della prima psicanalista italiana a lavorare in carcere con detenuti in isolamento per omicidio, e in "Cholitas" (30 agosto) di Pablo Iraburu e Jaime Murciego, che narra l'emancipazione di cinque donne indigene boliviane attraverso la nota spedizione sull'Aconcagua, la montagna più alta d’America.
La vita nei piccoli paesi sarà esplorata in tre titoli ambientati in Appennino: "Sting Like a Bee" (12 luglio) di Leone Balduzzi, con protagonista un gruppo di ragazzi e ragazze accomunati dalla passione per le Api Piaggio, in "Castelrotto" (19 luglio) del regista marchigiano Damiano Giacomelli, un revenge movie sulle fake news ambientato in provincia di Fermo, e in "Tutto è qui" (9 agosto) di Silvia Luciani che racconterà la storia, ambientata nei luoghi colpiti dal terremoto del 2016, di due donne che trovano un nuovo destino grazie ai bambini e alle bambine dell’asilo del bosco di San Ginesio. A Ferragosto, "Un Mondo a Parte" (15 agosto) di Riccardo Milani con Antonio Albanese e Virginia Raffaele, ci farà sorridere e anche riflettere grazie alla storia di un maestro elementare trasferitosi dalla giungla romana nel Parco Nazionale d’Abruzzo, che si troverà a cercare in tutti i modi di salvare una piccola scuola.
Il linguaggio dell’animazione verrà esplorato in due appuntamenti pensati per i più piccoli: lo storico capolavoro giapponese "La Città Incantata" (5 luglio) di Hayao Miyazaki e "Il Mio Amico Robot" (16 agosto) di Pablo Berger, in nomination agli Oscar 2024. "Kissing Gorbaciov" (23 agosto) di Luigi D’Alife e Andrea Paco Mariani racconta l’incredibile tour dei CCCP che dal Salento arrivò a Mosca, squarciando la cortina di ferro tra Occidente e Urss a suon di rock e punk.
Infine "Palazzina LAF" (24 agosto), esordio alla regia di Michele Riondino con Elio Germano, vincitore di 3 David di Donatello e ambientato nel complesso siderurgico dell’ILVA di Taranto: un film dal solido impianto civile e dagli echi grotteschi e arrabbiati che rimandano a “La classe operaia va in paradiso” di Elio Petri.
CROC Una specie di cinema promette di essere un evento che non solo celebra il grande schermo, ma anche il dialogo, l'incontro e la riflessione, portando storie e visioni da tutto il mondo nel cuore dei Monti Sibillini. In queste terre, segnate dal sisma del 2016, dove l'aggregazione e lo scambio sociale sono diventati più rari, il festival rappresenta un'opportunità preziosa per tenere viva la comunità e contrastare la tendenza all'abbandono delle zone dell'entroterra e dei piccoli centri.
Tutte le proiezioni si svolgeranno nell'incantevole Area Caraceni di Ussita, immersa nella natura e all'ingresso del paese. Gli spettatori sono invitati a portare con sé una sedia o un cuscino e una coperta per affrontare le temperature serali della montagna. In caso di maltempo, le proiezioni saranno rimandate a data da destinarsi. Le serate inizieranno alle 19:30 con un aperitivo al BarCROC, durante il quale sarà possibile incontrare gli ospiti, mentre le proiezioni inizieranno alle 21:15 (incontri a seguire).
Per ulteriori informazioni, è possibile contattare gli organizzatori ai numeri 339-8145712 o 347-1274628, oppure via email all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dettagli, aggiornamenti e informazioni sono sul sito www.portodimontagna.it
«La quarta edizione è frutto di un anno di lavoro insieme aRoberto Rettura e Francesca Zanza – dichiara Chiara Caporicci, presidente dell'associazione C.A.S.A.- e a stretto contatto con i nostri partner, una risorsa preziosa di conoscenze ed esperienze. Non solo infatti ci supportano nella programmazione ma ci aiutano anche a creare un contesto di scambio e dialogo per ogni film. Per questa edizione - continua Caporicci - ci siamo posti l'obiettivo di portare a Ussitatemi che, pur seguendo un filo conduttore comune, ci permettono di esplorare nuovi mondi, comprenderli e conoscerli. Ampliamo cioè il nostro sguardo, apriamo finestre su comunità, culture e stati delle cose, non limitandoci solo ad interrogarci sul vivere nei piccoli paesi, che resta comunque uno dei pilastri della rassegna, ma abbracciando anche storie più lontane. Questo approccio è una scelta consapevole per indossare nuovi occhiali con cui guardare ciò che abbiamo intorno e superare i nostri confini ideologici e culturali».

La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Ussita, del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dell'Università degli Studi di Camerino (UNICAM) e della Fondazione Marche Cultura – Film Commission, con il prezioso supporto del Gruppo Regionale C.A.I. Marche, ActionAid Italia/ENEL Cuore, Ottopermille della Chiesa Valdese e Distilleria Varnelli. Importanti collaborazioni arricchiscono il festival, tra le quali: Occhio Nascosto dei Sibillini, Nuovi Mondi Festival, Anonima Impresa Sociale-PostModernissimo, Proloco 7.1 Ussita e Montelago Celtic Festival.
«La rassegna di cinema CROC - dichiara Silvia Bernardini, Sindaca del Comune di Ussita - sin da quando è nata ha costituito per Ussita un’occasione di incontro e di partecipazione. Soprattutto nelle prime edizioni ha rappresentato una delle pochissime occasioni di condivisione subito dopo gli eventi disastrosi che hanno colpito, disgregandola, la nostra comunità. (non solo sotto il punto di vista materiale ma soprattutto sotto il punto di vista morale). Quest’anno il comune di Ussita ha voluto dare oltre al semplice Patrocinio, anche un importante contributo, proprio per supportare questa bella iniziativa, che ormai comincia ad avere una storia, e ad essere un appuntamento fisso per le nostre estati. Infatti nel corso delle varie edizioni, la platea di pubblico si è ampliata coinvolgendo non solo la Comunità di ussita ma anche quella dei comuni limitrofi e dei turisti provenienti da diverse regioni, che hanno trovato nella rassegna molti spunti culturali, legati all’ambiente montano».
I dodici film esploreranno temi cruciali e attuali, tra i quali la controversa relazione tra esseri umani e natura, le disparità di genere, il vivere nei piccoli paesi. Ogni proiezione sarà accompagnata da incontri con ospiti legati ai film, presentazioni di libri e approfondimenti a cura dei partner di CROC.
Il rapporto con la natura sarà centrale in film come "La Canzone della Terra" (28 giugno) di Margreth Olin e prodotto da Wim Wenders, che ci guiderà attraverso le suggestive vallate norvegesi in quella che è stata definita “l'esperienza naturalistica-cinematografica più sorprendente del 2024”, e in "Grizzly Man" (26 luglio) di Werner Herzog, che racconta la triste storia di Timothy Treadwell, arrivato in Alaska per documentare, vivere e studiare il famoso orso grigio del Nord America. Le disparità di genere saranno affrontate in "Il Popolo delle Donne" (10 agosto) di Yuri Ancarani, grazie all’esperienza della prima psicanalista italiana a lavorare in carcere con detenuti in isolamento per omicidio, e in "Cholitas" (30 agosto) di Pablo Iraburu e Jaime Murciego, che narra l'emancipazione di cinque donne indigene boliviane attraverso la nota spedizione sull'Aconcagua, la montagna più alta d’America.
La vita nei piccoli paesi sarà esplorata in tre titoli ambientati in Appennino: "Sting Like a Bee" (12 luglio) di Leone Balduzzi, con protagonista un gruppo di ragazzi e ragazze accomunati dalla passione per le Api Piaggio, in "Castelrotto" (19 luglio) del regista marchigiano Damiano Giacomelli, un revenge movie sulle fake news ambientato in provincia di Fermo, e in "Tutto è qui" (9 agosto) di Silvia Luciani che racconterà la storia, ambientata nei luoghi colpiti dal terremoto del 2016, di due donne che trovano un nuovo destino grazie ai bambini e alle bambine dell’asilo del bosco di San Ginesio. A Ferragosto, "Un Mondo a Parte" (15 agosto) di Riccardo Milani con Antonio Albanese e Virginia Raffaele, ci farà sorridere e anche riflettere grazie alla storia di un maestro elementare trasferitosi dalla giungla romana nel Parco Nazionale d’Abruzzo, che si troverà a cercare in tutti i modi di salvare una piccola scuola.
Il linguaggio dell’animazione verrà esplorato in due appuntamenti pensati per i più piccoli: lo storico capolavoro giapponese "La Città Incantata" (5 luglio) di Hayao Miyazaki e "Il Mio Amico Robot" (16 agosto) di Pablo Berger, in nomination agli Oscar 2024. "Kissing Gorbaciov" (23 agosto) di Luigi D’Alife e Andrea Paco Mariani racconta l’incredibile tour dei CCCP che dal Salento arrivò a Mosca, squarciando la cortina di ferro tra Occidente e Urss a suon di rock e punk.
Infine "Palazzina LAF" (24 agosto), esordio alla regia di Michele Riondino con Elio Germano, vincitore di 3 David di Donatello e ambientato nel complesso siderurgico dell’ILVA di Taranto: un film dal solido impianto civile e dagli echi grotteschi e arrabbiati che rimandano a “La classe operaia va in paradiso” di Elio Petri.
CROC Una specie di cinema promette di essere un evento che non solo celebra il grande schermo, ma anche il dialogo, l'incontro e la riflessione, portando storie e visioni da tutto il mondo nel cuore dei Monti Sibillini. In queste terre, segnate dal sisma del 2016, dove l'aggregazione e lo scambio sociale sono diventati più rari, il festival rappresenta un'opportunità preziosa per tenere viva la comunità e contrastare la tendenza all'abbandono delle zone dell'entroterra e dei piccoli centri.
Tutte le proiezioni si svolgeranno nell'incantevole Area Caraceni di Ussita, immersa nella natura e all'ingresso del paese. Gli spettatori sono invitati a portare con sé una sedia o un cuscino e una coperta per affrontare le temperature serali della montagna. In caso di maltempo, le proiezioni saranno rimandate a data da destinarsi. Le serate inizieranno alle 19:30 con un aperitivo al BarCROC, durante il quale sarà possibile incontrare gli ospiti, mentre le proiezioni inizieranno alle 21:15 (incontri a seguire).
Per ulteriori informazioni, è possibile contattare gli organizzatori ai numeri 339-8145712 o 347-1274628, oppure via email all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dettagli, aggiornamenti e informazioni sono sul sito www.portodimontagna.it
Hanno riaperto le proprie porte, dopo i due anni contrassegnati dalla pandemia, gli spazi di C.A.S.A., Cosa Accade Se Abitiamo, l’associazione di promozione sociale creata dopo il terremoto a Frontignano di Ussita e presieduta da Chiara Caporicci.
Il “porto di montagna”, spazio utilizzato per residenze di artista ospitando scrittori, sociologi, fotografi, videomakers che realizzano insieme ai membri dell’associazione progetti legati al territorio, ha di nuovo aperto i battenti ospitando Francesco Tavoloni.
“Un ragazzo che abbiamo incontrato questa estate mentre era in cammino nelle nostre zone per un reportage volto a conoscere, dare voce e indagare sulle comunità rurali dell’Appennino centrale – precisa la presidente Caporicci – Così abbiamo deciso di aprire il porto di montagna a lui per farlo restare nei nostri meravigliosi luoghi in un periodo di maggiore riflessione, come può essere la stagione invernale, e permettergli di realizzare il proprio progetto, partecipando anche alle attività della nostra comunità”.
Così, al cadere della neve, Francesco è stato subito messo all’opera munito dell'immancabile pala.
Il “porto di montagna”, spazio utilizzato per residenze di artista ospitando scrittori, sociologi, fotografi, videomakers che realizzano insieme ai membri dell’associazione progetti legati al territorio, ha di nuovo aperto i battenti ospitando Francesco Tavoloni.
“Un ragazzo che abbiamo incontrato questa estate mentre era in cammino nelle nostre zone per un reportage volto a conoscere, dare voce e indagare sulle comunità rurali dell’Appennino centrale – precisa la presidente Caporicci – Così abbiamo deciso di aprire il porto di montagna a lui per farlo restare nei nostri meravigliosi luoghi in un periodo di maggiore riflessione, come può essere la stagione invernale, e permettergli di realizzare il proprio progetto, partecipando anche alle attività della nostra comunità”.
Così, al cadere della neve, Francesco è stato subito messo all’opera munito dell'immancabile pala.
f.u.
