L’Eremo del Beato Rizzerio farà da cornice alla prima edizione della Summer School della Scuola Forense Maceratese, dedicata al tema AI e professione forense”.

All’iniziativa parteciperanno dieci giovani praticanti avvocati, vincitori di borsa di studio, che avranno l’occasione di confrontarsi con magistrati, avvocati, docenti universitari ed esperti di tecnologie digitali.

L’iniziativa è stata organizzata grazie alla collaborazione tra l’Ordine degli Avvocati di Macerata, la Fondazione Forense Maceratese e la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino.
La due giorni offrirà laboratori, workshop e dibattiti sui temi più attuali: giustizia digitale, intelligenza artificiale, etica e nuove competenze per l’avvocatura del futuro.


Il programma prevede laboratori interattivi, workshop e momenti di confronto sui temi più attuali legati all’impatto delle nuove tecnologie sull’avvocatura, con un approccio concreto e multidisciplinare: dalla giustizia digitale al machine learning, dalla blockchain ai profili etici e deontologici dell’AI.

La Summer School si concluderà sabato pomeriggio con un workshop pubblico accreditato per la formazione degli avvocati (2 crediti formativi), nel corso del quale i partecipanti presenteranno i risultati delle attività laboratoriali.

Questa prima edizione rappresenta un passo importante per la formazione dei futuri avvocati, chiamati a confrontarsi con le sfide dell’innovazione tecnologica e a coglierne le opportunità, senza perdere di vista i valori fondanti della professione forense.

Di seguito i nomi dei praticanti iscritti alla Scuola Forense che hanno partecipato al bando e vinto la borsa di studio: Benfatto Giulia; Botta Alice; Cecchini Letizia; Cesarini Roberta;Cozza Micaela; Passacantando Luca; Rocchi Alessia; Scuffia Gloria; Sgolastra Valentina; Storani Giammarco
La soppressione di diversi tribunali italiani nel 2013 è tornata di attualità negli ultimi giorni: gli interessanti risvolti visti in altre Regioni, unite alle dichiarazioni di attenzione che la nuova amministrazione regionale ha rivolto ai territori colpiti dal sisma del 2016, aprono prospettive importanti per la riapertura del Tribunale di Camerino. Dopo la Regione Sicilia, anche in Abruzzo è stata proposta una convenzione al Ministero della Giustizia che propone che la Regione si sobbarchi i costi di mantenimento degli immobili e le spese di gestione, con i costi relativi alle retribuzioni che resterebbero a carico dello Stato. Il presidente emerito dell’Ordine degli avvocati di Camerino Corrado Zucconi è convinto che possa essere una strada percorribile anche nelle Marche: “La nuova amministrazione ha parlato di priorità assoluta per quanto riguarda i territori terremotati. Riaprire il Tribunale di Camerino sarebbe davvero un aiuto per il territorio: porterebbe posti di lavoro e farebbe bene all’economia del camerte, oltre a evitare i continui spostamenti a Macerata per le udienze”.

La questione della riapertura per altro si allaccia perfettamente ai dettami della Costituzione e del Trattato dell’Unione Europea: “L’articolo 5 della Costituzione – prosegue Zucconi – parla del principio di massimo decentramento, mentre l’articolo 10 del Trattato ci dà il principio di prossimità. La riapertura dei Tribunali soppressi rispetterebbe assolutamente questi principi. È basandosi su questo che la Regione Abruzzo ha chiesto al Ministero della Giustizia che i tribunali soppressi riprendano le funzioni giudiziarie. Io spero vivamente che la Regione Marche comprenda come un aiuto vero e concreto sia il restituire a un territorio le sue istituzioni, come il Tribunale e la Procura della Repubblica".

Red.

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