Radioc1inBlu
Prima giornata marchigiana per il leader della Lega Matteo Salvini, in regione per la campagna elettorale delle prossime elezioni di settembre. Ufficializzati nell'occasione i 30 nominativi della Lega in regione. Nella squadra maceratese del Carroccio figurano tre donne e tre uomini. In campo saranno il sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli, l'ex sindaco di Macerata Anna Menghi, il cnsigliere regionale uscente Luigi Zura Puntaroni, la giornalista di Porto Recanati Emanuela Addario, l'ex parlamentare di FI e vicesindaco di Cingoli Filippo Saltamartini e l'ex assessore alla cultura di Civitanova Maika Gabellieri. In piazza Mazzini a Macerata le presentazioni del candidato sindaco Sandro Parcaroli e l'abbraccio di Salvini a Francesco Acquaroli, candidato governatore del centro destra.
c.c.
c.c.
Vasto incendio di sterpaglie a Montecosaro. Sul posto si sono portate due squadre dei Vigili del fuoco da Macerata e Civitanova. Bruciato circa un ettaro di vegetazione. Provvidenziale il pronto intervento dei pompieri che hanno domato le fiamme, impedendo alle stesse di propagarsi ai campi adiacenti e mettendo in sicurezza l'area. Non si conoscono le cause dell'innesco del rogo che comunque, non ha comportato conseguenze per le persone.
c.c.
c.c.
Presto i nomi della lista "Civica per le Marche"
06 Ago 2020
Potrebbero conoscersi nella giornata di sabato i nominativi della lista il cui nome probabilmente sarà “Civica per le Marche” a sostegno del candidato del Centro destra Francesco Acquaroli. Tra i suoi componenti, anche se non ha ancora sciolto la riserva, appare molto probabile il nome del sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi. Al momento, non trapelano ulteriori particolari, seppure, avvicinato dai microfoni di Radioc1...inBlu, il primo cittadino di Tolentino abbia assicurato che deciderà a breve e che la compagine è già abbastanza ben organizzata: "Non è un mistero che due anni e mezzo orsono io cominciai a lavorare con degli amici su una lista civica per le elezioni regionali- dichiara-. L'obiettivo quello di portare il civismo anche in Regione dato che nei comuni sta andando molto bene. I cittadini hanno infatti realizzato che più che i simboli di partito valgono le persone, più i colori dei partiti sono tenui e più il civismo unisce e si concentra sugli obiettivi da realizzare e sulle occasioni da cogliere. Questo è quello che interessa a noi sindaci che siamo diretti protagonisti del civismo. Per quel che riguarda la mia storia ne sono investito da 8 anni; i cittadini mi hanno riconosciuto questo merito e la fiducia per andare avanti insieme a tutto quello che è stato realizzato. Vorremmo dunque portare questo modello anche in Regione. Come ho già detto in altre occasioni- continua Pezzanesi- avrei preferito una moderazione ed una apicalità sicuramente di grande accoglienza per la nostra Regione Marche. Coì non è stato ma il candidato alla presidenza è comunque del territorio, ama e lotta per il territorio per cui, semmai decidessi di onorare questo progetto per il quale ho lavorato e che ho a cuore come gli altri che ne fanno parte vorrà dire che mi schiererò per la Regione Marche e per il bene dei marchigiani. Di certo la mia decisione non sarà per qualcuno specificatamente ma in primo luogo per un progetto che comprenda questo modo di fare e di ragionare. Fare altro non è nel mio interesse ma unico obiettivo è appunto portare questo modo di amministrare in Regione, affinchè si possa ascoltare ed aprire a tutti ma nel contempo si possa far crescere i territori in maniera equa e solidale come dovrebbe essere. Non è bello che qualcuno vada a tre velocità, qualcuno a due mentre qualcun altro non riesca nemmeno a partire - sottolinea La regione marche non è fatta di simboli politici ma di territori con problematiche diverse. E' fatta di gente caparbia, soda e con la testa a posto e che sa reagire come del resto ha dimostrato sia nel terremoto che nel Covid. La Regione è fatta tuttavia di persone che ha bisogno di servizi sul territorio per cui ilnostro spenderci eventualmente ed il mio in particolare, va in quella direzione. Vittoria sì da perseguire - conclude Pezzanesi- ma per fare affermare questo principio e per portare eventualmente amministratori che hanno già dimostrato che con il civismo sanno fare la differenza anche in Regione. Diversamente, lo ripeto,non mi interessa. Pur non avendo nulla io contro i partiti e il partitismo, ritengo che soprattutto a livello locale dove le radici delle tradizioni e dei valori della famiglia, della scuola e del lavoro sono profonde, le persone che sono espressione del territorio fanno la differenza. Roma dunque c'entra poco in questi casi e occorre che lasci un po' le briglie e faccia fare a chi è del postoe a chi nel posto ha dimostrato di saper fare. Se così sarà, credo che la parentesi potrà essere bellissima, l'apertura di una nuova era e l'ingresso di un nuovo modo di fare. Se invece prevarranno ancora le logiche partitiche delle segreterie èpolitiche, mi dispiacerà per i marchigiani e anche per me stesso. Lavorare infatti con queste ossessionanti limitazioni a livello di spazi e di programmazione, non è cosa molto soddisfacente per chi ha idee sane in testa e le vuole applicare ed è invece costretto a misurarsi con la burocrazia e i muri di gomma. Io credo pertanto che il cittadino debba entrare in Regione dalla porta principale e non con finti soggetti, ma con coloro che in questo decennio hanno dimostrato che non sono a servizio dei partiti ma sono a servizio dei cittadini".
c.c.
c.c.
Un nuovo caso di positività al covid a Fabriano
06 Ago 2020
“Il servizio prevenzione ci ha appena comunicato che è stato rilevato un nuovo caso di positività al Covid-19 nella nostra città. Siamo in attesa di ricevere altre informazioni. Ora, senza fare allarmismo, abbiamo però la prova che non succede solo altrove e per questo è doveroso attenersi alle regole e comportarsi in maniera responsabile. Non è il momento di dimenticarci di quello che abbiamo passato. Lo dobbiamo a tutta la comunità perché come ho sempre detto la responsabilità individuale è in questo momento in particolare responsabilità collettiva”, queste le parole utilizzate dal sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, per comunicare alla cittadinanza il nuovo caso di tampone positivo al Covid-19. Da quello che si apprende, il paziente è un uomo. Il servizio sanitario sta monitorando spostamenti e contatti. Sembra che siano state poste in isolamento fiduciario cinque persone.
Dopo oltre 80 giorni, a Fabriano si torna a temere per la pandemia con questo nuovo caso accertato che fa aggiornare i numeri dall’inizio dell’emergenza: 92 casi complessivi di cui 84 guariti, 7 decessi e, per l’appunto, un attualmente positivo. È un soggetto asintomatico che viene curato nella sua abitazione. Non si sa nulla su come possa essersi infettato, ma certamente si stanno procedendo ad approfondimenti e controlli su tutte quelle che persone che possono essere venuti a contatto con l’uomo. “Nessun allarme” come evidenzia il sindaco Santarelli, ma certamente attenzione negli spostamenti, nell’evitare assembramenti, nel mantenere il distanziamento sociale, nel corretto utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuale: mascherine e guanti, con lavaggi frequenti delle mani.
Queste le principali raccomandazioni che vengono ricordate dall’Amministrazione comunale di Fabriano per evitare di riprecipitare nell’incubo che si è vissuto solo qualche mese fa. “Come ho sempre detto la responsabilità individuale è in questo momento in particolare responsabilità collettiva”, la conclusione invito del sindaco Gabriele Santarelli.
MS
Dopo oltre 80 giorni, a Fabriano si torna a temere per la pandemia con questo nuovo caso accertato che fa aggiornare i numeri dall’inizio dell’emergenza: 92 casi complessivi di cui 84 guariti, 7 decessi e, per l’appunto, un attualmente positivo. È un soggetto asintomatico che viene curato nella sua abitazione. Non si sa nulla su come possa essersi infettato, ma certamente si stanno procedendo ad approfondimenti e controlli su tutte quelle che persone che possono essere venuti a contatto con l’uomo. “Nessun allarme” come evidenzia il sindaco Santarelli, ma certamente attenzione negli spostamenti, nell’evitare assembramenti, nel mantenere il distanziamento sociale, nel corretto utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuale: mascherine e guanti, con lavaggi frequenti delle mani.
Queste le principali raccomandazioni che vengono ricordate dall’Amministrazione comunale di Fabriano per evitare di riprecipitare nell’incubo che si è vissuto solo qualche mese fa. “Come ho sempre detto la responsabilità individuale è in questo momento in particolare responsabilità collettiva”, la conclusione invito del sindaco Gabriele Santarelli.
MS
“Sarnano sta sposando appieno tutta la filosofia che anche la regione utilizza per raccontare la bellezza del territorio; l'idea di questo turismo che si muove in maniera lenta, in bicicletta o a piedi, potendo godere della meraviglia dell’ambiente e della natura circostante”. Così il presidente uscente Luca Ceriscioli, in visita questa mattina nel suggestivo borgo. Ad accoglierlo in piazza il sindaco Luca Piergentili che insieme al nuovo percorso pedonale ha presentato al Governatore anche la Via delle Cascatelle già meta di tanti turisti. Numerose le proposte e le opere terminate dall’amministrazione nell’ottica di valorizzare i concetti della sostenibilità territoriale e ambientale, massimizzando le ricadute positive che rafforzano sviluppo, società ed economia. Molto apprezzati da Ceriscioli sia il percorso all’interno del centro urbano che collega la piazza e tutta la zona pedonale sia il nuovo sentiero delle cascatelle che ha definito “di una bellezza incredibile”. Quindi la visita in anteprima della performance d’arte contemporanea “Sarnano dentro e fuori” dell'artista Fausto Olmelli.

“Nella scadenza del suo mandato da Presidente- afferma il sindaco Luca Piergentili- ho voluto invitare Luca Ceriscioli proprio per dare dimostrazione che Sarnano sta andando oltre il periodo difficile del sisma e improntando il suo turismo verso la mobilità dolce. In questi mesi abbiamo fatto diversi interventi e, cosa importante è che ciò è avvenuto anche in sinergia con i privati. Abbiamo mostrato al Presidente Ceriscioli in primo luogo il bel percorso all'interno del centro urbano di congiunzione tra la piazza e tutta la zona pedonale, che riguarda anche il parco giochi e le due scuole, la prima donata dalla Protezione Civile del Friuli Venezia e la seconda dalla Fondazione Andrea Bocelli. Un percorso all'interno del centro del paese che consentirà ai turisti ma anche agli stessi abitanti di godere di una zona di calma pace e tranquillità. A seguire ci siamo trasferiti in quello che è già diventato elemento virale di Sarnano: la Via delle cascate perdute che sta riscuotendo un notevole successo e che l'amministrazione ha voluto pubblicizzare riportando alla luce delle cascate in disuso che non venivano più frequentate.
Anche questo è un percorso di circa 6 chilometri, facilmente percorribile da tutti comprese le famiglie. Indicato e mappato sul nostro sito Sarnano Turismo che invito tutti a consultare per avere notizie questo percorso ci sta dando grosse soddisfazioni. Abbinato a una riscoperta del centro storico, abbinato a dei nuovi servizi in montagna per le mountain bike dove abbiamo raggiunto i 170 Km di piste e tutte quante facilmente raggiungibili, dunque Sarnano c'è. Oggi abbiamo voluto dimostrare al presidente e all’ente regionale che siamo pronti per quella 'mobilità dolce" che poi è anche la sfida centrale delle Marche”.

Lo ha sottolineato nelle sue parole di commento lo stesso Luca Ceriscioli: “Quello che è stato creato a Sarnano è davvero un modo di presentare, raccontare e realizzare percorsi nel territorio che sono un po' l’asse sul quale spingiamo per raccontare le Marche. Un valore aggiunto per un amministratore e per chi governa la visita dei luoghi - ha continuato- vedere, essere sul posto, parlare con gli enti locali rappresenta indubbiamente un salto di qualità quando poi si programma un'attività perché c’è una coerenza e una forza maggiore. Il messaggio delle Marche Outdoor, delle Marche bellezza e ambiente sano, trova poi un riscontro oggettivo nel territorio grazie all'impegno di molte persone che si adoperano per rendere più bella e sempre più forte la nostra regione”.
c.c.


“Nella scadenza del suo mandato da Presidente- afferma il sindaco Luca Piergentili- ho voluto invitare Luca Ceriscioli proprio per dare dimostrazione che Sarnano sta andando oltre il periodo difficile del sisma e improntando il suo turismo verso la mobilità dolce. In questi mesi abbiamo fatto diversi interventi e, cosa importante è che ciò è avvenuto anche in sinergia con i privati. Abbiamo mostrato al Presidente Ceriscioli in primo luogo il bel percorso all'interno del centro urbano di congiunzione tra la piazza e tutta la zona pedonale, che riguarda anche il parco giochi e le due scuole, la prima donata dalla Protezione Civile del Friuli Venezia e la seconda dalla Fondazione Andrea Bocelli. Un percorso all'interno del centro del paese che consentirà ai turisti ma anche agli stessi abitanti di godere di una zona di calma pace e tranquillità. A seguire ci siamo trasferiti in quello che è già diventato elemento virale di Sarnano: la Via delle cascate perdute che sta riscuotendo un notevole successo e che l'amministrazione ha voluto pubblicizzare riportando alla luce delle cascate in disuso che non venivano più frequentate.
Anche questo è un percorso di circa 6 chilometri, facilmente percorribile da tutti comprese le famiglie. Indicato e mappato sul nostro sito Sarnano Turismo che invito tutti a consultare per avere notizie questo percorso ci sta dando grosse soddisfazioni. Abbinato a una riscoperta del centro storico, abbinato a dei nuovi servizi in montagna per le mountain bike dove abbiamo raggiunto i 170 Km di piste e tutte quante facilmente raggiungibili, dunque Sarnano c'è. Oggi abbiamo voluto dimostrare al presidente e all’ente regionale che siamo pronti per quella 'mobilità dolce" che poi è anche la sfida centrale delle Marche”.

Lo ha sottolineato nelle sue parole di commento lo stesso Luca Ceriscioli: “Quello che è stato creato a Sarnano è davvero un modo di presentare, raccontare e realizzare percorsi nel territorio che sono un po' l’asse sul quale spingiamo per raccontare le Marche. Un valore aggiunto per un amministratore e per chi governa la visita dei luoghi - ha continuato- vedere, essere sul posto, parlare con gli enti locali rappresenta indubbiamente un salto di qualità quando poi si programma un'attività perché c’è una coerenza e una forza maggiore. Il messaggio delle Marche Outdoor, delle Marche bellezza e ambiente sano, trova poi un riscontro oggettivo nel territorio grazie all'impegno di molte persone che si adoperano per rendere più bella e sempre più forte la nostra regione”.
c.c.

Si presenta Marche Coraggiose. La nuova lista che correrà all prossime elezioni regionali a fianco dell'attuale sindaco di Senigallia, mette subito in chiaro gli obiettivi: «Saremo l'ala critica del centrosinistra. Il pungolo di Maurizio Mangialardi».
Fra i promotori di Marche Coraggiose, il coordinatore di Articolo 1 Mdp Marche, Massimo Montesi, i consiglieri regionali ex pentastellati (ora nel Gruppo Misto) Romina Pergolesi e Gianni Maggi, il collega d'aula, Gianluca Busilacchi, l'assessore al comune di Pesaro, Francesca Frenquellucci e l'ex parlamentare Lara Ricciatti. Fra gli intervenuti, inoltre, Paola Petrelli di Italia in Comune, Francesco Bravi dell'associazione ambientalista Naturalmente e Nicolò Pacenti.
Questa mattina, al porto turistico di Marina Dorica di Ancona, la presentazione ufficiale del simbolo e l'illustrazione degli obiettivi. Dalla prossima settimana, la presentazione delle liste in ciascuna provincia, che saranno composte da esponenti della società civile, da professionisti della sanità e da persone legate alle tematiche ambientali.
Sanità, ricostruzione, lavoro e ambiente, le priorità indicate dalla nuova lista a sostegno del candidato presidente Maurizio Mangialardi. «Questi sono gli argomenti sui quali daremo il nostro contributo, grazie anche all'individuazione di figure autorevoli e competenti – spiegano i promotori di Marche Coraggiose -. Dobbiamo ricomporre la frattura fra l'area progressista e il Movimento 5 Stelle, come sta accadendo a livello nazionale. Questi due mondi devono assolutamente parlarsi, a nostro parere, e proporre politiche in grado di contrastare l'odio e gli slogan vuoti prodotti dalla deriva salviniana. Saremo l'ala critica della coalizione di centrosinistra, il pungolo di Mangialardi, per non ripetere più alcuni errori commessi. Non ci possiamo permettere che le Marche vengano governate, o meglio dire devastate, dalla destra. I nostri valori, le nostre tradizioni democratiche, sono in antitesi rispetto alle celebrazioni della marcia su Roma. Siamo pronti a mettere sul tavolo idee nuove e diverse su salute, lavoro, ambiente, ricostruzione, da portare all’interno di una maggioranza progressista attraverso la competenza di donne e uomini liberi da condizionamenti di parte, da debiti elettorali e clientele. Proposte garantite, più che dalle promesse, dal vissuto, dall’impegno e dal coraggio personale dei trenta candidati. Puntiamo a essere determinanti per la vittoria finale».
Maggi e Pergolesi, fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle, hanno ulteriormente chiarito le proprie ragioni: «I principi e le idee maturate in questi anni di esperienza in regione non possono e non debbono rimanere all’opposizione – hanno evidenziato i due consiglieri regionali -. E le tentazioni di favorire qualcuno a discapito di chi ha più meriti o più bisogno possono essere sventate solo se si è all’interno della maggioranza. Per questo consideriamo una scelta scellerata quella di tirarsi fuori dalla possibilità di governare. Un ritiro sull’Aventino che, come accadde a Roma nel 24 dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, favorirà l’ascesa al potere della destra nelle Marche. Non ce la siamo sentita di comportarci come se tutto questo non ci riguardasse. In Marche Coraggiose sono confluiti donne e uomini uniti non dall’appartenenza a un partito, ma da una coscienza civica che chiede discontinuità rispetto ad alcune scelte di politica regionale, lontanissima però da questa destra arrogante che già si sente padrona di una regione dalle solide tradizioni democratiche e libertarie».
«Sono molto orgoglioso di avere al mio fianco questa lista – le parole del candidato presidente del centrosinistra, Maurizio Mangialardi -. Sono persone e amici che potranno dare un grande contributo, per la conoscenza approfondita delle questioni e il senso di responsabilità dimostrato in questi anni. Donne e uomini con esperienza e determinazione, che terranno la barra al centro su lavoro, ecologia e sostenibilità. Un valore aggiunto per questa nostra squadra».
Fra i promotori di Marche Coraggiose, il coordinatore di Articolo 1 Mdp Marche, Massimo Montesi, i consiglieri regionali ex pentastellati (ora nel Gruppo Misto) Romina Pergolesi e Gianni Maggi, il collega d'aula, Gianluca Busilacchi, l'assessore al comune di Pesaro, Francesca Frenquellucci e l'ex parlamentare Lara Ricciatti. Fra gli intervenuti, inoltre, Paola Petrelli di Italia in Comune, Francesco Bravi dell'associazione ambientalista Naturalmente e Nicolò Pacenti.
Questa mattina, al porto turistico di Marina Dorica di Ancona, la presentazione ufficiale del simbolo e l'illustrazione degli obiettivi. Dalla prossima settimana, la presentazione delle liste in ciascuna provincia, che saranno composte da esponenti della società civile, da professionisti della sanità e da persone legate alle tematiche ambientali.
Sanità, ricostruzione, lavoro e ambiente, le priorità indicate dalla nuova lista a sostegno del candidato presidente Maurizio Mangialardi. «Questi sono gli argomenti sui quali daremo il nostro contributo, grazie anche all'individuazione di figure autorevoli e competenti – spiegano i promotori di Marche Coraggiose -. Dobbiamo ricomporre la frattura fra l'area progressista e il Movimento 5 Stelle, come sta accadendo a livello nazionale. Questi due mondi devono assolutamente parlarsi, a nostro parere, e proporre politiche in grado di contrastare l'odio e gli slogan vuoti prodotti dalla deriva salviniana. Saremo l'ala critica della coalizione di centrosinistra, il pungolo di Mangialardi, per non ripetere più alcuni errori commessi. Non ci possiamo permettere che le Marche vengano governate, o meglio dire devastate, dalla destra. I nostri valori, le nostre tradizioni democratiche, sono in antitesi rispetto alle celebrazioni della marcia su Roma. Siamo pronti a mettere sul tavolo idee nuove e diverse su salute, lavoro, ambiente, ricostruzione, da portare all’interno di una maggioranza progressista attraverso la competenza di donne e uomini liberi da condizionamenti di parte, da debiti elettorali e clientele. Proposte garantite, più che dalle promesse, dal vissuto, dall’impegno e dal coraggio personale dei trenta candidati. Puntiamo a essere determinanti per la vittoria finale».
Maggi e Pergolesi, fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle, hanno ulteriormente chiarito le proprie ragioni: «I principi e le idee maturate in questi anni di esperienza in regione non possono e non debbono rimanere all’opposizione – hanno evidenziato i due consiglieri regionali -. E le tentazioni di favorire qualcuno a discapito di chi ha più meriti o più bisogno possono essere sventate solo se si è all’interno della maggioranza. Per questo consideriamo una scelta scellerata quella di tirarsi fuori dalla possibilità di governare. Un ritiro sull’Aventino che, come accadde a Roma nel 24 dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, favorirà l’ascesa al potere della destra nelle Marche. Non ce la siamo sentita di comportarci come se tutto questo non ci riguardasse. In Marche Coraggiose sono confluiti donne e uomini uniti non dall’appartenenza a un partito, ma da una coscienza civica che chiede discontinuità rispetto ad alcune scelte di politica regionale, lontanissima però da questa destra arrogante che già si sente padrona di una regione dalle solide tradizioni democratiche e libertarie».
«Sono molto orgoglioso di avere al mio fianco questa lista – le parole del candidato presidente del centrosinistra, Maurizio Mangialardi -. Sono persone e amici che potranno dare un grande contributo, per la conoscenza approfondita delle questioni e il senso di responsabilità dimostrato in questi anni. Donne e uomini con esperienza e determinazione, che terranno la barra al centro su lavoro, ecologia e sostenibilità. Un valore aggiunto per questa nostra squadra».
Nei giorni scorsi, un episodio rivelatosi curioso, ma in un primo momento inquietante, si è verificato a Fabriano. In pratica, un 60enne residente in città voleva portare a manutenzione, in una attività specializzata di Cerreto D’Esi, il proprio fucile.
Lo ha riposto nella custodia ed è uscito di casa, raggiungendo la propria automobile. Ha poggiato l’arma sul tettuccio per poter aprire lo sportello e si è dimenticato di riprenderlo.
Così facendo, è partito con il fucile che è scivolato in strada dopo pochi metri. Ma l’uomo non si è accorto di nulla.
Ad accorgersi, invece, dell’arma in strada, un passante. Quest’ultimo ha subito notato che si trattava della custodia di un fucile. Si è molto agitato e, preoccupato, ha contattato i carabinieri della compagnia di Fabriano.
Quest’ultimi, giunti prontamente sul posto, hanno aperto la custodia. Si sono annotati la matricola ed hanno interrogato il database specifico per risalire al legittimo proprietario.
Una volta sapute le generalità, l’uomo è stato contattato.
Il 60enne ha raccontato per filo e per segno le sue intenzioni, cercando di giustificare la propria sbadataggine, ma non c’è stato verso. I carabinieri, come prescrive la Legge, lo hanno denunciato per mancata custodia di arma.
M.S.
Lo ha riposto nella custodia ed è uscito di casa, raggiungendo la propria automobile. Ha poggiato l’arma sul tettuccio per poter aprire lo sportello e si è dimenticato di riprenderlo.
Così facendo, è partito con il fucile che è scivolato in strada dopo pochi metri. Ma l’uomo non si è accorto di nulla.
Ad accorgersi, invece, dell’arma in strada, un passante. Quest’ultimo ha subito notato che si trattava della custodia di un fucile. Si è molto agitato e, preoccupato, ha contattato i carabinieri della compagnia di Fabriano.
Quest’ultimi, giunti prontamente sul posto, hanno aperto la custodia. Si sono annotati la matricola ed hanno interrogato il database specifico per risalire al legittimo proprietario.
Una volta sapute le generalità, l’uomo è stato contattato.
Il 60enne ha raccontato per filo e per segno le sue intenzioni, cercando di giustificare la propria sbadataggine, ma non c’è stato verso. I carabinieri, come prescrive la Legge, lo hanno denunciato per mancata custodia di arma.
M.S.
Un segno di rinascita della comunità terremotata e del patrimonio artistico di Camerino.
Così ha esordito Elena Leonardi, consigliere regionale, in merito al contributo per finanziare il restauro del ritratto di “Giulia Da Varano”. L'emendamento proposto dal capogruppo di Fratelli d’Italia in regione, presentato lo scorso dicembre in sede di bilancio, ha ottenuto il consenso generale dell'assise e si è potuto destinare una somma al Comune di Camerino per restaurare il dipinto di Dosso Dossi, ritornato a Camerino dopo 40 anni dal suo furto. “Quando ho letto della bella notizia del ritorno a casa del quadro di Giulia Da Varano – ha spiegato il consigliere Elena Leonardi – mi ha colpito particolarmente per il forte valore che la comunità ha attribuito a questo ritrovamento e ho pensato che potevo dare un contributo concreto.

Così mi sono messa in contatto con il sindaco Sandro Sborgia e con la curatrice delle collezioni civiche Barbara Mastrocola, che ringrazio, e abbiamo verificato la fattibilità di questo intervento. Mi piace pensare che come il ritrovamento dell’importante opera di Dosso Dossi rappresenti un qualcosa in cui non si credeva più ma che invece si è rivelato possibile, così anche la ricostruzione del nostro entroterra potrà essere possibile se non smettiamo di crederci e di impegnarci affinché le cose possano cambiare e prendere lo slancio giusto. La presentazione dell’iniziativa avrebbe dovuto svolgersi all’inizio dell’anno, ma a causa della pandemia è slittata di qualche mese”.
La dottoressa Barbara Mastrocola ha ricordato l’emozionante momento del ritrovamento e del riconoscimento del quadro, a termine di una lunga attività di indagine, e come il prezioso ritratto di Giulia Da Varano, insieme ad altri, abbia all’inizio del 1900 costituito il nucleo iniziale per l’istituzione della Pinacoteca Civica, e dunque il suo significato simbolico nella speranza di poter ritornare presto negli spazi museali camerti oggi danneggiati dal sisma.
"Personalmente ho ricevuto la chiamata nella Pasqua del 2018 - ha dichiarato con un po di emozione la Mastrocola - per fare il riconoscimento di questo dipinto che avevo visto solo in bianco e nero sulle foto di don Antonio Bittarelli. L'avevo studiato perché mi sono interessata nella mia tesi della formazione delle pinacoteche dopo l'Unità d'Italia, dopo la demanializzazione la pinacoteca di Camerino fu una delle prime a essere istituita. (1903)"

Grazie proprio a questo nucleo di dipinti dei Da Varano di Ferrara, tra cui c'era questo di "Giulia", si raccontavano la gloria di Camerino e in quel periodo storico si voleva rinascere attraverso il patrimonio culturale e adesso noi ricostruiamo una comunità, un territorio, grazie anche al patrimonio che questo dipinto ci testimonia.
Nel corso della vita professionale - continua la direttrice - penso che un curatore di collezioni o un esperto, poter assistere al ritorno di un'opera rubate, capiti solo una volta e io ho avuto questa fortuna e per questo sono emozionata".
“Un ringraziamento alla Regione Marche e alla consigliera Elena Leonardi – ha detto il vicesindaco, Lucia Jajani – che si è fatta promotrice del contributo finalizzato al restauro del quadro di Giulia Da Varano del Dosso Dossi. Un'opera tanto cara a Camerino che, dopo essere stata trafugata tanti anni fa, ci è stata restituita, con grande gioia, solo lo scorso novembre. E' stato il giusto ritrovamento di un pezzo della nostra storia, che racconta del nostro illustre passato. Grazie a questo contributo, ed a quello stanziato dall'amministrazione comunale, potremo realizzarne il dovuto restauro. Mi fa piacere evidenziare come, in questo caso, l'arte e la cultura non hanno avuto un colore politico, ma ha trovato l'unanimità del consiglio regionale nel voler restituire l'originaria bellezza ad un'opera così prestigiosa. Un oggettivo esempio di sana politica. Prima del restauro, l'opera sarà visitabile, sempre a Camerino, nell'edificio Venanzina-Pennesi, fino alla fine di agosto”.
MS
Così ha esordito Elena Leonardi, consigliere regionale, in merito al contributo per finanziare il restauro del ritratto di “Giulia Da Varano”. L'emendamento proposto dal capogruppo di Fratelli d’Italia in regione, presentato lo scorso dicembre in sede di bilancio, ha ottenuto il consenso generale dell'assise e si è potuto destinare una somma al Comune di Camerino per restaurare il dipinto di Dosso Dossi, ritornato a Camerino dopo 40 anni dal suo furto. “Quando ho letto della bella notizia del ritorno a casa del quadro di Giulia Da Varano – ha spiegato il consigliere Elena Leonardi – mi ha colpito particolarmente per il forte valore che la comunità ha attribuito a questo ritrovamento e ho pensato che potevo dare un contributo concreto.

Così mi sono messa in contatto con il sindaco Sandro Sborgia e con la curatrice delle collezioni civiche Barbara Mastrocola, che ringrazio, e abbiamo verificato la fattibilità di questo intervento. Mi piace pensare che come il ritrovamento dell’importante opera di Dosso Dossi rappresenti un qualcosa in cui non si credeva più ma che invece si è rivelato possibile, così anche la ricostruzione del nostro entroterra potrà essere possibile se non smettiamo di crederci e di impegnarci affinché le cose possano cambiare e prendere lo slancio giusto. La presentazione dell’iniziativa avrebbe dovuto svolgersi all’inizio dell’anno, ma a causa della pandemia è slittata di qualche mese”.
La dottoressa Barbara Mastrocola ha ricordato l’emozionante momento del ritrovamento e del riconoscimento del quadro, a termine di una lunga attività di indagine, e come il prezioso ritratto di Giulia Da Varano, insieme ad altri, abbia all’inizio del 1900 costituito il nucleo iniziale per l’istituzione della Pinacoteca Civica, e dunque il suo significato simbolico nella speranza di poter ritornare presto negli spazi museali camerti oggi danneggiati dal sisma.
"Personalmente ho ricevuto la chiamata nella Pasqua del 2018 - ha dichiarato con un po di emozione la Mastrocola - per fare il riconoscimento di questo dipinto che avevo visto solo in bianco e nero sulle foto di don Antonio Bittarelli. L'avevo studiato perché mi sono interessata nella mia tesi della formazione delle pinacoteche dopo l'Unità d'Italia, dopo la demanializzazione la pinacoteca di Camerino fu una delle prime a essere istituita. (1903)"

Grazie proprio a questo nucleo di dipinti dei Da Varano di Ferrara, tra cui c'era questo di "Giulia", si raccontavano la gloria di Camerino e in quel periodo storico si voleva rinascere attraverso il patrimonio culturale e adesso noi ricostruiamo una comunità, un territorio, grazie anche al patrimonio che questo dipinto ci testimonia.
Nel corso della vita professionale - continua la direttrice - penso che un curatore di collezioni o un esperto, poter assistere al ritorno di un'opera rubate, capiti solo una volta e io ho avuto questa fortuna e per questo sono emozionata".
“Un ringraziamento alla Regione Marche e alla consigliera Elena Leonardi – ha detto il vicesindaco, Lucia Jajani – che si è fatta promotrice del contributo finalizzato al restauro del quadro di Giulia Da Varano del Dosso Dossi. Un'opera tanto cara a Camerino che, dopo essere stata trafugata tanti anni fa, ci è stata restituita, con grande gioia, solo lo scorso novembre. E' stato il giusto ritrovamento di un pezzo della nostra storia, che racconta del nostro illustre passato. Grazie a questo contributo, ed a quello stanziato dall'amministrazione comunale, potremo realizzarne il dovuto restauro. Mi fa piacere evidenziare come, in questo caso, l'arte e la cultura non hanno avuto un colore politico, ma ha trovato l'unanimità del consiglio regionale nel voler restituire l'originaria bellezza ad un'opera così prestigiosa. Un oggettivo esempio di sana politica. Prima del restauro, l'opera sarà visitabile, sempre a Camerino, nell'edificio Venanzina-Pennesi, fino alla fine di agosto”.
MS
Unicam è maestra in questo, ovvero nel costruire negli anni una rete di enti pubblici, imprese e associazioni che insieme possa ripartire dalla montagna per rilanciarla e valorizzarla. Il Covid ha dato peraltro un impulso importante ad alcune necessità, come ad esempio quella di avere un contatto vero con la natura, il buon cibo, il benessere che può garantire un territorio come il nostro entroterra ma anche quella dell’abbandono del concetto di “massa”. Le grandi città d’arte vuote di turisti danno l’idea di quanto stia prendendo piede il turismo di qualità. Su tutto questo vogliono puntare i due progetti presentati stamattina in Unicam insieme a Istao.
“La collaborazione nel territorio è importantissima - ha affermato il rettore, Claudio Pettinari -. Molti partner stanno pensando insieme a noi a come fare sviluppo e Istao è stato un compagno di viaggio importante, come Tipicità, imprese e molti altri soggetti, nell'elaborazione di un progetto nato anni fa, in tempi non sospetti, quando pensavamo a come poter far rinascere questo territorio”. Da qui è nato Unicamontagna qualche anno fa, un hub con l’obiettivo di creare uno spazio condiviso in cui sviluppare un modello organizzativo nuovo tra filiere produttive, con particolare riferimento ai settori manifatturiero e agroalimentare, in relazione ai servizi creativi. È da questo hub che si sono poi sviluppati i due progetti finanziati dalla Regione presentati stamane: Ricrea e Lo Gusti.
Il primo è seguito da Ivana Marchegiani: “L'obiettivo è quello di promuovere il riutilizzo di tutto ciò che vogliamo scartare, dei rifiuti, dei materiali in disuso. Si va dal recupero della plastica ai vecchi mobili. Allestiremo un laboratorio nel territorio, inviteremo delle imprese a partecipare, creeremo nuovi prodotti da immettere poi sul mercato. Dimostreremo come da un materiale di scarto si possa dare vita a nuovi prodotti, anche opere d’arte. Con studio e mani sapienti si possono creare oggetti riutilizzabili. Oltretutto - ha aggiunto - ricreare può anche comportare la nascita di nuove imprese e quindi di nuovi posti di lavoro. Ci rivolgeremo anche ai bambini delle scuole affinché crescano con la consapevolezza dell’importanza del riuso. Dal rifiuto generiamo nuove vite perché l’inventiva dell’uomo è infinita”.
A presentare il progetto Lo Gusti è stato invece Massimiliano Bianchini: “Abbiamo dei finanziamenti pubblici che in realtà moltiplicheremo, una cosa importante per il territorio terremotato e per i giovani che hanno la possibilità di avere nuovi impieghi. Faciliteremo attività culturali, teatrali, il turismo di qualità e attività enogastronomiche a km zero. La cultura ha senso quando è moltiplicatore di attività imprenditoriali, quando riesce a promuovere un turismo non di massa e il buon cibo. È una grande occasione per i giovani e per l’entroterra perché noi partiamo da qui. Il Covid peraltro ha dato slancio a tutto questo”.
Gaia Gennaretti
“La collaborazione nel territorio è importantissima - ha affermato il rettore, Claudio Pettinari -. Molti partner stanno pensando insieme a noi a come fare sviluppo e Istao è stato un compagno di viaggio importante, come Tipicità, imprese e molti altri soggetti, nell'elaborazione di un progetto nato anni fa, in tempi non sospetti, quando pensavamo a come poter far rinascere questo territorio”. Da qui è nato Unicamontagna qualche anno fa, un hub con l’obiettivo di creare uno spazio condiviso in cui sviluppare un modello organizzativo nuovo tra filiere produttive, con particolare riferimento ai settori manifatturiero e agroalimentare, in relazione ai servizi creativi. È da questo hub che si sono poi sviluppati i due progetti finanziati dalla Regione presentati stamane: Ricrea e Lo Gusti.
Il primo è seguito da Ivana Marchegiani: “L'obiettivo è quello di promuovere il riutilizzo di tutto ciò che vogliamo scartare, dei rifiuti, dei materiali in disuso. Si va dal recupero della plastica ai vecchi mobili. Allestiremo un laboratorio nel territorio, inviteremo delle imprese a partecipare, creeremo nuovi prodotti da immettere poi sul mercato. Dimostreremo come da un materiale di scarto si possa dare vita a nuovi prodotti, anche opere d’arte. Con studio e mani sapienti si possono creare oggetti riutilizzabili. Oltretutto - ha aggiunto - ricreare può anche comportare la nascita di nuove imprese e quindi di nuovi posti di lavoro. Ci rivolgeremo anche ai bambini delle scuole affinché crescano con la consapevolezza dell’importanza del riuso. Dal rifiuto generiamo nuove vite perché l’inventiva dell’uomo è infinita”.
A presentare il progetto Lo Gusti è stato invece Massimiliano Bianchini: “Abbiamo dei finanziamenti pubblici che in realtà moltiplicheremo, una cosa importante per il territorio terremotato e per i giovani che hanno la possibilità di avere nuovi impieghi. Faciliteremo attività culturali, teatrali, il turismo di qualità e attività enogastronomiche a km zero. La cultura ha senso quando è moltiplicatore di attività imprenditoriali, quando riesce a promuovere un turismo non di massa e il buon cibo. È una grande occasione per i giovani e per l’entroterra perché noi partiamo da qui. Il Covid peraltro ha dato slancio a tutto questo”.
Gaia Gennaretti
Incidente mortale nella zona di Villa Mattei, una località di Montecassiano. In un violento frontale fra una Fiat Seicento e una Fiat Panda ha perso la vita un anziano di 85 anni che viaggiava verso Macerata. Alla guida dell’altra auto c’era una 25enne che è stata soccorsa dal 118 e trasportata in eliambulanza a Torrette, in codice rosso. La polizia stradale si è occupata dei rilievi del caso. Per consentire le operazioni delle forze dell’ordine, dei soccorsi e per il ripristino della strada è intervenuto anche il personale dell’Anas.
g.g.

g.g.

