Abbiamo necessità di garantire lo stesso livello di qualità sanitaria che offrono altre realtà ai loro cittadini perché quelli dell'entroterra hanno gli stessi diritti di coloro che abitano altrove, soprattutto sotto il punto di vista della salute, bene primario a cui noi tutti abbiamo il dovere di non rassegnarci e quindi dobbiamo fare di tutto affinchè siano garantiti gli stessi livelli di prestazioni sanitarie”. Così il sindaco di Camerino Sandro Sborgia che ha chiesto e ottenuto un incontro urgente con la dottoressa Nadia Storti, direttrice generale Asur Marche e attuale facente funzioni dell’Area Vasta 3. Al momento di confronto il sindaco ha partecipato insieme all'assessore comunale alla sanità Stefano Sfascia mentre per l'azienda sanitaria regionale e AV era no presenti anche  il dirigente Fabrizio Trobbiani per l'area del personale e la direttrice sanitaria dell'Area Vasta 3 Giorgia Scalon
Questione da risolvere al più presto, quella della carenza di personale medico che riguarda i reparti di Cardiologia, Ortopedia e Chirurgia.

“In primo luogo queste carenze di organico, che oramai da qualche tempo caratterizzano l'ospedale– afferma  Sandro Sborgia- , debbono necessariamente trovare una soluzione; un compito che spetta alla direzione generale e di Area Vasta e a chi ha la responsabilità anche politica della gestione della sanità della Regione. 
Queste carenze di personale medico- continua il primo cittadino- si riversano solo ed esclusivamente sulla popolazione dell'intera area interna e che ha quale unico punto di riferimento l'ospedale di Camerino, struttura che è stata in ogni occasione definita di vitale importanza e strategica per l'intero territorio e che, proprio per questo, necessita di essere tenuta in particolare considerazione e va implementata delle professionalità di cui ha bisogno.
"Carenze oramai endemiche  si stanno registrando nel reparto di Cardiologia- sottolinea Sandro Sborgia-. Già a maggio dell'anno scorso mancavano 4 cardiologi:  due erano andati in prepensionamento, uno in mobilità e l'altro si era licenziato; oggi registriamo che nell'ultimo periodo almeno altri due cardiologi si sono licenziati e si può ben comprendere dunque che la situazione è talmente critica e tale da necessitare non solo di un ripianamento nell'organico ma anche di una verifica puntuale che accerti  le cause e i motivi per cui  personale che ha svolto per anni  attività all'interno di questo ospedale e  che ha stabilito anche la propria famiglia e i propri interessi nel nostro territorio, ad un certo punto decida di lasciare l'ospedale di Camerino.  Altro aspetto importantissimo e degno secondo me di essere preso in considerazione, il capire le ragioni per le quali i medici addirittura neo-assunti decidano dopo pochi mesi dall'assunzione di lasciare un reparto di fondamentale importanza come quello di cardiologia. Fatto strano e particolarmente  interessante è che queste richieste di mobilità si registrano anche in altri reparti come Ortopedia e Chirurgia- prosegue il sindaco di Camerino-.  Anche lì ci sono professionalità che da anni operano all'interno  del nosocomio camerte, alcuni di essi vivono a Camerino e tuttavia, decidono di lasciare l'ospedale.  Quindi nodi fondamentali sono per prima cosa il ripianamento dell'organico e secondariamente, accertare le ragioni per le quali questi professionisti fanno ad un certo punto delle scelte diverse per la loro vita e lasciano l'ospedale. Su questo non possiamo tacere e assolutamente va fatta luce. Reputo che sia addirittura urgentissimo riflettere e attuare tutte quelle misure necessarie a far sì che non vengano disperse professionalità che si sono rivelate assolutamente di grande esperienza e di elevato profilo professionale ma che rischiamo di perdere per ragioni che necessitano di essere indagate.
Ecco perché - spiega Sborgia- come amministrazione abbiamo richiesto un colloquio e un confronto con il direttore generale Nadia Storti, la quale, per onore di verità, debbo dire che ha prestato particolare attenzione alle nostre osservazioni. Adesso, aspettiamo di vedere i fatti, ma il direttore generale ci è sembrata particolarmente intenzionata a verificare e porre in essere le  misure necessarie per capire le origini di questa situazione.
Vorrei solo ricordare che si tratta di medici professionisti che nel periodo di massima criticità e di massimo impegno richiesto dall'emergenza pandemica, hanno lavorato con grande professionalità e con grande generosità all'interno dell'ospedale".
Sborgia tiene anche a sottolineare che "in quello stesso periodo in cui la nostra struttura è stata riconvertita all'ospedale covid i primari di Cardiologia, Ortopedia e Chirurgia sono stati impiegati altrove; c'è dunque da indagare anche sul perchè persone di esperienza e poste a capo dei reparti nel periodo cruciale della pandemia, siano state dislocate altrove​mentre all'interno dell'ospedale sono stati lasciati sia i professionisti attuali ma anche dei giovani neo-assunti. Credo che anche questo sia dunque un fatto da analizzare e capire. Ecco perché questa richiesta di confronto con la dottoressa Storti, cui seguirà un prossimo incontro previsto per lunedì 7 settembre e in cui, spero e mi auguro che vengano fornite le prime risposte ad una situazione di carenza di organico che io credo, non  può e non deve proseguire oltre”. 
c.c.


Ha suscitato perplessità e anche qualche protesta tra i cittadini di Camerino il trasferimento, da molti creduto definitivo, del laboratorio di analisi al Distretto, dopo che l’ospedale cittadino era stato trasformato nel periodo di massima emergenza in presidio Covid. Prelievi e analisi del sangue limitati a due giorni alla settimana, una lunga fila per poterli effettuare erano state le segnalazioni di protesta da parte di alcuni cittadini nel timore che la città e il territorio perdessero un altro dei servizi sanitari fondamentali. Rassicurazioni, invece, arrivano al riguardo da parte del direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni , che ha parlato di semplici restrizioni dovute al riassetto dell’ospedale dopo il ritorno alla normalità successivo alla riapertura post Covid, con il pieno ritorno alla normalità già da lunedì, o comunque dai primi giorni della prossima settimana. Inoltre, oltre al punto prelievi del presidio ospedaliero rimarrà attivo anche quello del Distretto in modo tale da poter rispondere alle esigenze della popolazione e smaltire, così, le eventuali code che potrebbero verificarsi.

f.u.
Liberato anche il reparto Covid  di Ortopedia dell’ospedale di Camerino. Poche ore fa sono stati dimessi gli ultimi pazienti che erano ricoverati in terapia semi-intensiva. Scende finalmente la pressione su una struttura ospedaliera chiamata a reggere un urto drammatico e senza precedenti. Il lavoro dei medici, degli infermieri e dell’intero personale sanitario è stato straordinario ed encomiabile sotto ogni punto di vista. Lo confermano le tantissime testimonianze di ringraziamento che continuano ad arrivare dalle famiglie e dagli stessi pazienti giunti da tutte le Marche per essere curati nella struttura. Tutta la concentrazione è ora rivolta ad una riorganizzazione dei servizi e dei reparti che, una volta sanificati, potranno vedere una graduale ripresa delle attività ordinarie.
C.C.
L’Università di Camerino si conferma in prima linea nella collaborazione a progetti riguardanti l’ emergenza Covid 19.
Un nuovo segnale viene dallo Spin-off Synbiotec s.r l che lo scorso 30 aprile ha deciso di donare 5500 capsule di integratori a base di probiotici SYNBIO 3.0 al Covid Hospital di Camerino. Un gesto di solidarietà nei confronti del personale sanitario e dei pazienti che combattono la loro lotta contro il Covid-19.

Nella foto, Stefano Sfascia, Carla Orpianesi, Ermanno Pieroni e Maria Cristina Verdenelli 
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La dottoressa Maria Cristina Verdenelli e la professoressa Carla Orpianesi, rispettivamente presidente e vicepresidente di Synbiotec, hanno provveduto personalmente a consegnare i prodotti nelle mani del Dott. Stefano Sfascia, alla presenza del sindaco Sandro Sborgia. 
Presente alla donazione Ermanno Pieroni, in rappresentanza dell'Università di Camerino e quale componente del Consiglio di Amministrazione e delegato dell'ateneo. L'iniziativa è stata elogiata dal rettore Claudio Pettinari,impossibilitato a partecipare in quanto impegnato in altro evento accademico.  

Il laboratorio scientifico Synbiotec, impegnato in ricerca e innovazione di integratori alimentari di alta qualità, è specializzato nella produzione di probiotici, riconosciuti dal mondo scientifico come principio che rafforza il sistema immunitario attraverso l'equilibrio del microbiota intestinale, apportando benessere a tutto l'organismo.
La scelta dell'ospedale camerte è stata dettata dal fatto che Synbiotec è Spin-off di UNICAM e opera nel Comune di Camerino in Località Torre del Parco.
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"Abbiamo voluto dimostrare la nostra vicinanza al territorio - dichiara la presidente di Synbiotec s.r.l Maria Cristina Verdenelli- Ci è sembrato importante far vedere il nostro impegno e testimoniare il nostro aiuto, sicuramente minima cosa rispetto a quello che sta facendo tutto il personale sanitario dell'ospedale; sappiamo che i nostri probiotici possono essere d'aiuto anche nelle fasi secondarie del virus e soprattutto nelle problematiche intestinali che il Covid può comportare. Lo spirito della nostra donazione è  dunque quello di cercare di essere vicini ai pazienti e nel contempo anche a medici e infermieri;il prodotto è infatti d'aiuto nel riequilibrare il probiota intestinale, fondamentale anche per il buon funzionamento del sistema immunitario. Realizzare prodotti che possano essere utili per il benessere delle persone, è la nostra mission aziendale- conclude la dottoressa Verdenelli- quindi, con questo gesto abbiamo voluto esprimere attenzione e prossimità".  
Studiati e realizzati direttamente nei laboratori dell'azienda, i prodotti Synbiotec sono a chilometro zero; la loro garanzia deriva dal fatto che di base hanno una grande ricerca scientifica. Sono  distrìibuiti da farmacie, parafarmacie ed erboristerie. 
C.C.
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In relazione al futuro dell'ospedale di Camerino trasformato in Covid Hospital, i consiglieri di minoranza del gruppo "Radici al Futuro" formulano una serie di interrogativi al Sindaco e Giunta sollecitandone risposta.
Nella nota ufficiale a firma del Capogruppo Gianluca Pasqui e dei consiglieri Antonella Nalli, Roberto Lucarelli e Stefano Falcioni, viene esplicitato in premessa la situazione di emergenza sanitaria  che ha interessato in maniera significativa la Regione Marche. Si sottolinea poi che gli organi regionali hanno indicato l'ospedale di Camerino come presidio immediatamente idoneo a divenire Covid Hospital in un momento in cui la curva epidemica, contrariamente ad oggi, nella regione Marche era in crescita. Si evidenzia poi che i vertici regionali, sia politici che sanitari, hanno sempre sostenuto che l'ospedale di Camerino sarebbe tornato alla preesistente situazione addirittura potenziato e migliorato. La nota continua focalizzando "che il numero dei malati di coronavirus sembrerebbe essere in costante diminuzione e, comunque, in numero tale da poter essere ospitati anche nelle altre strutture regionali idonee alla cura del covid-19 e che  sarebbe fondamentale, non solo, per i cittadini del vastissimo territorio montano, molti dei quali assai anziani e bisognosi di cure continue, poter tornare ad avere quelli che erano i servizi sanitari precedentemete offerti dall'ospedale di Camerino prima di questa pandemia; Tutto ciò premesso, i consiglieri del gruppo consiliare Radici al Futuro interrogano il Sindaco e la Giunta al fine di conoscere quanto segue:
1) quali sono le azioni che il Sindaco e la Giunta hanno adottato e stanno adottando per monitorare costantemente la situazione legata a detta emergenza al fine di poter garantire velocemente il ripristino dei servizi sanitari offerti dall'ospedale di Camerino prima della sua trasformazione in Covid Hospital. In particolare si chiede d volersi adoperare, nei confronti della regione Marche (Presidente Luca Ceriscioli), per sapere quante e quali sono attualmente, nella regione Marche, le strutture dedicate alla cura dei pazienti affetti da Coronavirus e quanti i posti a disposizione.
2) Se il Sindaco e la Giunta si sono adoperati per sapere, dal Presidente della regione Marche, quali sono le strategie del Governo regionale in tema di sanità per il prossimo futuro, considerato che verrà realizzata una struttura Covid Hospital a Civitanova Marche. In particolare quali risvolti ci saranno per l'ospedale di Camerino;
3) quali sono state e quali sono le azioni che la maggioranza ha adottato e adotterà al fine di vedere potenziato, così come garantito dai vertici regionali, l'ospedale di Camerino e quali sono, ad oggi, gli atti ufficiali che supportano e garantiscono tale potenziamento e il ritorno dei servizi sanitari precedentemente erogati dal “nostro”presidio sanitario;
4) quali, infine, le tempistiche previste al fine di un ritorno alla “normalità” per l'ospedale di Camerino.
C.C.

La solidarietà al centro del cuore dei dipendenti della cartiera di Pioraco e Castelraimondo.
Tutti insieme, infatti, hanno deciso di sostenere la campagna lanciata dal reparto di pneumologa dell'ospedale di Camerino.
Hanno fatto riferimento alla dottoressa Gabriella Mazzoli dell'associazione “A cuore … aperto” per aiutare il Covid-Hospital della città ducale attraverso una donazione di circa 5.500 euro.
I lavoratori della cartiera sono infatti certi che tante singole gocce possono formare un oceano: un prezioso aiuto, quindi, per questo centro interamente dedicato alla lotta contro un nemico invisibile che ha tragicamente colpito l'Italia e il mondo intero.
"Un particolare ringraziamento - da parte dei dipendenti dei due stabilimenti - a tutti i medici e sanitari che ogni giorno mettono in campo tutte le loro forze per curare i pazienti affetti da Covid-19".

Lisa Grelloni

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Un ecografo palmare VscanExtend e un ecografo LOGIQ V2, per un valore complessivo di € 28.000, sono stati donati all’Area Vasta 3 grazie alle donazioni raccolte nella campagna online “Coronavirus- Insieme per le Marche”, a cui hanno aderito, tra gli altri, la famiglia Giorgi Umberto di Tolentino e la FinprojectS.p.a.

La Direzione dell’Area Vasta 3, rispettando la volontà dei donatori, ha subito provveduto alla consegna delle apparecchiature al reparto rianimazione dell’ospedale COVID di Camerino, diretta dal Dott. Angelo Leo, e all’unità operativa terapia del dolore dell’ospedale di Macerata, diretta dal Dott. Giampiero Di Serafino. Si tratta di strumenti che saranno di grande aiuto agli operatori sanitari anche dopo il superamento di questa emergenza che tocca tutti da vicino.


f.u.
A Camerino, non si spegne l’eco della domenica di sconvolgimento a causa della decisone  piovuta come un fulmine a ciel sereno della riconversione dell'ospedale locale  per riservarlo ai soli pazienti contagiati da Coronavirus, come punto di riferimento della provincia di Macerata. E’ di ieri la redazione e firma del documento congiunto da parte di maggioranza e minoranza che, oltre a chiedere un incontro, formula determinate richieste al presidente del Consiglio, al Commissario per l’emergenza e al Presidente della Regione Marche. Sante Elisei, presidente della Fondazione Casa Amica che gestisce la casa di Riposo di Camerino è tra coloro che domenica pomeriggio hanno fatto sentire voce forte in occasione della convocazione d’urgenza voluta dal sindaco Sborgia per riunire l’intero Consiglio comunale e tutti i sindaci dell’entroterra davanti ai rappresentanti della regione e alle autorità sanitarie delle Marche. 
Sono profondamente preoccupato - dichiara Elisei- Lo sono innanzitutto per gli ospiti di Casa Amica, visto che passo per passo stiamo eseguendo tutte le direttive del governo aggiornandole quotidianamente con tutte le difficoltà che ne conseguono. Abbiamo inserito tutti i dispositivi di prevenzione, sia per il personale che lavora all'interno della casa riposo, sia per i visitatori e rinnoviamo le modalità di ingresso ormai quasi quotidianamente dato che i decreti sono quasi giornalieri.  Siamo ben coscienti che in una situazione delicata come l'attuale- prosegue Elisei- sia necessario l'impegno di tutti e lo stiamo facendo. Quello che disapprovo fortemente è l'atteggiamento che ha avuto la Regione che, altro non è che un atto di prepotenza nei confronti di noi tutti. Non posso che definirlo tale - continua Elisei- perchè la decisione che riguarda il nostro ospedale non è un atto conseguente ad un momento di confronto o ad un ragionamento  fatto con le autorità locali. Solo un atto di prepotenza che è stato presentato alla popolazione e all'amministrazione comunale quando era già fatto e compiuto e quando i pazienti erano già in viaggio verso altri ospedali. Un atteggiamento dunque arrogante che va a colpire un territorio che di tutto aveva bisogno meno che di una imposizione come questa.  E in tutta semplicità - spiega Elisei- ci tengo a dire che di fronte alla prepotenza non ci può essere la comprensione. 

Non è questione di egoismo, mancanza di accoglienza,  o campanilismo:  se tu fai un atto di prepotenza non puoi ricevere in cambio la comprensione, perchè scatta il bisogno di proteggersi, di reagire e contrastare qualcosa di profondamente ingiusto e poco democratico. Dovessi mettermi nei pani dell'ammnistrazione locale, sicuramente constaterei di non avere dalla mia parte gli strumenti necessari  per poter cambiare nell'immediato questo tipo di percorso.  La proposta che io ho fatto all'amministrazione e che faccio a tutti coloro che siano in grado di incidere e che abbiano più potere di me, è quella di formulare un accordo molto chiaro e molto preciso. 

Noi -conclude Elisei-  non abbiamo bisogno di promesse. Sono oltre tre anni e mezzo  che tutto ci promettono e niente ci danno. Con le promesse dunque non ci facciamo nulla, né con le delibere  e neppure con i Decreti regionali, che forse potremmo utilizzare unicamente per accenderci il fuoco durante l'inverno. A noi serve una  certezza. E la certezza è che siccome in questi anni in tutta la regione Marche sono stati chiusi oltre 11 presidi ospedalieri, da domani questi presidi che sono vuoti vengano attrezzati e non appena sarà pronto il primo, altra certezza deve essere che l'ospedale di Camerino venga ripristinato. Questo territorio massacrato dal terremoto ha bisogno di un ospedale. Questo è quello che personalmente propongo e che spero trovi accoglimento". 
C.C.
Un documento congiunto stilato dall'intero Consiglio comunale di Camerino. E' la risposta alla decisione della Regione Marche di convertire il presidio ospedaliero per far fronte al'emergenza Coronavirus. Lo hanno redatto e sottoscritto di comune accordo maggioranza e minoranza; sarà trasmesso al Presidente del  Consiglio Giuseppe Conte, al Commissario straordinario per l'emergenza Angelo Borrelli, al Presidente della Regione Luca Ceriscioli e per conoscenza anche alla Prefettura di Macerata, chiedendo  l'adozione di una serie di misure per salvaguardare il diritto all'assistenza sanitaria della popolazione residente nell'intero entroterra montano che deve poter far fronte alle contingenze ordinarie riguardanti la sfera della salute delle persone.

Chiesti l'installazione immediata di un ospedale da Campo con presidio di Pronto soccorso per le esigenze della popolazione dell'intero territorio montano non contagiato per il quale è stato individuato ed è già pronta l'area degli impianti sportivi in loc. Le Calvie ; lo spostamento di altre strutture immediatamente disponibili sul territorio comunale e individuate dall'ammnistrazione, nonchè di tutti i presidi ambulatoriali ed ammnistrativi. Si richiede anche di garantire misure economiche volte al sostegno di tutte le atitvità produttive e professionali e dei lavoratori dipendenti ricompresi all'interno del territorio montano di cui l'ospedale è punto di riferimento. 
Altro punto quello concernente l'implementare il trasporto pubblico locale con servizi straordinari, al fine di garantire il giusto collegamento di tutta l'area montana.  Nello stesso documento è stato chiesto un incontro al fine di affrontare tutte le problematiche sollevate, affinchè possano essere individuate tutte le soluzioni più idonee
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I contenuti sono stati illustrati  nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta all'esterno della sede del Contram, presieduta dal sindaco Sandro Sborgia, presenti assessori e consiglieri del gruppo di maggioranza e minoranza. Esprimendo disapprovazione alla decisione imposta dall'ente regionale, entrambi i gruppi hanno esternato che pur disponibilissimi ad un'azione di solidarietà in un frangente così delicato, non può venir meno l'attenzione alle problematiche che riguardano la sanità cittadina, universitaria e di tutto il circondario. 

"Un momento di emergenza nazionale che dobbiamo affrontare tutti insieme - le parole del sindaco Sborgia - La decisione della regione comporta che l'ospedale di Camerino è ospedale di riferimento per la cura del Covid 19 per cui è interdetto per tutti gli altri servizi ad eccezione del pronto Soccorso. Una decisione presa nel pomeriggio di domenica della quale ho informato tutti i consiglieri e i sindaci del territorio. una decisione che sarà durissima per l'intero territorio già provato dal terremoto. Abbiamo cercato di spiegare al Governatore Ceriscioli, che ho incontrato insieme all'arcivescovo Massara, le ragioni per le quali non potevamo sottacere le ragioni che ci vedevano contrari a questa decisione per le esigenze del territorio e le difficoltà di questa repentina riconversione. Non possiamo tacere neppure le ripercussioni che la decisione avrà sulla città e anche sull'Università,unico motore al momento per Camerino. Il presidente della regione ha risposto che la politica non poteva che accogliere quanto deciso dalle autorità tecnico-sanitarie". 


" In questo momento storico della città e della nazione - ha detto il Capogruppo di Radici al futuro Gianluca Pasqui- il nostro gruppo non si sente affatto nè di opposizione, nè di minoranza. Lo dimostra la presenza qui senza strumentalizzazione politica ma solo a fianco di chi si trova in un momento difficilissimo a portare avanti le sorti della nostra gente. Di certo, condanniamo con forza un modus operandi che non ha giustificazione; non si può per spirito di solidarietà,di giusta accoglienza e dovere di essere vicino a chi ha bisogno, dare a qualcuno e togliere a qualcun altro, senza sapere fino in fondo se realmente poteva esserci un'alternativa. Onestamente per una cosa fatta così in velocità e in questo modo, non riesco a trovare una giustificazione reale perchè non mi risulta possibile pensare che non poteva esserci alternativa allo smantellamento di un gioiello sanitario che serve a tutta la nostra gente. Il documento prevede giustamente una richiesta che deve essere adempiuta immediatamente. Poi- ha aggiunto- non possiamo non pensare alla sicurezza sanitaria dettata dal coronavirus e dunque si propone di andare a ragionare realmente sulla possibilità di fare una zona rossa". 

Al momento sono 13 i pazienti affetti da coronavirus arrivati all'ospedale di Camerino dove è previsto anche un rafforzamento del personale; in arrivo sarebbero un medico internista, uno pneumologo e tre virologi. 

C.C.
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“Un' elisuperfice attrezzata pe il volo notturno i cui lavori stanno per completarsi”. Ha scelto l’annuncio di  questa novità il direttore generale dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni come primo segnale dell’attenzione che viene riservata all’ospedale di Camerino e riassumere il senso dell’ intervento che ha portato in occasione del Consiglio comunale aperto convocato su richiesta del gruppo di minoranza Radici al Futuro per far luce sulle problematiche e prospettive del presidio ospedaliero. Molto partecipata dalla cittadinanza e da rappresentanze anche da altri comuni,  oltre a quello del direttore Maccioni, la seduta consiliare aperta durata oltre quattro ore  ha registrato anche  gli interventi dell'assessore regionale Angelo Sciapichetti, del presidente dell'Unione Montana e Comitato dei sindaci dell’ambito sociale 18 Alessandro Gentilucci. In sala anche il Direttore Sanitario Massimo Palazzo e altri dirigenti e funzionari. Capire quale sia la situazione del presidio ospedaliero della città, senza strumentalizzazioni ma obiettivamente, per fugare tanti dubbi e sostituirli con la verità, il motivo che, come spiegato in apertura dal Capogruppo Gianluca Pasqui, ha spinto la minoranza a richiedere la convocazione del Consiglio aperto, ritenuta la più alta forma di democrazia per dialogare su un argomento delicatissimo per tutto il territorio. Dialogo civile e pacato per tutta la lunga discussione, del quale si è detto molto soddisfatto il sindaco Sandro Sborgia che ha presieduto il tavolo presenziato dalla sua Giunta. Nel corso dell'incontro, il sindaco di Camerino  ha anche inteso evidenziare il lavoro faticoso e meticoloso che, sin dall'insediamento della sua ammnistrazione, è stato fatto per avere una cardiologia in organico, per venire incontro alle esigenze delle dipendenze patologiche e alla carenza di protesi del reparto di Ortopedia, rendendo possibili interventi chirurgici già prenotati e preparati. Tante le energie spese per garantire una sanità nell'interesse delle esigenze dei cittadini, con una costante alta attenzione tuttora presente e vigile, su tante delle problematiche che in precedenza non avevano trovato giusta e attenta considerazione. 
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Mai nessuno né nell’amministrazione regionale né in questa amministrazione - ha esordito Alessandro Maccioni-  con i miei collaboratori che mi hanno supportato e suggerito azioni, ha mai pensato a smantellare ma anzi non solo a mantenere, ma addirittura a potenziare tutte le strutture ospedaliere e non, dell’ area Vasta 3. Si è sempre cercato portare avanti tutti e non decurtando un’organizzazione e un territorio, a svantaggio di un’altra parte di territorio e tra gli quali Camerino, San Severino, Civitanova quali attuali e futuri ospedali di primo livello e Macerata, che è ospedale provinciale e perno di tutta la sanità maceratese. Un senso è stato dato  anche agli  ospedali di comunità riconvertiti a seguito di riforma, normative e programmazione regionale. Un senso che ha dato anche il sisma- ha continuato Maccioni- La sanità infatti non ha fatto notizia in quanto, a prescindere dai compiti e dalle funzioni, ha saputo dare risposte e buttare il cuore oltre l’ostacolo.  Strutture come gli ex ospedali di Matelica, Treia e  Recanati ci  hanno infatti consentito di accogliere sin dall’immediatezza del sisma gli ospiti della casa di riposo di Castelsantangelo sul Nera. Lo stesso è accaduto per Pieve Torina e Pioraco le cui persone anziane sono tuttora ospitate a Matelica, mentre i cittadini di San Ginesio sono stati accolti a Recanati”.
Tornando poi a parlare di Camerino, il direttore Maccioni ha sottolineato ancora dell’elisuperfice attrezzata per il volo notturno d’imminente attivazione mentre a fine marzo verrà completata quella di Civitanova. Quanto alle problematiche del presidio sanitario camerte, Maccioni ha sottolineato che i problemi ci sono per essere risolti. 
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“ Mi preoccupo quando sento che non ci sono problemi in giro, perché significa che qualcuno li sottace o li nasconde. Noi siamo un’organizzazione complicata ma piena di persone valide che svolgono il loro dovere”. A Camerino già a primavera  2019 era sorta un’emergenza nel reparto di cardiologia. Il 18 aprile erano stati  emanati due bandi, l’uno per cardiologia e l’altro per la radiologia. “L’Asur su input della Regione Marche e del presidente Ceriscioli, ha consentito di fare i concorsi per i radiologi e i radiologi. Senza il supporto del governatore- ha precisato - non avremmo potuto avere la precedenza assoluta per contrattualizzare tali figure”. La cosa è stata lunga e si è mossa tra accettazioni, ripensamenti e rifiuti, arrivando fino a giugno e riuscendo a garantire l’h 24, poi dopo un periodo critico, a luglio e agosto, per spirito di solidarietà i cardiologi di Macerata e Civitanova sono venuti in soccorso di Camerino per garantire l’h24. Ad oggi nel presidio camerte sono garantiti 6 cardiologi più il primario. Quanto al concorso medico di radio – diagnostica bandito il 18 aprile 2019 a settembre dello stesso anno sono state approvate le graduatorie e, da subito è stato assunto a tempo indeterminato il dottor Alfei, già in forza a Camerino ma con contratto a tempo determinato. Due candidati ai quali era stato proposto il contratto invece hanno rinunciato ma il 5 febbraio c’è stata l’adesione di due dottori radiologi che tuttavia, lavorando in altra usl, potranno prendere servizio solo 1 aprile. Nel caso dovesse essere necessario e nelle more, Maccioni ha però assicurato che manderà a Camerino un dottore radiologo di Macerata, fintanto che la situazione non trovi soluzione. Lo stesso accadrà  per la carenza del settore della Farmacia  dove un farmacista già nominato verrà  assunto e prendendo  servizio  a marzo, ma  nelle more il servizio verrà assicurato da un farmacista dell’unità di Macerata, senza che vi sia alcuna sospensione di servizio. Tornando al personale medico ospedaliero del nosocomio camerte oltre a cardiologia che ha all’attivo 6 medici più il primario, Maccioni ha fornito l'elenco completo del personale presente: a radiologia 5 dirigenti medici a Camerino e 2 a San Severino; per Ortopedia si hanno 5 dirigenti più il direttore. Per Anestesia e rianimazione, dove dal 1 febbraio il direttore della struttura complessa dott. Marco Chiarello è in pensione, essendo stato per tempo bandito il concorso le cui domande scadono a metà del mese in corso, da lì inizieranno a scorrere i giorni per l’istituzione della Commissione d’esame e,una volta fatto il concorso verrà nominato il nuovo primario. Oggi la direzione della Rianimazione fa capo ad un sostituto nominato dal dottor Chiarello e può contare su 8 dirigenti medici.
Al Pronto soccorso attualmente sono presenti invece 1 direttore primario  più 5 dirigenti medici; a Psichiatria due dirigenti medici e altrettanti al Sert; due dirigenti di struttura complessa sono a Medicina affiancati da 5 dirigenti medici; nel reparto Chirurgia a sostituire nelle funzioni uno dei dirigenti medici che ha richiesto l’aspettativa per andare a lavorare in un’azienda vicina al proprio domicilio, c’è il dottor Maffia, per cui ad oggi sono presenti il primario affiancato da 5 dirigenti.
Tre biologi sono poi presenti al Laboratorio Analisi. Novità per il Sert e la Psichiatria, lo svolgimento di concorsi che porteranno a contrattualizzare 6 medici psichiatri dei quali 4 lavorano già a tempo determinato e che verranno stabilizzati, mentre vi saranno 2 unità in più, una delle quali vien assegnata al distretto di Camerino.  Per quel che riguarda il personale del comparto, in Cardiologia e Rianimazione lavorano 28 infermieri più tre operatori socio-sanitari, in radiologia sono presenti 8 tecnici e due infermieri, in ortopedia 15 infermieri e 5 O.S. , al Pronto Soccorso 14 infermieri più 4 operatori socio sanitari; a Psichiatria 5 infermieri e un assistente sociale ; al Sert lavorano 3 infermieri , in Medicina 16 infermieri e 6 o.s, in Chirurgia 10 infermieri e 6 operatori sociosanitari. Undici gli infermieri affiancati da un’o.s. al Blocco operatorio e, al Laboratorio analisi sono presenti 7 tecnici più un operatore socio-sanitario.
Il  Direttore Generale Maccioni ha anche fatto sapere che il 6 luglio 2018 è stata avviata la procedura di gara per i sistemi di anestesia che permettono di anestetizzare e ventilare il paziente con opportune miscele di gas, monotorizzandone i parametri vitali e da destinarsi alle esigenze del blocco operatorio di Camerino.  La procedura è stata autorizzata,  l'importo della procedura è di circa 90 mila euro ed è in via installazione. Gli investimenti realizzati nel periodo 2015- 2019  ammontano ad 1 mln 761mila euro, divisi nella somma di circa 639 mila euro nel 2015, 357 mila nel 2016, 277 mila euro nel 2017, 305 mila nel 2018 e 182 mila nel 2019. Nei programmi d'investimento per il 2020 per la somma di oltre un milione di euro, sono previsti un ecotomografo con gara aggiudicata e offerta che si sta valutando del valore di 85 mila euro, un ventilatore polmonare da 10 mila euro per il reparto di anestesia e rianimazione la cui gara è stata già aggiudicata. Un altro  sistema di monitoraggio per parametri vitali è previsto per  medicina e urgenze del Pronto Soccorso di Camerino, la cui gara è già aggiudicata per un valore di 32mila euro. Previsti anche un riunito per l'ambulatorio odontoiatrico del valore di circa 21 mila euro la cui offerta è in valutazione e  l' acquisto di una t.a.c per un investimento di 366 mila euro. Quanto al telecomandato, Maccioni ha informato che quello che c'era è stato riparato ed è funzionante  ma si è deciso comunque di acquistarne uno nuovo. C'è da attendere che la Consip apra la gara per consentirne l'aggiudicazione. Per la Chirurgia è poi in programma l'acquisto di un sistema di videolaparoscopia da 150 mila euro per tutti i tre ospedali di Camerino, Macerata e Civitanova; per il presidio camerte le offerte sono già pervenute e non resta che valutarle per ottenere in breve l'affidamento del sistema. Per l'Ortopedia camerte Maccioni ha annunciato l'acquisto di un tavolo operatorio del valore di 100 mila euro  e, in programma, anche l'acquisto di un armadio per asciaugatura e stoccaggio degli endoscopi del costo di 22 mila euro.
Il programma complessivo delle strutture sanitarie è pari a 1 mln 233 mila euro. I lavori della Elisuperficie con volo notturno, il cui costo per l'adeguamento è stato pari a 95 mila euro, verranno finanziati per 61 mila euro con fondi dell'USR attraverso donazioni degli sms solidali e i rimanenti 34 mila euro  usufruiranno di fondi dell'Area Vasta 3. Tra i lavori da attivare, Maccioni ha informato della riqualificazione e ottimizzazione della centrale termica dell'Ospedale di Camerino per un importo di circa 350 mila euro; in tal caso il progetto esecutivo è in fase di validazione per individuare la gara per realizzarlo.
" Queste sono le cose concrete- ha detto Alessandro Maccioni-  ed è il segnale che non stiamo arretrando. Un' azienda e un'ammnistrazione che installa attrezzature sanitarie e avvia progetti che prima non ci sono mai stati con un investimento talee pari a 33 mln di euro in tutta l'Area Vasta 3 , non si può pensare che abbia volontà di chiudere qualcosa. Dobbiamo partire da quello che abbiamo e non prefigurare sempre scenari apocalittici, altrimenti chi potrà avere la voglia e l'incentivo a venirci a lavorare. Un tempo- ha sottolineato- un médico avrebbe accettato qualunque ospedale, ma oggi non è così. Dobbiamo quindi rendere appetibili queste strutture con attrezzature di ultima generazione che incentivano i dottori a venirci a lavorare; a Camerino è così; c'è un ospedale sicuro a norma antisismica e antiincendio con attrezzature di ultima generazione e  c'è anche una prestigiosa Università che può dare un supporto per la ricerca, per fare pubblicazioni e accrescere il curriculum personale dei medici. Dobbiamo ripartire pertanto dalle eccellenze che tutti ci invidiano: è un'operazione di marketing volta ad attrarre professionisti medici che si portano dietro anche i pazienti. I problemi degli ospedali nascono quando nascono i comitati a difesa, contro la chiusura di ospedali- ha affermnato con forza il direttore generale- Dobbiamo invece avere più coraggio e credere di più in noi stessi. Sappiate che non c'è un'ammnistrazione di Area Vasta 3 che voglia fare un dispetto ad una struttura e chiuderla, nè a Camerino, nè a San Severino, nè a Civitanova o Macerata. C'è un'amministrazione nella quale mi è stato affidato un compito e delle risorse di una programmazione regionale e quando c'è un atto, quello è l' ultimo passo. Sappiate che siamo partner e non siamo contro".
In un clima propositivo, la discussione è proseguita con gli interventi dei cittadini anche se, diverse delle risposte, il direttore regionale le aveva già fornite con la puntuale illustrazione di tutta lo stato dell'arte e le prospettive. Tra le novità annunciate anche a seguito dell'intervento dell'assesore Stefano Sfascia,e nella logica di potenziare un'eccelenza come il reparto di Ortopedia dell'ospedale di Camerino dove il dottor Sfascia esercita la sua professione medica, l'inserimento da valutare di una seduta operatoria in più, per soddisfare l'esigenza di lunghe liste d'attesa per interventi chirurgici che rischierebbero di essere eseguiti dopo mesi e mesi.
Nello specificare che per Macerata non si deve parlare di ospedale unico, ma di ospedale baricentrico di tutta la provincia, l'assessore regionale Angelo Sciapichetti ha evidenziato la complessità e delicatezza della gestione della sanità: "Molto di quello che abbiamo va bene- ha sottolineato-  Dobbiamo vedere quali problemi ci sono per migliorare e accrescere e questo riguarda anche l'offerta sanitaria su Camerino. In passato state criticità ma diffido da chi ha la bacchetta magica per risolvere tutto.  In un territorio già martoriato di suo, non c è qualcuno che vuole creare altri problemi né depotenziare l'ospedale. È allarmismo creare paure che non ci sono. Non ci sarà nessun tipo di depotenziamento. In Provincia di Macerata ci siamo dati un'organizzazione che vorremmo difendere, non smontare. Quanto all'ultimo piano sanitario, ci sono voluti due anni per approvarlo perché abbiamo dovuto fare centinaia di consultazioni. Due anni in cui tutti hanno potuto dire di tutto. E lì non c'è tutto quello di cui qui si paventa. Quando si dice che il presidente Ceriscioli ha voluto privatizzare si dice una bugia. Il personale della sanità nella Regione è aumentato in tutto di 1200 persone negli ultimi 4 anni. Si dice che la delega del servizio della sanità è in capo alle regioni ed è vero, ma ci sono parametri che le regioni debbono rispettare. Centrare i parametri è la strada che abbiamo scelto. Smettiamo di fare demagogia sulla sanità. Questa è la verità. Dobbiamo capire che è aumentata la domanda e, nonostante tutto, la sanità marchigiana é certificata come una delle prime 5 d'Italia e se ci sono criticità come vedete siamo pronti a risolverle". 
C.C. 

**Servizio di approfondimento nel prossimo numero di Appennino Camerte


 




 


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