I responsabili diocesani del movimento dei Cursillos, accompagnati da don Ubaldo Speranza, già animatore nazionale e attualmente aniimatore spirituale per le Marche, l'Abruzzo e il Molise, hanno voluto incontrare l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro.
Eccellenza, un incontro con consonanza di vedute….
“Sono stato molto contento di incontrare i sacerdoti responsabili diocesani dei Cursillos, insieme a don Ubaldo Speranza, perché c'è stata la possibilità di mettere a fuoco il loro impegno apostolico. La loro attività, in linea con la loro spiritualità, deve formare laici che nel loro ambiente dimostrino, attuino e vivano la loro dimensione apostolica. In questo c'è stata una profonda consonanza di vedute. Quindi i padri spirituali e i sacerdoti hanno proprio il grande compito di chiamare i laici, anche nella pluralità delle scelte e delle opzioni, di animarli secondo la Parola di Dio e la metodologia esperienziale propria dei Cursillos, ma con una chiara finalità apostolica: si trata sì di avere una spiritualità singolare, riconosciuta dalla Chiesa a questo carisma, ma la finalità apostolica ècomune a quella della Chiesa: essere nell'ambiente in cui si vive e si lavora cristiani autentici e portatori dei valori evangelici e della propria esperienza di fede. E questo corrisponde perfettamente al bisogno di un Vescovo. Il Vescovo ha un piano pastorale e all'interno di questo piano pastorale c'è spazio per tutti non nell'indifferenza di una testimonianza, ma nella specificità di un carisma riconosciuto dalla Chiesa e che, di fatto, coincide con il dovere apostolico che spetta al vescovo insieme a tutta la comunità che vive la sua realtà di essere battezzata.
Don Ubaldo Speranza, quale l'importanza di questo movimento, soprattutto nella chiesa locale?
Il movimento è importante per la chiesa locale perché mira all'apostolato degli ambienti. Quindi si scelgono negli ambienti le persone influenti, non importa se praticanti o meno, perché una volta maturate nella fede e rientrate negli ambienti da cui provengono possano influire per renderli il più evangelici possibile.
E' importante, quindi, che ogni diocesi abbia un movimento ed anche un movimento dei Cursillos?
E' importante che ogni diocesi abbia questo movimento perché si tratta di un settore quasi “scoperto”, quello cioè dell'apostolato per gli ambienti. E prendere questa finalità come specifico è veramente qualcosa di unico.
Il prossimo settembre saranno 30 anni che questo movimento esiste a Camerino. Un movimento piccolo, ma che c'è…
Anche a Camerino, dove il movimento esiste da un trentennio, occorre che il movimento riprenda il suo cammino rifacendosi, però, al proprio carisma iniziale. Questo è fondamentale perché così si può ripartire e il movimento diventa attuale perché, come ci ha suggerito anche l'arcivescovo Brugnaro nel corso dell'incontro, occorre che gli ambienti siano veramente cristianizzati e si preparino le persone perché arrivino a questa finalità.
Non c'è il rischio che i movimenti diventino una sorta di “cuccia”?
Il rischio c'è. Posso dire, però, secondo la mia esperienza che i vescovi riconoscono nei Cursillos questa apertura; che cioè non ci si ferma a se stessi, ma si preparano persone che poi vadano dove devono andare senza sentirsi obbligati a vivere all'interno della realtà.
E in unione col Vescovo….
Certamente. Infatti si tratta di una pastorale al servizio della comunità diocesana.