Stampa questa pagina

Battista Camilla da Varano, 550° della nascita

Mercoledì, 04 Giugno 2008 02:00 | Letto 2678 volte   Clicca per ascolare il testo Battista Camilla da Varano, 550° della nascita Nella giornata diocesana della gioventù del 15 marzo 2008 il vescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha aperto lanno giubilare per il 550° anniversario della nascita della beata Battista Camilla da Varano. Nella sala, ora adibita a cappella a motivo dei lavori in corso nella chiesa del monastero, il 2 giugno è stata celebrata la memoria liturgica della beata Battista Camilla con particolare solennità nel quadro dellanno giubilare con due conferenze, una di mons. Sandro Corradini, promotore generale della fede nella congregazione vaticana delle cause dei Santi, e laltra del padre francescano, Silvano Bracci, vice postulatore della causa della beata. Il postulatore p. Luca de Rosa, non ha potuto essere presente. Camilla era nata, infatti, il 9 aprile 1458, primogenita illegittima del principe Giulio Cesare da Varano con la nobildonna Cecchina di mastro Giacomo. Non ci si meravigli di questo perché il principe, sebbene avesse pomposamente sposato, a ventanni, la dodicenne Giovanna, figlia di Sigismondo Malatesta, signore di Rimini, ebbe ben cinque figli illegittimi prima dei tre legittimi. Tuttavia la sua giovane sposa si prese cura degli uni e degli altri con ammirevole carità cristiana. La data di nascita viene fornita dalla stessa Camilla; per quella del decesso bisogna ricorrere alla Cronica del Lili, al 31 maggio 1524. Molte sono le fonti, che affiancano la storia della beata. Anzitutto gli olivetani, il cui fondatore è riconoscibile nellaffresco del pittore folignate Corraduccio, che fa da sfondo alla sala, luomo che indica vistosamente con la mano destra il Crocifisso. E olivetano il tanto atteso padre spirituale: Antonio “Hispanus”, confessore di Camilla e propagatore dei suoi primi scritti. Anche gli oratoriani di s. Filippo Neri si incrociano con la storia della beata. E quasi come leco in una valle alpina, giungono a noi personaggi e fatti lontani nel tempo. Il trattatello dei Dolori mentali di Gesù nella sua passione giunge nelle mani del cardinale Federico Borromeo, s. Filippo Neri, s. Alfonso Maria de Liguori, lo Scupoli nel suo Combattimento spirituale, ma coinvolge anche il cardinal Giovanni Enrico Newman (1801-1890), anche lui prossimo alla canonizzazione. Un suo scritto parallelo sui dolori mentali corre parallelo alla beata, tanto da ipotizzarne una diretta conoscenza. In questo ultimi tempi, a gettito continuo, fervono edizioni critiche di alcune Opere spirituali della Battista, partendo da quella dellindimenticabile don Giacomo Boccanera nel 1958, fino a quella del p. Gattucci: Da segnalare contributi specifici e attente presentazioni della figura come La cicala di Dio di mons. mons. Eraldo Pittori con il suo stile brioso ma profondo. Fu unestate dodio quella che nel 1502 travolse la signoria dei Da Varano a Camerino, la sua famiglia e portò alla rovina Camerino. Il 1 maggio 1501 il papa aveva scomunicato Giulio Cesare, padre della beata, privando lui e tutti i Varano dei diritti sulla signoria. Giulio Cesare fu definito da Roma “figlio diniquità”. Questi decise di battersi insieme ai tre figli Annibale, Venanzo e Pirro, dopo aver spedito a Venezia il piccolo Giovanni Maria con la madre e a Fermo la figlia suor Camilla Battista, riparata poi presso la duchessa di Atri. Camerino assediata da Valentino Borgia, i Varano caddero prigionieri e furono trucidati: il padre, nella fortezza di Pergola, i figli, nel torrione di Cattolica. Sorprende il fiorire di studi ed approfondimenti in Italia e allestero Sempre mons. Corradini ha indicato la Beata come una autentica donna del Rinascimento, che confessava di avere “ad uggia frati e monache”, ma una volta diventata lei stessa monaca ha evidenziato il genio femminile della santità. Il vice postulatore per la canonizzazione della beata Battista ha invitato tutti e meditare gli scritti della beata come maestra di spirito. I frati olivetani dopo la morte della beata ne divulgano la spiritualità con il libro Piccola vita di Antonio da Segovia. Suor Battista sentiva di corrispondere a Dio con molta umiltà, quando diceva che se Gesù le avesse fatto vedere il volto non avrebbe retto perché “ il suo cuor se liquefìa”. Ha aggiornato il pubblico sui passi ulteriori che ci separano dalla canonizzazione della beata. Infatti, si è in attesa del riconoscimento di un miracolo sia dal punto di vista medico come di quello teologico avvenuto nel 1891 ed esaminato nel processo diocesano. In quello anno avvenne che una bambina affetta da rachitismo si alzasse in piedi improvvisamente dopo tre giorni di triduo di preghiera. La bambina non solo si alzò, ma percorse con la mamma addirittura un chilometro e mezzo a piedi. Si è concluso che la beata in queste celebrazioni centenarie ottenga la grazia di un risveglio vocazionale nellordine francescano e nella nostra diocesi. Il vescovo ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica in sala, presso lurna della beata Battista. Allomelia ha esortato tutti a far festa per la vita e la fede di una donna geniale per santità. Ha sottolineato lo stupore per la familiarità della beata con le sacre scritture in un momento storico cruciale per la cristianità a motivo delle stesse scritture. In quel periodo, infatti, Lutero stava consumando la ribellione alla Chiesa cattolica in nome della bibbia. La beata Camilla fissò lo sguardo sempre verso Dio e, pur nel contrasto che provò inizialmente per le attrattive di questo mondo assicuratele dalle particolari condizione di agio della sua famiglia principesca, pian piano seppe valutare il tutto “come spazzatura di fronte alla sublimità della conoscenza del Cristo” (Ef 3, 8). Il vescovo ha posto delle domande alla beata Battista ed ha cercato di interpretare le risposte che lei stessa avrebbe dato. Hai lavorato più tu o Cristo in te? Il “siate perfetti” evangelico equivale ad “accogliete” lopera di Dio. Chi ti ha illuminato? S. Francesco, ma lui si commoveva per i dolori fisici, mentre la beata Battista per quelli mentali. La scrittura le ha insegnato a comprendere i suoi dolori mentali. La beata ha anticipato di molti secoli tutte le indagini psicologiche sul Cristo sofferente conosciute ai giorni nostri. Che dici a noi oggi? Comprendere il genio femminile allinterno della Chiesa. Come lapostolo Paolo dimentico del passato proteso al futuro, guardiamo al domani. Scoprire il bisogno dei giovani di oggi non con la paura del tremebondo Anania, ma con il coraggio e la franchezza di chi anela alla vita perfetta ed ama la vita. Lindulgenza plenaria è stata concessa dal vescovo a quanti hanno partecipato alla festa in onore della beata Battista Camilla da Varano. Vincenzo Finocchio

Nella giornata diocesana della gioventù del 15 marzo 2008 il vescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha aperto l'anno giubilare per il 550° anniversario della nascita della beata Battista Camilla da Varano. Nella sala, ora adibita a cappella a motivo dei lavori in corso nella chiesa del monastero, il 2 giugno è stata celebrata la memoria liturgica della beata Battista Camilla con particolare solennità nel quadro dell'anno giubilare con due conferenze, una di mons. Sandro Corradini, promotore generale della fede nella congregazione vaticana delle cause dei Santi, e l'altra del padre francescano, Silvano Bracci, vice postulatore della causa della beata. Il postulatore p. Luca de Rosa, non ha potuto essere presente.

Camilla era nata, infatti, il 9 aprile 1458, primogenita illegittima del principe Giulio Cesare da Varano con la nobildonna Cecchina di mastro Giacomo. Non ci si meravigli di questo perché il principe, sebbene avesse pomposamente sposato, a vent'anni, la dodicenne Giovanna, figlia di Sigismondo Malatesta, signore di Rimini, ebbe ben cinque figli illegittimi prima dei tre legittimi. Tuttavia la sua giovane sposa si prese cura degli uni e degli altri con ammirevole carità cristiana. La data di nascita viene fornita dalla stessa Camilla; per quella del decesso bisogna ricorrere alla Cronica del Lili, al 31 maggio 1524.

Molte sono le fonti, che affiancano la storia della beata. Anzitutto gli olivetani, il cui fondatore è riconoscibile nell'affresco del pittore folignate Corraduccio, che fa da sfondo alla sala, l'uomo che indica vistosamente con la mano destra il Crocifisso. E' olivetano il tanto atteso padre spirituale: Antonio “Hispanus”, confessore di Camilla e propagatore dei suoi primi scritti. Anche gli oratoriani di s. Filippo Neri si incrociano con la storia della beata. E quasi come l'eco in una valle alpina, giungono a noi personaggi e fatti lontani nel tempo. Il trattatello dei Dolori mentali di Gesù nella sua passione giunge nelle mani del cardinale Federico Borromeo, s. Filippo Neri, s. Alfonso Maria de' Liguori, lo Scupoli nel suo Combattimento spirituale, ma coinvolge anche il cardinal Giovanni Enrico Newman (1801-1890), anche lui prossimo alla canonizzazione. Un suo scritto parallelo sui dolori mentali corre parallelo alla beata, tanto da ipotizzarne una diretta conoscenza. In questo ultimi tempi, a gettito continuo, fervono edizioni critiche di alcune Opere spirituali della Battista, partendo da quella dell'indimenticabile don Giacomo Boccanera nel 1958, fino a quella del p. Gattucci: Da segnalare contributi specifici e attente presentazioni della figura come La cicala di Dio di mons. mons. Eraldo Pittori con il suo stile brioso ma profondo.

Fu un'estate d'odio quella che nel 1502 travolse la signoria dei Da Varano a Camerino, la sua famiglia e portò alla rovina Camerino. Il 1 maggio 1501 il papa aveva scomunicato Giulio Cesare, padre della beata, privando lui e tutti i Varano dei diritti sulla signoria.

Giulio Cesare fu definito da Roma “figlio d'iniquità”. Questi decise di battersi insieme ai tre figli Annibale, Venanzo e Pirro, dopo aver spedito a Venezia il piccolo Giovanni Maria con la madre e a Fermo la figlia suor Camilla Battista, riparata poi presso la duchessa di Atri. Camerino assediata da Valentino Borgia, i Varano caddero prigionieri e furono trucidati: il padre, nella fortezza di Pergola, i figli, nel torrione di Cattolica. Sorprende il fiorire di studi ed approfondimenti in Italia e all'estero

Sempre mons. Corradini ha indicato la Beata come una autentica donna del Rinascimento, che confessava di avere “ad uggia frati e monache”, ma una volta diventata lei stessa monaca ha evidenziato il genio femminile della santità.

Il vice postulatore per la canonizzazione della beata Battista ha invitato tutti e meditare gli scritti della beata come maestra di spirito. I frati olivetani dopo la morte della beata ne divulgano la spiritualità con il libro Piccola vita di Antonio da Segovia. Suor Battista sentiva di corrispondere a Dio con molta umiltà, quando diceva che se Gesù le avesse fatto vedere il volto non avrebbe retto perché “ il suo cuor se liquefìa”.

Ha aggiornato il pubblico sui passi ulteriori che ci separano dalla canonizzazione della beata. Infatti, si è in attesa del riconoscimento di un miracolo sia dal punto di vista medico come di quello teologico avvenuto nel 1891 ed esaminato nel processo diocesano. In quello anno avvenne che una bambina affetta da rachitismo si alzasse in piedi improvvisamente dopo tre giorni di triduo di preghiera. La bambina non solo si alzò, ma percorse con la mamma addirittura un chilometro e mezzo a piedi. Si è concluso che la beata in queste celebrazioni centenarie ottenga la grazia di un risveglio vocazionale nell'ordine francescano e nella nostra diocesi.

Il vescovo ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica in sala, presso l'urna della beata Battista. All'omelia ha esortato tutti a far festa per la vita e la fede di una donna geniale per santità. Ha sottolineato lo stupore per la familiarità della beata con le sacre scritture in un momento storico cruciale per la cristianità a motivo delle stesse scritture. In quel periodo, infatti, Lutero stava consumando la ribellione alla Chiesa cattolica in nome della bibbia. La beata Camilla fissò lo sguardo sempre verso Dio e, pur nel contrasto che provò inizialmente per le attrattive di questo mondo assicuratele dalle particolari condizione di agio della sua famiglia principesca, pian piano seppe valutare il tutto “come spazzatura di fronte alla sublimità della conoscenza del Cristo” (Ef 3, 8).

Il vescovo ha posto delle domande alla beata Battista ed ha cercato di interpretare le risposte che lei stessa avrebbe dato.

Hai lavorato più tu o Cristo in te? Il “siate perfetti” evangelico equivale ad “accogliete” l'opera di Dio.

Chi ti ha illuminato? S. Francesco, ma lui si commoveva per i dolori fisici, mentre la beata Battista per quelli mentali. La scrittura le ha insegnato a comprendere i suoi dolori mentali. La beata ha anticipato di molti secoli tutte le indagini psicologiche sul Cristo sofferente conosciute ai giorni nostri.

Che dici a noi oggi? Comprendere il genio femminile all'interno della Chiesa. Come l'apostolo Paolo dimentico del passato proteso al futuro, guardiamo al domani. Scoprire il bisogno dei giovani di oggi non con la paura del tremebondo Anania, ma con il coraggio e la franchezza di chi anela alla vita perfetta ed ama la vita.

L'indulgenza plenaria è stata concessa dal vescovo a quanti hanno partecipato alla festa in onore della beata Battista Camilla da Varano.

Vincenzo Finocchio

Letto 2678 volte

Clicca per ascolare il testo