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Per salvare il Raffaello Sanzio.

Giovedì, 01 Giugno 2006 02:00 | Letto 4379 volte   Clicca per ascolare il testo Per salvare il Raffaello Sanzio. La situazione finanziaria dellaeroporto di Falconara è grave, ma lo è ancor di più linsufficiente risposta alla domanda del perché lo sia diventata.  Di questo parere la Cna provinciale di Ancona e Apindustria Ancona-Macerata che ritengono sia doveroso, per un rilancio dello scalo marchigiano, capire se lattuale situazione sia dovuta ad incapacità gestionale o ad una crisi strategica. Apindustria e Cna ne hanno discusso lungamente ed hanno individuato due ipotesi di lavoro per superare la difficilissima situazione.  La prima prevede che la Regione, azionista di maggioranza dellAerdorica Spa, affidi la gestione dellaeroporto a società di provata capacità, anche straniere.  La seconda prevede che lEnte regionale si faccia carico del deficit e sviluppi poi un azionariato diffuso a livello regionale coinvolgendo banche, istituzioni, imprese, associazioni, ecc.  “Se si optasse per questa seconda ipotesi – spiegano i presidente di Cna e Apindustria, Renato Picciaiola e Mario Donati - si dovrà poi predisporre un progetto in grado di far aumentare il bacino dutenza del Sanzio offrendo voli e collegamenti ‘appetibili per imprenditori, turisti, e capaci di sviluppare nuova utenza”. Lobiettivo, secondo le due associazioni, dovrebbe essere quello di raggiungere almeno 500.000 passeggeri sbarcati ed imbarcati in un anno, ciò farebbe guadagnare al Sanzio la classe di aeroporto ‘regionale maggiore. E visto che nel 2005 il movimento passeggeri (esclusi i transiti) è stato di 472.071 il salto ad aeroporto ‘regionale maggiore non dovrebbe essere molto complesso. “Si potrebbe inoltre favorire un maggiore sviluppo dei servizi ai passeggeri (parcheggi a basso costo, duty free, sale di intrattenimento…) – continuano Picciaiola e Donati - ed una maggiore puntualità dei voli evitando linconveniente dei voli annullati a poche ore dalla partenza”. Apindustria e Cna ricordano poi che la giunta regionale ha recentemente approvato una proposta di legge che prevede, per il rilancio dellaeroporto di Falconara, degli interventi nel 2006 per due milioni di euro. Tale finanziamento è destinato allaumento del capitale sociale dellAerdorica e al sostegno delle attività portuali. La proposta di legge prevede inoltre finanziamenti subordinati alla presentazione di un piano industriale e al riassetto organizzativo della società Aerdorica. Le proposte di Cna e Apindustria vogliono sottolineare a tal proposito che non esistono soltanto azioni di sostegno alla spesa, ma anche e soprattutto progetti di sviluppo, di crescita. “Le piccole e medie imprese marchigiane – dicono - vogliono avanzare delle proposte perché ritengono che la crisi del Sanzio non sia soltanto un problema di risorse, ma soprattutto di gestione strategica. La convinzione è infatti che il forte handicap infrastrutturale delle Marche (strade, ferrovia, portualità) dipenda certamente dalla necessità di interventi finanziari dello Stato, ma nel caso della società Aerdorica deve emergere soprattutto una più efficiente capacità gestionale e imprenditoriale”.

La situazione finanziaria dell'aeroporto di Falconara è grave, ma lo è ancor di più l'insufficiente risposta alla domanda del perché lo sia diventata.  Di questo parere la Cna provinciale di Ancona e Apindustria Ancona-Macerata che ritengono sia doveroso, per un rilancio dello scalo marchigiano, capire se l'attuale situazione sia dovuta ad incapacità gestionale o ad una crisi strategica. Apindustria e Cna ne hanno discusso lungamente ed hanno individuato due ipotesi di lavoro per superare la difficilissima situazione.  La prima prevede che la Regione, azionista di maggioranza dell'Aerdorica Spa, affidi la gestione dell'aeroporto a società di provata capacità, anche straniere.  La seconda prevede che l'Ente regionale si faccia carico del deficit e sviluppi poi un azionariato diffuso a livello regionale coinvolgendo banche, istituzioni, imprese, associazioni, ecc.  “Se si optasse per questa seconda ipotesi – spiegano i presidente di Cna e Apindustria, Renato Picciaiola e Mario Donati - si dovrà poi predisporre un progetto in grado di far aumentare il bacino d'utenza del Sanzio offrendo voli e collegamenti ‘appetibili' per imprenditori, turisti, e capaci di sviluppare nuova utenza”. L'obiettivo, secondo le due associazioni, dovrebbe essere quello di raggiungere almeno 500.000 passeggeri sbarcati ed imbarcati in un anno, ciò farebbe guadagnare al Sanzio la classe di aeroporto ‘regionale maggiore'. E visto che nel 2005 il movimento passeggeri (esclusi i transiti) è stato di 472.071 il salto ad aeroporto ‘regionale maggiore' non dovrebbe essere molto complesso. “Si potrebbe inoltre favorire un maggiore sviluppo dei servizi ai passeggeri (parcheggi a basso costo, duty free, sale di intrattenimento…) – continuano Picciaiola e Donati - ed una maggiore puntualità dei voli evitando l'inconveniente dei voli annullati a poche ore dalla partenza”. Apindustria e Cna ricordano poi che la giunta regionale ha recentemente approvato una proposta di legge che prevede, per il rilancio dell'aeroporto di Falconara, degli interventi nel 2006 per due milioni di euro. Tale finanziamento è destinato all'aumento del capitale sociale dell'Aerdorica e al sostegno delle attività portuali. La proposta di legge prevede inoltre finanziamenti subordinati alla presentazione di un piano industriale e al riassetto organizzativo della società Aerdorica. Le proposte di Cna e Apindustria vogliono sottolineare a tal proposito che non esistono soltanto azioni di sostegno alla spesa, ma anche e soprattutto progetti di sviluppo, di crescita. “Le piccole e medie imprese marchigiane – dicono - vogliono avanzare delle proposte perché ritengono che la crisi del Sanzio non sia soltanto un problema di risorse, ma soprattutto di gestione strategica. La convinzione è infatti che il forte handicap infrastrutturale delle Marche (strade, ferrovia, portualità) dipenda certamente dalla necessità di interventi finanziari dello Stato, ma nel caso della società Aerdorica deve emergere soprattutto una più efficiente capacità gestionale e imprenditoriale”.

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