A Frontale di Apiro (mc) il carnevale coincide con la tradizionale adorazione eucaristica annuale, popolarmente detta anche delle sante quarantore.
Per l'adorazione eucaristica l'ostensorio con l'ostia consacrata è collocato in un altare appositamente allestito con alcune centinaia di ceri. L'altare è uno spettacolo di arte e fede. Con enfasi è chiamato dei mille ceri.
L'allestimento dell'altare dei mille ceri risale al 1877. Era l'anno della dedicazione della vecchia chiesa parrocchiale, di cui ora resta solo il rudere del campanile. Per l'occasione in seno alla famiglia Tamagnini, nota bottega di falegnami del luogo, qualcuno pensò di disegnare una sacra rappresentazione speciale per solennizzare l'inaugurazione della nuova chiesa. Realizzò un disegno con la luce delle fiammelle delle candele. Un modo di disegnare quanto mai originale, forse unico in Italia. L'idea trovò molta attenzione e calda accoglienza fra la popolazione. Negli anni successivi la famiglia Tamagnini portò avanti l'iniziativa e ne insegnò l'arte ai collaboratori.
L'appellativo di mille ceri le è stato dato ben presto dalla popolazione. Tale raffigurazione si interruppe nella seconda guerra mondiale per mancanza di materia prima. Riprese nuovo vigore con il coinvolgimento dell'intera comunità parrocchiale nelle quarantore del carnevale del 1966. Ogni anno i giovani ed adulti di entrambi i sessi sotto la guida di un appassionato lo allestiscono. Negli ultimi Massimiliano Ricci ha coordinato la realizzazione d'un disegno scelto da Alfio Sdrubolini e rielaborato dal matelicese Nicola Fuscà. Il disegno dell'edizione 2008 proviene dalla facciata della chiesa del SS. mo Crocifisso di Treia.
Quest'anno (2008) il soggetto rappresentato è l'agnello pasquale adagiato sul libro con la bandiera della risurrezione, simbolo di Gesù Cristo ucciso in croce e risorto al terzo giorno. L'agnello pasquale rimanda al sacrificio dell'agnello da parte degli ebrei al momento della liberazione dalla schiavitù dell'Egitto. Era la pasqua ebraica. Fu Giovanni il Battista per primo a salutare Gesù, che un giorno, veniva verso di lui come l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (vedi Gv 1,29 e 36).
Al pomeriggio di ogni giornata, durante l'adorazione eucaristica, sono accese le candele della rappresentazione. Il disegno di luce si fa catechesi e spettacolo mirabile nello stesso tempo per i fedeli che di solito gremiscono la chiesa. Alcuni vengono appositamente da fuori.