Duemila pasti serviti, oltre il doppio di visitatori e tanti, tantissimi turisti. Si chiude con numeri di tutto rispetto e con una certezza la quinta edizione di “Leguminaria”: i prodotti tipici sono un elemento fondamentale, oggi, per attrarre turisti che cercano nell'enogastronomia e nell'artigianato una chiave di lettura del territorio.Tanto più se accompagnati da percorsi di ricerca sulla qualità.
Non importa il freddo rigido e la pioggia: nel fine settimana il piccolo borgo di Appignano è stato preso letteralmente d'assalto, diventando una “vetrina” del gusto e dell'arte. Complici il ricco mercatino di prodotti tipici, le osterie allestite con cura dalla Pro Loco, le decine di espositori di antichi mestieri, l'estro dei Maestri Vasai che, affiancati dai giovani allievi della Scuola comunale di ceramica, si sono esibiti, domenica pomeriggio, con le mani nell'argilla.
E complici - anzi protagonisti - i 150 volontari impegnati nella gestione della festa, come i cuochi della Pro Loco e dell'Avis, che hanno cotto ben 750 chili di ceci, fagioli e lenticchie secondo le antiche ricette della tradizione locale. Il ristorante “Il Villino” di Treia ha proposto ricercati assaggi di polenta di roveja; l'Azienda Agricola di Villa Forano ha pensato al vino: 500 litri di Rosso Piceno serviti in tavola. Migliaia le ciotole ed i bicchieri di terracotta regalati ai commensali. E mentre spettacoli, musicanti e cantastorie allietavano le vie del paese, non è sfuggita, domenica sera, nell'affollata osteria del Bellente, la serenata al chiaro di luna che la Mabò Band ha dedicato ad un'emozionata Sara Giannini, da poco eletta segretario regionale del Pd, in compagnia del sindaco di Appignano, Maurizio Raffaelli.
Insomma, un successo per la rassegna promossa dal Comune di Appignano e dalla Provincia di Macerata, che rinnova, di anno in anno, l'interesse dei media e importanti collaborazioni, come quella di Slow Food, ed entra a pieno titolo nel novero delle più conosciute dell'autunno marchigiano.