C'è chi la conosce per l'olio di Coroncina, chi per la bellezza del Lago, ma Pievafera frazione del comune di Caldarola (appena 80 anime) non manca d'estimatori che ogni anno, nel periodo natalizio, accorrono in massa per ammirare il Presepe Vivente. Una tradizione lunga vent'anni che si è rinnovata nel pomeriggio del 26 e del 29 dicembre.
Era il lontano 1994 quando la maestra Veralia Lorenzetti decise di coinvolgere gli alunni dell'allora classe V della scuola elementare di Caldarola e venne scelto come setting questa piccola frazione proprio perché ritenuta particolarmente adatta. A fare la differenza rispetto agli altri presepi, infatti, è proprio la bellezza di Pievefavera, borgo che mantiene ancora intatta la fortificazione di epoca medioevale in pietra calcarea bianca.
Come in ogni presepe che si rispetti, sono state ricreate diverse scene grazie agli abitanti del borgo che hanno collaborato mettendo a disposizione cantine e abitazioni.
Durante il giro i grandi si fermavano a discutere con gli artigiani o si ingolosivano con i biscotti e vin blulè fatti e offerti dai figuranti, mentre i bambini rimanevano incantati a guardare le caprette, le pecorelle e gli asinelli dislocati in vari punti del percorso. Due soldati romani facevano defluire i turisti che volevano ammirare la scena della Natività in cui non mancava proprio nulla: gli angioletti, il bue e l'asinello, Maria e Giuseppe che vegliavano su Gesù bambino (quest'anno è stato magistralmente interpretato dalla piccola Gioia Pontoni e dal dolcissimo Alessio Pinzi di soli tre mesi). Il presepe vivente di Pievefavera non si limita però a riproporre scene della natività ma punta a ricostruire la storia, in maniera più completa, partendo dall'Annunciazione fino ai primi anni di vita di Gesù.
Splendida idea a conclusione del percorso, la mostra multimediale sistemata all'interno della Chiesa di santa Maria Assunta. Una sorta di "come eravamo" in cui sono le foto "d'epoca" a raccontare la storia del Presepe che annovera fra i suoi visitatori anche l'ex ministro Brunetta accompagnato dalla moglie Titti. Tante le immagini che immortalano il lavoro di Mario Ottaviani, uno degli ideatori del presepe insieme alla moglie Veralilia. È proprio a lui, scomparso prematuramente quest'estate, che è dedicata questa edizione del Presepe.
L'ingresso non prevede biglietto e le offerte che vengono raccolte alla fine (nel corso degli anni sono stati raccolti circa 100.000 euro) servono per finanziare adozioni a distanza e opere di beneficenza.