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Pascoli montani, stop alle speculazioni

Giovedì, 17 Ottobre 2013 02:00 | Letto 3654 volte   Clicca per ascolare il testo Pascoli montani, stop alle speculazioni La Conferenza delle regioni promuove norme contro la speculazione sui pascoli montani nelle Marche ad opera di agenzie e aziende del nord. Un fenomeno dovuto al fatto che i contributi europei sono di molto superiori ai canoni daffitto dei pascoli montani, cosicché molte aziende di altre regioni italiane si sono riversate sulle zone interne delle regioni del centro, facendo lievitare i costi degli affitti, rendendoli troppo onerosi per gli allevatori locali e allo stesso tempo riducendo la possibilità da parte di questi di accedere ai contributi europei. Lallarme era già stato lanciato da Franco Capponi, responsabile della segreteria dellassessorato allagricoltura della regione Marche. "Recentemente abbiamo scoperto che molti giungono dal nord nelle Marche per  affittare dei terreni – le parole di Capponi - Oggi la PAC (Politica Agricola Comunitaria) concede dei premi ad ettaro ai proprietari o agli affittuari di terreni. Attualmente, per una questione di differente potenzialità produttiva, in Lombardia il premio è di 800 euro allettaro, mentre nelle Marche è di circa 280 euro. In questo periodo, quindi, cè molta convenienza per un agricoltore del nord nel prendere in affitto ettari di terreno pagandoli a basso prezzo per poi riscuotere molto di più attraverso la domanda della PAC. Il rischio è quello di disattivare il nostro sistema produttivo e vedere nei prossimi anni una diminuzione delle risorse del nostro territorio". Linvito che Capponi rivolge agli enti locali, pertanto, è che i bandi che mettono a disposizione terreni demaniali tengano conto in via prioritaria degli agricoltori già presenti sul nostro territorio. "Questa nuova visone del piano di sviluppo rurale – continua Capponi - prevede un ruolo diverso dellagricoltura, che sta generando nuovi posti di lavoro e occupazioni altamente formate. Lobiettivo è arrivare a coniugare il sistema dellofferta della nostra biodiversità con i nostri prodotti di qualità legati anche al settore del turismo. I prodotti agroalimentari sono lunico trend positivo delle nostre esportazioni, il che vuol dire che questa grande attenzione alla qualità ci viene riconosciuta da tutto il mondo. Lo sviluppo rurale, il connubio tra il settore agroalimentare e la biodiversità nella zona interna, i nuovi pacchetti di attrazione turistica e il rilancio delle attività amministrative potrebbero essere le leve con cui rilanciarsi. Dovremmo anche rafforzare le aree interne, attraverso lunione dei comuni, per fare un progetto di valorizzazione e creare nuovi strumenti di sviluppo". Le istanze di Franco Capponi e le osservazioni della regione Marche sono state pienamente condivise dal coordinatore delle regioni per il settore agricolo, Nardone, che ha interessato personalmente il ministro Di Girolamo, ottenendo la valutazione di fattibilità tecnica e giuridica di una revisione della normativa. "Di sicuro ci metteremo di traverso contro qualsiasi forma di speculazione che danneggi le Marche, la pastorizia e gli allevamenti delle aree interne e labbandono della nostra bellissima montagna appenninica, resa attraente grazie alla presenza di agricoltori e pastori, che la custodiscono anche per le migliaia di visitatori e turisti che sempre più assiduamente la frequentano”, il commento dellassessore allagricoltura della regione Marche, Maura Malaspina.

La Conferenza delle regioni promuove norme contro la speculazione sui pascoli montani nelle Marche ad opera di agenzie e aziende del nord. Un fenomeno dovuto al fatto che i contributi europei sono di molto superiori ai canoni d'affitto dei pascoli montani, cosicché molte aziende di altre regioni italiane si sono riversate sulle zone interne delle regioni del centro, facendo lievitare i costi degli affitti, rendendoli troppo onerosi per gli allevatori locali e allo stesso tempo riducendo la possibilità da parte di questi di accedere ai contributi europei. L'allarme era già stato lanciato da Franco Capponi, responsabile della segreteria dell'assessorato all'agricoltura della regione Marche. "Recentemente abbiamo scoperto che molti giungono dal nord nelle Marche per  affittare dei terreni – le parole di Capponi - Oggi la PAC (Politica Agricola Comunitaria) concede dei premi ad ettaro ai proprietari o agli affittuari di terreni. Attualmente, per una questione di differente potenzialità produttiva, in Lombardia il premio è di 800 euro all'ettaro, mentre nelle Marche è di circa 280 euro. In questo periodo, quindi, c'è molta convenienza per un agricoltore del nord nel prendere in affitto ettari di terreno pagandoli a basso prezzo per poi riscuotere molto di più attraverso la domanda della PAC. Il rischio è quello di disattivare il nostro sistema produttivo e vedere nei prossimi anni una diminuzione delle risorse del nostro territorio". L'invito che Capponi rivolge agli enti locali, pertanto, è che i bandi che mettono a disposizione terreni demaniali tengano conto in via prioritaria degli agricoltori già presenti sul nostro territorio. "Questa nuova visone del piano di sviluppo rurale – continua Capponi - prevede un ruolo diverso dell'agricoltura, che sta generando nuovi posti di lavoro e occupazioni altamente formate. L'obiettivo è arrivare a coniugare il sistema dell'offerta della nostra biodiversità con i nostri prodotti di qualità legati anche al settore del turismo. I prodotti agroalimentari sono l'unico trend positivo delle nostre esportazioni, il che vuol dire che questa grande attenzione alla qualità ci viene riconosciuta da tutto il mondo. Lo sviluppo rurale, il connubio tra il settore agroalimentare e la biodiversità nella zona interna, i nuovi pacchetti di attrazione turistica e il rilancio delle attività amministrative potrebbero essere le leve con cui rilanciarsi. Dovremmo anche rafforzare le aree interne, attraverso l'unione dei comuni, per fare un progetto di valorizzazione e creare nuovi strumenti di sviluppo". Le istanze di Franco Capponi e le osservazioni della regione Marche sono state pienamente condivise dal coordinatore delle regioni per il settore agricolo, Nardone, che ha interessato personalmente il ministro Di Girolamo, ottenendo la valutazione di fattibilità tecnica e giuridica di una revisione della normativa. "Di sicuro ci metteremo di traverso contro qualsiasi forma di speculazione che danneggi le Marche, la pastorizia e gli allevamenti delle aree interne e l'abbandono della nostra bellissima montagna appenninica, resa attraente grazie alla presenza di agricoltori e pastori, che la custodiscono anche per le migliaia di visitatori e turisti che sempre più assiduamente la frequentano”, il commento dell'assessore all'agricoltura della regione Marche, Maura Malaspina.

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