Una scarpa "intelligente" sta muovendo i suoi primi passi. E non poteva farlo che nella provincia di Macerata, distretto calzaturiero per eccellenza. A produrla il calzaturifico Montebove di Tolentino, azienda specializzata nella produzione di linee per l'antinfortunistica, i settori alimentare ed ospedaliero, i corpi militari, la Protezione Civile e le Forze Armate. Il progetto "Smart shoes", presentato in anteprima al Matching 2012 della Compagnia delle opere alla fiera di Rho (Milano) quale prima tappa di un vero e proprio tour mondiale tra Europa e Medio Oriente, nasce dalla collaborazione fra diverse aziende marchigiane. Si tratta di una scarpa che si auto alimenta, in grado di essere rintracciabile attraverso il satellite senza bisogno di alcuna batteria che ne alimenti il funzionamento. "Una calzatura che avrà lo scopo di permettere la localizzazione delle persone nel territorio – così l'ingegnere Gino Battellini, dirigente della Montebove spa – La calzatura, infatti, avrà all'interno una tecnologia che permette alle persone di essere tracciate tramite i sistemi gps o le reti cellulari in qualsiasi posto esse si trovino. Interessante il fatto che essa non necessita di alcuna batteria, ma si auto alimenta con il semplice gesto del camminare. Durante il normale movimento umano, infatti, vengono sollecitati dei particolari materiali che, se flessi, hanno la caratteristica di emettere energia. In tal modo si può dare energia ad un sistema di localizzazione che comunica in ogni momento l'esatta posizione della persona che indossa la calzatura". Un sistema che, in sostanza, permette di riutilizzare, recuperandola, l'energia meccanica sfruttata per il movimento del corpo. Un concetto, quello sviluppato, di particolare importanza in un momento in cui si presta sempre maggiore attenzione al recupero di energie pulite. La "scarpa intelligente", pensata per tutto il mercato del lavoro e della sicurezza, per quello medicale e per applicazioni in calzature militari, ha quale fulcro un dispositivo chiuso, inamovibile e perenne che invia localizzazioni ad un sistema centrale, che permette il controllo delle posizioni di persone e gruppi. Il primo sviluppo creato per questo prodotto è la localizzzione dei malati di malattie degenerative del cervello, come l'Alzheimer, che spesso si perdono, ma innumerevoli possono essere gli ambiti di applicazione. "Stiamo testando il prototipo – conclude l'ingegner Battellini – Pensiamo di andare in industrializzazione entro la prima metà di quest'anno per avere la possibilità, entro la fine del 2013, di proporre a tutti i mercati, nazionali e internazionali, questo tipo di calzatura".