La più piccola, ma anche la più virtuosa università d'Italia, guidata dal più giovane rettore a livello nazionale Flavio Corradini, si è presentata con un biglietto da visita invidiabile all'inaugurazione del 676° anno accademico, svoltasi martedì 28 febbraio al teatro Filippo Marchetti. I riconoscimenti a livello nazionale, le immatricolazioni in crescita e le anticipazioni sull'autogestione e sull'autovalutazione sono state le carte vincenti giocate in anticipo dall'ateneo camerte. Aspetti che hanno fruttato primati e piazzamenti di vertice fra le università statali paritarie, ma anche valutazioni eccellenti al cospetto di atenei più qualificati. Per l'ottavo anno al primo posto fra gli atenei con 10.000 studenti, seconda fra quelli statali nella media dei finanziamenti e tanti altri riconoscimenti europei come la certificazione Eave per la facoltà e l'ospedale di veterinaria, un incremento del 10 % delle immatricolazioni in questo anno accademico rispetto a quello passato, sono solo alcuni dei fiori all'occhiello di Unicam. Da alcuni anni la politica di gestione si basa su tre principi: la convergenza, l'aggregazione e la caratterizzazione. Un'impostazione avviata dal precedente rettore Fulvio Esposito e continuata dal suo successore Flavio Corradini, insieme alla sua nuova squadra, per un'università che gioca tutto il suo futuro sulla ricerca e sulla didattica. “Ogni giorno, quando andiamo al lavoro – ha concluso il suo intervento il magnifico rettore Corradini - abbiamo il privilegio di incontrare il futuro, gli studenti che frequentano il nostro ateneo e che sono uno stimolo per tutti a dare il massimo per la loro formazione e la migliore gestione delle strutture”. Dopo uno scrosciante applauso del teatro Marchetti, scenario dell'inaugurazione, il rettore ha dichiarato aperto il 676° anno accademico di Unicam, alla presenza delle massime autorità civili, politiche, religiose e militari. Fra gli illustri invitati ha dato forfait all'ultimo momento il rettore dell'università Tuscia di Viterbo e presidente del Crui professor Marco Mancini, colpito da una sindrome influenzale, che ha fatto pervenire il suo messaggio con la promessa di tornare a Camerino in occasione di prossimi convegni. Fra gli interventi, quello della ricercatrice Silvia Preziuso si è distinto per il caratteristico e stimolante augurio finale che ha scandito il nome Unicam, rendendolo ancor più unico con questa definizione “Università nazionale e internazionale, caparbia, ambiziosa e multidiscilinare”, perché solo un forte legame con il territorio, il respiro internazionale e la caparbia ambizione di perseguire il miglioramento continuo nei vari settori potranno permettere all'ateneo di Camerino di affrontare a testa alta le sfide del prossimo futuro. Per la prima volta a Camerino il presidente dell'Anvur (agenzia nazionale di valutazioni del sistema universitario e della ricerca) prof Stefano Fantoni, che è rimasto meravigliato delle eccellenze dell'ateneo, ma nel suo intervento si è detto preoccupato per le risorse future destinate alle università dal paese. Professor Fantoni, da cosa deriva la preoccupazione di una ristrettezza di fondi sempre maggiori per il futuro delle università ? “Immagino che non ci saranno degli aumenti di finanziamenti per le università nei prossimi due o tre anni. Quindi, stante il fatto che questi finanziamenti, se ci va bene, rimangono gli stessi, credo che non ci siano alternative a far sì che il sistema mostri maggiormente la sua efficienza, che metta in moto alcuni risparmi di scala. E' dura, ma ce la si può fare. Vedo che le università hanno già fatto moltissimo da questo punto di vista. Il numero di corsi sono diminuiti, insomma, c'è stato uno sforzo da parte degli atenei che mi auguro sia sufficiente. Credo, inoltre, che se noi andiamo nella direzione del riconoscimento del merito, questo possa aiutare ad individuare quelle sacche che possono essere tolte dal nostro sistema e magari a recuperare risorse anche da lì”. Quali sono le qualità e le potenzialità individuate ad Unicam? “Io conosco Unicam personalmente ed il percorso che è stato fatto. Ha un livello di internazionalità molto al di sopra della media delle università italiane, ha delle punte di eccellenza che mi auguro vengano mantenute. Indubbiamente una delle realtà più interessanti nel panorama delle medio-piccole università. Non credo, quindi, che Camerino, come università, abbia nulla da temere da questo processo di valutazione. Mi sorprenderebbe se così non fosse”. Come cambieranno i criteri di valutazione anche in vista dei nuovi decreti? “Per quanto riguarda la valutazione dell'università non cambierà moltissimo. Certo, la valutazione, il monitoraggio delle università sarà sicuramente più puntuale.” Sarà controllato anche il livello di formazione degli studenti ? “ Certamente. Noi stiamo lavorando con gli studenti per capire come includere degli indicatori che vengano dal parere degli studenti, perché ciò è importante. Noi vorremo addirittura arrivare in futuro a capire qual' è il livello di apprendimento degli studenti. Lo faremo, ma non subito perchè non è semplice. Dopo di ché penso che i criteri di valutazione, per quanto riguarda la capacità formativa e gestionale dell'università, possano avere un significativo cambiamento e miglioramento nella capacità dell' università di autovalutarsi correttamente. Questa procedura, che è stata forse demandata troppo ai nuclei di valutazione, deve essere una capacità intrinseca di una università. Noi vogliamo che sia l'università a dire qual è la sua valutazione e quali sono le sue strategie, poi noi verificheremo. Questo è in sostanza il principale cambiamento.”
Per il prof. Flavio Corradini era la prima inaugurazione dell'anno accademico da rettore. Quali sono, magnifico rettore, le prospettive di Unicam? “Mi sembra che abbiamo fatto un bilancio sociale piuttosto positivo della nostra università. Abbiamo tante idee e tanti obiettivi e dobbiamo assolutamente continuare così. C'è un'alta considerazione della nostra università sia in Italia che all'estero, quindi dobbiamo mantenere desta l'attenzione sul nostro lavoro e sulla nostra università, che vien presa di esempio dai media” Unicam aveva già anticipato i tempi con l'autovalutazione e l'autogestione per la governance dell'ateneo. Un aspetto importante in vista della riduzione dei finanziamenti? “ Certo. E' dal 2000 che noi siamo valutati da organismi esterni. Un organismo internazionale viene tutti gli anni a controllare le nostre procedure di valutazione, di gestione dei corsi di laurea e delle strutture ISO 9001. Abbiamo avuto importantissimi riconoscimenti a livello europeo per quanto riguarda la ricerca. Internamente abbiamo attivato una serie di procedure per fare autovalutazione e per monitorare le nostre attività. Questo ci permette di metabolizzare un processo più ampio di contesto a livello nazionale ed europeo guardandoci dal di dentro. E' preoccupato per le ristrettezze economiche future? “Sono molto preoccupato, ma la forza ed il capitale umano e culturale che la nostra università può mettere a disposizione mi permette di superare tutte le mie preoccupazioni. Sono convinto che affronteremo a testa alta tutte le difficoltà che ci troveremo di fronte”. Possiamo dire che Unicam punta sempre più sulla ricerca ? “ Sì, sulla ricerca e sulla didattica. Tornando alla questione della valutazione e dell' anticipazione di certi processi, le strutture uniche di didattica e di ricerca, come Unicam, le abbiamo fatte più di due anni fa e la legge Gelmini ne ha poi preso atto. Le università devono fare ricerca e didattica, perché dietro c'è la formazione del capitale umano costituito dai nostri giovani, che devono crescere bene informati. Allo stesso modo i nostri docenti, facendo didattica e ricerca su un argomento, debbono avere piena coscienza e consapevolezza di quello che insegnano.