Dove vanno gli ERSU nelle Marche? La questione è sollevata da Ermanno Pieroni, membro del consiglio di amministrazione dell'ERSU di Camerino, che in qualità di rappresentante degli enti territoriali (comune di Camerino e provincia di Macerata), è intervenuto riguardo la gestione di questi enti nelle Marche:"Ritengo che i costi della politica non si riducano con la soppressione dei consigli di amministrazione, che rappresentano la voce dei territori e degli studenti, in quanto nel bilancio di un ERSU incidono ben poco; i costi da ridurre sono altri. Una proposta, ad esempio il mantenimento dei consigli di amministrazione a costo zero, un'altra la omogenea razionalizzazione degli acquisti, ecc. ecc. . Eventualmente, anziché (come previsto dall'Art 8 della PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE A INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE CONCERNENTE: Norme in materia di diritto allo studio universitario - Modifica della legge regionale 2 settembre 1996, n. 38) farli esercitare dai competenti organi del Comune (già in crisi per le competenze d'obbligo in essere), potrebbero essere esercitate dalle quattro università marchigiane (Ancona, Camerino, Macerata ed Urbino), poiché ritenute più competenti in materia di diritto allo studio. Le università potrebbero aggiungere infatti, oltre le attività istituzionali di ricerca e didattica, anche quelle assistenziali agli studenti, che già svolgono sotto molti altri aspetti." Sulla questione importante incontro, giovedì 20 ottobre ad Ancona, con i quattro sindaci delle città universitarie.
Gli atenei svolgono da anni compiti di sostegno al diritto allo studio che risultano abbinati e sinergici rispetto alle azioni degli ERSU – così Francesca Magni, responsabile del Polo degli studenti di Unicam.
Per quanto riguarda Unicam si possono citare i servizi dedicati all''inserimento ed integrazione degli studenti disabili, alle borse di eccellenza per gli immatricolati alle lauree triennali e magistrali, ai premi di studio per gli studenti meritevoli, agli esoneri per gli studenti lavoratori e da quest'anno anche per i genitori di bambini piccoli e piccolissimi. Oltre a ciò, Unicam ha applicato da diversi anni una tassazione dello studente basata sul reddito, in maniera personalizzata, per venire incontro agli studenti meritevoli e privi di mezzi, siano essi italiani che stranieri.
Mi sembra pertanto logico ritenere che gli atenei debbano essere considerati come gli organismi i più titolati ad assumere l'incarico di gestione degli Ersu, anche perché sono certamente i più competenti per materia, oltre che per "territorio": come ben noto, infatti, tutti gli iscritti sono studenti dell'Università, a prescindere dalla sede dove frequentano i corsi.
La Regione è fortemente impegnata nella tutela dei diritti degli studenti, ma è proprio in questa ottica che non si comprende perché debbano essere i Comuni ad assumersi il ruolo di "garanti" privilegiati di questi diritti.
Ricordiamoci che nel passato - neanche tanto lontano - erano le "Opere Universitarie" ad occuparsi della materia e risulta che lo facessero piuttosto bene.
Auspico pertanto che sopravvenga un ripensamento di questa decisione, che forse nasce più dall'urgenza che da una analisi razionale, e che non venga sottovalutata l'importanza di giungere ad una soluzione efficace ed efficiente, soprattutto a tutela del prevalente interesse degli studenti.