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Un prato sopra il tetto. Per risparmiare energia.

Sabato, 22 Luglio 2006 02:00 | Letto 3762 volte   Clicca per ascolare il testo Un prato sopra il tetto. Per risparmiare energia. Lavanda, corbezzolo, ginestra, rosmarino, coltivate sul tetto della Regione. Non è un giardino pensile a fini estetici ma un intervento di avanzata tecnologia ambientale ed edilizia  per risparmiare energia. E questo infatti lo scopo dellintervento di riqualificazione della copertura a verde delledificio di Palazzo Leopardi, sede della Regione Marche, inaugurato oggi dallassessore regionale allAmbiente, Marco Amagliani. Per la progettazione, direzione lavori, oneri di sicurezza, fornitura di materiali ed esecuzione lavori del Tetto Verde, che copre una superficie di 4000 mq,  sono stati impiegati 224 mila euro. La copertura a verde degli edifici – ha spiegato lassessore Marco Amagliani dopo il taglio del nastro- costituisce unazione emblematica e dimostrativa dei tanti possibili interventi di risparmio energetico previsti dal Piano energetico ambientale regionale (PEAR). Un intervento di riqualificazione che consentirà di ottenere un risparmio nei consumi di energia delledificio, una riduzione delle emissioni di gas serra e un aumento del comfort interno. Ci auguriamo di poter diffondere il più possibile sul nostro territorio regionale questo primo buon esempio. Un piccolo ma molto significativo intervento- ha evidenziato Antonio Minetti, dirigente del Servizio Ambiente e Difesa del suolo- in perfetta conformità con il PEAR che si colloca sullonda più avanzata dellinnovazione tecnologica edilizia ai fini del risparmio energetico e del benessere ambientale sia esterno che interno, nei luoghi di lavoro. Il Tetto Verde su un edificio pubblico è il primo caso nelle Marche e tra i primi nel Centro Italia.“ Il 30% dei consumi finali nelle Marche sono attribuibili al settore civile. Gran parte di questi servono al riscaldamento e condizionamento degli edifici. Considerando le grandi inefficienze che oggi caratterizzano il settore edile, il PEAR si concentra quindi su questo obiettivo di bioedilizia residenziale e non.   Il progettista e direttore dei lavori , Matteo Fiori, Presidente dellAIVEP Associazione italiana verde pensile,  ha illustrato le scelte progettuali: i criteri utilizzati sono tutti ispirati alla massimizzazione della sostenibilità, sia in fase di realizzazione che di gestione dellopera,  ancora non totalmente a regime, quanto a crescita della vegetazione. Limpianto irriguo è stato completamente rimpiazzato con un sistema a goccia, a minor consumo idrico ed energetico. Lo strato vegetale è stato progettato scegliendo specie vegetali dellarea climatica locale, con basse esigenze nutrizionali ed idriche e basso fabbisogno di manutenzione.   Il Dipartimento di Energetica dellUniversità Politecnica delle Marche curerà da subito il monitoraggio per verificare lefficacia dellintervento sulle condizioni microclimatiche degli ambienti sottostanti. Larea interessata- ha detto Paolo Principi - è stata suddivisa in otto settori sui quali si interviene in maniera differenziata. Un settore verrà escluso dagli interventi e fungerà da testimone della situazione pregressa. Mediante la misurazione diretta o indiretta di parametri e prestazioni dei diversi settori e mediante il loro confronto con parametri di efficienza energetica e di comfort interno, dallintervento si otterranno informazioni tecniche e scientifiche di valore dimostrativo che la Regione potrà utilizzare anche per scopi divulgativi e per incentivare questo tipo di iniziativa. Salutata con soddisfazione anche da Legambiente, Luigi Quarchioni ha definito lopera “unaltra azione simbolica ma concreta a sostegno delle linee strategiche adottate dal PEAR. Anche con queste piccole azioni si rafforzano gli assi portanti di questo fondamentale strumento programmatico che vuole incentivare la giusta scelta del risparmio,  prima della grande impiantistica per la produzione di energia.    Stesso favore espresso anche dallOrdine regionale degli ingegneri. Ignazio Calleri ha sottolineato la condivisione delle finalità dellintervento volte soprattutto al contenimento dei costi energetici attraverso opere che, tra laltro, mitigano limpatto ambientale. Lingegneria naturalistica -ha aggiunto- non è più una frontiera ma una pratica ormai consolidata, che ha saputo recepire il messaggio di semplicità costruttiva e di ritorno a metodi e materiali abbandonati troppo frettolosamente.”

Lavanda, corbezzolo, ginestra, rosmarino, coltivate sul tetto della Regione. Non è un giardino pensile a fini estetici ma un intervento di avanzata tecnologia ambientale ed edilizia  per risparmiare energia. E' questo infatti lo scopo dell'intervento di riqualificazione della copertura a verde dell'edificio di Palazzo Leopardi, sede della Regione Marche, inaugurato oggi dall'assessore regionale all'Ambiente, Marco Amagliani. Per la progettazione, direzione lavori, oneri di sicurezza, fornitura di materiali ed esecuzione lavori del Tetto Verde, che copre una superficie di 4000 mq,  sono stati impiegati 224 mila euro.

La copertura a verde degli edifici – ha spiegato l'assessore Marco Amagliani dopo il taglio del nastro- costituisce un'azione emblematica e dimostrativa dei tanti possibili interventi di risparmio energetico previsti dal Piano energetico ambientale regionale (PEAR). Un intervento di riqualificazione che consentirà di ottenere un risparmio nei consumi di energia dell'edificio, una riduzione delle emissioni di gas serra e un aumento del comfort interno. Ci auguriamo di poter diffondere il più possibile sul nostro territorio regionale questo primo buon esempio.

Un piccolo ma molto significativo intervento- ha evidenziato Antonio Minetti, dirigente del Servizio Ambiente e Difesa del suolo- in perfetta conformità con il PEAR che si colloca sull'onda più avanzata dell'innovazione tecnologica edilizia ai fini del risparmio energetico e del benessere ambientale sia esterno che interno, nei luoghi di lavoro. Il Tetto Verde su un edificio pubblico è il primo caso nelle Marche e tra i primi nel Centro Italia.“

Il 30% dei consumi finali nelle Marche sono attribuibili al settore civile. Gran parte di questi servono al riscaldamento e condizionamento degli edifici. Considerando le grandi inefficienze che oggi caratterizzano il settore edile, il PEAR si concentra quindi su questo obiettivo di bioedilizia residenziale e non.  

Il progettista e direttore dei lavori , Matteo Fiori, Presidente dell'AIVEP Associazione italiana verde pensile,  ha illustrato le scelte progettuali: i criteri utilizzati sono tutti ispirati alla massimizzazione della sostenibilità, sia in fase di realizzazione che di gestione dell'opera,  ancora non totalmente a regime, quanto a crescita della vegetazione. L'impianto irriguo è stato completamente rimpiazzato con un sistema a goccia, a minor consumo idrico ed energetico. Lo strato vegetale è stato progettato scegliendo specie vegetali dell'area climatica locale, con basse esigenze nutrizionali ed idriche e basso fabbisogno di manutenzione. 

 Il Dipartimento di Energetica dell'Università Politecnica delle Marche curerà da subito il monitoraggio per verificare l'efficacia dell'intervento sulle condizioni microclimatiche degli ambienti sottostanti. L'area interessata- ha detto Paolo Principi - è stata suddivisa in otto settori sui quali si interviene in maniera differenziata. Un settore verrà escluso dagli interventi e fungerà da testimone della situazione pregressa. Mediante la misurazione diretta o indiretta di parametri e prestazioni dei diversi settori e mediante il loro confronto con parametri di efficienza energetica e di comfort interno, dall'intervento si otterranno informazioni tecniche e scientifiche di valore dimostrativo che la Regione potrà utilizzare anche per scopi divulgativi e per incentivare questo tipo di iniziativa.

Salutata con soddisfazione anche da Legambiente, Luigi Quarchioni ha definito l'opera “un'altra azione simbolica ma concreta a sostegno delle linee strategiche adottate dal PEAR. Anche con queste piccole azioni si rafforzano gli assi portanti di questo fondamentale strumento programmatico che vuole incentivare la giusta scelta del risparmio,  prima della grande impiantistica per la produzione di energia.   

Stesso favore espresso anche dall'Ordine regionale degli ingegneri. Ignazio Calleri ha sottolineato la condivisione delle finalità dell'intervento volte soprattutto al contenimento dei costi energetici attraverso opere che, tra l'altro, mitigano l'impatto ambientale. L'ingegneria naturalistica -ha aggiunto- non è più una frontiera ma una pratica ormai consolidata, che ha saputo recepire il messaggio di semplicità costruttiva e di ritorno a metodi e materiali abbandonati troppo frettolosamente.”

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