Luce del mondo, libro – intervista di Benedetto XV

Mercoledì, 24 Novembre 2010 01:00 | Letto 7323 volte   Clicca per ascolare il testo Luce del mondo, libro – intervista di Benedetto XV   In confidenza    Martedì 23 novembre in sala stampa della santa sede è stato presentato latteso Luce del mondo, libro – intervista di Benedetto XVI, curato da Peter Seewald. È un libro che pubblica una lunga intervista al papa. Lintervistatore ama ricordare come dai colloqui di papa Gregorio Magno con il diacono Pietro nacquero i famosi quattro libri dei Dialoghi. Ormai il libro è reperibile anche nelle librerie. È edito dalla Editrice vaticana. Lattenzione del pubblico si è soffermata su grandi temi come abusi, shoah, Vaticano II, questioni morali. Argomenti per i quali rinvio ai giornali di questi giorni o meglio al libro stesso. Bisogna subito precisare che non è un atto magisteriale ma una confidenza.             Ora voglio presentare ai lettori un breve stralcio. Il papa con questa intervista, a me è sembrato, entrare in casa mia e sedersi vicino al fuoco e parlami con il cuore in mano.             Il papa ora a 83 anni dove trova la forza per la sua intensa attività?             “ E vero che in realtà questo è uno sforzo quasi eccesivo per un uomo di 83 anni. Ringraziando Iddio, ci sono tanti bravi collaboratori. Tutto viene ideato e realizzato in uno sforzo comune. Confido nel fatto che il buon Dio mi dà la forza di cui ho bisogno per fare quello che è necessario. Però mi accorgo che le forze vanno diminuendo”. [...]             Usa la ciclette che le aveva prescritto il suo medico personale, il dr Buzzonetti?             “No, non ne ho proprio il tempo, e, ringraziando Iddio, in questo momento nemmeno mi serve!». Quindi, il papa è come Churchill: no sports!   “Esatto!”. Dalla seconda loggia del palazzo apostolico, dove si svolgono te udienze, lei normalmente si ritira intorno alle 18, per proseguire ancora con le così dette "udienze di tabella", quelle con i suoi più importanti collaboratori. Dalle 20.45 in poi il papa è “in privato". Cosa fa un papa nel tempo libero, ammesso che ne abbia? “Cosa fa? Intanto, anche nel tempo libero deve esaminare documenti e leggere atti. Rimane sempre tanto lavoro da fare. Poi con la famiglia pontificia - quattro donne della comunità dei Memores Domini e i due segretari - ci sono i pasti in comune, e questo è un momento di distensione”. Guardate insieme la televisione? “Guardo il notiziario insieme ai miei segretari, e qualche volta anche un dvd”. Quali film le piacciono? «C'è un film molto bello su santa Giuseppina Bakhita, una donna africana, che abbiamo visto recentemente. Poi ci piace Don Camillo e Peppone...». Immagino che conosca a memoria ogni episodio. (Il papa ride) “Non tutti”. Dunque esiste anche un papa "privato"... “Certo. Insieme alla famiglia pontificia festeggiamo il Natale, nei giorni festivi ascoltiamo musica e conversiamo. Festeggiamo gli onomastici e a volte recitiamo insieme i vespri. Insomma, le feste le passiamo insieme. E poi, insieme ai pasti, in comune c'è soprattutto la santa messa del mattino. È un momento particolarmente importante nel quale a partire dal Signore siamo insieme in modo molto intenso”. [...] La sua fede è cambiata da quando, come supremo pastore, le è affidato il gregge di Cristo? A volte si ha l'impressione che la sua fede in qualche modo sia diventata più misteriosa, più mistica. “Non sono un mistico. Ma è sicuramente vero che, da papa, ci sono molte ragioni in più per pregare e per affidarsi completamente a Dio. Infatti mi rendo conto che quasi tutto quello che devo fare non potrei farlo da solo. E già solo per questo sono costretto a mettermi nelle mani del Signore e a dirgli: "Fallo tu, se lo vuoi!" In questo senso la preghiera ed il contatto con Dio ora sono ancora più necessari, ma anche più naturali e spontanei di prima”. [...] E papa Benedetto, come prega? “Per quel che riguarda il papa, anche lui è un povero mendicante davanti a Dio, ancora più degli altri uomini. Naturalmente prego innanzitutto sempre il Signore al quale sono legato, per così dire, da antica amicizia. Ma invoco anche i santi. Sono molto amico di Agostino, di Bonaventura e di Tommaso d'Aquino. A loro quindi dico: "Aiutatemi"! La Madre di Dio, poi, è sempre e comunque un grande punto di riferimento. In questo senso, mi inserisco nella comunione dei santi. Insieme a loro, rafforzato da loro, parlo poi anche con il Dio buono, soprattutto mendicando, ma anche ringraziando; o contento, semplicemente”.                                                            Da “In cammino con il direttore”, 1-10

 

In confidenza 
 
Martedì 23 novembre in sala stampa della santa sede è stato presentato l'atteso Luce del mondo, libro – intervista di Benedetto XVI, curato da Peter Seewald. È un libro che pubblica una lunga intervista al papa. L'intervistatore ama ricordare come dai colloqui di papa Gregorio Magno con il diacono Pietro nacquero i famosi quattro libri dei Dialoghi. Ormai il libro è reperibile anche nelle librerie. È edito dalla Editrice vaticana. L'attenzione del pubblico si è soffermata su grandi temi come abusi, shoah, Vaticano II, questioni morali. Argomenti per i quali rinvio ai giornali di questi giorni o meglio al libro stesso. Bisogna subito precisare che non è un atto magisteriale ma una confidenza.
            Ora voglio presentare ai lettori un breve stralcio.
Il papa con questa intervista, a me è sembrato, entrare in casa mia e sedersi vicino al fuoco e parlami con il cuore in mano.
            Il papa ora a 83 anni dove trova la forza per la sua intensa attività?
            “ E vero che in realtà questo è uno sforzo quasi eccesivo per un uomo di 83 anni. Ringraziando Iddio, ci sono tanti bravi collaboratori. Tutto viene ideato e realizzato in uno sforzo comune. Confido nel fatto che il buon Dio mi dà la forza di cui ho bisogno per fare quello che è necessario. Però mi accorgo che le forze vanno diminuendo”. [...]
            Usa la ciclette che le aveva prescritto il suo medico personale, il dr Buzzonetti?
            “No, non ne ho proprio il tempo, e, ringraziando Iddio, in questo momento nemmeno mi serve!».
Quindi, il papa è come Churchill: no sports!
  “Esatto!”.
Dalla seconda loggia del palazzo apostolico, dove si svolgono te udienze, lei normalmente si ritira intorno alle 18, per proseguire ancora con le così dette "udienze di tabella", quelle con i suoi più importanti collaboratori. Dalle 20.45 in poi il papa è “in privato". Cosa fa un papa nel tempo libero, ammesso che ne abbia?
“Cosa fa? Intanto, anche nel tempo libero deve esaminare documenti e leggere atti. Rimane sempre tanto lavoro da fare. Poi con la famiglia pontificia - quattro donne della comunità dei Memores Domini e i due segretari - ci sono i pasti in comune, e questo è un momento di distensione”.
Guardate insieme la televisione?
“Guardo il notiziario insieme ai miei segretari, e qualche volta anche un dvd”.
Quali film le piacciono?
«C'è un film molto bello su santa Giuseppina Bakhita, una donna africana, che abbiamo visto recentemente. Poi ci piace Don Camillo e Peppone...».
Immagino che conosca a memoria ogni episodio.
(Il papa ride) “Non tutti”.
Dunque esiste anche un papa "privato"...
“Certo. Insieme alla famiglia pontificia festeggiamo il Natale, nei giorni festivi ascoltiamo musica e conversiamo. Festeggiamo gli onomastici e a volte recitiamo insieme i vespri. Insomma, le feste le passiamo insieme. E poi, insieme ai pasti, in comune c'è soprattutto la santa messa del mattino. È un momento particolarmente importante nel quale a partire dal Signore siamo insieme in modo molto intenso”. [...]
La sua fede è cambiata da quando, come supremo pastore, le è affidato il gregge di Cristo? A volte si ha l'impressione che la sua fede in qualche modo sia diventata più misteriosa, più mistica.
“Non sono un mistico. Ma è sicuramente vero che, da papa, ci sono molte ragioni in più per pregare e per affidarsi completamente a Dio. Infatti mi rendo conto che quasi tutto quello che devo fare non potrei farlo da solo. E già solo per questo sono costretto a mettermi nelle mani del Signore e a dirgli: "Fallo tu, se lo vuoi!" In questo senso la preghiera ed il contatto con Dio ora sono ancora più necessari, ma anche più naturali e spontanei di prima”. [...]
E papa Benedetto, come prega?
“Per quel che riguarda il papa, anche lui è un povero mendicante davanti a Dio, ancora più degli altri uomini. Naturalmente prego innanzitutto sempre il Signore al quale sono legato, per così dire, da antica amicizia. Ma invoco anche i santi. Sono molto amico di Agostino, di Bonaventura e di Tommaso d'Aquino. A loro quindi dico: "Aiutatemi"! La Madre di Dio, poi, è sempre e comunque un grande punto di riferimento. In questo senso, mi inserisco nella comunione dei santi. Insieme a loro, rafforzato da loro, parlo poi anche con il Dio buono, soprattutto mendicando, ma anche ringraziando; o contento, semplicemente”.
                                                           Da “In cammino con il direttore”, 1-10

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