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I vescovi decidono: cambia il rito della messa

Giovedì, 11 Novembre 2010 01:00 | Letto 2064 volte   Clicca per ascolare il testo I vescovi decidono: cambia il rito della messa Conclusi ad Assisi i lavori della 62à Assemblea Generale dei vescovi italiani, cui hanno preso parte 211 membri, 8 Vescovi emeriti, rappresentanti dei religiosi, delle religiose, degli istituti secolari, della Commissione Presbiterale Italiana e della Consulta Nazionale delle aggregazioni laicali, nonché alcuni esperti in ragione degli argomenti trattati. “Abbiamo preso visione per la prima volta – così mons. Francesco Giovanni Brugnaro – della stesura completa del piano decennale sul tema delleducare alla buona vita del Vangelo. Un piano molto importante che fa sentire la Chiesa vicina e solidale con la famiglia, la scuole, le agenzie che si occupano dei giovani e della loro formazione e che si integra con i compiti propri dello stato per formare buoni e soprattutto onesti cittadini”. Si è poi discusso delle esperienze che le diocesi, le comunità parrocchiali, le organizzazioni cattoliche debbono e possono mettere in atto per sviluppare il tema delleducazione. Attenzione è stata poi data alla liturgia con le proposte di modifica di alcune parti del messale romano, la cui definitiva approvazione spetta alla Congregazione per il Culto Divino. “Nel Gloria – continua larcivescovo Brugnaro – lespressione proposta è <<pace in terra agli uomini che Egli ama>> proprio per evidenziare che siamo amati dal Signore, mentre nel Padre Nostro in luogo del <<non ci indurre in tentazione>> si è proposta la traduzione <<non abbandonarci alla tentazione>>. Infine si è discusso di fare in modo che le comunità cristiane sostengano con le oblazioni liberali le attività delle parrocchie in maniera da ricordarci che i sacerdoti e tutte le opere sono della comunità”. Nel file audio l'intervista all'arcivescovo di Camerino-San Severino Francesco Giovanni Brugnaro

Conclusi ad Assisi i lavori della 62à Assemblea Generale dei vescovi italiani, cui hanno preso parte 211 membri, 8 Vescovi emeriti, rappresentanti dei religiosi, delle religiose, degli istituti secolari, della Commissione Presbiterale Italiana e della Consulta Nazionale delle aggregazioni laicali, nonché alcuni esperti in ragione degli argomenti trattati. “Abbiamo preso visione per la prima volta – così mons. Francesco Giovanni Brugnaro – della stesura completa del piano decennale sul tema dell'educare alla buona vita del Vangelo. Un piano molto importante che fa sentire la Chiesa vicina e solidale con la famiglia, la scuole, le agenzie che si occupano dei giovani e della loro formazione e che si integra con i compiti propri dello stato per formare buoni e soprattutto onesti cittadini”. Si è poi discusso delle esperienze che le diocesi, le comunità parrocchiali, le organizzazioni cattoliche debbono e possono mettere in atto per sviluppare il tema dell'educazione. Attenzione è stata poi data alla liturgia con le proposte di modifica di alcune parti del messale romano, la cui definitiva approvazione spetta alla Congregazione per il Culto Divino. “Nel Gloria – continua l'arcivescovo Brugnaro – l'espressione proposta è <<pace in terra agli uomini che Egli ama>> proprio per evidenziare che siamo amati dal Signore, mentre nel Padre Nostro in luogo del <<non ci indurre in tentazione>> si è proposta la traduzione <<non abbandonarci alla tentazione>>. Infine si è discusso di fare in modo che le comunità cristiane sostengano con le oblazioni liberali le attività delle parrocchie in maniera da ricordarci che i sacerdoti e tutte le opere sono della comunità”.

Nel file audio l'intervista all'arcivescovo di Camerino-San Severino Francesco Giovanni Brugnaro

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