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Manlio Giachè, una passione lunga 30 anni

Lunedì, 19 Luglio 2010 02:00 | Letto 2897 volte   Clicca per ascolare il testo Manlio Giachè, una passione lunga 30 anni “E il mio lavoro” . Così ci accoglie nella sua casa - officina Manlio Giachè (nella foto), quando lo incontriamo per parlare dellavventura che sta vivendo in questa stagione e quando gli viene chiesto il motivo che lo stava tenendo impegnato fra le sue 4 moto da cross. Una frase emblematica che lascia capire quanto il centauro di Serralta (classe 1960) ami la disciplina del motocross iniziata alletà di 20 anni spinto dagli amici e da una tradizione settempedana storica che ha catturato varie generazioni e che pratica con enorme passione ormai da ben 30 anni e, anche ora a 50 anni, lo vede impegnato ad alti livelli. Manlio, infatti, questanno ha deciso di tuffarsi in una nuova avventura costituita dalla partecipazione al Campionato del Mondo Veterans Cup riservato ai piloti over 40, un campionato che presenta in calendario 6 prove complessive e la cosa particolare per i 40 iscritti è quella di poter gareggiare nelle stesse giornate e sulle stesse piste dei professionisti della disciplina. Sicuramente la scelta fatta da Giachè, dopo aver raccolto tante soddisfazioni e vittorie in carriera sia a livello regionale (7 titoli) che nazionale, è stata data dalla voglia di mettersi alla prova con se stesso e cimentarsi con i tanti campioni del passato in lizza in questo Mondiale (fra questi lo svedese Larsson che attualmente guida la classifica), ma cè da dire che oggi qualcosa è cambiato perché grazie ai risultati colti si inizia a guardare anche allaspetto agonistico. In effetti il pilota di Serralta, che corre con i colori del Team ST Racing di Orazi Sauro (compaesano e amico di vecchia data) e con una Honda 450 cc 4 tempi, ha saputo rendersi protagonista sin dallavvio del Mondiale e dopo le prime 4 prove che si sono disputate in Lettonia (6° assoluto), in Italia (sulla pista di Mantova 7° assoluto e 5° di manche) e negli Stati Uniti (sulla mitica pista californiana di Glen Helen 13° assoluto), si ritrova oggi al settimo posto in classifica generale e quindi questa situazione consente di sognare un piazzamento finale eccellente. La chiacchierata con Manlio inizia proprio da questo aspetto: “E ovvio che allinizio delle gare il mio pensiero principale era quello di divertirmi e di vivere al meglio questo sogno divenuto realtà, poi gareggiando uno ci tiene a fare bene e ladrenalina esiste sempre e quando sei sopra una moto entra in circolo ed è dura resistere al desiderio di ottenere il massimo ed allora vai forte e spingi a fondo; poi con i risultati buoni che sono giunti immediatamente la classifica mi ha premiato ed ora trovandomi in ballo ho deciso di provarci fino in fondo ponendomi come obiettivo quello di chiudere tra i primi dieci della classifica”. Come ha preso forma questa avventura? “E iniziata quasi per caso, dato che avevo proposto la cosa facendo una battuta al mio amico Andrea Bigi di San Paolo di Jesi sul fatto di voler prendere parte a questo Mondiale e lui mi ha preso davvero sul serio rispondendo che la cosa era fattibile e che mi avrebbe dato una mano pensando agli aspetti organizzativi e burocratici e dunque siamo partiti per davvero; allinizio volevo sfidare me stesso affrontando una sorta di prova per valutare le mie capacità di pilota in una competizione che, anche se over 40, rappresenta sempre un impegno probante, tanto più che credo di essere fra i più anziani del gruppo di partecipanti e sicuramente lo sono degli italiani in lizza (sono in 5 i nostri portacolori), ma in seguito oltre a questo aspetto è subentrato pure quello agonistico e le due cose messe insieme mi rendono orgoglioso e felice”. Manlio accennavi prima che servono sacrifici e un impegno non da poco, pensiamo anche che sia lo stesso per prepararti alle corse: “Senza dubbio il lavoro non manca -conferma Giachè- e il tutto richiede molti sforzi uniti a molta passione e cerco di fare del mio meglio occupandomi della preparazione della moto che curo in prima persona e dei miei allenamenti che, ritagliandomi ore libere dopo il lavoro, svolgo 2/3 volte la settimana sulle piste qua intorno o su quella mia privata che ho preparato personalmente qua vicino”. Hai girato mezza Europa e poco tempo fa sei rientrato dalla trasferta in California: “E vero, senza dubbio è piacevole andare in questi paesi, ma nello stesso tempo è impegnativo e faticoso ed occorre molto tempo per preparare queste trasferte così lunghe; ad esempio per la gara negli Stati Uniti siamo rimasti lontano da casa per una settimana, ma devo ammettere che il viaggio negli States è stato fantastico e lo ricorderò a lungo, anche perché si è coronato il sogno che avevo fin da bambino ovvero quello di poter correre sulla pista più bella e famosa del mondo, quella di Glen Helen che avevo ammirato solo in tv e sulle riviste specializzate e invece ora posso raccontare di averla vissuta in prima persona e devo dire che è davvero incredibile e da togliere il fiato”. Restano due gare al termine del Mondiale (1 agosto e 5 settembre): “Sì e si svolgeranno in Europa del Nord su altri due tracciati mitici del motocross, perché andremo prima in Belgio a Lommel e poi chiuderemo in Olanda a Lierop e saranno appuntamenti mozzafiato, dato che andremo a cimentarci alluniversità del cross su sabbia e già so che le due corse saranno faticose e dure anche perché non cè labitudine a girare su questi terreni perché dalle nostre parti non ne esistono”. Manlio chiudiamo con i ringraziamenti di rito: “Naturalmente e non posso esimermi dal farli iniziando da tutti coloro che mi hanno aiutato e mi sono stati vicini fin dallinizio di questa avventura mettendo in primo piano la famiglia ed a seguire tutti gli altri e finendo con gli sponsor principali (Seredil, All Games snc, Microdesign, Moto Club Ivano Baldini) indispensabili grazie al loro sostegno”. Roberto Pellegrino    

“E' il mio lavoro” . Così ci accoglie nella sua casa - officina Manlio Giachè (nella foto), quando lo incontriamo per parlare dell'avventura che sta vivendo in questa stagione e quando gli viene chiesto il motivo che lo stava tenendo impegnato fra le sue 4 moto da cross.
Una frase emblematica che lascia capire quanto il centauro di Serralta (classe 1960) ami la disciplina del motocross iniziata all'età di 20 anni spinto dagli amici e da una tradizione settempedana storica che ha catturato varie generazioni e che pratica con enorme passione ormai da ben 30 anni e, anche ora a 50 anni, lo vede impegnato ad alti livelli.
Manlio, infatti, quest'anno ha deciso di tuffarsi in una nuova avventura costituita dalla partecipazione al Campionato del Mondo Veterans Cup riservato ai piloti over 40, un campionato che presenta in calendario 6 prove complessive e la cosa particolare per i 40 iscritti è quella di poter gareggiare nelle stesse giornate e sulle stesse piste dei professionisti della disciplina.
Sicuramente la scelta fatta da Giachè, dopo aver raccolto tante soddisfazioni e vittorie in carriera sia a livello regionale (7 titoli) che nazionale, è stata data dalla voglia di mettersi alla prova con se stesso e cimentarsi con i tanti campioni del passato in lizza in questo Mondiale (fra questi lo svedese Larsson che attualmente guida la classifica), ma c'è da dire che oggi qualcosa è cambiato perché grazie ai risultati colti si inizia a guardare anche all'aspetto agonistico.
In effetti il pilota di Serralta, che corre con i colori del Team ST Racing di Orazi Sauro (compaesano e amico di vecchia data) e con una Honda 450 cc 4 tempi, ha saputo rendersi protagonista sin dall'avvio del Mondiale e dopo le prime 4 prove che si sono disputate in Lettonia (6° assoluto), in Italia (sulla pista di Mantova 7° assoluto e 5° di manche) e negli Stati Uniti (sulla mitica pista californiana di Glen Helen 13° assoluto), si ritrova oggi al settimo posto in classifica generale e quindi questa situazione consente di sognare un piazzamento finale eccellente.
La chiacchierata con Manlio inizia proprio da questo aspetto: “E' ovvio che all'inizio delle gare il mio pensiero principale era quello di divertirmi e di vivere al meglio questo sogno divenuto realtà, poi gareggiando uno ci tiene a fare bene e l'adrenalina esiste sempre e quando sei sopra una moto entra in circolo ed è dura resistere al desiderio di ottenere il massimo ed allora vai forte e spingi a fondo; poi con i risultati buoni che sono giunti immediatamente la classifica mi ha premiato ed ora trovandomi in ballo ho deciso di provarci fino in fondo ponendomi come obiettivo quello di chiudere tra i primi dieci della classifica”.
Come ha preso forma questa avventura? “E' iniziata quasi per caso, dato che avevo proposto la cosa facendo una battuta al mio amico Andrea Bigi di San Paolo di Jesi sul fatto di voler prendere parte a questo Mondiale e lui mi ha preso davvero sul serio rispondendo che la cosa era fattibile e che mi avrebbe dato una mano pensando agli aspetti organizzativi e burocratici e dunque siamo partiti per davvero; all'inizio volevo sfidare me stesso affrontando una sorta di prova per valutare le mie capacità di pilota in una competizione che, anche se over 40, rappresenta sempre un impegno probante, tanto più che credo di essere fra i più anziani del gruppo di partecipanti e sicuramente lo sono degli italiani in lizza (sono in 5 i nostri portacolori), ma in seguito oltre a questo aspetto è subentrato pure quello agonistico e le due cose messe insieme mi rendono orgoglioso e felice”.
Manlio accennavi prima che servono sacrifici e un impegno non da poco, pensiamo anche che sia lo stesso per prepararti alle corse: “Senza dubbio il lavoro non manca -conferma Giachè- e il tutto richiede molti sforzi uniti a molta passione e cerco di fare del mio meglio occupandomi della preparazione della moto che curo in prima persona e dei miei allenamenti che, ritagliandomi ore libere dopo il lavoro, svolgo 2/3 volte la settimana sulle piste qua intorno o su quella mia privata che ho preparato personalmente qua vicino”.
Hai girato mezza Europa e poco tempo fa sei rientrato dalla trasferta in California: “E' vero, senza dubbio è piacevole andare in questi paesi, ma nello stesso tempo è impegnativo e faticoso ed occorre molto tempo per preparare queste trasferte così lunghe; ad esempio per la gara negli Stati Uniti siamo rimasti lontano da casa per una settimana, ma devo ammettere che il viaggio negli States è stato fantastico e lo ricorderò a lungo, anche perché si è coronato il sogno che avevo fin da bambino ovvero quello di poter correre sulla pista più bella e famosa del mondo, quella di Glen Helen che avevo ammirato solo in tv e sulle riviste specializzate e invece ora posso raccontare di averla vissuta in prima persona e devo dire che è davvero incredibile e da togliere il fiato”.
Restano due gare al termine del Mondiale (1 agosto e 5 settembre): “Sì e si svolgeranno in Europa del Nord su altri due tracciati mitici del motocross, perché andremo prima in Belgio a Lommel e poi chiuderemo in Olanda a Lierop e saranno appuntamenti mozzafiato, dato che andremo a cimentarci all'università del cross su sabbia e già so che le due corse saranno faticose e dure anche perché non c'è l'abitudine a girare su questi terreni perché dalle nostre parti non ne esistono”.
Manlio chiudiamo con i ringraziamenti di rito: “Naturalmente e non posso esimermi dal farli iniziando da tutti coloro che mi hanno aiutato e mi sono stati vicini fin dall'inizio di questa avventura mettendo in primo piano la famiglia ed a seguire tutti gli altri e finendo con gli sponsor principali (Seredil, All Games snc, Microdesign, Moto Club Ivano Baldini) indispensabili grazie al loro sostegno”.


Roberto Pellegrino

 


 

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