"Si dia inizio ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono Venanzio". Così, come ogni anno, alla vigilia della festa di san Venanzio martire, patrono di Camerino, il banditore chiude la lunga e suntuosa cerimonia dell'Offerta dei Ceri, autorizzando l'accensione di un grande falò propiziatorio. Una manifestazione suggestiva, molto partecipata nonostante una temperatura tutt'altro che mite, che ha visto sfilare i cortei dei terzieri di Muralto, Sossanta, Di Mezzo ed il corteo composto dai rappresentanti delle Arti Maggiori, delle Arti Minori, dei Comuni del circondario di Camerino. Accompagnati dal rullo dei tamburi e dal suono delle chiarine i figuranti hanno raggiunto la basilica di san Venanzio, all'interno della quale si è svolta la suggestiva cerimonia. L'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, nel suo breve discorso, ha voluto richiamare l'importanza della solidarietà non solo di tipo economico – sociale, ma anche a fare in modo che la qualità delle relazioni umane abbia sempre a modificarsi e trasformarsi. “Credo – ha detto mons. Brugnaro – che di questo abbia bisogno la nostra città soprattutto in quelli che sono i temi più scottanti, nel rispetto delle persone e nella discussione di metodi e contenuti, così da trovare una concordia che permetta di realizzare il bene comune non squalificando le persone, ma usando i beni ed i talenti di tutti”. Dopo la cerimonia all'interno della basilica tutti i figuranti si sono disposti sul sagrato della chiesa dove gli atleti che disputeranno la corsa alla spada hanno, come detto, acceso il grande falò.