Torna in mare, per la campagna di monitoraggio marino costiero di aprile, il gommone Raffaello dell'ARPAM. Sul gommone lavorano i tecnici del Servizio Acque, unità operativa mare/Sibilla dell'Arpam di Ancona, poche persone che sono al tempo stesso biologi marini, marinai esperti e sub patentati. L'imbarcazione ha subito una manutenzione straordinaria consistita nel rifacimento dei tubolari e nella completa revisione dei motori. Il tutto con un investimento di circa 25 mila euro, a fronte dei 65 mila + iva che si sarebbero dovuti spendere per un nuovo natante. La scelta della manutenzione del Raffaello è stata dettata da motivi vari: innanzitutto la possibilità di continuare a disporre di un'imbarcazione che per le sue caratteristiche consente i prelievi anche su bassi e bassissimi fondali, dotata di motori (due EVINRUDE da 225 cv/cad) certificati come i meno impattanti sul mercato; in secondo luogo per il considerevole risparmio che si è potuto realizzare e infine per un motivo etico/sentimentale: il gommone fu confiscato dal tribunale di Brindisi agli scafisti che organizzavano, negli anni scorsi, i viaggi della disperazione nel canale di Otranto. Il tribunale lo affidò all'ARPAM perché ne facesse un uso di pubblica utilità, e questo vogliamo che il Raffaello continui a fare.