Carissimi ragazzi e studenti,
l'occasione della scelta dell'Insegnamento della religione cattolica è troppo importante per voi e per me da non scambiare con voi qualche pensiero che riguarda i vostri desideri di libertà e di felicità, di riuscita del vostro futuro partendo dall'impegno per il presente con cui ve lo state preparando.
Genitori carissimi, quando vi incontro nelle parrocchie, nelle scuole, nelle feste o nelle diverse occasioni offertemi, vi ascolto volentieri e, parlandone, condivido la grande preoccupazione per l'educazione dei vostri figli, dei nostri giovani.
E' una questione che ci riguarda tutti: il mondo degli scolari e degli studenti ‘è un cantiere aperto' dal quale nessuno può disimpegnarsi e verso il quale debbono concorrere le migliori risorse educative e umane, scientifico-culturali, economico-sociali e civili.
Con questo messaggio vorrei portare la vostra riflessione sull'insegnamento delle religione cattolica a scuola. Questa ‘materia' è offerta a tutti, cristiani e non, ma va scelta con un'adesione libera.
La scuola la richiede a coloro che s'iscrivono per la prima volta a un istituto scolastico: alla prima classe della primaria o della media, e al primo anno delle superiori.
L'ora di religione è una materia scolastica perché risponde alle finalità della scuola e delle sue discipline, ma porta in sé un'originalità perché si riferisce alle esperienze spirituali più profonde di coloro che si aprono alla vita, dà spazio alle domande più personali dei giovani, apre, teoreticamente e con esempi, ai grandi valori della vita. La Bibbia e la storia del cristianesimo, almeno per l'Italia e per l'Europa, sono lo sfondo perché gli studenti si confrontino con le domande più radicali sulla vita e sulla verità, sulla libertà e responsabilità nei riguardi di ciò che è bene e di ciò che è male, sulla dignità dell'uomo e del creato e sul suo destino oltre la morte, sull'impegno per il bene comune. Nell'ora di religione le questioni etiche più attuali e le domande più inquietanti possono trovare occasione per illuminare le coscienze dei giovani.
Ragazzi, tra i molti messaggi e modelli di vita che ci raggiungono ogni giorno mediante la televisione, attraverso i linguaggi multimediali e internet, spesso senza punti fermi di riferimento e di valore, noi facciamo tanta fatica ad orientarci, ma soprattutto ci illudiamo di realizzare il nostro sogno di libertà e di vita attraverso scelte facili, soggettive, di nessuna consistenza.
Dove trovare un punto di riferimento, come ‘una bussola'? Nel rispetto della libertà di coscienza, l'insegnamento della religione cattolica è un'occasione favorevole per confrontarsi criticamente con Gesù, uomo vero e parola di Dio, che non ha finalità altra che quella di aiutare l'uomo ad essere sempre più integralmente uomo. Essendo una materia scolastica ha un suo metodo, allena l'intelligenza alla domanda e alla risposta esigente, sfida il dubbio, non si accontenta dell'astratto ma rimanda anche alla coerenza della vita.
Perché è frequentata da moltissimi ragazzi e giovani, anche acattolici e non cristiani, e sostenuti da genitori anche non praticanti? Perché non plagia e non ha il compito di convertire, ma educa al dialogo e alla conoscenza rispettosa e obiettiva delle altre confessioni cristiane e religioni, insegna a ricercare pensosamente le motivazioni degli atei e degli agnostici.
Ragazzi e giovani carissimi: la vostra libertà di spirito veda, e vi esorto anch'io, nella scelta di avvalervi dell'insegnamento della religione cattolica a scuola un valore grandissimo per la vostra crescita umana e culturale.
Genitori: non lasciate i vostri figli da soli di fronte a una scelta che, se può chiedere qualche piccolo impegno, tuttavia con affetto e amorevolezza esige che vengano accompagnati per crescere forti, generosi e fiduciosi verso la vita. Alla loro età di adolescenti e di giovani non sanno trovare tempi e ambienti di riflessione sistematica sul senso della vita, e sull'impegno a donarla e ad amarla, al di fuori di quest'ora vissuta a scuola.
L'insegnamento della religione, anche solo da un punto di vista culturale ed esperienziale, offre un contributo molto positivo all'educazione e la rende meno manchevole e più completa.
+Francesco Giovanni, arcivescovo