E' stato firmato nel pomeriggio al ministero dell'Istruzione l'Accordo di programma per la razionalizzazione della formazione universitaria sul territorio, promosso dalla Provincia di Macerata d'intesa con le Università di Camerino e Macerata e lo stesso ministero. L'accordo, che mantiene l'autonomia dei due Atenei, è stato sottoscritto dal presidente della Provincia Franco Capponi, dai rettori dei due Atenei, Fulvio Esposito e Roberto Sani e, in rappresentanza del ministro Gelmini, il direttore generale e capo del Dipartimento Università Antonello Masia, presenti anche il direttore generale per il diritto allo studio universitario, Marco Tomasi e il capo della segreteria tecnica del Ministro, Alessandro Schiesaro. Il processo di razionalizzazione riguarda tutte e quattro le Università marchigiane,prevede in primo luogo la costituzione entro due mesi del Comitato per l'Università nelle Marche. Tutte le attività di formazione universitaria che si svolgono nel territorio della provincia di Macerata ed eventualmente - previa adesione delle due Province - in quelli di Ascoli Piceno e Fermo, sono affidate alle Università di Camerino e Macerata che, pur nella loro immutata autonomia, le gestiscono in maniera unitaria attraverso un Comitato paritetico, il Cum. Di questo Comitato sono inizialmente tre i soci fondatori: la Provincia di Macerata, l'Università di Camerino e l'Università di Macerata. Dell'organo di direzione fanno parte il presidente della Provincia, che lo presiede, i rettori e i direttori amministrativi delle due Università. Nessun compenso è previsto per tali componenti. L'accordo prevede che entro sei mesi possono essere ammessi al Cum altri soci (Regione, Università, Comuni di Camerino e Macerata e altri enti locali, Fondazioni, Camere di commercio e altri enti di diritto pubblico). Gli enti aderenti avranno diritto a un rappresentante nell'organo di direzione del Cum qualora si impegnino a sostenere l'accordo con adeguata partecipazione finanziaria. Gli impegni previsti a carico delle due Università, da attuarsi nell'arco di 5 anni, consistono nell'integrare i servizi; qualificare e razionalizzare l'offerta formativa; contenere e consolidare le sedi dei corsi di studio; promuovere l'istruzione tecnica superiore. Rimane invariata la natura giuridica del rapporto di lavoro del personale tecnico e amministrativo con i rispettivi Atenei, che resta contrattualizzato all'interno del Ccnl del comparto Università.