ll magnifico Rettore dell'università di camerino Fulvio Esposito ,ha dichiarato ufficialmente aperto il "luminoso" 674° anno accademico dell'Università "instancabile "; è questo l'aggettivo scelto quest'anno per caratterizzare l'Università di Camerino.
Presso il teatro Filippo Marchetti ha avuto luogo la cerimonia di inaugurazione alla presenza di Mario Calabresi, direttore del quotidiano "La Stampa".
Dopo gli interventi dei rappresentanti degli studenti, dei dottorandi stranieri, del personale docente e del rappresentante del personale tecnico/amministrativo, il rettore Fulvio Esposito, nella sua relazione, ha posto l'accento sulla nuova "Governance" dell'ateneo che, basata sull'autonomia responsabile, fa sì che il "merito" venga considerato come criterio unico di riferimento.
"L'Università che vogliamo...Per spingere la notte più in là.." il tema scelto per festeggiare il "compleanno"dell'Università di Camerino, riempito con una profonda riflessione sul mondo universitario richiamando il penultimo libro di Mario Calabresi, giornalista scrittore e figlio del commissario Luigi Calabresi assassinato dal terrorismo nel 1972.
"Il nostro compito è quello di spingere più in là la notte del pessimismo e della rassegnazione -ha detto il Rettore Esposito-l'Università di Camerino ci sta provando, sta puntando su qualità, ricerca, didattica, servizi agli studenti, internazionalizzazione."
"Ogni mattina-ha continuato il Rettore-quando entriamo nel nostro posto di lavoro, insieme agli studenti della nostra Università, sappiamo che lì nelle aule, negli uffici, stiamo costruendo il futuro; per questo non possiamo essere portatori di un pensiero negativo, ma dobbiamo trasmettere la certezza che le cose possono cambiare, che il cambiamento dipende in primo luogo da noi.
Sulla stessa linea l'intervento di Mario Calabresi. "Viviamo in tempi difficili, ma anzichè farci paralizzare dall'ansia e dal pessimismo -ha detto il Direttore de "La Stampa"- possiamo provare a vedere le cose sotto un altro punto di vista. La trasformazione è un pericolo, ma è un'opportunità"
La crisi, richiamando J.F.Kennedy e gli ideogrammi cinesi con cui è scritta questa parola, contiene in sè la "paura", ma anche la "possibilità".