“Una grande operazione di architettura amministrativa, tecnica e di compatibilità ambientale”. Così l'assessore regionale ai Lavori Pubblici, Gianluca Carrabs, ha definito l'avvio dell'escavazione del porto di Senigallia, avvenuta, oggi, alla presenza delle autorità regionali, cittadine, portuali e dell'associazionismo nautico locale. L'intervento rientra nell'ambito dell'Accordo di programma sottoscritto dal ministero dell'Ambiente, Regione Marche, Autorità portuale di Ancona e i Comuni di Civitanova Marche, Fano, Numana Senigallia. L'obiettivo dell'intesa, del valore di 18 milioni di euro, è quello di dragare le aree portuali marchigiane, per favorirne lo sviluppo sostenibile e la piena operatività. Il cantiere di Senigallia è il primo intervento avviato, grazie alla disponibilità del Comune di San Benedetto del Tronto che ha messo a disposizione una “cassa di colmata”, per l'ampliamento delle proprie banchine portuali, nella quale conferire il materiale prelevato a Senigallia. “San Benedetto e Senigallia, due eccellenze regionali – ha rimarcato l'assessore senigalliese Maurizio Mangialardi – hanno lavorato in sinergia per favorire la crescita del turismo marchigiano”. Anche Carrabs ha ribadito l'importanza della collaborazione istituzionale: “Quando la pubblica amministrazione lavora insieme, i problemi dei cittadini vengono risolti celermente e con soluzioni tecnologiche avanzate. Sono decenni che i porti marchigiani attendono di essere dragati, per restituirli alla loro completa funzionalità. A Senigallia parte un percorso che coinvolgerà anche le altre località portuali. La cassa di colmata di Ancona sarà presto pronta e lì troveranno la localizzazione gli escavi di tutti gli altri porti interessati all'Accordo di programma”. Secondo le autorità portuali presenti, quanto realizzato nelle Marche (Accordo di programma, con stoccaggio in casse di colmata destinate a migliorare la fruibilità portuale), rappresenta un modello di riferimento per la realizzazione delle opere marittime. Le questioni tecniche sono state illustrate dall'ingegnere della Regione, Vincenzo Marzialetti (Lavori pubblici e Difesa della costa). Complessivamente i porti marchigiani hanno la necessità di dragare 400 mila metri cubi di materiale. Duecento mila verranno presto allocati nel porto di Ancona (è stato già approvato il progetto esecutivo della prevista cassa di colmata), assicurando una “grande risposta” all'operatività degli scali: problema sempre più avvertito dagli amministratori e dagli operatori portuali. L'intervento di Senigallia prevede la movimentazione di 18 mila metri cubi di materiale, con un costo complessivo di 950 mila euro. Secondo i tecnici della ditta appaltatrice (cooperativa San Martino di Marghera), i lavori – senza ostacoli meteorologici - verranno conclusi entro 45 giorni. (r.p.)