L'Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche, proprietaria dell'opera, ed il Comune di San Severino Marche, ente che lo ha attualmente in custodia, hanno di comune accordo programmato una serie di interventi di manutenzione ad una delle opere d'arte più preziose della nostra regione: la “Madonna della Pace” di Pintoricchio, dipinta sullo scorcio dell'ottavo decennio del XV secolo.
Il cantiere, che sarà aperto alla visite, nei giorni 2, 8, 10 luglio dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19 (ulteriori date verranno comunicate successivamente), è stato inaugurato questa mattina dopo un incontro con i giornalisti al quale hanno preso parte il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, l'arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, l'ispettore della Soprintendenza per i Beni Storici delle Marche, dott. Alessandro Marchi, l'assessore comunale alla Cultura, dott.ssa Alessandra Aronne, il direttore dell'Ufficio arcidiocesano per i beni culturali, arch. Luca Maria Cristini, ed il restauratore Maurizio Ciaroni di Urbino.
L'intervento si è reso necessario dopo la movimentazione della preziosa tavola, custodita presso la pinacoteca “Padre Tacchi Venturi” di San Severino, che nel 2008 è stata esposta alla grande mostra monografica sull'autore tenutasi a Perugina.
Inoltre nell'esecuzione del sopralluogo per valutare la condizione dell'opera prima di dare l'assenso al prestito per la mostra, da parte dei tecnici della Soprintendenza di Urbino,si erano evidenziati alcuni problemi conservativi. Oltre ad alcuni sollevamenti della preparazione e della pellicola pittorica, destava preoccupazione la presenza di tensioni interne ai supporti lignei, causate dalla presenza di due grappe metalliche sul retro delle tavole. Tali elementi, rigidissimi, sono stati messi in opera con tutta probabilità in seguito agli interventi eseguiti nel 1933 dal restauratore fiorentino De Bacci Venuti. Le grappe solidarizzano la tavola principale del dipinto con la cimasa centinata, al fine di consentire l'inserimento del complesso all'interno dell'attuale teca di conservazione. Il problema è che le due tavole hanno la giacitura delle fibre vegetali una ortogonale rispetto all'altra e, in presenza delle seppur minime escursioni termoigrometriche della sala d'esposizione, le tavole tendono ad avere lievi fenomeni di dilatazione e accorciamento che avvengono in direzioni ortogonali. La presenza delle grappe contrasta questa naturale dinamica, creando delle tensioni interne ai supporti lignei altamente dannose per la materia pittorica.
Le opere di riparazione dei danni occorsi al dipinto, forniranno, dunque, anche l'occasione per eliminare definitivamente i due impropri ancoraggi metallici.
Quadro e cimasa saranno tolte dall'attuale teca, che in passato ha creato problemi per la rottura del vetro, e collocate separate, ma sempre nella configurazione d'origine, in un apposito box in plexiglass che garantisce anche una migliore visibilità al magnifico dipinto.