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Moie, Unitalsi in piazza dal 3 al 5 luglio

Mercoledì, 01 Luglio 2009 02:00 | Letto 2129 volte   Clicca per ascolare il testo Moie, Unitalsi in piazza dal 3 al 5 luglio LUnitalsi Gruppo di Moie in collaborazione con la Sottosezione Unitalsi di Jesi con il sostegno di Sogenus spa e comune di Maiolati Spontini, propone, dal 3 al 5 luglio: Unitalsi in piazza a Moie. Una manifestazione giunta alla sua ottava edizione che vuole far conoscere lattività dellUnitalsi e promuovere alcune riflessioni sullimportanza della vita. Lo scorso anno, in occasione dei festeggiamenti per il 60° dellUnitalsi di Moie, era stata ospite la danzatrice ed artista Simona Atzori, una giovane che, pur senza braccia, riesce a vivere intensamente e ad offrire messaggi di speranza in tutti i luoghi in cui è chiamata. Questanno sarà presente Rita Coruzzi, 22 anni di Reggio Emilia, da poco laureata alla Facoltà di lettere e Filosofia a Parma; dalletà di 10 anni è sulla sedia a rotelle con la quale ha imparato a vivere in perfetta sintonia. “Il mio cuore si è trasformato a Lourdes – ha testimoniato Rita - davanti alla grotta ho sentito che anche da malata potevo essere utile e ora, pur in carrozzina, mi sento ogni giorno sulle ginocchia del Signore”. La testimonianza di Rita invita a non dare per scontato niente, dal fatto che siamo capaci di camminare, alzarsi, sentire la fatica alla gambe e a non fermarsi alle apparenze e, presentando il suo ultimo libro “Il miracolo quotidiano - Lourdes vista dai malati” ha scritto che il vero miracolo è riscoprire la fede e abbandonarsi alla volontà di Dio come ha fatto Maria. Ha pubblicato lautobiografia “Camminare o vivere” e alcuni romanzi brevi e “Il miracolo quotidiano”. Rita è una giovane con una grande carica interiore, capace di contagiare e di gridare il suo inno alla vita. “La prima lezione che ho imparato da Lourdes è stata quella di non arrendermi, di lottare sempre, di usare la croce come arma, voglio fare la mia parte nel mondo, cercando di renderlo migliore per chi come me ha dei problemi”: così scrive Rita nellultimo suo libro. Il programma della festa prevede lapertura degli stand gastronomici a cura dei volontari del gruppo, nelle serate del 3, 4 e 5 luglio in piazza Kennedy e il ballo il sabato e la domenica sera. La serata del venerdì sarà allietata dalle esibizioni di pattinaggio artistico dei giovani dellassociazione Acli Pattinaggio di Jesi. Nel pomeriggio del sabato 4 luglio alle ore 17,30 lincontro – testimonianza con Rita Coruzzi al cinema. Alle ore 21,15: serata di animazione e ballo con Laura e Ivano. Domenica 5 luglio: ore 18,30: S. Messa in piazza presieduta dal Vescovo mons. Gerardo Rocconi. Nel corso della festa sarà possibile ricevere informazioni sui pellegrinaggi e iscriversi Nella foto Rita Coruzzi al centro con i giovani dellUnitalsi marchigiana La sigla Unitalsi significa Unione nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e santuari Internazionali: lassociazione, infatti, svolge un servizio con i disabili ed i malati non solo nei pellegrinaggi ma anche con altre iniziative in sostegno di chi è più in difficoltà. Il servizio viene reso gratuitamente dai volontari che contribuiscono economicamente alle spese dei pellegrinaggi per fornire il proprio tempo e servizio a chi è nel disagio. A livello locale, lUnitalsi organizza i pellegrinaggi a Loreto, i tradizionali Treni Bianchi di tre giorni ai quali partecipano circa 400 persone della Vallesina tra personale e anziani e malati per alcuni dei quali è lunica occasione di trascorrere alcuni giorni in amicizia e assistiti fuori delle mura domestiche. Sono promossi poi momenti di incontro e di festa nelle case di riposo e nelle strutture sanitarie La storia dellUnitalsi inizia da un gesto folle del ventiquattrenne Giovanni Battista Tomassi che nel 1903 aveva deciso, durante il pellegrinaggio a Lourdes, di togliersi la vita, stanco delle sofferenze che una grave forma di artrite deformante gli procurava. Quel desiderio di morte, invece, si trasforma in una nuova gioia di vivere e nel desiderio di creare unorganizzazione per il trasporto di altri ammalati presso il santuario di Lourdes. Da quella data ci separano cento anni di storia, cento anni di storie di volontari unitalsiani che si sono sforzati e si sforzano di condividere la loro quotidianità con gli altri, in particolare con chi è solo o si trova a vivere, per motivi diversi, una condizione di disabilità.  

L'Unitalsi Gruppo di Moie in collaborazione con la Sottosezione Unitalsi di Jesi con il sostegno di Sogenus spa e comune di Maiolati Spontini, propone, dal 3 al 5 luglio: Unitalsi in piazza a Moie. Una manifestazione giunta alla sua ottava edizione che vuole far conoscere l'attività dell'Unitalsi e promuovere alcune riflessioni sull'importanza della vita. Lo scorso anno, in occasione dei festeggiamenti per il 60° dell'Unitalsi di Moie, era stata ospite la danzatrice ed artista Simona Atzori, una giovane che, pur senza braccia, riesce a vivere intensamente e ad offrire messaggi di speranza in tutti i luoghi in cui è chiamata. Quest'anno sarà presente Rita Coruzzi, 22 anni di Reggio Emilia, da poco laureata alla Facoltà di lettere e Filosofia a Parma; dall'età di 10 anni è sulla sedia a rotelle con la quale ha imparato a vivere in perfetta sintonia. “Il mio cuore si è trasformato a Lourdes – ha testimoniato Rita - davanti alla grotta ho sentito che anche da malata potevo essere utile e ora, pur in carrozzina, mi sento ogni giorno sulle ginocchia del Signore”. La testimonianza di Rita invita a non dare per scontato niente, dal fatto che siamo capaci di camminare, alzarsi, sentire la fatica alla gambe e a non fermarsi alle apparenze e, presentando il suo ultimo libro “Il miracolo quotidiano - Lourdes vista dai malati” ha scritto che il vero miracolo è riscoprire la fede e abbandonarsi alla volontà di Dio come ha fatto Maria. Ha pubblicato l'autobiografia “Camminare o vivere” e alcuni romanzi brevi e “Il miracolo quotidiano”. Rita è una giovane con una grande carica interiore, capace di contagiare e di gridare il suo inno alla vita. “La prima lezione che ho imparato da Lourdes è stata quella di non arrendermi, di lottare sempre, di usare la croce come arma, voglio fare la mia parte nel mondo, cercando di renderlo migliore per chi come me ha dei problemi”: così scrive Rita nell'ultimo suo libro.
Il programma della festa prevede l'apertura degli stand gastronomici a cura dei volontari del gruppo, nelle serate del 3, 4 e 5 luglio in piazza Kennedy e il ballo il sabato e la domenica sera.
La serata del venerdì sarà allietata dalle esibizioni di pattinaggio artistico dei giovani dell'associazione Acli Pattinaggio di Jesi.
Nel pomeriggio del sabato 4 luglio alle ore 17,30 l'incontro – testimonianza con Rita Coruzzi al cinema.
Alle ore 21,15: serata di animazione e ballo con Laura e Ivano.
Domenica 5 luglio: ore 18,30: S. Messa in piazza presieduta dal Vescovo mons. Gerardo Rocconi.
Nel corso della festa sarà possibile ricevere informazioni sui pellegrinaggi e iscriversi

Nella foto Rita Coruzzi al centro con i giovani dell'Unitalsi marchigiana

La sigla Unitalsi significa Unione nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e santuari Internazionali: l'associazione, infatti, svolge un servizio con i disabili ed i malati non solo nei pellegrinaggi ma anche con altre iniziative in sostegno di chi è più in difficoltà. Il servizio viene reso gratuitamente dai volontari che contribuiscono economicamente alle spese dei pellegrinaggi per fornire il proprio tempo e servizio a chi è nel disagio.
A livello locale, l'Unitalsi organizza i pellegrinaggi a Loreto, i tradizionali Treni Bianchi di tre giorni ai quali partecipano circa 400 persone della Vallesina tra personale e anziani e malati per alcuni dei quali è l'unica occasione di trascorrere alcuni giorni in amicizia e assistiti fuori delle mura domestiche. Sono promossi poi momenti di incontro e di festa nelle case di riposo e nelle strutture sanitarie
La storia dell'Unitalsi inizia da un gesto folle del ventiquattrenne Giovanni Battista Tomassi che nel 1903 aveva deciso, durante il pellegrinaggio a Lourdes, di togliersi la vita, stanco delle sofferenze che una grave forma di artrite deformante gli procurava. Quel desiderio di morte, invece, si trasforma in una nuova gioia di vivere e nel desiderio di creare un'organizzazione per il trasporto di altri ammalati presso il santuario di Lourdes. Da quella data ci separano cento anni di storia, cento anni di storie di volontari unitalsiani che si sono sforzati e si sforzano di condividere la loro quotidianità con gli altri, in particolare con chi è solo o si trova a vivere, per motivi diversi, una condizione di disabilità.

 

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