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Un accordo già operativo tra Università di Camerino e Confindustria Macerata per guidare le aziende nella transizione ecologica e digitale. Nel prossimo triennio l’ateneo guidato dal Rettore Claudio Pettinari e l’associazione degli industriali maceratesi presieduta da Sauro Grimaldi faranno squadra per affrontare le sfide che le nuove normative europee impongono in materia di tutela ambientale e sostenibilità.

“L’economia circolare e le transizioni ecologiche e digitali non sono una moda passeggera, ma una realtà consolidata” ha detto proprio il Rettore Pettinari. L’ateneo camerte appoggerà Confindustria nel percorso di riconversione delle aziende maceratesi attraverso la formazione e l’informazione. Sul tavolo, per gli studenti Unicam, anche la possibilità di nuovi stage e tirocini formativi: “L’accordo è già realtà – sottolinea ancora Pettinari –: sia l’ateneo che Confindustria hanno stanziato risorse economiche importanti per il futuro di studenti, lavoratori e imprese. Dobbiamo prendere atto che il mondo formativo deve muoversi in questa direzione. Il nostro dovere è quello di formare professionisti competenti, che sappiano offrire le loro conoscenze e capacità alle aziende. Allo stesso tempo, in concerto con Confindustria, dovremo guidare le aziende in questa transizione, in modo di offrire alle imprese un futuro e ai giovani delle opportunità professionali nel loro territorio”.

Gianni Niccolò, direttore di Confindustria Macerata, e Alessio Castricini, presidente del comparto Giovani Imprenditori dell’associazione, hanno posto l’accento sulla necessità di questo accordo, tra i primi in Italia: “Qualcosa di necessario – hanno spiegato –, per il futuro della nostra area, ma anche del pianeta. Il bisogno di professionalità formate in modo innovativo e pronte alle sfide della transizione è importantissimo, sia per la ricerca, sia per la riconversione delle aziende a modelli e processi produttivi diversi. L’innovazione arriverà sui materiali, sul riuso, sul trasporto, sulle catene produttive. Un tema fondamentale sarà quello della creazione di economie di filiera sul territorio, così come la nascita di uno sportello formativo per le imprese che avranno l’obbligo di affrontare questo percorso. La transizione è un qualcosa di lento – concludono –, non di repentino. Ecco perché è necessario che le associazioni come Confindustria affianchino le aziende in un cammino di riconversione. La partnership con Unicam offrirà delle nuove professionalità al territorio e delle nuove opportunità alle aziende, in un’ottica sempre più sinergica tra mondo accademico e professionale”.

l.c.
Trentacinque milioni di euro, frutto del risparmio della Camera dei deputati, da destinare al cratere sisma 2016. La commissione Bilancio di Montecitorio ha infatti approvato un emendamento al decreto PNRR: l’avanzo cumulato nel 2021 sarà reinvestito per le popolazioni colpite dal terremoto. L’Onorevole Simone Baldelli, vice presidente dei deputati di Forza Italia e primo firmatario dell’emendamento parla di una “pagina di buona politica, che fa seguito a un provvedimento varato ormai ogni anno dal sisma in avanti – spiega l’Onorevole –. Dal 2016 ad oggi, per le popolazioni che hanno sofferto le conseguenze del terremoto, sono stati stanziati oltre 380 milioni di euro. Non solo: l’emendamento prevede una parte che permetterà al Commissario Giovanni Legnini di utilizzare questi fondi con maggiore semplicità. Ci auguriamo che queste somme vengano spese presto e bene in favore delle persone che vivono nel cratere”.

Il Commissario Legnini, intanto, ha manifestato soddisfazione e ha ringraziato Montecitorio per lo stanziamento. Lo ha sottolineato ancora l’On. Baldelli: “Il Commissario ci ha ringraziato, come ha sempre fatto negli ultimi anni. La Camera dei deputati ha sempre mostrato attenzione al tema del sisma e ai terremotati: riducendo il più possibile i costi, da Montecitorio è stata restituita una cifra davvero importante. Iniziative legislative e finanziare che possono contribuire a un ritorno alla normalità. Da eletti nella zona del terremoto – conclude Baldelli – è nostro preciso dovere impegnarci nel tenere alta l’attenzione sul Centro Italia”.

l.c.
Il sasso nello stagno lo ha gettato il sindaco di Belforte del Chienti Alessio Vita che, dopo il mancato accoglimento della richiesta di sospendere nel territorio del suo comune il servizio di autovelox in superstrada, ha rimesso al consiglio comunale la decisione di uscire dal servizio associato nell'Unione Montana (http://appenninocamerte.info/notizie-cronaca/item/15759-autovelox-in-superstrada-il-comune-di-belforte-rompe-con-l-unione-montana).

Mugugni che arrivano non solo dal primo cittadino belfortese, ma anche da altri suoi colleghi che, pur riconoscendo l'utilità e il risparmio per le casse comunali della suddetta associazione del servizio, tuttavia lamentano diverse criticità, prima fra tutte quella di non poter essere partecipi nella programmazione e nello svolgimento dei servizi nel proprio territorio comunale. 

Sindaci, dunque, sul piede di guerra e pronti a tornare sui propri passi in materia di associazionismo?

Sembrerebbe questa la ragione per la quale il presidente dell'Unione Montana dei Monti Azzurri, Giampiero Feliciotti, ha convocato per la giornata di domani, giovedì 16, un incontro con i primi cittadini interessati per discutere dell'argomento, cercare un accordo sulle problematiche sollevate e, in definitiva, evitare che quello che è un autentico fiore all'occhiello per l'intero territorio si trasformi in un boomerang.

f.u.
Le buone pratiche che da anni Simonelli Group mette in campo in materia di economia circolare e sostenibilità ambientale sono state al centro della presentazione, a Roma, della ricerca condotta dalla Fondazione Symbola, in collaborazione con Enel, che ha portato all’individuazione delle cento eccellenze italiane dell’economia circolare.

Al convegno, introdotto da Ermete Realacci, presidente di Symbola e da Francesco Starace, amministratore delegato di Enel, sono state invitate cinque di tali aziende, tra cui, appunto, Simonelli Group. All’incontro è intervenuto il presidente di Simonelli Group, Nando Ottavi, che ha ricordato il contributo dell’azienda di Belforte del Chienti alla salvaguardia dell’ambiente, attraverso il risparmio energetico, la riduzione dei rifiuti, la realizzazione di prodotti “green”.

ottavi

Ottavi ha sottolineato che la cultura della tutela ambientale e della sostenibilità fanno ormai parte del “dna” della propria azienda, che già molti anni fa, quando la Simonelli ha iniziato a confrontarsi con i mercati internazionali, aveva compreso come gli investimenti sull’innovazione legati all’ambiente e al risparmio energetico – oltre naturalmente sulle tecnologie – sarebbero stati decisivi per vincere le sfide future e generare valore aggiunto. Oggi, infatti, un prodotto sostenibile è un prodotto migliore, che viene premiato dal mercato e il successo delle singole aziende dipende molto anche dalla sostenibilità dei loro processi produttivi, oltre che dalla qualità green di ciò che producono.

Nell’illustrare il lavoro compiuto negli anni su tale versante, Ottavi ha ricordato alcune delle principali azioni messe in campo nell’ultimo decennio: la riduzione dell’impatto ambientale dei prodotti utilizzando la metodologia standardizzata Life Cycle Assessment che ha permesso alla Simonelli Group di abbassare del 23% le emissioni di CO2 durante l’intero ciclo di vita delle macchine per caffè; lo sviluppo di tecnologie volte a recuperare le energie di scarto per ridurre di oltre il 35% i consumi energetici; la continua ricerca sui materiali, in particolare sui metalli, sui sistemi di coibentazione e su tecnologie volte ad accrescere sia la produttività delle macchine, sia l’allungamento del ciclo di vita delle stesse, sia infine sulla possibilità di riutilizzo di singoli componenti al momento della dismissione o rottamazione.

Più recentemente Simonelli Group ha sostituto tutti gli imballaggi con utilizzo di cartone riciclato e non trattato. Infine Ottavi ha annunciato che, attraverso il potenziamento del proprio impianto fotovoltaico e altre attività volte alla riduzione dei consumi energetici, l’azienda si è posta l’obiettivo di diventare totalmente green entro il 2025.

Ci sarà anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli domenica a Castelraimondo per la riapertura del museo nazionale del costume folcloristico nei nuovi spazi in via Della Croce numero 6. “Habitus” è il nome scelto per questa nuova realtà che non è solo un luogo fisico che contiene straordinari reperti e manufatti, ma anche un progetto museale di eccezionale importanza per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale.

Il museo ha mosso i suoi primi passi nel 2009, quando la F.A.F.It. (Federazione Associazioni Folkloriche Italiane) sperimentò un primo allestimento proprio a Castelraimondo, purtroppo chiuso nel 2016 a causa degli eventi sismici. Il Comune e il Gruppo Folkloristico di Castelraimondo, attivi protagonisti di questo riallestimento, hanno provveduto a preservare la collezione e a trasferirla dal palazzo municipale al nuovo spazio in via Della Croce.

Proprio a partire da questo nucleo di oggetti “vivi”, ancora utilizzati dai gruppi (solo prestati alla vita museale), è arrivato il supporto delle due Scuole di specializzazione in Beni demoetnoantropologici – quella dell’Università degli Studi di Perugia (in convenzione con le Università della Basilicata, di Siena, di Firenze e di Torino) e quella di Sapienza Università di Roma – e del Ministero della Cultura con il supporto dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.

habitus

Il progetto è volto a cogliere tre obiettivi principali: fornire una prima risposta alle esigenze di tutela, di valorizzazione e di narrazione del patrimonio già presente nella collezione; promuovere attraverso lo spazio museale un nuovo processo di ricerca sul patrimonio immateriale prodotto e rappresentato dai gruppi folcloristici; favorire la nascita di uno spazio di dibattito sul tema dei folclorismi e dei folclorevivalismi fra le comunità scientifiche, di esperti e di appassionati, attive sul territorio nazionale e a livello internazionale. Alcuni passi verso questi ambiziosi obiettivi sono stati realizzati già in questa prima fase del lavoro.

Attorno al museo ha preso forma un cantiere aperto in cui si è ragionato sul significato contemporaneo della categoria di folklore in rapporto alla rappresentazione folcloristica, ponendo attenzione ai modi in cui i gruppi interpretano la continuità dei mondi locali nel presente, agendo nel sociale e ridefinendo creative visioni del passato. Il primo appuntamento di questo nuovo percorso nei nuovi spazi è proprio per domenica mattina alle ore 11 con un incontro presso l’Istituto Nazzareno Strampelli.
Giovane scoperto a viaggiare in treno dal controllore, intervengono i carabinieri.

L’episodio è avvenuto alla stazione ferroviaria di San Severino dove i militari sono stati costretti ad inseguire il ragazzo, che, in stato di forte agitazione, alla vista della pattuglia ha cercato di scappare. Gli agenti sono riusciti a raggiungerlo e fermarlo, affidandolo poi al personale medico del 118.

All’esito degli accertamenti i carabinieri hanno scoperto che il ragazzo si era allontanato da una struttura sanitaria di Firenze e che lo stesso era destinatario della misura di sicurezza della libertà vigilata per pregresse condanne penali per resistenza e reati contro la persona, con l’obbligo di non allontanarsi dal luogo di cura senza avvisare e di sottoporsi al programma terapeutico concordato.

I Carabinieri lo hanno pertanto segnalato al GIP del tribunale di Firenze che ha disposto l'eventuale applicazione di una misura diversa, quale l'assegnazione ad una casa di lavoro.
Amara sorpresa per la dirigente scolastica dell'istituto "De Magistris" di Caldarola, Fabiola Scagnetti, nell'essere venuta a conoscenza della comparsa di scritte "no vax" sul marciapiede davanti alla sede della scuola primaria e secondaria. Del fatto è stato prontamente informato il sindaco Luca Giuseppetti che ha sporto denuncia ai carabinieri i quali, all'esito delle indagini svolte con l'ausilio delle telecamere di videosorveglianza, sono riusciti a scoprire l'autore del gesto. Si tratta di un cittadino straniero di 50 anni residente in un paese limitrofo, che lavora a Tolentino. L'uomo era solito recarsi a Caldarola per delle spese e ha espresso il convincimento di pubblicizzare i suoi ideali.

"Si tratta di un cittadino che non appartiene alla nostra comunità - precisa il sindaco Giuseppetti - ma ciò non esime dal deprecare il gesto vandalico. Chiaramente rispetto le opinioni di tutti, ma la scritta davanti alla scuola, ovviamente frequentata da bambini, la ritengo inaccettabile. Ora che l'autore è stato individuato come amministrazione ci muoveremo per l'eventuale risarcimento del danno".

Le scritte sono state tolte, ma forse si renderanno necessari per completare l'opera di pulizia lavori di rifecimento di parte del marciapiede. Come dire: oltre al danno, la beffa.

no vax

f.u.
I lavoratori di Elica dicono sì all’ipotesi di accordo tra la proprietà, le sigle sindacali dei metalmeccanici e le Rsu di stabilimento. Hanno votato in 469 lavoratori, dei quali 426 si sono detti favorevoli. Soddisfazione dalle segreterie della Fim, Fiom e Uilm, che ora auspicano un futuro sul territorio per l’azienda leader nelle cappe aspiranti. I dipendenti della ditta fabrianese erano chiamati a esprimersi sull’intesa siglata al Mise la scorsa settimana, accordo che ha rovesciato le ipotesi dei massicci tagli al personale sorte negli scorsi mesi. Da 409 a nessun licenziamento, con il numero degli esuberi più che dimezzato: saranno solo 150 quelli da gestire in una fase comunque delicata per l’azienda.

Nel dettaglio l’accordo prevede l’attivazione del contratto di solidarietà e il mantenimento del posto di lavoro per tutti i dipendenti. Dal prossimo marzo si entrerà in regime di cassa integrazione, a rotazione fino a un massimo di 36 mesi, e saranno attivati gli incentivi per l’esodo volontario fino a 75mila euro. Previsto anche un supporto alla ricollocazione dei lavoratori presso i fornitori e il servizio di consulenza per il ricollocamento in nuove attività. Lo stabilimento di Castelfidardo, addetto alla componentistica dei motori, potrebbe riassorbire una parte del personale in sovrannumero a Cerreto d’Esi – dipartimento comunque destinato alla chiusura, i dipendenti saranno trasferiti a Mergo – e Mergo, appunto, per il quale si ipotizza addirittura il rientro dalla Polonia di alcuni comparti produttivi di alta gamma, fino a 200mila unità di prodotto. Un percorso inverso rispetto a quello, drammatico, che sembrava dover coinvolgere gli stabilimenti dell’alto anconetano.

Per il prossimo biennio, sono inoltre previsti investimenti per 7 milioni e mezzo di euro in prodotti e processi, oltre a percorsi formativi necessari alle nuove tipologie di produzione e alla mobilità tra reparti per garantire lavoro a tutte le persone che resteranno in Elica. Nel sito che ospitava il dipartimento di Cerreto d’Esi è previsto un piano di reindustrializzazione, che potrebbe offrire nuove opportunità occupazionali all’entroterra fabrianese.

l.c.
Guardie mediche in Consiglio regionale, “bene l’impegno dei consiglieri di centrodestra”. Così le associazioni di Tolentino sull’attenzione che la sospensione delle guardie mediche notturne ha ricevuto a Palazzo Raffaello. La Rete Associazioni Tolentino si accoda al centrodestra cittadino e rilancia, dopo che proprio le associazioni avevano spinto fortemente per portare il problema all’attenzione delle istituzioni. L’idea del raggruppamento è quella di “chiedere un incontro istituzionale con i promotori della mozione in Consiglio regionale – spiegano in una nota – e di continuare a tenere alta l’attenzione sul disagio provocato ai cittadini, coinvolgendoli in una petizione che poi invieremo alle istituzioni competenti”.

Il provvedimento varato Dino Latini, Giacomo Rossi, Gianluca Pasqui e Jessica Marcozzi rappresenta secondo la Rete “un atto ufficiale da vedere come un primo passo verso la soluzione di un problema che abbiamo sollevato – proseguono –. Non abbiamo connotazioni politiche o partitiche, ma esclusivamente la volontà di orientare le scelte sulla politica sanitaria, assistenziale e sociale verso la tutela dei cittadini. La guardia medica è un servizio su cui nessuno vuole speculare – conclude la Rete Associazioni –, ma non vogliamo che il servizio sanitario pubblico delle aree interne venga ulteriormente penalizzato da tagli ai servizi, per i quali non basta la giustificazione della pandemia”.

l.c.
Estendere temporalmente il bonus 110% nei territori a rischio terremoti ed inserire tra le condizioni quella di migliorare simicamente la struttura. È la proposta del Commissario straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, intervenuto alla 4° Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica.

Legnini ha posto l’accento sul superbonus per le ristrutturazioni edilizie, sottolineando come lo strumento normativo sia “fondamentale per avviare una politica organica e una programmazione, individuando le aree e le risorse per mettere in sicurezza almeno le parti più fragili del Paese. Rendendo strutturale una misura normativa come questa, potremo mettere in sicurezza il patrimonio edilizio privato e pubblico, non solo quello danneggiato dal terremoto”.

Il Commissario Legnini fa leva su un’ottica di profilassi per limitare i danni causati dal sisma, ipotizzando una riforma normativa e finanziaria. “Il terremoto è un evento ciclico – dice –, ma non prevedibile. Negli ultimi dodici anni, tra spese già sostenute e da sostenere, lo Stato ha impegnato oltre 50 miliardi di euro per riparare i danni del terremoto. È necessario fare un passo avanti deciso verso la sicurezza sismica, stabilendo un programma di azione e di priorità da seguire. Si dovrebbe reintrodurre l’obbligo del miglioramento sismico per l’accesso al superbonus – sottolinea Legnini –: lo Stato coprirebbe gli oneri dei lavori, ma a condizione che si arrivi a un grado di sicurezza elevato. Un altro tema potrebbe essere quello dell’assicurazione obbligatoria degli immobili per i cittadini rispetto ai rischi delle calamità naturali, prevedendo a valle degli interventi finanziati dalla ricostruzione post sisma o dal 110%”.

l.c.

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