Passi in avanti nell’iter per il riconoscimento dei Monti Sibillini e di tutta la fascia appenninica marchigiana a Riserva di Biosfera. Avviata lo scorso anno nell’ambito del programma Mab (Man and the Biosphere) dell’Unesco, la strategia entra ora nel vivo.
“Stiamo andando avanti anche a tappe abbastanza ravvicinate l’una dall’altra- dichiara l’assessore regionale Angelo Sciapichetti - . Crediamo che questo possa essere infatti uno dei passaggi di fondamentale importanza per rilanciare tutto l’entroterra marchigiano e in particolare quello colpito dal terremoto. Il Ministero dell’Ambiente ha valutato positivamente la nostra idea progettuale che è in via di essere migliorata ma che ha trovato già pieno favore e collaborazione da parte del dicastero che ci ha esortato ad iniziare l’animazione sociale. In vista c’è dunque una serie di incontri - continua Sciapichetti- che faremo nelle scuole, con le categorie sociali, con i comuni con i Parchi e le Unioni Montante, per far comprendere a tutti l’importanza di un riconoscimento, come quello che abbiamo richiesto da parte dell’Unesco. Riuscirci vorrà dire aver messo una pietra fondamentale per la costruzione di un nuovo entroterra maceratese”.
Il Mab (Man and the Biosphere), l'uomo e la biosfera, è un programma avviato dall'Unesco a partire dal 1971 allo scopo di promuovere un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela e la valorizzazione della biodiversità presente e le buone pratiche di sviluppo sostenibile. In Italia ci sono 19 delle 701 Riserve di Biosfera attualmente ricomprese nella rete mondiale istituita con il programma.
Creare opportunità di rilancio mediante un’integrazione tra tutela delle risorse naturali e sviluppo socioeconomico del territorio, a vantaggio delle popolazioni locali e in ottemperanza ai principi di sostenibilità e salvaguardia della biodiversità, è l’obiettivo della strategia che nella sua progettualità definitiva, a settembre 2020 verrà presentata a Parigi per la valutazione finale.
“ Per capire della portata di questo riconoscimento- conclude l’assessore regionale- basta guardare alle aree già riconosciute Mab Unesco . Senza alcun vincolo, si apre una serie di grandi opportunità che possono portare a delineare un’immagine molto diversa che valorizzi le aree interne a livello internazionale nei settori del turismo, dell’economia, delle eccellenze enogastronomiche”.
cc
“Stiamo andando avanti anche a tappe abbastanza ravvicinate l’una dall’altra- dichiara l’assessore regionale Angelo Sciapichetti - . Crediamo che questo possa essere infatti uno dei passaggi di fondamentale importanza per rilanciare tutto l’entroterra marchigiano e in particolare quello colpito dal terremoto. Il Ministero dell’Ambiente ha valutato positivamente la nostra idea progettuale che è in via di essere migliorata ma che ha trovato già pieno favore e collaborazione da parte del dicastero che ci ha esortato ad iniziare l’animazione sociale. In vista c’è dunque una serie di incontri - continua Sciapichetti- che faremo nelle scuole, con le categorie sociali, con i comuni con i Parchi e le Unioni Montante, per far comprendere a tutti l’importanza di un riconoscimento, come quello che abbiamo richiesto da parte dell’Unesco. Riuscirci vorrà dire aver messo una pietra fondamentale per la costruzione di un nuovo entroterra maceratese”.
Il Mab (Man and the Biosphere), l'uomo e la biosfera, è un programma avviato dall'Unesco a partire dal 1971 allo scopo di promuovere un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela e la valorizzazione della biodiversità presente e le buone pratiche di sviluppo sostenibile. In Italia ci sono 19 delle 701 Riserve di Biosfera attualmente ricomprese nella rete mondiale istituita con il programma.
Creare opportunità di rilancio mediante un’integrazione tra tutela delle risorse naturali e sviluppo socioeconomico del territorio, a vantaggio delle popolazioni locali e in ottemperanza ai principi di sostenibilità e salvaguardia della biodiversità, è l’obiettivo della strategia che nella sua progettualità definitiva, a settembre 2020 verrà presentata a Parigi per la valutazione finale.
“ Per capire della portata di questo riconoscimento- conclude l’assessore regionale- basta guardare alle aree già riconosciute Mab Unesco . Senza alcun vincolo, si apre una serie di grandi opportunità che possono portare a delineare un’immagine molto diversa che valorizzi le aree interne a livello internazionale nei settori del turismo, dell’economia, delle eccellenze enogastronomiche”.
cc
Si chiama “Nuovi Sentieri di sviluppo per l’Appennino marchigiano dopo il sisma del 2016” la ricerca che vuol porre le basi per nuove ipotesi di sviluppo. Promossa dal Consiglio regionale, è stata realizzata dalle 4 università delle Marche e l'ateneo di Modena e Reggio Emilia. Di recente lo studio è stato presentato alla Camera dei Deputati presente l’ onorevole Turco, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. La strategia di sviluppo sarà oggetto d'illustrazione, nel corso dell’incontro in programma questo venerdì 15 novembre alle ore 17 nei locali del Contram in via Le Mosse a Camerino
“ Dopo averla già presentata alla Camera dei Deputati- spiega il coordinatore generale Daniele Salvi- ci vogliamo ritornare in un appuntamento specifico insieme alle università che ci hanno lavorato e con il professore Massimo Sargolini che ha coordinato la ricerca dal punto di vista scientifico L’evento si rivolge in particolare agli operatori economici e alle forze istituzionali e rappresenta un'occasione per far conoscere i contenuti di quella che è una strategia di sviluppo. Non stiamo infatti parlando della Ricostruzione fisica, non stiamo parlando di singoli progetti, ma di uno strumento che consente di orientarsi rispetto al futuro che immaginiamo per queste zone colpite dal sisma. L’incontro in programma- continua Daniele Salvi- è pertanto un'occasione per condividere un quadro di insieme, degli indirizzi e dei sentieri che si possono percorrere e che il consiglio regionale sollecita. La ricerca di cui stiamo parlando – prosegue Salvi- è stata infatti approvata all'unanimità dal Consiglio Regionale, quindi è un atto dell'amministrazione regionale che, ai soggetti pubblici e privati dagli enti locali agli operatori economici, indica una strada all’interno della quale potersi inserire con singole progettualità che puntano appunto allo sviluppo dell'area del Cratere sismico, partendo dalle aree più colpite, quindi dall'appennino”.
Una ricerca sulla quale, proprio in un passaggio del suo intervento nel corso dell’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’università di Camerino, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha espresso apprezzamento e che dunque sarà possibile conoscere nei contenuti nell’appuntamento camerte, promosso da CNA Macerata, insieme a Camera di Commercio delle Marche , Confidi Uni.Co col patrocinio del Comune di Camerino. Ad illustrare la ricerca saranno Massimo Sargolini e Daniele Salvi, rispettivamente coordinatore scientifico del progetto e coordinatore NSSAM. Interverranno anche gli onorevoli Patrizia Terzoni e Mario Morgoni, il rettore di Unicam Claudio Pettinari, il sindaco Sandro Sborgia, il presidente CNA zonale Camerino Giuseppe Corridoni. Coordinerà i lavori il direttore CNA Macerata Luciano Ramadori.
“ Già in sede di conversione del decreto sisma – aggiunge il Capo Gabinetto del Consiglio regionale Salvi- è stata depositata una serie di emendamenti che puntano a rafforzare gli strumenti previsti per lo sviluppo già presenti nel decreto. Oggetto di emendamenti che raccolgono in qualche modo le sollecitazioni che sono venute avanti, sono ad esempio la misura per le startup, le agevolazioni per le imprese esistenti, la zona franca urbana e zona economica speciale, il finanziamento delle azioni di sviluppo con meccanismi tecnici a valere sulle risorse già stanziate per la ricostruzione post sisma. Per quel che riguarda poi le strategie e i Patti sottoposti all’attenzione del Governo- sottolinea- per ottenere un risultato concreto c’è necessità di fare sintesi perché come marchigiani siamo sempre portati alla frammentarietà alla prolificità delle idee e delle proposte. Quello di cui abbiamo bisogno – spiega ancora Salvi- è che essendoci uno strumento pronto quale la ricerca “ Nuovi sentieri “già approvato dal Consiglio Regionale e dunque dalla casa di tutti i marchigiani, quello può essere lo strumento all’interno del quale cerchiamo di inserire anche atti iniziative progetti e proposte che vengono da singoli pezzi di territorio, quali le unioni montane, singoli comuni o più comuni insieme, che sappiamo aver avanzato delle proposte. Insomma, se non vogliamo essere inutili e sterili, l’obiettivo dovrebbe essere di cercare di assumere una cornice ampia come la ricerca “nuovi sentieri di sviluppo" e presentarci in maniera unità e univoca sui tavoli dove bisogna decidere. Quindi è anche il senso dell'iniziativa di venerdì, perché vorremmo sollecitare che nei confronti del governo possa esserci una cabina di regia nazionale a Palazzo Chigi che si occupi delle tematiche dello sviluppo: è una proposta che abbiamo fatto è però Riusciamo a portarla a casa se ci presentiamo in maniera compatta no Se ognuno propone il suo patto con la sua strategia”.
C.C.
“ Dopo averla già presentata alla Camera dei Deputati- spiega il coordinatore generale Daniele Salvi- ci vogliamo ritornare in un appuntamento specifico insieme alle università che ci hanno lavorato e con il professore Massimo Sargolini che ha coordinato la ricerca dal punto di vista scientifico L’evento si rivolge in particolare agli operatori economici e alle forze istituzionali e rappresenta un'occasione per far conoscere i contenuti di quella che è una strategia di sviluppo. Non stiamo infatti parlando della Ricostruzione fisica, non stiamo parlando di singoli progetti, ma di uno strumento che consente di orientarsi rispetto al futuro che immaginiamo per queste zone colpite dal sisma. L’incontro in programma- continua Daniele Salvi- è pertanto un'occasione per condividere un quadro di insieme, degli indirizzi e dei sentieri che si possono percorrere e che il consiglio regionale sollecita. La ricerca di cui stiamo parlando – prosegue Salvi- è stata infatti approvata all'unanimità dal Consiglio Regionale, quindi è un atto dell'amministrazione regionale che, ai soggetti pubblici e privati dagli enti locali agli operatori economici, indica una strada all’interno della quale potersi inserire con singole progettualità che puntano appunto allo sviluppo dell'area del Cratere sismico, partendo dalle aree più colpite, quindi dall'appennino”.
Una ricerca sulla quale, proprio in un passaggio del suo intervento nel corso dell’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’università di Camerino, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha espresso apprezzamento e che dunque sarà possibile conoscere nei contenuti nell’appuntamento camerte, promosso da CNA Macerata, insieme a Camera di Commercio delle Marche , Confidi Uni.Co col patrocinio del Comune di Camerino. Ad illustrare la ricerca saranno Massimo Sargolini e Daniele Salvi, rispettivamente coordinatore scientifico del progetto e coordinatore NSSAM. Interverranno anche gli onorevoli Patrizia Terzoni e Mario Morgoni, il rettore di Unicam Claudio Pettinari, il sindaco Sandro Sborgia, il presidente CNA zonale Camerino Giuseppe Corridoni. Coordinerà i lavori il direttore CNA Macerata Luciano Ramadori.
“ Già in sede di conversione del decreto sisma – aggiunge il Capo Gabinetto del Consiglio regionale Salvi- è stata depositata una serie di emendamenti che puntano a rafforzare gli strumenti previsti per lo sviluppo già presenti nel decreto. Oggetto di emendamenti che raccolgono in qualche modo le sollecitazioni che sono venute avanti, sono ad esempio la misura per le startup, le agevolazioni per le imprese esistenti, la zona franca urbana e zona economica speciale, il finanziamento delle azioni di sviluppo con meccanismi tecnici a valere sulle risorse già stanziate per la ricostruzione post sisma. Per quel che riguarda poi le strategie e i Patti sottoposti all’attenzione del Governo- sottolinea- per ottenere un risultato concreto c’è necessità di fare sintesi perché come marchigiani siamo sempre portati alla frammentarietà alla prolificità delle idee e delle proposte. Quello di cui abbiamo bisogno – spiega ancora Salvi- è che essendoci uno strumento pronto quale la ricerca “ Nuovi sentieri “già approvato dal Consiglio Regionale e dunque dalla casa di tutti i marchigiani, quello può essere lo strumento all’interno del quale cerchiamo di inserire anche atti iniziative progetti e proposte che vengono da singoli pezzi di territorio, quali le unioni montane, singoli comuni o più comuni insieme, che sappiamo aver avanzato delle proposte. Insomma, se non vogliamo essere inutili e sterili, l’obiettivo dovrebbe essere di cercare di assumere una cornice ampia come la ricerca “nuovi sentieri di sviluppo" e presentarci in maniera unità e univoca sui tavoli dove bisogna decidere. Quindi è anche il senso dell'iniziativa di venerdì, perché vorremmo sollecitare che nei confronti del governo possa esserci una cabina di regia nazionale a Palazzo Chigi che si occupi delle tematiche dello sviluppo: è una proposta che abbiamo fatto è però Riusciamo a portarla a casa se ci presentiamo in maniera compatta no Se ognuno propone il suo patto con la sua strategia”.
C.C.
Presentato da Regione Marche e Università di Camerino, il progetto europeo MADE IN-LAND, Gestione e sviluppo delle aree interne. L'avvio di una riflessione sulle esperienze e proposte in materia di potenziamento e crescita delle aree interne, contribuisce alla pianificazione delle azioni previste sul territorio regionale, attraverso l’apertura di un tavolo permanente di confronto che supporterà il progetto nelle diverse fasi di implementazione.

Promuovere la protezione e la valorizzazione del capitale naturale e culturale delle aree interne, sia in Italia che in Croazia, migliorandone l’accessibilità e la fruizione turistica, l'obiettivo del progetto MADE IN-LAND che vede la rivitalizzazione delle aree interne non solo come processo di valorizzazione del loro capitale naturale e culturale ma anche dal punto di vista della riconnessione funzionale, culturale e paesaggistica di questi beni, con le comunità (istituzioni, imprese, abitanti) che presiedono questi spazi, così come le aree di valle e di costa ad essi connesse.
Il progetto avrà una durata di 30 mesi ed è cofinanziato dal programma Interreg V-A Italy – Croatia 2014 – 2020, per un valore totale di oltre due milioni e duecento mila euro di cui oltre 760 mila a beneficio dei partner del territorio marchigiano.
Partecipano a MADE IN-LAND 5 regioni croate e italiane rappresentate dalla Regione Marche col ruolo di capofila, dall’Università di Camerino, dal Comune di San Leo e dall’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità per la Regione Emilia Romagna, dal Comune di Riccia e dal GAL Molise verso il 2000 per la Regione Molise.
“La pianificazione della strategia, che ha come “core zone” le aree interne – spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Angelo Sciapichetti - ci permette di dare risalto a tutta una serie di specificità endogene rilevanti. Le Marche sono dotate di grande valore artistico, culturale, naturalistico e sociale. Dobbiamo prendercene cura non trascurando le vulnerabilità e le peculiarità. Economie sostenibili, sviluppo del turismo costa-entroterra e diffusione della cultura identitaria sono solo alcuni degli asset da implementare per favorire lo sviluppo di tutto il territorio regionale. Prendere parte ad un progetto di carattere internazionale con dei partner locali di primo livello ci mette nelle migliori condizioni di svolgere un lavoro significativo che genera valore aggiunto”.
A confermare la capacità progettuale dell'Università di Camerino, i moltissimi progetti internazionali che hanno ottenuto importanti finanziamenti, compreso quello appena presentato. Lo ha sottolineato il rettore di Unicam Claudio Pettinari: "Abbiamo messo in campo azioni che riguardano la valorizzazione economica della conoscenza attraverso il trasferimento delle competenze, a vantaggio del sistema territoriale, per un rilancio delle attività attraverso l’innovazione sociale, economica, tecnologica e culturali dei nostri territori, con particolare attenzione alle aree interne della nostra Regione. Fondamentale è il contributo delle istituzioni e per questo ringrazio la Regione Marche, per aver voluto la nostra collaborazione in questo progetto.
cc da comunicato
l’Agenzia di Sviluppo Zadra Nova e l’Università di Zara per la Contea di Zara ed, infine, AZZRI - Agenzia di Sviluppo Rurale dell’Istria per la Contea Istriana.
Promuovere la protezione e la valorizzazione del capitale naturale e culturale delle aree interne, sia in Italia che in Croazia, migliorandone l’accessibilità e la fruizione turistica, l'obiettivo del progetto MADE IN-LAND che vede la rivitalizzazione delle aree interne non solo come processo di valorizzazione del loro capitale naturale e culturale ma anche dal punto di vista della riconnessione funzionale, culturale e paesaggistica di questi beni, con le comunità (istituzioni, imprese, abitanti) che presiedono questi spazi, così come le aree di valle e di costa ad essi connesse.
Il progetto avrà una durata di 30 mesi ed è cofinanziato dal programma Interreg V-A Italy – Croatia 2014 – 2020, per un valore totale di oltre due milioni e duecento mila euro di cui oltre 760 mila a beneficio dei partner del territorio marchigiano.
Partecipano a MADE IN-LAND 5 regioni croate e italiane rappresentate dalla Regione Marche col ruolo di capofila, dall’Università di Camerino, dal Comune di San Leo e dall’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità per la Regione Emilia Romagna, dal Comune di Riccia e dal GAL Molise verso il 2000 per la Regione Molise.
“La pianificazione della strategia, che ha come “core zone” le aree interne – spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Angelo Sciapichetti - ci permette di dare risalto a tutta una serie di specificità endogene rilevanti. Le Marche sono dotate di grande valore artistico, culturale, naturalistico e sociale. Dobbiamo prendercene cura non trascurando le vulnerabilità e le peculiarità. Economie sostenibili, sviluppo del turismo costa-entroterra e diffusione della cultura identitaria sono solo alcuni degli asset da implementare per favorire lo sviluppo di tutto il territorio regionale. Prendere parte ad un progetto di carattere internazionale con dei partner locali di primo livello ci mette nelle migliori condizioni di svolgere un lavoro significativo che genera valore aggiunto”.
A confermare la capacità progettuale dell'Università di Camerino, i moltissimi progetti internazionali che hanno ottenuto importanti finanziamenti, compreso quello appena presentato. Lo ha sottolineato il rettore di Unicam Claudio Pettinari: "Abbiamo messo in campo azioni che riguardano la valorizzazione economica della conoscenza attraverso il trasferimento delle competenze, a vantaggio del sistema territoriale, per un rilancio delle attività attraverso l’innovazione sociale, economica, tecnologica e culturali dei nostri territori, con particolare attenzione alle aree interne della nostra Regione. Fondamentale è il contributo delle istituzioni e per questo ringrazio la Regione Marche, per aver voluto la nostra collaborazione in questo progetto.
cc da comunicato
l’Agenzia di Sviluppo Zadra Nova e l’Università di Zara per la Contea di Zara ed, infine, AZZRI - Agenzia di Sviluppo Rurale dell’Istria per la Contea Istriana.
Presentata la mostra "Il Cuore dell'Europa": I tesori della sezione di Archivio di Stato di Camerino. L'esposizione divisa in più settori verrà ospitata nella sede della sezione di Archivio di Stato di via Viviano Venanzi n. 20.
La mostra sarà inaugurata il prossimo venerdì 11 ottobre alle ore 16.00 e resterà aperta fino al 15 gennaio 2020.
Organizzato dall'amministrazione comunale,l'evento realizzato in colaborazione con l'Archivio din Stato di Macerata, gode del patrocinio del MIBACT Ministero dei Beni e delle Atività Culturali e del Turismo e del contributo della Presidenza del Consiglio Regionale delle Marche e Università di Camerino.
Ad illustrarne le finalità è stata l' assessore a cultura e turismo del comune di Camerino Giovanna Sartori; alla confernza stampa sono intervenuti il rettore di Unicam Claudio Pettinari, la direttrice dell'Archivio di Stato di Macerata Fausta Pennesi, il capogabinetto della presidenza del Consiglio regionale Daniele Salvi e la prof. ssa Emanuela di Stefano, storica e ricercatrice.
" Il cuore dell'Europa" rappresenta una delle prime attività culturali del periodo pre-autunnale che l'ammnistrazione ha deciso di promuovere. Come dichiarato da Giovanna Sartori, l'evento risponde a due della finalità che sin dall'inizio hanno costituito l'obiettivo principale del suo incarico da assessore: "La prima sfida è quella dei luoghi. A seguito del sisma Camerino non ha perso solo il suo tessuto urbano e sociale compresa la vita universitaria che pullulava nel cuore del centro storico, ma anche i contenitori all'interno dei quali si svolgeva la vita culturale cittadina. I tre anni trascorsi- li interpreto come di passaggio, nel senso che- ha spiegato l'assessore-, l'occhio è sempre attento alle mura della città e al cuore, che ne è la vera essenza, tuttavia la vera sfida è utilizzare quei luoghi che il sisma ha preservato e in cui è possibile continuare la nostra vita culturale. Ecco quindi che l'archivio di stato assume un altro significato: non solo scrigno di tesori e patrimonio di ricchezza per studi scientifici, ma anche luogo di esposizione aperto ad un pubblico più grande. Affianca questa missione anche il non voler mai rinunciare al ruolo di città d'arte e di cultura e di città universitaria che Camerino ha sempre avuto. Da sempre, la città di Camerino è tale perchè c'è l'università è per questo che si riempie di forti contenuti il sostegno che l'ateneo ha voluto dare alla mostra. Lo stesso vale per gli altri enti che sorreggono la nostra sfida e che hanno subito sposato un'iniziativa grazie alla quale Camerino si pone al centro dell"Europa".
Custoditi nell'Archivio di Stato della sezione camerte sono i documenti cartacei riconosciuti infatti come i più antichi dell'Europa occidentale.
Data non casuale quella dell'11 ottobre per l'inaugurazione della mostra in quanto, per la prima volta in assoluto, la città ducale parteciperà alle Giornate FAI d'autunno; punti d'interesse che resteranno aperti alla visita saranno per l'occasione l'archivio di Stato e l'Orto botanico 'Carmela Cortini di Unicam. Ma l'apertura può significativa sarà quella della 'zona rossa' in cui, grazie al sistema di sicurezza del tour garantito dal personale dell'uffcio tecnico di Camerino, i visitatori del FAI potranno compiere il loro giro in zona rossa. Con loro, a fare da ciceroni, saranno i ragazzi dei Licei di Camerino. " Per non lasciare nei visitatori un ricordo di desolazione legato ai puntelli e alle macerie, abbiamo pensato di affiggere dei pannelli che riprodurranno gli interni dei siti di interesse quali il palazzo comunale, il teatro Marchetti, le chiese di San Filippo e Santa Maria in Via, in modo da lasciare nel visitatore un ricordo delle bellezze architettoniche e artistiche della città. La guida dei ragazzi dei Licei sarà anche digitale e potrà essere conservata dai visitatori".
cc
Approfondimento sulla mostra nel prossimo numero di 'Appennino Camerte'
La mostra sarà inaugurata il prossimo venerdì 11 ottobre alle ore 16.00 e resterà aperta fino al 15 gennaio 2020.
Organizzato dall'amministrazione comunale,l'evento realizzato in colaborazione con l'Archivio din Stato di Macerata, gode del patrocinio del MIBACT Ministero dei Beni e delle Atività Culturali e del Turismo e del contributo della Presidenza del Consiglio Regionale delle Marche e Università di Camerino.
Ad illustrarne le finalità è stata l' assessore a cultura e turismo del comune di Camerino Giovanna Sartori; alla confernza stampa sono intervenuti il rettore di Unicam Claudio Pettinari, la direttrice dell'Archivio di Stato di Macerata Fausta Pennesi, il capogabinetto della presidenza del Consiglio regionale Daniele Salvi e la prof. ssa Emanuela di Stefano, storica e ricercatrice.
" Il cuore dell'Europa" rappresenta una delle prime attività culturali del periodo pre-autunnale che l'ammnistrazione ha deciso di promuovere. Come dichiarato da Giovanna Sartori, l'evento risponde a due della finalità che sin dall'inizio hanno costituito l'obiettivo principale del suo incarico da assessore: "La prima sfida è quella dei luoghi. A seguito del sisma Camerino non ha perso solo il suo tessuto urbano e sociale compresa la vita universitaria che pullulava nel cuore del centro storico, ma anche i contenitori all'interno dei quali si svolgeva la vita culturale cittadina. I tre anni trascorsi- li interpreto come di passaggio, nel senso che- ha spiegato l'assessore-, l'occhio è sempre attento alle mura della città e al cuore, che ne è la vera essenza, tuttavia la vera sfida è utilizzare quei luoghi che il sisma ha preservato e in cui è possibile continuare la nostra vita culturale. Ecco quindi che l'archivio di stato assume un altro significato: non solo scrigno di tesori e patrimonio di ricchezza per studi scientifici, ma anche luogo di esposizione aperto ad un pubblico più grande. Affianca questa missione anche il non voler mai rinunciare al ruolo di città d'arte e di cultura e di città universitaria che Camerino ha sempre avuto. Da sempre, la città di Camerino è tale perchè c'è l'università è per questo che si riempie di forti contenuti il sostegno che l'ateneo ha voluto dare alla mostra. Lo stesso vale per gli altri enti che sorreggono la nostra sfida e che hanno subito sposato un'iniziativa grazie alla quale Camerino si pone al centro dell"Europa".
Custoditi nell'Archivio di Stato della sezione camerte sono i documenti cartacei riconosciuti infatti come i più antichi dell'Europa occidentale.
Data non casuale quella dell'11 ottobre per l'inaugurazione della mostra in quanto, per la prima volta in assoluto, la città ducale parteciperà alle Giornate FAI d'autunno; punti d'interesse che resteranno aperti alla visita saranno per l'occasione l'archivio di Stato e l'Orto botanico 'Carmela Cortini di Unicam. Ma l'apertura può significativa sarà quella della 'zona rossa' in cui, grazie al sistema di sicurezza del tour garantito dal personale dell'uffcio tecnico di Camerino, i visitatori del FAI potranno compiere il loro giro in zona rossa. Con loro, a fare da ciceroni, saranno i ragazzi dei Licei di Camerino. " Per non lasciare nei visitatori un ricordo di desolazione legato ai puntelli e alle macerie, abbiamo pensato di affiggere dei pannelli che riprodurranno gli interni dei siti di interesse quali il palazzo comunale, il teatro Marchetti, le chiese di San Filippo e Santa Maria in Via, in modo da lasciare nel visitatore un ricordo delle bellezze architettoniche e artistiche della città. La guida dei ragazzi dei Licei sarà anche digitale e potrà essere conservata dai visitatori".
cc
Approfondimento sulla mostra nel prossimo numero di 'Appennino Camerte'
Unione, speranza, futuro. Tante le sensazioni e i messaggi positivi suggeriti dalla serie di momenti che, nell’area SAE di Fiastra, hanno animato tutto il pomeriggio. Attese e speranze della popolazione ,a tre anni dal sisma, hanno costituito il nucleo portante della tavola rotonda tenutasi all’auditorium San Paolo, presenti l’arcivescovo Francesco Massara, il sindaco Sauro Scaficchia, il vice sindaco e vice presidente dell'Unione Montana di Camerino Claudio Castellett e il presidente regionale Acli Maurizio Tomassini con gli interventi di Angelo Sciapichetti, Paola Nicolini, Valerio Valeriani, Stefano Tassinari e Roberto Rossini.
Più tardi. sottolineato dalle note del giovane Gruppo musicale di Fiastra, il taglio del nastro del centro polifunzionale “ Casa della comunità”: un segno di vicinanza che testimonia l’attenzione concreta nei confronti di una collettività coraggiosa e determinata a reagire alla sofferenza. Donata al comune dalle Acli Nazionale e di Macerata, la struttura in legno servirà da centro di aggregazione per tutte le fasce d’età del paese

Al primo ingresso e alla benedizione della struttura da parte dell’arcivescovo Massara, auguratosi che la comunità possa ritrovare spirito di unione e socialità, è seguita l’inaugurazione di un bellissimo murales realizzato sui muri di contenimento dell'area SAE del capoluogo.

E’ frutto del progetto di street art, ispirato alla flora e alla fauna del Sibillini, che gli artisti dell’Associazione ricreativa e culturale Jassart hanno realizzato in collaborazione con alcuni studenti dell'Accademia delle belle arti di Macerata. Idea di fondo del progetto sviluppato in sinergia con la Regione Marche e il comune, quella di restituire alla comunità parte della bellezza perduta in seguito al terremoto. Sentimenti di gratitudine nei confronti dei donatori sono stati espressi dal sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia: “ Ricostruire all’interno dell’area SAe un punto d’incontro e ristabilire un legame tra la popolazione, vuol dire lanciare un messaggio forte. La struttura favorirà il ritrovarsi, la relazione e l’interazione tra più generazioni. Da questo bellissimo segnale solidale- afferma Scaficchia- il ritorno a quella che ha sempre rappresentato la vita e il momento d’incontro del nostro paese e delle tante frazioni. La vita delle persone oggi è concentrata nelle aree SAE e, dalla “ Casa della comunità” si potrà ritornare a questi momenti di relazione che negli ultimi tempi sono mancati. L’amministrazione comunale- conclude il sindaco- sta provvedendo a realizzare un altro punto di incontro per l’area SAE di Polverina proprio con l’intento di ricostituire lo spirito di collegialità, unione e condivisione delle persone”.
cc
Servizio di approfondimento sul prossimo numero di Appennino Camerte

Più tardi. sottolineato dalle note del giovane Gruppo musicale di Fiastra, il taglio del nastro del centro polifunzionale “ Casa della comunità”: un segno di vicinanza che testimonia l’attenzione concreta nei confronti di una collettività coraggiosa e determinata a reagire alla sofferenza. Donata al comune dalle Acli Nazionale e di Macerata, la struttura in legno servirà da centro di aggregazione per tutte le fasce d’età del paese

Al primo ingresso e alla benedizione della struttura da parte dell’arcivescovo Massara, auguratosi che la comunità possa ritrovare spirito di unione e socialità, è seguita l’inaugurazione di un bellissimo murales realizzato sui muri di contenimento dell'area SAE del capoluogo.

E’ frutto del progetto di street art, ispirato alla flora e alla fauna del Sibillini, che gli artisti dell’Associazione ricreativa e culturale Jassart hanno realizzato in collaborazione con alcuni studenti dell'Accademia delle belle arti di Macerata. Idea di fondo del progetto sviluppato in sinergia con la Regione Marche e il comune, quella di restituire alla comunità parte della bellezza perduta in seguito al terremoto. Sentimenti di gratitudine nei confronti dei donatori sono stati espressi dal sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia: “ Ricostruire all’interno dell’area SAe un punto d’incontro e ristabilire un legame tra la popolazione, vuol dire lanciare un messaggio forte. La struttura favorirà il ritrovarsi, la relazione e l’interazione tra più generazioni. Da questo bellissimo segnale solidale- afferma Scaficchia- il ritorno a quella che ha sempre rappresentato la vita e il momento d’incontro del nostro paese e delle tante frazioni. La vita delle persone oggi è concentrata nelle aree SAE e, dalla “ Casa della comunità” si potrà ritornare a questi momenti di relazione che negli ultimi tempi sono mancati. L’amministrazione comunale- conclude il sindaco- sta provvedendo a realizzare un altro punto di incontro per l’area SAE di Polverina proprio con l’intento di ricostituire lo spirito di collegialità, unione e condivisione delle persone”.
cc
Servizio di approfondimento sul prossimo numero di Appennino Camerte

Sono oltre 200mila gli alunni e studenti che questa mattina, zaino in spalla, hanno varcato le soglie delle scuole marchigiane per l’avvio del nuovo anno scolastico.
Se alcuni di questi, come Muccia, Sarnano e Caldarola, entreranno in scuole nuove, ricostruite dopo il sisma, c'è ancora chi attende in strutture provvisiorie, come a Tolentino e altri paesi.
Ammonta, secondo il Miur, a 207.301 il dato ufficiale più aggiornato sulla popolazione scolastica della regione. Più in particolare, sono 30.405 i bambini delle scuole dell’infanzia, 63.846 i ragazzi delle scuole primarie e rispettivamente 41.573 e 71.477 gli studenti degli istituti secondari di primo e secondo grado.
Ad accoglierli 5.971 unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliario e, in classe, 23.466 docenti. Di questi, 4.786 sono gli insegnanti che opereranno a sostegno degli oltre 7mila bambini e ragazzi diversamente abili.
Per quanto riguarda gli istituti superiori, il 48,7% dei ragazzi frequenterà un liceo, il 30,5% un istituto tecnico e il 20,7% un istituto professionale.
A via anche le scuole paritarie, i cui unici dati disponibili sono però, attualmente, quelli dell’anno scolastico passato, in cui hanno funzionato 158 scuole (94 dell’infanzia, 16 primarie e, rispettivamente, 8 e 40 secondarie di primo e secondo grado). Complessivamente coinvolti 7.973 bambini e ragazzi (4.802 infanzia, 1.260 primaria, 329 medie e 1.582 superiori), un po’ meno del 4% della popolazione scolastica complessiva.
GS
Se alcuni di questi, come Muccia, Sarnano e Caldarola, entreranno in scuole nuove, ricostruite dopo il sisma, c'è ancora chi attende in strutture provvisiorie, come a Tolentino e altri paesi.
Ammonta, secondo il Miur, a 207.301 il dato ufficiale più aggiornato sulla popolazione scolastica della regione. Più in particolare, sono 30.405 i bambini delle scuole dell’infanzia, 63.846 i ragazzi delle scuole primarie e rispettivamente 41.573 e 71.477 gli studenti degli istituti secondari di primo e secondo grado.
Ad accoglierli 5.971 unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliario e, in classe, 23.466 docenti. Di questi, 4.786 sono gli insegnanti che opereranno a sostegno degli oltre 7mila bambini e ragazzi diversamente abili.
Per quanto riguarda gli istituti superiori, il 48,7% dei ragazzi frequenterà un liceo, il 30,5% un istituto tecnico e il 20,7% un istituto professionale.
A via anche le scuole paritarie, i cui unici dati disponibili sono però, attualmente, quelli dell’anno scolastico passato, in cui hanno funzionato 158 scuole (94 dell’infanzia, 16 primarie e, rispettivamente, 8 e 40 secondarie di primo e secondo grado). Complessivamente coinvolti 7.973 bambini e ragazzi (4.802 infanzia, 1.260 primaria, 329 medie e 1.582 superiori), un po’ meno del 4% della popolazione scolastica complessiva.
GS
Il Consigliere regionale delle Marche Sandro Bisonni aderisce ai Verdi. La componente 'verde' va a ricostituirsi nell' Assemblea legislativa. A dare l’annuncio è stato lo stesso Bisonni, attuale vice presidente della Commissione Ambiente, nel corso di una conferenza stampa alla quale erano presenti esponenti del partito: tra loro il co-portavoce regionale Adriano Cardogna, Gianluca Carrabs dell'esecutivo nazionale, Elena Grandi co-portavoce nazionale e Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi in Campania.
“Chi ha seguito la mia attività consigliare – spiega Sandro Bisonni- sa bene quale sia la mia sensibilità verso le tematiche di tutela ambientale e degli animali. Ho deciso di entrare nei Verdi, perché mi riconosco pienamente nelle battaglie dei verdi e tra queste, solo per citarne alcune, quelle in tema di equità sociale per la lotta ad ogni forma di razzismo e di discriminazione. Oggi più che mai – continua - abbiamo bisogno di nuove energie, di nuove competenze per costruire insieme un nuovo progetto per le Marche e quindi da parte mia faccio appello a tutti gli ambientalisti e animalisti, ai giovani, a tutti i delusi delle altre forze politiche che si riconoscono in questi valori che ho appena citato, affinché entrino nei ‘verdi’. Io entro convintamente, sapendo che le Marche come le altre regioni non sono esenti da quella che è emergenza di tutte le emergenze e cioè dall’emergenza climatica ma- sottolinea- “verde” non significa solo ambiente ma anche una visione del mondo più equa e più giusta”.
Alla domanda se in qualche modo la sua scelta sia legata alle prossime elezioni regionali, Sandro Bisonni risponde che non è quella la priorità: “ Entro nei verdi convintamente per un progetto di medio- lungo periodo – precisa-. Sono stato sempre un ambientalista, lo ero anche prima di entrare in politica. Ho costantemente frequentato i comitati ambientalisti e le varie associazioni; ho sempre lottato per l'ambiente e a difesa dell'ambiente contro gli inceneritori e tanto altro, dopodiché, se il partito mi chiederà di presentarmi alle regionali io questo non lo escludo, nel senso che ci rifletterò. Al momento però non è questo il motivo che mi ha spinto a fare questa scelta. Il fatto che i Verdi siano nella coalizione di centro-sinistra- aggiunge Bisonni- mi farà passare dalla minoranza alla maggioranza, per cui, sarò costretto a rinunciare alla carica della vice presidenza della Commissione Ambiente; in un momento in cui magari molti tengono ale cariche - conclude- io invece rinuncio a tale carica proprio perché la scelta non è costruita su un ragionamento speculativo ma fatta con il cuore “
cc
“Chi ha seguito la mia attività consigliare – spiega Sandro Bisonni- sa bene quale sia la mia sensibilità verso le tematiche di tutela ambientale e degli animali. Ho deciso di entrare nei Verdi, perché mi riconosco pienamente nelle battaglie dei verdi e tra queste, solo per citarne alcune, quelle in tema di equità sociale per la lotta ad ogni forma di razzismo e di discriminazione. Oggi più che mai – continua - abbiamo bisogno di nuove energie, di nuove competenze per costruire insieme un nuovo progetto per le Marche e quindi da parte mia faccio appello a tutti gli ambientalisti e animalisti, ai giovani, a tutti i delusi delle altre forze politiche che si riconoscono in questi valori che ho appena citato, affinché entrino nei ‘verdi’. Io entro convintamente, sapendo che le Marche come le altre regioni non sono esenti da quella che è emergenza di tutte le emergenze e cioè dall’emergenza climatica ma- sottolinea- “verde” non significa solo ambiente ma anche una visione del mondo più equa e più giusta”.
Alla domanda se in qualche modo la sua scelta sia legata alle prossime elezioni regionali, Sandro Bisonni risponde che non è quella la priorità: “ Entro nei verdi convintamente per un progetto di medio- lungo periodo – precisa-. Sono stato sempre un ambientalista, lo ero anche prima di entrare in politica. Ho costantemente frequentato i comitati ambientalisti e le varie associazioni; ho sempre lottato per l'ambiente e a difesa dell'ambiente contro gli inceneritori e tanto altro, dopodiché, se il partito mi chiederà di presentarmi alle regionali io questo non lo escludo, nel senso che ci rifletterò. Al momento però non è questo il motivo che mi ha spinto a fare questa scelta. Il fatto che i Verdi siano nella coalizione di centro-sinistra- aggiunge Bisonni- mi farà passare dalla minoranza alla maggioranza, per cui, sarò costretto a rinunciare alla carica della vice presidenza della Commissione Ambiente; in un momento in cui magari molti tengono ale cariche - conclude- io invece rinuncio a tale carica proprio perché la scelta non è costruita su un ragionamento speculativo ma fatta con il cuore “
cc
Via in un decennio i 42 passaggi a livello sulla Civitanova -Albacina. Intesa Regione- RFI
30 Ago 2019
Soppressione dei passaggi a livello ancora attivi lungo le tre linee ferroviarie marchigiane. E’ l’impegno condiviso tra Regione Marche e Rete ferroviaria italiana per l’eliminazione in un decennio di tutti i 71 passaggi a livello ancora in esercizio; per l’esattezza, saranno 13 quelli interessati sulla "Orte - Falconara", 42 sulla "Civitanova - Albacina" e 16, sulla "Ascoli - Porto d'Ascoli.
Approvato dalla Giunta regionale, il protocollo d'intesa che sarà firmato con Rfi per la mappatura degli impianti esistenti, la definizione della priorità delle dismissioni, la stima dei costi necessari. Allorché si passerà alla fase operativa e per concretizzare il programma delle soppressioni, sono previste successive convenzioni con i rispettivi enti locali competenti coinvolti. A sottolineare l’interesse comune di Regione ed RFI nel completare l’eliminazione delle interferenze su tutte le linee, è la vice presidente e assessore alle infrastrutture della Regione Marche Anna Casini la quale ha evidenziato come l’ obiettivo sia ricompreso “nel contratto di programma dell'azienda con il ministero delle Infrastrutture e Trasporti che la Regione ha già segnalato al Mit come intervento ferroviario prioritario anche nelle Marche. A livello locale –ha aggiunto- abbiamo già attivato un tavolo tecnico con la direzione RFI di Ancona per redigere un piano pluriennale che verrà messo a regime con il protocollo che andremo a firmare”.
CC
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Approvato dalla Giunta regionale, il protocollo d'intesa che sarà firmato con Rfi per la mappatura degli impianti esistenti, la definizione della priorità delle dismissioni, la stima dei costi necessari. Allorché si passerà alla fase operativa e per concretizzare il programma delle soppressioni, sono previste successive convenzioni con i rispettivi enti locali competenti coinvolti. A sottolineare l’interesse comune di Regione ed RFI nel completare l’eliminazione delle interferenze su tutte le linee, è la vice presidente e assessore alle infrastrutture della Regione Marche Anna Casini la quale ha evidenziato come l’ obiettivo sia ricompreso “nel contratto di programma dell'azienda con il ministero delle Infrastrutture e Trasporti che la Regione ha già segnalato al Mit come intervento ferroviario prioritario anche nelle Marche. A livello locale –ha aggiunto- abbiamo già attivato un tavolo tecnico con la direzione RFI di Ancona per redigere un piano pluriennale che verrà messo a regime con il protocollo che andremo a firmare”.
CC
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Sanità, il consigliere regionale Marconi propone la riorganizzazione delle aziende ospedaliere
28 Ago 2019
La riorganizzazione delle aziende ospedaliere è al centro di una proposta capogruppo in Consiglio regionale per i Popolari Marche – UdC, Luca Marconi.
"La sanità si articola in due grandi settori - spiega Marconi - : acuti e post-acuti. Nelle Marche abbiamo una situazione strana in cui tre Aziende ospedaliere si occupano esclusivamente di acuti: Torrette, Marche Nord e Inrca, mentre un’unica grande azienda si occupa di acuti, di post-acuti e di medicina del territorio. Ritengo - propone - che sia arrivato il momento di riorganizzarci in modo più chiaro e coerente.
Bisogna avere il coraggio di scelte radicali e innovative che tengano conto della storia già vissuta, ma anche di una necessità di reale uguaglianza fra tutti i cittadini delle Marche in qualsiasi territorio risiedano.
Per questo la mia proposta non è una semplice provocazione di fine estate - aggiunge - , ma la volontà chiara di suscitare un dialogo sincero che porti ad una decisione giusta e necessaria: dividere la sanità per acuti da tutto il resto e dare una responsabilità più articolata della gestione della sanità ospedaliera".
La proposta del consigliere vedrebbe quindi "L'azienda ospedaliera Marche Nord, con sedi a Pesaro, Fano, Urbino e Pergola; l'azienda ospedaliera Marche Centro, con sedi a Jesi, Fabriano e Senigallia; l'Inrca; l'azienda ospedaliera ospedali riuniti di Ancona e l'azienda ospedaliera Marche Sud con sedi a Camerino/San Severino, Macerata, Civitanova Marche, Fermo, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto”.
GS
"La sanità si articola in due grandi settori - spiega Marconi - : acuti e post-acuti. Nelle Marche abbiamo una situazione strana in cui tre Aziende ospedaliere si occupano esclusivamente di acuti: Torrette, Marche Nord e Inrca, mentre un’unica grande azienda si occupa di acuti, di post-acuti e di medicina del territorio. Ritengo - propone - che sia arrivato il momento di riorganizzarci in modo più chiaro e coerente.
Bisogna avere il coraggio di scelte radicali e innovative che tengano conto della storia già vissuta, ma anche di una necessità di reale uguaglianza fra tutti i cittadini delle Marche in qualsiasi territorio risiedano.
Per questo la mia proposta non è una semplice provocazione di fine estate - aggiunge - , ma la volontà chiara di suscitare un dialogo sincero che porti ad una decisione giusta e necessaria: dividere la sanità per acuti da tutto il resto e dare una responsabilità più articolata della gestione della sanità ospedaliera".
La proposta del consigliere vedrebbe quindi "L'azienda ospedaliera Marche Nord, con sedi a Pesaro, Fano, Urbino e Pergola; l'azienda ospedaliera Marche Centro, con sedi a Jesi, Fabriano e Senigallia; l'Inrca; l'azienda ospedaliera ospedali riuniti di Ancona e l'azienda ospedaliera Marche Sud con sedi a Camerino/San Severino, Macerata, Civitanova Marche, Fermo, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto”.
GS
Se da un lato il commissario straordinario alla ricostruzione, Piero Farabollini, sostiene che la legge 189 affida alle Regioni la ricostruzione, dall'altro, l'assessore regionale, Angelo Sciapichetti, commenta in altra maniera le decisioni del Governo uscente sulla ricostruzione.
"In realtà - dice Sciapichetti - il Governo uscente ha fatto l'esatto contrario di affidare alle Regioni la ricostruzione. Ha voluto accentrare attorno ad esso ogni decisione, tagliando fuori le Regioni in tutti i modi. Cosa che noi abbiamo contesto fin dall'inizio. Se ora si inverte la rotta e si dice che le Regioni, insieme ai Comuni, potranno prendere in mano la ricostruzione questa è una buona notizia. Speriamo che si faccia e speriamo che si vada nella direzione di una semplificazione che abbiamo chiesto dal 24 agosto 2016 e che i Governi che si sono succeduti non hanno mai voluto prendere in considerazione. L'ultimo Governo aveva promesso semplificazioni, testi unici, promesse che non hanno mantenuto e per questo la ricostruzione ancora oggi è al palo".
Poi la questione della crisi di Governo e delle eventuali conseguenze per i terremotati: "Vedremo nei prossimi giorni se ci saranno le elezioni - dice - , comunque credo che il discorso della ricostruzione debba andare avanti lo stesso. Nell'ultimo anno, in realtà, poco hanno fatto rispetto alle promesse fatte. Speriamo che presto si possano dare risposte concrete a tutti coloro che attendono di tornare a casa il prima possibile".
GS
"In realtà - dice Sciapichetti - il Governo uscente ha fatto l'esatto contrario di affidare alle Regioni la ricostruzione. Ha voluto accentrare attorno ad esso ogni decisione, tagliando fuori le Regioni in tutti i modi. Cosa che noi abbiamo contesto fin dall'inizio. Se ora si inverte la rotta e si dice che le Regioni, insieme ai Comuni, potranno prendere in mano la ricostruzione questa è una buona notizia. Speriamo che si faccia e speriamo che si vada nella direzione di una semplificazione che abbiamo chiesto dal 24 agosto 2016 e che i Governi che si sono succeduti non hanno mai voluto prendere in considerazione. L'ultimo Governo aveva promesso semplificazioni, testi unici, promesse che non hanno mantenuto e per questo la ricostruzione ancora oggi è al palo".
Poi la questione della crisi di Governo e delle eventuali conseguenze per i terremotati: "Vedremo nei prossimi giorni se ci saranno le elezioni - dice - , comunque credo che il discorso della ricostruzione debba andare avanti lo stesso. Nell'ultimo anno, in realtà, poco hanno fatto rispetto alle promesse fatte. Speriamo che presto si possano dare risposte concrete a tutti coloro che attendono di tornare a casa il prima possibile".
GS
