Nuova caserma dei Vigili del Fuoco e nuova sede della Croce Rossa Italiana. Giornata di svolta per il futuro di Visso. Ieri, infatti, la firma del protocollo di intesa che dà ufficialmente il via alla realizzazione delle due strutture. Il documento è stato sottoscritto dal Comune, dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco, dall’Agenzia del Demanio, dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Marche e dal Comitato CRI di Visso, alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco e del Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.

Le due strutture sorgeranno in località “Il Piano”, lungo via Roma, su aree contigue, una di proprietà comunale e una privata, con l’obiettivo di rafforzare la rete dei servizi di soccorso nell’Alto Nera, uno dei territori più colpiti dal sisma del 2016. Il progetto prevede un investimento complessivo di 6,5 milioni di euro: 5,5 milioni per la caserma, finanziati dal Ministero dell’Interno nell’ambito del Programma triennale 2024-2026 per le infrastrutture del Corpo Nazionale, e un milione per la sede CRI, proveniente dal Programma straordinario di rigenerazione urbana post-sisma tramite l’ordinanza 137 del Commissario Guido Castelli. Il Comune curerà la variante urbanistica e la cessione dei terreni per la caserma, concedendo inoltre in comodato gratuito l’edificio destinato alla Croce Rossa. I Vigili del Fuoco gestiranno l’acquisizione dell’area privata e affideranno all’Agenzia del Demanio il ruolo di stazione appaltante, mentre l’USR Marche sarà soggetto attuatore per la sede CRI. Il cronoprogramma prevede il completamento entro due anni dall’approvazione urbanistica. Il documento prevede anche la possibilità di realizzare una rotatoria per migliorare la viabilità locale e l’accesso alle strutture. L’intesa resterà valida per cinque anni, prorogabile fino al termine dei lavori, con un tavolo tecnico permanente per garantire il coordinamento tra le parti.

L’iniziativa è stata salutata come un passo concreto nel percorso di rinascita del borgo appenninico, con un impatto non solo infrastrutturale ma anche simbolico. «Non è solo una promessa, ma una certezza: Visso tornerà a essere ciò che era, un luogo sicuro e vivo» ha dichiarato il sindaco Rosella Sensi. Per il Commissario Castelli, la firma «rappresenta un segno tangibile della presenza dello Stato e della cooperazione tra enti», mentre il Sottosegretario Prisco ha sottolineato «il valore strategico dell’intervento per la sicurezza delle aree interne».
Nuove norme per la celebrazione dei funerali a seguito del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri accolto dalla Conferenza Episcopale Italiana che, in conformità alla normativa sanitaria di contenimento del Coronavirus, ha specificato le misure da osservare nel dare l’ultimo saluti ai propri congiunti. Così la partecipazione alle esequie è limitata ai parenti stretti del defunto, massimo di 15, che dovranno sempre mantenere le distanze di sicurezza indossando la mascherina e, possibilmente, i guanti. Resta fermo il divieto di partecipazione al rito per coloro che abbiamo una temperatura corporea superiore ai 37,5 °C, presentino altri sintomi influenzali o abbiano avuto contatto con persone positive nei giorni precedenti. Inoltre, in caso di celebrazione delle esequie con la messa, al momento della distribuzione della Comunione dovranno essere evitati gli spostamenti e sarà il celebrante, munito mascherina, a recarsi ai posti dove i fedeli che vorranno ricevere l’Eucaristia attenderanno in piedi. Al termine del rito non sono consentiti cortei e assembramenti e il luogo della celebrazione, la chiesa, sarà regolarmente igienizzata e areata. “Queste procedure – dichiara l’arcivescovo Francesco Massara – sono già state comunicate ai sacerdoti e rese note ai fedeli mediante avviso affisso alle porte delle chiese. Ritengo sia una forma per essere più vicini alle persone nel momento tragico della morte di un proprio caro, nella speranza che a breve si possano riaprire le chiese, con tutte le accortezza necessarie, per le celebrazioni comunitarie sempre nel massimo rispetto e tutela della salute”.

f.u.

Cambiano le norme per l’organizzazione di manifestazioni e eventi di pubblico spettacolo. In questi giorni il Ministero dell’Interno ha diramato nuove direttive sulle misure di sicurezza in caso di eventi pubblici. Allentata la morsa che era derivata dalla circolare dello scorso anno che fece seguito ai fatti di Torino. Si tratta di un intervento di semplificazione tanto atteso che riconosce centralità 

all’amministrazione comunale e al sindaco per garantire adeguati standard di sicurezza nell’organizzazione di eventi senza eccessi di burocrazia.

C’è un punto in particolare che rappresenta la chiave di volta, vale a dire la competenza nella valutazione delle pubbliche manifestazioni. 

La vecchia circolare stabiliva che la Prefettura vagliasse i piani presentati dalle organizzazioni. Ora questo toccherà ai comuni: gli uffici municipali dovranno raccogliere tutta la documentazione, valutare e rilasciare l’eventuale nulla osta.

Solo in caso di grandi eventi, i Comuni potranno richiedere l’intervento della Prefettura e chiedere che sia il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a valutare il da farsi e, eventualmente, mettere in campo misure più restrittive per garantire maggior sicurezza.
g.g.

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