E' Stefania Scuri la nuova presidente dell'associazione Corsa alla Spada e Palio di CamerinoConsenso unanime sul suo nome da parte del consiglio direttivo riunitosi l'altra sera. Docente dell'università di Camerino e attiva nel sociale e nel mondo dell'associazionismo, con una grande esperienza da guida Scout alle spalle, Stefania è figlia di Vincenzo Scuri già presidente dell'associazione. Una candidatura sostenuta in modo unitario dai tre presidenti dei terzieri freschi di nomina, Carlo Croia per di Mezzo, Paola Ticani per Muralto e Paolo Paternesi per Sossanta, trovando sostegno sia dall'Unione Montana che dalla Parrocchia di San Venanzio. Stefania Scuri succede nell'incarico a  Sandra Gentili, alla guida del sodalizio negli ultimi due anni e nel passato. 
Una nomina accolta con grande favore ed entusiasmo anche dall'assessore alla cultura e turismo Giovanna Sartori, a nome di tutta l'ammnistrazione comunale. 
"Siamo molto contenti proprio perchè si parte col piede dell'unità- ha detto Giovanna Sartori- . Abbiamo ritrovato armonia e fiducia e soprattutto la forte determinazione a portare avanti la nostra rievocazione storica. Pieno appoggio e auguri di buon lavoro alla neoeletta presidente Stefania Scuri e a tutto il consiglio direttivo. Un plauso e un ringraziamento vanno a Sandra Gentili che lascia il testimone dopo due anni, per essere riuscita a portare avanti al meglio e con grande impegno la manifestazione, nonostante le difficoltà del post sisma".
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È forte e chiaro l’appello che il Comitato mutui sulle macerie di Camerino lancia al Commissario alla ricostruzione, Piero Farabollini, e agli organi competenti, sui mutui sospesi nei territori del cratere sismico.

“Due anni di lavoro - scrivono in una nota - , fatto di ascolti, testimonianze della popolazione coinvolta, di incontri con politici dei diversi schieramenti, con ABI nazionale e regionale, Associazioni di categoria, Confcommercio, CNA e Confartigianato, Help lavoro e consumo.                  

Ieri - annunciano - abbiamo presentato alla Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici la nostra relazione relativa ai problemi legati ai mutui e alla loro possibile soluzione”.

Nella missiva il Comitato definisce “deleteria la soluzione di sospendere i mutui per i clienti terremotati degli istituti di credito”.

Tutte considerazioni che nascono “dalla mancanza di almeno un cenno che riguardi la ricostruzione - lamentano - ; il potere economico si è modificato in negativo; c’è un grave spopolamento di un territorio in recessione”.

È per questi motivi che preoccupano il Comitato che i componenti hanno deciso di chiedere al Commissario Farabollini, al Governo e all’ABI, in collaborazione con gli istituti di credito del territorio di “formulare e approvare un significativo intervento mirato e in aiuto ai mutuatari residenti nel cratere sismico che hanno subito danni strutturali ed economici ad abitazioni e attività”.

Due le ipotesi proposte dal Comitato: “Accollo della quota capitale da suddividere - in ragione di un terzo - tra istituto di credito, Stato e mutuatario; o individuazione da parte degli istituti di credito dei clienti che hanno subito determinati danni, creando un intervento calcolato in percentuale al danno subito”.

Una volta definito l’intervento da applicare, il Comitato chiede nella missiva di “permettere una nuova negoziazione del capitale residuo senza applicazione di interessi e senza spese istruttorie, con un piano di ammortamento che rispecchi le attuali possibilità economiche del mutuatario; permettergli di poter estinguere la quota capitale residua in una unica soluzione applicando il bonus e cancellare gli interessi di mora sulle rate sospese o, in alcuni casi, sull’intero ammontare del capitale”.




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I comuni di Castelsantangelo sul Nera e Camerino insieme ad Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, Norcia, L'Aquila, Barisciano e Teramo, sono stati convocati presso la Commissione Ambiente territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati, per rappresentare le proprie osservazioni sulle questioni principali del post sisma inerenti ai propri territori e valutare che possano essere assunte dal governo come emendamenti da inserire nel nuovo decreto sisma pubblicato lo scorso 25 ottobre.
“Ognuno di noi dirà la sua su questioni che ormai è perfino inutile ripetere, in quanto le conoscono anche i sassi”- afferma il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci- "Vedremo se questa volta sarà l'ennesimo tentativo di aggiustare questo decreto che. per quanto ci riguarda, non ci ha assolutamente confortato né tantomeno soddisfatto perché mancano i punti essenziali e i fondamentali. Il contenuto non era quello che si auspicava quindi, sappiamo che i percorsi e gli iter legislativi sono sempre lunghi, e confidiamo che sia la volta buona per aggiustare qualcosa. In grande onestà - prosegue il sindaco di Castelsantangelo- non è che ci sono quei punti rilevanti che noi abbiamo richiesto: non c'è nulla sulla zona fiscale mirata tipo Livigno e non c'è nulla sulla rivisitazione della Legge sulla montagna; oltre gli aspetti della Ricostruzione che sono comuni a tutti e sui quali ormai tutti sanno dove sia il collo di bottiglia, oltre alla questione del Commissario che si chiama straordinario e sappiamo benissimo che ha poteri ordinari e questo per una realtà drammatica cone questa non va bene ( basti vedere la diversità di Genova dove per fortuna vanno avanti), ci mancano queste garanzie per la montagna e manca la certezza del futuro.  Ci vorranno pure quindici vent'anni per ricostruire, ma senza questa certezza, significa non ricostruire. E' assolutamente necessario dunque che vi sia questa forza di volontà che il premier a Castel Sant'Angelo sul Nera, sembrava avesse condiviso, tant' è che al termine dell'incontro, richiamò e fece anche suo questo aspetto di un' attenzione sotto il profilo fiscale- prosegue Falcucci-; si tornerà a ribadire la necessità di questa benedetta legge quadro sulle emergenze che renda automatici gli interventi, senza ogni volta dover omologare un intervento a destra e uno a manca, dimenticando quelli che sono stati veramente virtuosi, dal Friuli ad altri interventi riferiti al sisma del 1997. Sono poi da colmare degli aspetti di vuoto normativo, non riferiti alla capacità operativa dei vari commissari perché sono limitati all'ordinario, ma è un  vuoto che esiste. Lo disse anche lo scomparso e rimpianto Zamberletti che tra le emergenze e la ricostruzione c'è  un binario che è terra di nessuno; è un treno dove non passa più nessuno perché ognuno viene e dice che si ferma lì.  Lo dice giustamente il Capo Dipartimento che ha finito il suo incarico, lo dice il Commissario che si occupa di ricostruzione e intanto, tutto quello che sta in mezzo è diventato la terra di nessuno ed è uno dei motivi per i quali si rallenta la ricostruzione. Credo che poi vi sia da considerare anche l'aspetto dell'autocertificazione che va un po' migliorato perché, come hanno evidenziato gli ordini dei professionisti, con le norme farraginose e non chiare diventa veramente un terno al lotto individuare quant'è e qual è il contributo per la ricostruzione; si è detto poi di fare un Testo Unico delle ordinanze, insomma- conclude Falcucci-  le cose che mancano e che servono le sanno tutti; il problema è fare, fare in maniera concreta con delle norme. Io lo vado dicendo da una vita e lo diciamo tutti insieme: se vogliamo salvare la montagna, bisogna salvarla in maniera seria, dando certezze per il futuro. Poi, aspettiamo tutti i tempi che ci servono da aspettare perché veramente questo sisma ha sconvolto il mondo intero. Ma senza quelle norme, è inutile che andiamo a menare il can per l’aia”.
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Un anziano è stato investito da un'auto in viale Vincenzo Ottaviani a Camerino. Sulla dinamica dell'incidente, avvenuto intorno alle ore 18.00 nelle vicinanze del parcheggio superiore del Sottocorte village, stanno svolgendo accertamenti i Carabinieri della Compagnia di Camerino, intervenuti sul posto per i rilievi. Caduto a terra a seguito dell'impatto, l'anziano è stato prontamente soccorso dal personale del 118 che ha provveduto a prestargli le prime cure. L'uomo è stato poi trasportato in ambulanza all'ospedale di Camerino per essere sottoposto ad esami everificare l'entità dei traumi riportati. Le sue condizioni sarebbero serie. I sanitari si sono riservati la prognosi.
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A Camerino, passi in avanti verso la costruzione del “Quartiere delle Associazioni”. Conclusa la campagna di indagini geologiche nello spazio assegnato, vicino all’area S.A.E. Cortine ampliamento. E’ lì che sorgeranno le due strutture che l’Associazione "Iononcrollo" vuole donare alla comunità di Camerino. Nell’arco dei tre anni del post sisma, associazioni cittadine e tanti volontari hanno infatti raccolto dei fondi che verranno utilizzati allo scopo.
“ L’ aver chiuso la campagna di indagini geologiche - afferma il presidente Claudio Cingolani- ci permette di credere che finalmente e, in breve tempo, si potrà dare inizio alla realizzazione del tanto sognato “Quartiere delle associazioni”, progetto che in sinergia con altre associazioni di Camerino, Iononcrollo  sta portando avanti ormai da alcuni anni con grande forza e determinazione. Questo passo, ci fa dire che ormai ci siamo e a breve potremmo mettere mano ai lavori. Il progetto - spiega Cingolani- prevede la realizzazione di due strutture in legno di circa 150 metri quadri ciascuna, disposte ad elle. La struttura principale che svolgerà una funzione polifunzionale, prevede un ampio ambiente dove potranno tenersi spettacoli, conferenze e concerti e verrà anche messa a disposizione degli abitanti delle casette come centro ricreativo. La seconda struttura è invece divisa in 6 stanze utilizzabili secondo le esigenze e per le attività delle associazioni. Saranno predisposti anche degli spazi all'esterno, funzionali allo svolgimento di attività all'aperto e vi sarà un collegamento tra le due strutture. In questi anni in verità non abbiamo mai mollato e si sono raggiunti tanti piccoli risultati: la raccolta fondi, la definizione dell'area e poi l'assegnazione definitiva. E quando cominci a mettere mano alla terra, ti rendi conto che c’è un qualcosa di concreto che comincia a prendere forma. Non abbiamo raggiunto ancora l'obiettivo ma davvero siamo sempre più vicini alla meta ”.
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Con il mese di novembre, Iononcrollo vede partire un’ulteriore sfida in collaborazione con l’Università di Camerino. In arrivo dalla Francia e dalla Spagna due ragazze volontarie che rimarranno a Camerino per 4 mesi. Le giovani partecipano al progetto Youthquake, promosso dal Servizio Volontario Europeo in collaborazione con l’Agenzia Nazionale Giovani, per promuovere la cultura solidale del volontariato, nelle zone colpite dal Sisma del 2016.
Nel progetto di volontariato sono state coinvolte anche altre associazioni, come il gruppo Unicam Erasmus ESN AURE Camerino e il personale di Emergency Italia che garantirà professionalità e competenza specifica nel settore delle emergenze.
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“ Crediamo che questo scambio e questa collaborazione possa produrre dei frutti molto interessanti- dice Cingolani- Abbiamo in mente di svolgere delle attività che coinvolgeranno la popolazione residente nelle Sae; in previsione c'è ad esempio la creazione di un ricettario che, nel periodo della permanenza delle due giovani a Camerino, servirà a creare un’interazione con la comunità camerte e nel contempo a far conoscere le ricette tipiche del nostro territorio. L’incontro continuo con gli abitanti permetterà anche di portare attività ricreative nelle aree Sae che impegneranno durante le ore del mattino e pomeridiane. Altre attività che ci vedranno in collaborazione con le volontarie sono poi legate anche alla sede di Iononcrollo di piazza San Domenico dove c’è l’intenzione di organizzare momenti ricreativi e d’integrazione  dedicati ai giovani e agli studenti universitari stranieri.  E’ la prima esperienza del genere che facciamo -conclude Claudio Cingolani-; direttamente coinvolto in questo esperimento il nostro Marco Paniccià che ha seguito tutta la parte organizzativa di questo progetto di volontariato che comunque proseguirà anche nei mesi successivi. Ogni 4 mesi ospiteremo infatti sempre nuovi volontari che potranno  essere anche aumentati nel numero. Siamo convinti che questo scambio culturale ci permetterà di essere ancora più aperti nello scenario europeo, far conoscere Camerino e la nostra università nei Paesi europei”.
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30 ottobre 2016. Paura, smarrimento, sensazione di impotenza. Tanti i sentimenti che si sono rincorsi quella mattina  di 3 anni fa. Attimi di terrore e di forte preoccupazione che ripercorriamo con Federico Maccari, direttore generale di Entroterra Spa che detiene il marchio La Pasta di Camerino. Un’azienda che da subito, ha saputo reggere in modo esemplare le difficoltà del post-sisma riuscendo a dare un segnale forte di ripresa, trasformandolo in un modello di speranza e di rinascita per tutto il territorio. L’azienda supererà a fine anno i 20 milioni di euro di fatturato.
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“Ricordo benissimo purtroppo, come molti di noi, quella mattina del 30 ottobre alle 7:40 quando la Terra ha tremato più forte che mai- dice Federico Maccari - Ci ha presi un po' tutti di sorpresa quella ulteriore scossa, ancora più forte di quella della sera del 26 ottobre. Ricordo bene che io e mio padre siamo subito andati di corsa al pastificio per cercare di verificarne le condizioni, preoccupati di aver perso l’attività, il nostro lavoro e anche quello di tante altre famiglie. Arrivati sul posto, ci siamo resi conto che fortunatamente il nostro capannone aveva resistito alla scossa, addirittura gli ingegneri che hanno fatto il sopralluogo ci hanno confermato che era rimasta intatta anche la sua capacità di resistenza antisismica, il che ci ha permesso di riprendere subito la nostra attività già dal lunedì successivo. Le scosse continuavano ma il lavoro non si è mai fermato e nel contempo ci siamo incamminati subito in una ulteriore sfida, realizzando anche un nuovo stabilimento che ha raddoppiato quello preesistente. Siamo riusciti ad inaugurare la nuova struttura di produzione a nemmeno un anno dalla scossa del 2016 e, in pochissimo tempo, abbiamo avuto la possibilità di assumere altre 20 persone in soli due anni, arrivando a 71 dipendenti”. A tre anni di distanza, pur non riuscendo a dimenticare quei momenti, la famiglia Maccari benedice quella capacità reattiva immediata e lungimirante che, al meglio delle sue capacità, le ha permesso di fare la sua parte salvaguardando l’azienda, il lavoro di tante famiglie e imprimendo su tutto il territorio un forte segnale di positività. Un arco temporale di tre anni non è poi così lungo, ma le conseguenze che il sisma ha portato con sé, soprattutto per i risvolti a lungo termine, preoccupano non poco gli imprenditori delle aree più colpite.
 “ Di sicuro – afferma Federico Maccari- su questo territorio ci sentiamo un po’ più soli; tante famiglie se ne sono andate e la comunità ne avverte il colpo. A livello imprenditoriale, spesso ci ritroviamo anche a dover fare i conti con una popolazione ridotta, il che per un'azienda che cresce, significa anche difficoltà nel trovare risorse umane e qualificate sulle quali noi comunque  abbiamo sempre investito e che vogliamo scegliere all’interno della nostra comunità; cè insomma questo tipo di difficoltà che in più, non permette poi di creare un indotto sul territorio stesso.
Per la nostra azienda- aggiunge Maccari- l'obiettivo più importante è quello di poter innanzitutto dare conferma del posto di lavoro ai nostri dipendenti, alcuni dei quali hanno anche perso la loro casa ma che avendo la garanzia di un lavoro alle spalle, hanno la possibilità con il tempo di riprogettare la loro vita e quindi anche la loro quotidianità  oltre che avere una casa solida e stabile. Alle istituzioni tutte invece chiedo che possano intervenire in maniera un po' più importante sugli incentivi economici a favore dei nuovi imprenditori, perché in questo territorio c’è tanto bisogno di nuove realtà produttive che portino con sé nuovi posti lavoro”.
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Retorico dire che non dimenticheremo mai la scossa che esattamente tre anni fa ha cambiato la vita di tutto il Centro Italia. Diverso, invece, soffermarsi a pensare che spesso ricordiamo perfettamente cosa stavamo facendo quando abbiamo ricevuto una notizia importante. La stessa sensazione arriva quando si torna indietro con la memoria a quella mattina del 30 ottobre 2016. E’ forse quello infatti, per alcuni, l’ultimo ricordo di ciò che stavano vivendo nella casa che hanno dovuto abbandonare in fretta e furia per la paura che arrivasse un boato più forte. Molte di queste persone sono rientrate nella loro abitazione solo con i vigili del fuoco, per mettere in una borsa gli affetti personali e nel cuore i ricordi di una vita.
Tutto è cambiato da quel giorno di tre anni fa. Le piazze che al calar della sera si erano svuotate come ogni giorno, in attesa che l’indomani la vita avesse ripreso il proprio ritmo abituale, attendono ancora che qualcuno torni a passeggiare tra quelle mura. Non sanno che, forse, molti di loro non torneranno. Perché in questi tre anni di attesa, in una delle regioni più longeve d’Italia e dove la media dell’età degli abitanti è molto alta, c’è anche chi ha lasciato questa terra senza mai mollare la speranza di ritornare nella propria casa. E’ così che il Paese delle belle arti, delle chiese e dei castelli da tre anni è ferito al cuore.

Castelsantangelo Sul Nera
Castelsantangelo Sul Nera

Attraversare lo stivale da Nord fino alla punta è come camminare in un salotto dorato dove in mezzo si inciampa su cristalli rotti e mai raccolti. Tre anni di niente, si potrebbe dire. Dove le uniche iniziative prese sono arrivate dal basso, anzi da dentro. Dal cuore di chi ha raccolto i propri cristalli e ha aperto la propria anima alla resilienza. Quella parola su cui, dopo averne tanto sentito parlare, forse per disperazione, ci si è cullati fino ad oggi e si continuerà a farlo. Tre anni di attese, dove c’è chi ha rimodulato la propria vita, dove c’è chi attende tra le pareti di un container, consapevole che ci vorrà del tempo per tornare a vivere come prima, o forse, anche quando sarà possibile farlo, non ci saranno più le forze. O addirittura, facendo qualche calcolo rispetto al sisma del 1997, quando e se tutto sarà ricostruito, si avrà la paura di sprofondare di nuovo.

Camerino
Camerino

Ma il dubbio che in questi anni si è fatto sempre più prepotente tra la gente forte di queste terre è sapere se chi governa questo Paese, tra una sfilata e l’altra nelle crepe più profonde, ha mai capito veramente cosa significhi cambiare vita, adattarsi a qualcosa che non ci si aspettava, attendere senza avere certezze, veder crollare la propria casa non per colpa del sisma, ma del tempo che scorre, quel tempo in cui non si è riusciti a far partire nemmeno le demolizioni ed i ricordi di una vita aspettano sotto le intemperie e il passare delle stagioni.

Giulia Sancricca

Visso
Visso

ussita
Ussita


Un fiume di persone ha preso parte alla toccante cerimonia voluta dalla città di Camerino nella ricorrenza dei tre anni dal sisma. All'ingresso del Sottocorte Village è stato inaugurato l''Albero della Speranza. Opera dell'artista Nazzareno Rocchetti, la bellissima scultura bronzea, raffigura in tutta la sua 'umanità' un albero che protende le sue 'braccia' al cielo.
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" In questo tunnel interminabile di sofferenza- ha detto Nazzareno Rocchetti- io vedo una luce. L'ho rappresentata in questo mio albero che ho voluto donare, non al sindaco attuale nè a quelli che lo hanno preceduto e nemmeno a quelli che verranno, ma alla città camerte che tanto ha sofferto. Un dono che è la mia testimonianza di vicinanza; a loro in special modo e a tutti gli uomini che abitano questo mondo meraviglioso, il mio messaggio è che l'aver sempre saldi i piedi nelle radici ci permette anche di volare in alto ma mai dobbiamo scordarci della nostra madre terra".
A precedere il disvelamento della scultura, l'inno d'Italia suonato dalla Banda città di Camerino.
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" Quella del 26 ottobre - ha detto il sindaco Sandro Sborgia- è per noi una ricorrenza carica di emozioni, di sentimenti e di ricordi ma non vogliamo legarla alla tristezza. Siamo qui sì per ricordare, ma vogliamo guardare a quello che ci aspetta domani. Da questa nuova realtà del post sisma che è simbolo di ripartenza, col pensiero siamo comunque e costantemente rivolti alla nostra città che è lassù che ci aspetta e che rappresenta il nostro obiettivo. Il monumento inaugurato è la testimonianza che la speranza mai deve venir meno, mai deve lasciare spazio alla rassegnazione, anzi, deve essere da stimolo a farci ritrovare la serenità e la tranquillità quotidiana che tre anni fa abbiamo dovuto un po' mettere da parte. La speranza - ha aggiunto il sindaco- è che possiamo ricostruire una città che conserva le radici storiche ma che guarda avanti. Una città più sicura, certamente accogliente e aperta alla cultura, alla musica, alla storia, aperta alla vita come è sempre stata. Quello che vogliamo celebrare da qui- ha concluso- è il nostro "monumento alla speranza" di ritrovare appieno la nostra quotidianità". Il primo cittadino ha poi ricordato tutte le istituzioni che svolgono un servizio a favore delle persone 24 ore su 24 e specialmente nelle situazioni di difficoltà. Ad esse, già destinatarie della cittadinanza onoraria è stato dedicato il monumento: Dipartimento della Protezione Civile, Esercito italiano, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo di Polizia Penitenziaria, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana, Associazioni Nazionali Carabinieri e Alpini, Confederazione nazionale delle Misericordie d'Italia, A.G.E.S.C.I Associazione nazionale Guide e Scout Cattolici Italiana.
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Seguendo le note della Banda cittadina ci si è poi spostati nel luogo di ritrovo centrale del Sottocorte village. Qui, introdotti dal personale ricordo di Sante Elisei, si sono succeduti una serie di interventi che hanno fatto memoria della statura umana e politica del compianto ex sindaco Dario Conti, visceralmente legato a Camerino e a tutto il territorio. Ostinato, caparbio, perfino scontroso seppure sempre in buona fede, caratteristica saliente della personalità di Dario Conti la sua infinita bontà.
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Tra i presenti all'intera manifestazione il rettore di Unicam Claudio Pettinari, l'assesore regionale Moreno Pieroni, il Senatore Giuliano Pazzaglini, il consigliere provinciale Francesco Acquaroli, il segretario provinciale del Psi Ivo Costamagna, l'ex rettore Flavio Corradini, la sorella di Dario Conti Mirella e i nipoti. Un filmato realizzato per l'occasione dal fotografo e nipote Roberto Conti, ha ripercorso tutta le tappe della sua vita politica e amministrativa, dal locale alla provincia, dalla Regione fino agli incarichi nazionali ricoperti come punto di riferimento del socialismo. Dell'uomo che si è battuto a tutti i livelli istituzionali "esempio di vita e fratello maggiore" come sottolineato da Costamagna, la piazza del Sottocorte village porterà per sempre il nome. 
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Nella targa affissa all'ingresso di Piazza Dario Conti è racchiuso tutto quello che la sua figura  ha rappresentato per la città, per la comunità intera dell'entroterra e non solo: " Uomo giusto e amministratore pubblico retto, ha dedicato l'intera vita per il bene di Camerino e del territorio montano".
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A Camerino, taglio del nastro per la Biblio- Cabina in viale Seneca. Avviato già lo scorso anno, il progetto è potuto finalmente giungere a completamento non senza una travagliata serie di peripezie.  
Ieri la presentazione ufficiale dell'iniziativa, resa concreta dal gemellaggio fattivo tra Ipsia Ercoli e Scuola professionale Di Bressanone. Grazie alla sensibilità e al contributo economico di "Amore per Amore", associazione camerte da subito attiva nell'immediato post sisma nell'aiuto alle comunità, la Biblio-cabina fa bella mostra di sè all'interno dello spazio antistante l'Ipsia Ercoli di Camerino.
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  Un percorso travagliato ha fatto da sfondo a tutta la storia, ma quel che importa è che la forte sinergia d'intenti e la stretta collaborazione tra gli stessi ragazzi dell'Ipsia e dell'Istituto Professionale Enrico Mattei di Bressanone, siano riuscite a farla diventare realtà. I ragazzi della scuola del Trentino hanno proveduto a costruirne la struttura che nei giorni scorsi è stata assemblata nelle sue varie parti, mentre la parte elettrica -elettronica, è stata curata dai ragazzi dell'Ipsia di Camerino. Nello specifico è opera di questi ultimi il pannello solare posto alla sommità della cabina che, accumulando l'energia necessaria, ne consentirà la fruizione anche nelle ore buie serali. 
Chiaro e semplice il messaggio lanciato dalla Biblio-cabina, utile come punto d'incontro e di diffusione culturale, attraverso lo scambio gratuito di libri. Il book -crossing sarà attivo durante l'orario di apertura dei cancelli della scuola, e chiunque vorrà potrà depositare la propria lettura all'interno della cabina e prelevarne un'altra.
Festosa la presentazione del progetto, presenti  alunni, docenti e preside dell'Ipsia, l'assessore alla cultura del comune di Camerino Giovanna Sartori, il presidente di "Amore per Amore" Mirko Mancinelli, il dirigente dell'Istituto Professionale di Bressanone rappresentato anche da dodici alunni e due docenti. All'inaugurazione è intervenuta anche una rappresentanza dell'Arma. Per supportare al meglio la gestione della Biblio-cabina, affidata all'IPSIA Ecoli, l'associazione "Amore per Amore" ha attivato anche una raccolta fondi sul sito www.retedeldono.it
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Camerino figura tra i tredici i comuni terremotati che vedranno finanziati i primi interventi per dotare le aree Sae di fermate a servizio dei nuovi collegamenti del Trasporto Pubblico locale.
Con la finanziaria 2019 la Regione Marche ha stanziato una somma complessiva di un milione di euro che serviranno a finanziare entro il 2021, le prime 68 fermate in graduatoria in base alle manifestazione di interesse al finanziamento pervenute entro fine agosto da amministrazioni e unioni di comuni al di fuori del cratere; alla somma stanziata si aggiungono poi 230 mila euro che raggiungeranno invece i comuni che hanno analogamente manifestato interesse tra quelli colpiti dal sisma. In entrambe le tipologie di Comuni, le opere verranno finanziate al 100 per cento della spesa ammissibile e nella misura massima di 20 mila euro. Nella città di Camerino saranno dieci le postazioni che potranno avvantaggiarsi di questo tipo di interventi che serviranno a dotare dei servizi necessari parti della città che, a seguito del terremoto, hanno subito una variazione dei percorsi. A Visso la risoluzione di criticità  riguarderà invece due postazioni. 
" Una misura questa che è stata fortemente voluta dalle forze sociali e anche dai rappresentanti dei cittadini- afferma l'assessore al Trasporto della Regione Marche Angelo Sciapichetti-. In alcuni comuni e in alcune zone sono state infatti costruite delle nuove aree urbanizzate nelle cui soluzioni abitative di emergenza, vivono centinaia di persone. E in quelle zone, anche per la stessa sicurezza dei cittadini e dei pedoni, bisognava intervenire con postazioni di fermata. I fondi stanziati vanno proprio in questa direzione. C'è ovviamente in tutta la Regione - continua Sciapichetti- un problema generale che riguarda la sicurezza dei passeggeri e che gli stessi autisti delle linee del trasporto pubblico ogni giorno ci segnalano ma prioritario doveva essere l'aspetto delle nuove criticità emerse a seguito dei percorsi urbani modificati dal post sisma. La serie di interventi dunque si appresta a partire - conclude l'assessore- ma nei prossimi anni avrà ulteriori sviluppi". Gli interventi che verranno realizzati riguarderanno la sicurezza pedonale per raggiungere le fermate, il miglioramento degli spazi di attesa, l’allestimento di attrezzature adeguate. Gli altri progetti in graduatoria, potranno essere finanziati con economie o nuove risorse disponibili.
Tra i 68 comuni altri comuni interessati e in graduatoria per i primi interventi (anche con più fermate): Falconara Marittima, Fano, Pesaro, Cingoli, Treia, Monte Roberto, Sant’Angelo in Pontano, Monte San Giusto, Magliano di Tenna, San Ginesio, Porto Sant’Elpidio, Poggio San Vicino, Chiaravalle, Cartoceto, Piobbico, Castelleone di Suasa, Lunano, Carpegna, Acquasanta Terme, Mondolfo, Apiro, Grottazzolina, Monte Vidon Combatte.
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