
“Non l’ho presa benissimo; in gara l'aspirazione è a vincere ma bisogna anche imparare a perdere - commenta ai nostri microfoni la camerte-cubana-. A prescindere da come è andata, in ogni caso l'ho vissuta come un’esperienza indimenticabile e, la cosa più bella è stata il grande affetto che ho ricevuto dal territorio camerte”. E' chiaro che ogni concorrente di Masterchef aspiri al meglio, ma Milenys dice: "va bene così", felice di portare a casa tante sensazioni positive, in primis l'aver conosciuto tante persone nuove, dai colleghi concorrenti, ai tre giudici Chef Cannavacciuolo, Barbieri e Locatelli e tutto lo staff della trasmissione. Se il capitolo televisivo si chiude, certo è che il coraggio dei sogni continua ad essere una forte fonte d’ispirazione. Non appena ha cominciato a sperimentare la sua abilità tra i fornelli, Milenys Gordillo ha iniziato a coltivare anche l’idea di aprire un’attività di ristorazione: “Il mio primo sostegno e il "colpevole" di tutto quello che è accaduto, è mio marito Sandro. E’ lui che mi stimola in questa mia passione che, giorno per giorno, cresce sempre di più. Il mio desiderio è di studiare e di raggiungere una sempre maggiore preparazione. Ringrazio di cuore tutta la città di Camerino per il sostegno che ho ricevuto: io dico sempre che non ho 50 anni ma 20, perché è come se fossi nata al mio arrivo in questa città. A Camerino ho cominciato tutto da zero, con mio marito, con nuovi amici e vicini e con una nuova cucina. Il mio affetto e il mio amore sono per tutti i camerti e per tutta la regione Marche perché la mia passione è partita da lì, da casa nostra. Grazie per tutti gli insegnamenti che mi avete dato e per quello che ancora mi darete perché sicuramente, passione ed energia non si fermeranno qua”. E chi conosce Milenys, sa che è sacrosanta verità.
C.C.