Nei guai un imprenditore. Aveva falsificato il documento di circolazione di un suo veicolo commerciale facendo risultare eseguita la revisione. A scoprire l'inganno sono stati i militari della guardia di finanza Tenenza di Camerino nel corso di un servizio di controllo economico del territorio. L'uomo è stato denunciato.


I finanzieri hanno fermato normalmente l'imprenditore alla guida del mezzo, che stava transitando a San Severino, chiedendo di esibire patente e libretto di circolazione. Ad una prima lettura, sembrerava tutto in regola, con la revisione biennale del mezzo effettuata. I militari però sono andati più a fondo grazie all'ausilio dei colleghi in Sala Operativa del Comando Provinciale di Macerata, e dall'accertamento è stato possibile evidenziare una situazione ben diversa: infatti il veicolo risultava aver superato l’ultima revisione solamente nel 2010.  

Un controllo più approfondito sul documento in questione ha consentito di appurare che si trattava di una fotocopia sulla quale, al fine di eludere i controlli, attraverso un programma software di fotocomposizione erano stati riprodotti ed apposti falsi tagliandi di revisione relativi agli anni 2012, 2014 e 2017.  

Il conducente del mezzo, titolare di un’impresa di arti grafiche della zona, è stato denunciato alla locale Procura della Repubblica per il reato di falso materiale e il documento falsificato è stato posto sotto sequestro.

Il veicolo, invece, è stato sottoposto a fermo amministrativo in quanto, dai riscontri eseguiti, è anche emerso che a carico del proprietario risultava un gravame emesso da Equitalia Marche Riscossione Spa nell’anno 2008 per un importo a concorrenza di 11.946,99 euro.

g.g.  

Trasformati i soldi del sisma in lingotti di oro puro. Ben 51, per 13 chili e un valore di 500mila euro. Nel mirino della guardia di finanza di Camerino l'Hotel 77 di Tolentino. 

“Il sisma ha creato tanti problemi - ha affermato il colonnello Amedeo Gravina - e qualcuno ne ha approfittato. Al 30 novembre sono state segnalate 190 persone per Cas illecitamente percepiti in provincia, per un 1 milione e 126mila euro. I sequestri fin ora effettuati sono stati per 450mila euro circa. Parliamo quindi di somme importanti e nel caso di specie si tratta di qualcosa di leggermente diverso. Una struttura ricettiva usata fin da subito per alloggiare gli sfollati ha approfittato della situazione”. 

Giovanni Giorgio ha rivelato che la struttura in questione sarebbe l’Hotel 77 di Tolentino: “È stato accertato non solo l’indebito percepimento di fondi, ma ha poi dichiarato bancarotta e convertito il denaro in lingotti d’oro. Sono stati sequestrati anche 60mila euro rispetto ad un profitto illecito di 1 milione e 500mila euro”. I lingotti sarebbero stati rinvenuti in una botola sotto al letto di alcuni indagati che nel frattempo erano andati in vacanza a San Francisco. 

“Tutto sommato qualcosa di importante l’abbiamo fatto - è tornato a dire Giorgio - sforzandoci di lavorare in un contesto di importanti carenze di personale”.

L’attività descritta dal capitano Alessandro Tomei è stata particolare e dinamica, iniziata con un settore di intervento e poi sfociata in altri: “Siamo impegnati nella tutela e salvaguardia dei contributi del post sisma e la nostra attenzione è ricaduta sull’Hotel 77, chiuso a inizio 2018. Era molto capiente e sin da subito ha fornito assistenza e alloggio agli sfollati. Sono tre le ragioni che ci hanno spinto a vederci più chiaro: era una delle poche strutture che aveva fornito servizi e che aveva dichiarato per più di un anno sempre il trattamento di pensione completa per gli sfollati. E ci siamo chiesti come fosse possibile che il 100 per cento delle persone fossero tutti i giorni a pensione completa. Inoltre era un evasore totale, non c’erano dichiarazioni né per il 2016 né per il 2017. Poi ci ha fatto definitivamente dubitare della scorretta gestione dei fondi percepiti - ha aggiunto - la bancarotta a dicembre 2018”. Come poteva aver ricevuto 1,5milioni dalla Regione e dalla Prefettura e fallire? Ne è così scaturita una informativa di reato e sono partite le indagini seguite dal Pm Carusi. 

Sono stati svolti accertamenti e indagini su un nucleo familiare di cinque persone nonché l'escussione anche di ex dipendenti. 

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“La direzione ha distratto un milione di euro di cui 500mila in lingotti d’oro puro del peso complessivo di 13 chili. L’acquisto di questi lingotti - ha precisato Tomei - sono stati contestuali alla percezione dei bonifici da parte della Regione. Peraltro gli indagati avevano creato una nuova società e avevano un tenore di vita molto alto”.

Il procuratore Giorgio ha sottolineato il problema della concezione dei reati fallimentari come reati di serie B. “Vengono ritenuti degli incidenti di percorso ma chi si rende responsabile di bancarotta fraudolenta fa qualcosa di molto grave ed è discutibile il trattamento sanzionatorio che viene applicato per queste persone”. 

L’attività continuerà poiché pare che un’ulteriore società riconducibile alla proprietà dell’Hotel 77 risulti essere evasore totale.
g.g.

I finanzieri della Compagnia di Macerata hanno sequestrato oltre 1.000 fuochi d'artificio, per un peso complessivo di circa 140 chilogrammi, contenenti oltre 55 chilogrammi di polvere pirica. Denunciato un commerciante che vendeva il materiale pirotecnico senza autorizzazione di pubblica sicurezza.
Variegata, infatti, l’offerta di prodotti rinvenuti, come petardi, candele, fontane, razzi, tutti immagazzinati e detenuti per la vendita.

Nel corso del servizio, le fiamme gialle hanno anche sottoposto a sequestro amministrativo 126 confezioni di luminarie natalizie e 460 confezioni tra accessori di telefonia e oggettistica varia, per un totale di 5.628 pezzi, detenuti per la vendita in violazione alla normativa prevista dal codice al consumo, segnalando il titolare per l’adozione dei provvedimenti amministrativi di competenza.

La posizione del negoziante, sarà ora vagliata dai finanzieri anche sotto l’aspetto fiscale.

GS

Prodotti contraffatti di abbigliamento e accessori di noti marchi nazionali e internazionali. E' quanto commercializzavano 98 siti Web scoperti e oscurati dalle Fiamme Gialle di Macerata, sotto la direzione del Procuratore della Repubblica Giovanni Giorgio. Le indagini hanno accertato che i gestori dei siti, per sviare e rendere difficile l'attività di polizia giudiziaria, avevano collocato all'estero i siti: Germania, Francia, Danimarca, Stati Uniti, Panama, Cina, Gran Bretagna. Enorme l'illecito giro d'affari stroncato.
Tutto è partito da una denuncia di un cittadino italiano che, dopo aver acquistato un giubbetto spacciato come Moncler, è un paio di scarpe Golden Goose, ha avuto il sospetto che si trattasse di merce contraffatta. "Abbiamo innanzitutto chiesto alle case madri se quei due prodotti fossero originali - ha spiegato il comandante di Compagnia di Macerata, capitano Emilio Fuscellaro - e poi abbiamo inviato l'informativa alla procura della Repubblica di Macerata. Il procuratore Giovanni Giorgio ha deciso poi di estendere l'attività per tentare di ricostruire la filiera del falso. abbiamo monitorato circa 200 siti, e alle case madri di quattro principali marchi (Golden Goose, Stone Island, Pinko e Moncler) se i siti fossero legittimati a commercializzare i loro prodotti e se quelli fossero contraffatti. Prezioso è stato il contributo del perito esperto in contraffazione, Pietro Dal Ben". La guardia di finanza è riuscita ad evidenziare come i siti fossero fuori legge e come, soprattutto, il materiale fosse contraffatto. È emerso anche che in alcuni di questi siti era possibile effettuare ordini all'ingrosso, per ingenti quantità. Evidente, dunque, l'imponenza del giro d'affari. "Tra l'altro - ha sottol il capitano - tutti questi siti traevano facilmente in inganno poiché presentavano immagini originali prese dei siti delle case madri, violando anche la legge sul copyright ". A illustrare nello specifico le modalità per riconoscere quando un sito vende merce contraffatta è stato Dal Ben: "Alcuni siti avevano copiato non solo le immagini della merce ma anche anche una parte della pagina ufficiale delle case madri, e avevano un dominio molto simile all'originale. Questi siti erano particolarmente idonei a ingannare le persone". Va ricordato anche che chi acquista merce contraffatta, seppur online e inconsciamente (diverso il caso ad esempio di chi compra prodotti in spiaggia che lo fa consapevolmente), incorre comunque in una multa di non meno di 250€. "Un altro modo per capire se il sito non è affidabile - aggiunge - è di provare modalità di pagamento sicuro come PayPal o American Express che ridanno indietro i soldi. Mettono il logo ma poi quando all'atto di pagare non ti permettono di concludere se non con Visa". 
Da parte sua il procuratore Giorgio ha fatto un riepilogo di alcuni dati sull'e-commerce e la contraffazione: "I consumatori che comprano online sono 19milioni per un giro di affari smisurato e in questo contesto la contraffazione cresce del 15,6% a livello mondiale. I prodotti italiani sono fra i più contraffatti. Le indagini su questo caso sono state particolarmente complicate anche perché i titolari dei siti e i server non erano in Italia (ma in Cina, Gran Bretagna, Germania, Francia, Danimarca e Panama). 

g.g.





Scacco alla filiera del falso. Disarticolata un’organizzazione criminale specializzata nella contraffazione di noti marchi di abbigliamento. In 35 sono stati denunciati e in 9 arrestati. Una 40ina di clienti finali sono stati sanzionati. 

Importante il risultato dell’operazione del Nucleo di Polizia Economico - Finanziaria di Macerata e della Compagnia di Civitanova. Si è trattato di una complessa indagine ad ampio raggio coordinata dal Procuratore della Repubblica di Macerata Giovanni Giorgio, che ha consentito di sgominare un sodalizio criminoso dedito abitualmente all’attività di contraffazione dei più noti marchi di abbigliamento.

L’operazione, denominata “Tailleur”, è stata svolta dal Nucleo di Polizia Economico - Finanziaria di Macerata in sinergia con la Compagnia di Civitanova che, in collaborazione con altri Reparti del Corpo alla sede di Napoli, Torino, Sesto San Giovanni e Cles, hanno dato esecuzione ai provvedimenti emessi dal Giudice per le indagini preliminari di Macerata, Claudio Bonifazi. Sui nove soggetti accusati gravano il divieto di dimora e l’obbligo di firma, in base alle diverse posizioni dei soggetti indagati, italiani ed extracomunitari. 

L’attività investigativa, condotta anche mediante l’ausilio di indagini tecniche, ha permesso di assestare un duro colpo ad esperti “artigiani del falso”, di etnia senegalese i quali ricevevano, da loro connazionali e non, abiti e accessori “anonimi”, per poi trasformarli, grazie alla propria abilità e manualità, mediante l’utilizzo di appositi macchinari, in prodotti riproducenti note griffes di alta moda, nonché capi di abbigliamento sportivo griffati.

L’organizzazione, operativa nell’hinterland del comune di Porto Recanati e nella zona sud di Civitanova e che aveva stabilito la propria base all’interno dell’Hotel House, prevedeva una precisa ripartizione dei ruoli: approvvigionatori di etichette, sarti, venditori e persino vere e proprie sentinelle. La cessione dei prodotti finiti avveniva sia mediante la classica esposizione della merce nelle zone a più alta frequentazione, sia attraverso le piattaforme messe a disposizione dai più noti social networks. 

Dalle indagini è emersa l’esistenza quindi di una vera e propria filiera del falso: nel corso dell’operazione sono stati sottoposti a sequestro circa 5.700 articoli contraffatti nonché macchinari, attrezzature e materiali vari, utilizzati nell’attività illecita. 

Il fenomeno della contraffazione è un moltiplicatore di illegalità: parallelamente, alimenta i circuiti sommersi del lavoro nero, dell’immigrazione clandestina, dell’evasione fiscale e contributiva, del commercio abusivo, del riciclaggio e di altri gravi illeciti. Chi compra merce contraffatta, peraltro, oltre a commettere un illecito, mette a rischio la propria salute, poiché tali prodotti spesso non rispettano gli standard di sicurezza.

Gli accertamenti esperiti hanno consentito di individuare numerosi clienti “finali” (circa 40), sanzionati mediante irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie.
g.g.
Continua senza sosta l’attività di contrasto allo spaccio di stupefacenti da parte Guardia di Finanza di Porto Recanati. Sequestrati circa 60 grammi di eroina in possesso a due cittadini extracomunitari al termine di una operazione all'Hotel House.
Nei giorni scorsi, in due distinti servizi di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, i militari hanno controllato, nelle aree comuni dell'Hotel House, due pakistani, entrambi di 32 anni, con precedenti specifici per spaccio, trovati in possesso di 60 grammi circa di eroina. La sostanza è stato sequestrata, mentre i due  sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Macerata.

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Inoltre, per uno dei due  è stata rigettata la domanda di protezione internazionale ed è stato ritirato il passaporto rilasciato dall'Autorità della Repubblica Islamica del Pakistan. 

Sequestrato anche denaro contante, ritenuto provento dell’attività di spaccio. 

GS
Indagate dieci persone, tra cui il direttore generale dell'Asur Marche, per il tentativo di favorire una specifica azienda nella gara pubblica, ancora in essere, per l'appalto da 200 milioni per le pulizie nei locali Asur Marche e ospedalieri.

Sono gli addebiti, contenuti nei decreti di perquisizione, in fase iniziale, che riguardano gli indagati, finiti nel mirino di un'inchiesta della Guardia di Finanza di Ancona coordinata dal pm Andrea Laurino, dopo che il 16 luglio scorso i finanzieri hanno eseguito perquisizioni e sequestri di documentazione nell'ambito delle indagini avviate nei loro confronti.

Sulla vicenda, il Governatore delle Marche, Luca Ceriscioli ha detto: “Abbiamo piena fiducia nell’operato della Magistratura e chiediamo che si faccia subito piena luce sull’intera vicenda. Contiamo che le persone coinvolte possano dimostrare la totale estraneità a quanto viene loro contestato e che il tutto si chiarisca in tempi molto brevi. L’attività sanitaria della Regione prosegue in tutte le proprie funzioni, garantendo come sempre ai cittadini la qualità dei servizi offerti”.

GS

Operazione dei finanzieri della Tenenza di Porto Recanati a contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. Arrestati tre pakistani per detenzione di oltre 400 grammi di eroina, mentre altri due soggetti sono stati segnalati quali assuntori. Prosegue l’attività della Guardia di Finanza finalizzata alla prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope, attraverso il controllo economico del territorio, che quotidianamente viene posto in essere dal Corpo mediante il dispiego di pattuglie operative. 

Proprio nel corso di uno di tali servizi, i finanzieri hanno intercettato a Recanati un’autovettura, sottoponendo a controllo i due occupanti, un italiano ed un extracomunitario, risultati in possesso di eroina, detenuta per uso personale. Entrambi sono stati segnalati alla locale Prefettura quali assuntori di stupefacenti.

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L’attività investigativa posta in essere dai finanzieri nell’immediatezza, permetteva di individuare un casolare nelle campagne recanatesi, occupato da tre pakistani, che veniva perquisito con il supporto delle unità cinofile della Compagnia di Civitanova Marche.

Nel corso della perquisizione del casolare venivano rinvenuti, occultati all’interno della cucina, un involucro, risultato contenere eroina, un flacone contenente metadone nonché sostanze da taglio e materiale utile al confezionamento dello stupefacente a fini di spaccio.

Le attività di servizio sono state poi estese terreno della corte antistante il casolare, ove sono stati rinvenuti, profondamente interrati, ulteriori tre involucri di cellophane, risultati anch’essi contenere eroina.  

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Complessivamente, sono stati sequestrati oltre 400 grammi di eroina pura e 20 ml di metadone, oltre a 440 euro in contanti, verosimilmente provento dello spaccio.

I tre pakistani sono stati tratti in arresto ed associati alla Casa Circondariale di Montacuto, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’operazione di servizio, che ha visto anche il controllo di 7 automezzi e l’identificazione di 11 persone, si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, costante impegno della Guardia di Finanza a difesa della salute pubblica.

Gaia Gennaretti 

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Proseguono incessanti le attività della Guardia di Finanza per il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti.In questo senso prisegue il costante presidio all’interno e nelle aree prospicenti  l'Hotel House.

Proprio nel corso di un dispositivo di osservazione e controllo, all’interno del palazzone, attuato dai militari del Nucleo Mobile della Tenenza di Porto Recanati, è stato individuato un soggetto che, nervosamente e con fare sospetto, si aggirava nei corridoi.

I finanzieri hanno bloccato l’uomo, rivelatosi un cittadino afgano domiciliato all’interno dell’Hotel House. Dalla perquisizione personale, emergeva il possesso di un involucro contenente sostanza stupefacente ed in particolare eroina, per un totale di 150 grammi.

L’afgano, di 33 anni, con regolare permesso di soggiorno per “protezione sussidiaria”, è stato tratto in arresto ed associato presso la Casa Circondariale di Montacuto, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
g.g.

I finanzieri della Compagnia di Civitanova Marche hanno scoperto un professionista responsabile di aver evaso redditi per oltre 700mila euro.

Si è conclusa con la constatazione di una maxi evasione fiscale una attività di polizia economico-finanziaria svolta dalla Compagnia di Civitanova Marche nei confronti di un professionista.

L’attività ispettiva ha preso le mosse da una pregnante e preliminare attività info-investigativa sul soggetto, attuata sia attraverso il controllo economico del territorio che la valorizzazione delle numerose banche dati in possesso dell’Amministrazione finanziaria. Infatti, non è passato inosservato l’elevato tenore di vita manifestato e la sproporzione tra il valore dei numerosi immobili (terreni e fabbricati) e mobili (cavalli con relativo maneggio all’interno della propria lussuosa abitazione), dei quali è risultato essere intestatario, con quanto dichiarato al fisco dallo stesso.

Particolare rilevanza, ha assunto l’acquisizione di documentazione extra-contabile, rinvenuta all’interno di una valigetta in pelle che il professionista deteneva in una pertinenza dell’abitazione principale e che lo stesso ha tentato di sottrarre al controllo.

Infatti, il professionista, mentre i finanzieri procedevano alle iniziali attività di controllo, credendo di averne distolto l’attenzione dalla sua persona, si allontanava repentinamente dall’abitazione ed entrava nella dependance al fine di recuperare la valigetta e lanciarla all'interno di un cespuglio. 

Tentativo maldestro non riuscito, in quanto non è passato inosservato ai finanzieri che, una volta recuperata la valigetta, ne hanno constatato il contenuto, consistente in agende e fogli mobili riportanti annotazioni riconducibili all’attività esercitata dal professionista.

Il successivo esame, effettuato in contraddittorio con lo stesso, per l’occasione assistito dal proprio consulente, ha permesso di ricostruire l’effettiva entità dei compensi percepiti negli ultimi cinque anni d’imposta, portando a constatare, alla fine, un’evasione complessiva di oltre 700mila euro.
g.g.

 

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