Le condizioni per la ricostruzione privata a Pieve Torina ci sono tutte. Ne è convinto il Sindaco Alessandro Gentilucci. Procedono le tappe del Programma Straordinario di Ricostruzione (PSR). Dopo l’approvazione in consiglio comunale della proposta, proseguono anche gli incontri per accelerare la ricostruzione. Nei giorni scorsi è stata la volta dei tecnici professionisti.

Ci siamo dotati di tutti gli strumenti necessari per far sì che, a cominciare dai nuclei storici del capoluogo e delle frazioni e seguendo le priorità indicate dal PSR come ad esempio gli aggregati edilizi, si possa proseguire celermente nel processo di ricostruzione. Abbiamo deciso di dare uno strumento ulteriore per creare quel percorso, attraverso gli aggregati, che consentisse anche la cantierizzazione e il contingentamento dei tempi. Quando parliamo di contingentare i tempi significa dare un termine a ciascun aggregato composto da più tecnici scelti dai privati cittadini, dire che entro 90 giorni dalla approvazione in conferenza decisoria dovete consegnarci la progettualità. Questo è fondamentale perché ormai le condizioni di ricostruzione sono stabilite. In ordine prioritario bisogna procedere con la ricostruzione privata.

Quello che mi interessa da sindaco, come è interesse dei miei colleghi sindaci, è far rientrare la nostra popolazione all'interno dei centri storici e dei nuclei frazionali, avere anche l'opportunità di rivivere quel turismo di ritorno. Sulla scorta di tutte queste analisi e dopo una serie di confronti, abbiamo deciso di intraprendere la via del Programma Straordinario di Ricostruzione, nato dall'ascolto dei ragazzi, dei ragazzini che non hanno mai vissuto e non hanno mai avuto l'opportunità di passeggiare per le vie del centro e di conoscere la ricchezza per questi nostri amati luoghi. E’nato anche dall’'ascolto degli anziani. C’è stato un approccio non solo di ingegneristica e non solo architettonico ma di tipo psicologico e sociologico. Questa è l'anima di un PSR fondamentale che ci ha portato alla approvazione dello stesso e all’ opportunità che abbiamo voluto dare ai cittadini.”

Con il Sindaco parliamo di ricostruzione della comunità. Chiedo se è fiducioso. “Se dovessi esprimere un giudizio di merito vedendo anche quante gru sono a Pieve Torina e quale è l’attività dei nostri uffici, non possono che essere fiducioso. Il paletto dei 90 giorni entro il quale ormai i cittadini devono consegnare i progetti è un qualcosa che da un lato garantisce il privato cittadino, dall'altro garantisce la pubblica amministrazione per il rientro in quei territori, dove ormai è necessario fare sintesi.”

Barbara Olmai
Una nuova attività che riparte nel cuore delle Marche colpite dal sisma.
Questa volta a tagliare il nastro è una attività ricettiva di Valfornace, inaugurata sabato scorso alla presenza del sindaco Massimo Citracca e del vicesindaco Simone Marchetti.

“A quasi quattro anni e mezzo dal sisma del 2016 per la prima volta - dice Citracca - un’attività ricettiva, rinnovandosi, torna a riaprire. Questo è un fatto emblematico che rappresenta l’effettiva ripresa economica del centro storico di Valfornace, motivo per noi di soddisfazione e gioia, anche se per l’Amministrazione comunale resta ancora un lungo lavoro da fare. La nuova apertura assume un doppio significato simbolico: non solo la ripartenza dopo il sisma del 2016, ma anche la voglia di superare l’emergenza pandemica in corso. Anche i locali della struttura ricettiva sono il segno di un cambiamento: si tratta infatti del primo immobile di proprietà del Comune di Valfornace recuperato dopo il sisma 2016. I lavori di manutenzione sono stati particolarmente rapidi. L’Ente infatti ha deciso di eseguirli con risorse proprie al fine rendere l’immobile disponibile prima possibile per attrarre una nuova impresa sul territorio. Proprio per questo nell’estate del 2020 è stato emanato un bando al quale hanno partecipato i due fratelli Leonardo e Laura Re che, dopo l’aggiudicazione, hanno reso il locale accogliente e originale”. 

GS
Le restrizioni previste dal colore arancione della regione non permetteranno l'inaugurazione della Casa della Gioventù “Ugo Betti” di Camerino che si sarebbe svolta sabato prossimo, in concomitanza con la cerimonia per l'apertura del cantiere per la ristrutturazione del Collegio Bongiovanni.

Di stefano GRU COLLEGIO


A comunicarlo è l'arcivescovo Francesco Massara che, comunque, rassicura: "Nonostante abbiamo deciso di rimandare la cerimonia a data da destinarsi - dice - , il cantiere partirà comunque il 6 marzo con la sperimentazione del badge per garantire un maggiore controllo circa l’accesso del personale e un sistema avanzato di sicurezza sul lavoro".

GS

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Hanno registrato un aumento del 62% le domande presentate e approvate per la ricostruzione. 
Sono stati richiesti contributi per 5,6 miliardi e nel 2021 sono previsti altri 624 cantieri per le opere pubbliche. 
Sono questi i numeri che emrgono dal rapporto dell'Ufficio del Commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini.

"Nel 2020 la ricostruzione del Centro Italia ha avuto una forte accelerazione - si legge nella nota - , nonostante la pandemia, che ha imposto anche un blocco temporaneo dei cantieri, e alla decisiva evoluzione della normativa e delle procedure, che ha richiesto agli uffici e ai professionisti un adattamento. Le domande dei contributi pubblici per la riparazione dei danni alle abitazioni private e alle attività produttive, secondo il Rapporto 2020 sulla ricostruzione appena pubblicato dal Commissario Straordinario, Giovanni Legnini, sono cresciute del 62%, da 12 a quasi 20 mila, per un importo complessivo richiesto di 5,6 miliardi di euro. Le istanze approvate, anch'esse cresciute del 62%, sono passate da 4.200 a quasi 7 mila, con la concessione di contributi per 1,62 miliardi di euro. Le somme effettivamente erogate sulla base dello stato di avanzamento dei lavori nei cantieri hanno segnato un progresso ancora più accentuato, e sono più che raddoppiate rispetto a fine 2019, passando da 303 a 709 milioni di euro. L'andamento positivo è confermato nei primi due mesi del 2021, con i contributi erogati per 88 milioni di euro. Decisive, per l'accelerazione, sono state l'Ordinanza 100, che ha rivoluzionato le procedure ed accorciato drasticamente i tempi di concessione dei contributi, e la 107, che di fatto sbloccato la ricostruzione dei comuni più colpiti, introducendo i Programmi Straordinari, che sono in corso di adozione in una trentina di comuni del cratere.
Si registrano progressi - prosegue la nota - anche sul fronte delle opere pubbliche, la cui realizzazione, finora sostanzialmente bloccata, viene favorita dal pacchetto di semplificazioni introdotto dal governo, che contempla anche poteri straordinari per il Commissario. Le stazioni appaltanti delle 1.288 opere pubbliche contenute nel nuovo elenco unico, finanziato con 1,8 miliardi, hanno appena provveduto a trasmettere al Commissario il cronoprogramma dei lavori, in base ai quali si prevede l'avvio entro il 2021 di 624 nuovi cantieri. Nel 2020 la spesa per le opere pubbliche è stata di 60 milioni di euro, con un incremento del 32% sull'anno precedente.
Il Rapporto 2020 fa il punto sull'andamento della ricostruzione pubblica e privata, per la prima volta anche in relazione ai danni stimati per ciascuno dei 138 comuni del cratere sisma 2016, e contiene specifici approfondimenti sulla situazione del personale addetto alla ricostruzione, sui nuovi presidi di legalità ed i controlli ANAC, sul Recovery Fund per le ricostruzioni, sugli studi attualmente in corso delle faglie e dei dissesti idrogeologici del territorio, sull'attività del Servizio di assistenza rivolto ai professionisti e ai cittadini".

"Nel corso del 2020 sono andati definendosi, facendo leva sulle decisive misure varate dal Governo e dal Parlamento, i contorni di una strategia per ricostruire e far ripartire i territori investiti dalla doppia emergenza, che nel 2021 potrà trovare compiuta attuazione - scrive il Commissario Legnini nell'Introduzione al Rapporto 2020 - . I cardini per promuovere questa visione - sottolinea il Commissario - sono quelli della semplicità delle regole, della loro chiarezza e stabilità, di un modello di ricostruzione di qualità, sicuro e sostenibile, dell'integrazione della ricostruzione materiale degli edifici con iniziative di rinascita economica e sociale di questi territori".

GS
Due giorni di sopralluoghi a Camerino, San Severino e nei paesi dell’entroterra colpiti da sisma, da parte della dirigente del Ministero della sezione patrimonio e sicurezza dei Beni Culturali, Marica Mercalli, dell’ispettore di zona Pierluigi Moriconi, insieme alla Soprintendente Marta Mazza e Paolo Iannelli, soprintendente speciale unico per le zone colpite dal sisma.
A guidarli all’interno delle strutture danneggiate, ma anche nei depositi che ospitano le opere mobili, sono stati l’arcivescovo Francesco Massara, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia, l’ingegnere incaricato dalla Curia Carlo Morosi e la direttrice dei Musei Diocesani e Civici, Barbara Mastrocola.
“Una ispezione fortemente voluta dal Ministero - dice la direttrice Mastrocola - per cercare di capire quali sono le emergenze, affinchè si possano avviare le campagne di restauro dei beni”.

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Le fa eco Carlo Morosi, dal punto di vista strutturale: “Un sopralluogo per valutare lo stato di avanzamento dei beni vincolati e delle chiese passate, attraverso l’ordinanza 105, da una gestione pubblica a quella privata della diocesi. Prossimamente ci incontreremo nella conferenza permanente, quando avremo presentato i progetti, come quello della chiesa del duomo, che è in avanzato stato di completamento e pensiamo di presentarlo entro il prossimo mese di ottobre. Con il Mibact - aggiunge - discuteremo anche delle altre chiese, quelle i cui progetti sono in fase di completamento da parte dei tecnici incaricati dall’ente. Hanno dato delle scadenze e l’arcivescovo ha chiesto che vengano rispettati per dare seguito agli appalti ed agli incarichi alle imprese”.

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La visita arriva dunque a seguito della messa in sicurezza dei luoghi per guardare alla fattiva ricostruzione: “Prendiamo visione dei primi lavori di ricostruzione che stanno finalmente partendo - dice Marica Mercalli - dopo che nelle aree terremotate ci sono stati ingenti lavori di messa in sicurezza. Ora finalmente si riesce a partire con le ricostruzioni anche in base alle nuove disposizioni date dall’ufficio del Commissario straordinario Giovanni Legnini”.
Azioni in cui la Soprintendenza è parte integrante: “Accogliamo il direttore Mercalli - dice Marta Mazza - con l’obiettivo del Ministero di coordinarsi a livello territoriale e centrale per poter centrare la fase di ricostruzione. In questo modo viene fatta una verifica del grande lavoro che è stato fatto e per riuscire ad entrare fattivamente nella fase di ricostruzione. Dopo aver fatto tutte le valutazioni tecniche - conclude - ciascuno di noi, nel suo ruolo, è responsabile della tempistica che tutti i procedimenti implicano e ci attiveremo di conseguenza”.

GS

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Doppio passo verso il futuro a Camerino, quello previsto il prossimo 6 marzo.

Alle 15.30, infatti, sarà aperto il cantiere per la ristrutturazione del Collegio Bongiovanni e sarà inaugurata la Casa della Gioventù “Ugo Betti”.

Da giorni sono al lavoro i mezzi per predisporre l’avvio dei lavori nella struttura del Collegio: “Questi eventi – commenta l’arcivescovo Francesco Massara - rappresentano un forte segnale di rinascita per tutto il nostro territorio terremotato e richiedono un impegno speciale e collaborativo da parte di tutte le Istituzioni coinvolte nella ricostruzione.

Nel Collegio Bongiovanni, inoltre, sarà attivata una delle prime sperimentazioni, nell’ambito del cratere sismico, del cosiddetto badge di cantiere per garantire un maggiore controllo circa l’accesso del personale e un sistema avanzato di sicurezza sul lavoro”.

In settimana al via anche i lavori alla ex struttura di Geologia.
Un edificio che sarà demolito e da cui nasceranno gli spazi per l’archivio dell’Istituto diocesano, della diocesi e della Fondazione Giustiniani Bandini; gli uffici della curia e dell’Istituto diocesano e alcune unità abitative.
Tutti cantieri che si affiancano a quello già attivo dell’ex seminario dove procedono i lavori.

“Tutto questo – conclude l’arcivescovo - nasce dal grande lavoro degli uffici della curia che hanno lavorato in grande sinergia con le varie istituzioni presenti sul territorio”.

GS
C'è chi ha voluto sottolineare che non sia stata specificata la ricostruzione nel programma di governo presentato ieri dal Premier incaricato, Mario Draghi, in Senato.
Ma il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, evidenzia come la questione fosse implicita e placa le preoccupazioni: "Non ci sono dubbi - dice - . Nel discorso sono state presenti le aree interne e noi tutti sappiamo che nelle nostre aree interne c'è stato il terremoto.
È ovvio che il discorso era implicito: non può essere assente una questione che sono qualche settimana fa è stata presentata dal Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, nel Recovery Plan.

Il tema del sisma non può essere sottovalutato, è talmente implicito. Anzi stavolta che non è stato detto magari sarà fatto. Perchè spesso abbiamo assistito a comunicazioni che poi si sono perse nel tempo e forse qualcuno se ne era addirittura dimenticato. Giochiamo all'inverso questa volta, consideriamo che l'implicito delle aree interne si trasformi in fatti.
Nel programma sono inclusi aspetti economici e sociali di ripresa del territorio: si parlava di borghi sostenibili, di telemedicina, di una rinascita economica e sociale. È stata fatta una descrizione mirata di tutti quegli interventi che servono in questo momento nelle aree interne e dunque nelle aree terremotate. Il problema è che questo Paese debba ripartire quanto prima. La pandemia ha ralletato tutti noi e, oltre alla paura, la strada per il raggiungimento dell'obiettivo si allunga. Si fanno solo videoconferenze, i tempi sono lunghi, gli uffici lavorano in smartworking.
Sono questi i veri problemi".

GS
L'Ordine degli architetti di Macerata piange il collega Franco Domizi, scomparso ieri sera.
Conosciuto per il suo impegno a seguito dell'emergenza sismica, Domizi lascia un grande vuoto nella sua categoria: "Un destino tragico - scrivono i suoi colleghi in una nota - che ha segnato proprio lui che per primo ha risposto alla chiamata dell’emergenza poche ore dopo il sisma del 2016, e che in prima linea e con grande energia si è messo a disposizione di tutti noi colleghi architetti per coordinare la fase emergenziale.
Era la guida instancabile di quegli architetti e dei tecnici fast che avevano voglia di fare, che avevano bisogno di una guida e una figura come te di riferimento.
Grande conoscitore della materia che si è messo a disposizione per trasmettere agli altri le sue conoscenze; sempre pronto a partire, ad organizzare incontri, ad essere presente nelle tavole rotonde e in quanto potesse essere utile a fare la ricostruzione".

GS

La conferma dell'impronta seria e fattiva che il commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini ha voluto dare sin dall'inizio del suo incarico c'è stata anche questa mattina, con la firma dell'accordo di collaborazione con il Segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale Erasmo D'Angelis, per gli studi di approfondimento sulle oltre 290 aree interessate dai dissesti idrogeologici che insistono su alcuni centri urbani del cratere sisma 2016.
E’ la prima volta che nell’ambito di una ricostruzione post sisma viene impostato un lavoro di analisi sistematica sulle aree dissestate che, se non studiate nel dettaglio, rappresentano un ostacolo insormontabile al reinsediamento della popolazione.
Un accordo che coinvolge ISPRA e le Università del territorio per un lavoro che sarà concluso in 5 o 6 mesi con la massima competenza tecnica.

"Attraverso queste attività - ha detto Legnini - noi completiamo gli strumenti di quella ricostruzione sicura sostenibile e connessa, che costituisce la cifra del lavoro che stiamo portando avanti. Sono fiducioso - ha ammesso - e mi sento più tranquillo dopo aver chiuso anche questo obiettivo, perchè sono certo che garantiremo una ricostruzione di qualità.
Grazie ai rappresentanti della comunità scientifica. Voglio ricordare che la normale proceduta, affidata alle singole Regioni ed ai Comuni, ci avrebbe portato a tempi lunghissimi.
Mentre noi, in questo modo, concentriamo nell'arco di pochi mesi questa attività.
Nell'accingerci a firmare - ha confidato - non vi nascondo la mia emzoione, perchè io ho iniziato il mio percorso pubblico molti anni fa, da sindaco del mio piccolo Comune di origine, iniziando con un progetto di messa in sicurezza e contrasto al dissesto irogeologico. Quello della sicurezza del territorio è un punto che sta nel mio DNA e questa firma mi emoziona molto". 

Erasmo D'Angelis ha sottolineato il cambio di passo avvenuto con l'arrivo di Legnini: "Noi siamo contenti di firmare questo importante protocollo di intesa - ha detto - perchè il commissario Legnini sta imprimendo un cambiamento alla ricostruzione. Non ci dimentichiamo che siamo un Paese pieno di rischi naturali.
Il nostro destino non è quello di attendere la catastrofe, ma difenderci da essa. Ne abbiamo le competenze, la forza economica, le tecnologie che ci consentono di avere un quadro chiaro dei rischi. Nella forma più veloce e più sicura possibile andremo ad individuare le aree più a rischio. Metteremo in campo un centinaio di tecnici, la piattaforma tecnologica con i controlli satellitari: abbiamo tutto a disposizione per velocizzare la ricostruzione.
Questa è un'impresa: in pochi mesi riusciremo a consegnare al commissario un quadro chiaro del territorio che permetta di definire dove è possibile cominciare la ricostruzione e dove non è giusto farlo". 

Un lavoro che sarà possibile grazie all'impegno delle università delle regioni colpite, come ha confermato questa mattina la presena dei docenti Gabriele Scarascia Mugnozza e Paolo Mazzanti dell'Università Roma Uno, Corrado Cencetti di Uni Perugia, Enrico Miccadei dell'università Chieti Pescara, Stefano Mazzoli, Gilberto Pambianchi e Riccardo Strima di Unicam e Simone Galeotti di Uni Urbino.

Marco Amanti, responsabile del Servizio Geologia applicata e idrogeologia (SUO-GEA) è entrato nel dettaglio dell'operazione: "Noi ci siamo aggiunti nel momento finale - ha detto - . La sruttura è molto semplice: stiamo lavorando sui piani franosi che vincolano il territorio e la ricostruzione. Lo scopo di questo lavoro è di riuscire ad approfondire, in maneira rapida e spedita, le condizioni reali del territorio. Con i colleghi delle università rivedremo i circa 300 fenomeni che insistono nelle zone della ricostruzione". 

GS








A Roma nella sede di Palazzo Valentini in presenza e online si è tenuto un incontro che ha portato alla firma di un accordo per rafforzare la vigilanza sulla ricostruzione post Sisma 2016.  

L’intesa è stata firmata dal Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia, il Presidente dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, Domenico Arcuri, il Commissario Straordinario per la Ricostruzione 2016, Giovanni Legnini, e i presidenti delle regioni coinvolte, Marco Marsilio per l’Abruzzo, Nicola Zingaretti per il Lazio, Francesco Acquaroli per le Marche, e Donatella Tesei per l’Umbria.

L’attività di alta sorveglianza sugli appalti pubblici della ricostruzione nelle regioni dell’Italia centrale colpite dagli eventi sismici 2016-2017 si riqualifica nel segno dell’efficienza. Considerata la forte semplificazione dell’attività edilizia introdotta nel 2020 con le nuove leggi e le Ordinanze del Commissario, cui sta seguendo una crescita consistente degli appalti, l’Autorità Anti corruzione, lo stesso Commissario e Invitalia, che agisce come centrale di committenza, hanno sottoscritto oggi un nuovo accordo che rafforza e al tempo stesso velocizza i controlli preventivi di legalità.

Una delle principali novità dell’accordo riguarda proprio il coinvolgimento dei presidenti delle Regioni, in qualità di Vice-Commissari, sia per il ruolo delle Regioni nella ricostruzione delle aree interessate dal sisma, sia per la funzione di coordinamento verso i soggetti attuatori e delle centrali di committenza, ferma restando la supervisione del Commissario Straordinario.

Altra novità riguarda la verifica di legittimità preventiva dell’UOS, l’Unità Operativa Speciale dell’Anac, che si concentrerà sugli interventi più rilevanti e sull’esecuzione dei contratti, con riguardo anche al rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza. Un’attività che già nei mesi scorsi ha portato a una drastica riduzione del contenzioso legale sugli appalti legati alla ricostruzione.

Per consentire una più efficace azione di supporto, anche a seguito dell’incremento delle procedure di gara registrato negli ultimi mesi, sono state individuate le nuove soglie del valore economico sopra le quali si svolgerà il controllo degli atti di gara: 350.000 euro per affidamento di lavori; 100.000 euro per affidamenti di servizi e forniture, compresi quelli di ingegneria e architettura, e la progettazione; 100.000 euro per i subappalti in caso di lavori di oltre 1 milione di euro.

Potranno essere sottoposti a verifica preventiva anche schemi di bando per l’invito degli operatori economici riguardanti l’affidamento di servizi tecnici e lavori. Nel protocollo si introduce, infine, la possibilità da parte del Commissario Straordinario di richiedere un parere preventivo all’Autorità per l’emanazione delle ordinanze speciali in deroga, ai sensi dell’art. 11 del ‘decreto semplificazione’.

“Il controllo preventivo da parte di Anac è un utile presidio di legalità che può ben conciliarsi con la semplificazione amministrativa e l’accelerazione delle procedure necessarie alla ripresa economica del Paese- afferma la dichiarazione conglunta del presidente Anac, Giuseppe Busia, e del Commissario Straordinario, Giovanni Legnini- . Come delineato nell’atto sottoscritto oggi, legalità ed efficienza possono e debbono procedere insieme, in un nuovo modello di governo con più livelli di responsabilità ed un’equilibrata collaborazione tra le istituzioni”.

A margine della firma dell'accordo il Commissario Legnini ha anche fornito un aggiornamento dei numeri. Per la ricostruzione pubblica post sisma 2016 sono stanziati 2,2 miliardi di euro e le opere pubbliche fino ad oggi finanziate dalle ordinanze sono 1.288.
Nel 2020 la spesa effettiva erogata per i cantieri pubblici è stata di 283 milioni di euro, facendo registrare un +39% rispetto al 2019.
Legnini ha ricordato, inoltre, che a fine dicembre scorso i lavori conclusi erano 126, vale a dire +50% rispetto al 30 giugno sempre del 2020. Sempre in materia di numeri, l'Unità operativa speciale (Uos) - fa sapere l'Anac - ha avviato 460 procedure vigilate, a partire dal protocollo del dicembre 2016 e arrivando ad emettere più di 1.200 pareri. Lo scorso anno le procedure vigilate sono state 208, e 680 pareri emessi, con un tempo medio di circa 3 giorni lavorativi dal ricevimento della documentazione


C.C.


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