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Rapine in banca, ma senza fretta

Venerdì, 22 Novembre 2013 01:00 | Letto 1101 volte   Clicca per ascolare il testo Rapine in banca, ma senza fretta Tra le notizie di cronaca non si fanno mai desiderare, purtroppo, quelle relative a furti e rapine, ai danni di privati, esercizi commerciali, istituti bancari. Proprio questi ultimi sono balzati alle cronache nelle ultime ore, in due differenti province della nostra regione, Ancona e Macerata. Risale a pochissimi giorni fa la notizia di una rapina effettuata presso la Banca delle Marche di via Gigli ad Ancona, questione di ore, invece, quella svoltasi a Civitanova Marche, ai danni della Banca dellAdriatico in via Boiardo. In apparenza, niente di nuovo sotto il sole, o, forse, viste le previsioni meteo attuali, sarebbe il caso di affermare niente di nuovo sotto la pioggia; banditi camuffati, importanti cifre di denaro estromesse, paura tra i presenti, impiegati e clienti. Ma, a ben guardare, le dinamiche riportate appaiono simili in maniera inquietante. Partiamo da Ancona. Due banditi con il volto coperto entrano nel primo pomeriggio, poco dopo lorario di chiusura, e, armati di taglierino, chiudono nel bagno i tre impiegati presenti, dopo averli obbligati a sbloccare la cassaforte. Una volta arraffato il bottino, di circa 80.000 euro, fuggono senza lasciare tracce, probabilmente perché nessuno, da fuori, si era accorto di quello che stava occorrendo allinterno delledificio. Modus operandi molto simile per la Banca dellAdriatico di Civitanova Marche, due uomini entrano, poco prima della chiusura degli sportelli, sono camuffati in volto e muniti di un cutter e di un coltello in ceramica. Intimano di non muoversi ai presenti, due clienti e sei dipendenti, e addirittura chiedono al direttore di vedere il suo documento didentità, per conoscerne lindirizzo di residenza e minacciarlo di eventuali future ritorsioni; una volta appreso ( ma, forse, ne erano già a conoscenza?) che la cassaforte necessita di tempo per sbloccarsi, decidono di attendere pazientemente. Le otto persone testimoni della rapina vengono rinchiuse in uno stanzino, mentre i banditi, con calma, si appropriano del denaro, una cifra di parecchie decine di migliaia di euro. Poi fuggono, a bordo di unauto parcheggiata fuori dallistituto, anche in questo caso senza lasciare tracce, proprio perché la rapina si svolge nella massima tranquillità, senza coinvolgere nessuno in strada, una vera e propria passeggiata per i malfattori.   Vero è che le rapine in banca si assomigliano un po tutte, coltelli e taglierini tra le armi più gettonate, testimoni rinchiusi in modo da lasciare il campo libero ai banditi, automobili appostate che attendono il ritorno della banda, e via dicendo. Emulazione, banditi che prendono spunto da altri senza mai una traccia di originalità, o potrebbe persino trattarsi degli stessi malviventi che battono il ferro finché è caldo? Fatto sta che, forse, gli istituti bancari e le forze dellordine, dal momento che le rapine sono appunto spesso replicate in tal modo, dovrebbero provvedere di conseguenza: il non breve lasso di tempo necessario a sbloccare la cassaforte non garantisce una rinuncia da parte dei malviventi… a forza di file e attese siamo diventati tutti più pazienti, in Italia, compresi  i rapinatori!

Tra le notizie di cronaca non si fanno mai desiderare, purtroppo, quelle relative a furti e rapine, ai danni di privati, esercizi commerciali, istituti bancari. Proprio questi ultimi sono balzati alle cronache nelle ultime ore, in due differenti province della nostra regione, Ancona e Macerata. Risale a pochissimi giorni fa la notizia di una rapina effettuata presso la Banca delle Marche di via Gigli ad Ancona, questione di ore, invece, quella svoltasi a Civitanova Marche, ai danni della Banca dell'Adriatico in via Boiardo. In apparenza, niente di nuovo sotto il sole, o, forse, viste le previsioni meteo attuali, sarebbe il caso di affermare niente di nuovo sotto la pioggia; banditi camuffati, importanti cifre di denaro estromesse, paura tra i presenti, impiegati e clienti.

Ma, a ben guardare, le dinamiche riportate appaiono simili in maniera inquietante. Partiamo da Ancona. Due banditi con il volto coperto entrano nel primo pomeriggio, poco dopo l'orario di chiusura, e, armati di taglierino, chiudono nel bagno i tre impiegati presenti, dopo averli obbligati a sbloccare la cassaforte. Una volta arraffato il bottino, di circa 80.000 euro, fuggono senza lasciare tracce, probabilmente perché nessuno, da fuori, si era accorto di quello che stava occorrendo all'interno dell'edificio.

Modus operandi molto simile per la Banca dell'Adriatico di Civitanova Marche, due uomini entrano, poco prima della chiusura degli sportelli, sono camuffati in volto e muniti di un cutter e di un coltello in ceramica. Intimano di non muoversi ai presenti, due clienti e sei dipendenti, e addirittura chiedono al direttore di vedere il suo documento d'identità, per conoscerne l'indirizzo di residenza e minacciarlo di eventuali future ritorsioni; una volta appreso ( ma, forse, ne erano già a conoscenza?) che la cassaforte necessita di tempo per sbloccarsi, decidono di attendere pazientemente. Le otto persone testimoni della rapina vengono rinchiuse in uno stanzino, mentre i banditi, con calma, si appropriano del denaro, una cifra di parecchie decine di migliaia di euro. Poi fuggono, a bordo di un'auto parcheggiata fuori dall'istituto, anche in questo caso senza lasciare tracce, proprio perché la rapina si svolge nella massima tranquillità, senza coinvolgere nessuno in strada, una vera e propria passeggiata per i malfattori.  

Vero è che le rapine in banca si assomigliano un po' tutte, coltelli e taglierini tra le armi più gettonate, testimoni rinchiusi in modo da lasciare il campo libero ai banditi, automobili appostate che attendono il ritorno della banda, e via dicendo. Emulazione, banditi che prendono spunto da altri senza mai una traccia di originalità, o potrebbe persino trattarsi degli stessi malviventi che battono il ferro finché è caldo?

Fatto sta che, forse, gli istituti bancari e le forze dell'ordine, dal momento che le rapine sono appunto spesso replicate in tal modo, dovrebbero provvedere di conseguenza: il non breve lasso di tempo necessario a sbloccare la cassaforte non garantisce una rinuncia da parte dei malviventi… a forza di file e attese siamo diventati tutti più pazienti, in Italia, compresi  i rapinatori!

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