Giornata da ricordare, quella di giovedì 21 novembre, per la sanità marchigiana. In mattinata è stata infatti siglata una convenzione con la Regione Puglia per la cessione di Albumina prodotta dal plasma dei donatori marchigiani. Si tratta della prima cessione in Italia fra Regioni di farmaci salva-vita derivanti da separazione del plasma donato: “Un'iniziativa che ancora una volta distingue la Regione Marche in termini di sostenibilità ed economicità del Sistema Trasfusionale Regionale, – ha commentato con soddisfazione l'assessore alla Salute, Almerino Mezzolani – così come ci viene riconosciuto dal Centro Nazionale Sangue, consentendo un utilizzo etico e razionale dei medicinali provenienti dalle donazioni volontarie e gratuite dei donatori di sangue marchigiani”.
All'incontro ha partecipato una delegazione della Regione Puglia, rappresentata dal Direttore del Policlinico di Bari, dal Responsabile del Centro Regionale Sangue Puglia, dalla Direzione Amministrativa Assessorato Sanità Regione Puglia, dal Direttore Servizio Trasfusionale Policlinico di Bari, Avis Marche e Kedrion.
La convenzione, approvata con DGR 1169/2013, nasce dalla volontà di contribuire all'autosufficienza nazionale, e di non incorrere in rischi di spreco di prodotto dato che, al termine del 2012, la Regione Marche aveva un magazzino del farmaco Albumina pari a più del doppio del proprio fabbisogno, mentre altre Regioni italiane ne erano carenti. Il Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale e il Centro Regionale Sangue della Regione Marche hanno così avviato, agli inizi di quest'anno, la procedura per identificare quali regioni mostravano carenze del farmaco. La Regione Puglia è risultata carente e disposta ad acquisire quantitativi di Albumina. La Direzione del Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale ha poi promosso uno studio per comprendere il prezzo di cessione congruo alla copertura dei costi di produzione e lavorazione con la collaborazione dell'Agenzia Regionale Sanitaria (ARS). Sono state quindi attuate le procedure amministrative, previo parere favorevole del Centro Nazionale Sangue, per l'esecuzione del contratto di cessione di 50.000 flaconi di Albumina. Il quantitativo è stato definito secondo il fabbisogno della Puglia, e la necessità delle Marche di non incorrere nel rischio di scadenza (3 anni) e di mantenere alto il magazzino per soddisfare eventuali richieste impreviste nel territorio marchigiano. Il prezzo di cessione fissato a copertura dei costi è stato di 20 euro a flacone. Parte delle entrate generate da tale scambio saranno impiegate dal Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale della Regione Marche nell'acquisto di materiale sanitario e non sanitario da utilizzare nella raccolta di plasma sul territorio. Tale strategia consentirà di mantenere l'autosufficienza regionale di emocomponenti e farmaci plasmaderivati. “Nonostante l'attuale congiuntura economica preoccupante, qualora ne ricorrano le condizioni, si continuerà a contribuire al fabbisogno nazionale attuando future cessioni a regioni carenti”, ha concluso l'assessore.
Nelle stesse ore, a Fabriano, è stato inaugurato il nuovo Pronto Soccorso.
“Un'occasione per riflettere e condividere lo stato di avanzamento della riforma sanitaria avviata dalla Regione”. Con questo auspicio, il presidente della Giunta regionale, Gian Mario Spacca, ha introdotto la cerimonia di inaugurazione del nuovo Pronto soccorso e della nuova Tac dell'Ospedale di Fabriano. Una struttura più ampia e funzionale, adeguata alle nuove esigenze e alle necessità di tutto il comprensorio fabrianese. “L'investimento - ha detto il presidente - consente di modernizzare gli impianti che erano particolarmente vetusti. Un servizio datato che aveva bisogno di un profondo rinnovamento. Lo abbiamo fatto, non senza sacrificio, per allineare questa struttura alla media regionale. Questa giornata - ha continuato - apre il cuore al sorriso, ma ci invita anche alla riflessione sul momento difficile che stiamo ancora vivendo. Un momento che richiede non soltanto nuove macchine, ma anche grande determinazione e senso di responsabilità. La Regione ha compiuto una scelta netta a favore della coesione della comunità delle Marche. Questo significa, soprattutto, potenziamento dei servizi sociali e sanitari. Siamo alle prese con risorse calanti per il drastico taglio ai trasferimenti nazionali: lo Stato riduce le risorse, ma la Regione non consente che questo ricada sui cittadini”.
Spacca, ricordando come le Marche siano la prima regione in Italia per riduzione della mortalità evitabile, e rientrino tra le regioni benchmark per la sanità, ha sottolineato quanto i risultati di questa azione della Regione siano evidenti. “Merito del nostro lavoro e di quello di tutti i professionisti sociosanitari – ha aggiunto – In un trend decrescente di risorse, però, ciò non basta ed è per questo che abbiamo avviato la riforma del sistema con l'efficientamento delle reti di emergenza, la riconversione dei piccoli presidi in strutture sociosanitarie e l'organizzazione degli ospedali in rete. Tutto ciò – ha concluso – richiede un grande sforzo da parte di tutti. Un ringraziamento va alla responsabilità dimostrata dal personale sanitario che ha compreso il nostro pensiero strategico: mantenere la coesione, partendo dal diritto fondamentale dei cittadini che è quello della salute”.
Per il sindaco di Fabriano, Giancarlo Sagramola, l'inaugurazione rappresenta “un momento di rilancio per l'entroterra e per le prestazioni sanitarie delle aree montane”. Il primo cittadino ha quindi ringraziato gli operatori sanitari della struttura, per l'ottimo lavoro che stanno svolgendo, in quanto “le persone fanno la qualità del servizio”.
Secondo il direttore dell'Asur, Piero Ciccarelli, “il pronto soccorso rappresenta il cuore degli ospedali. Oggi a Fabriano, come in un intervento di angioplastica, abbiamo dilatato un restringimento e allargato la possibilità di accesso a una struttura più moderna, che consente di curare il paziente in emergenza con maggiore tempestività e la sicurezza necessaria”.
Per il direttore del Pronto soccorso, Elio Palego, “l'ospedale dispone di una struttura adeguata alle necessità, con maggiori spazi riservati all'area dell'emergenza. Statisticamente, un cittadino su due si reca al pronto soccorso una volta all'anno. A Fabriano registriamo circa 23 mila accessi annui, su una popolazione di 46mila residenti”.
La presenza della vecchia Tac, posizionata nel nuovo Pronto soccorso (poiché ancora idonea per gestire la maggior parte dei pazienti che si rivolgono alla struttura), e la Radiologia implementata con la nuova apparecchiatura, secondo il direttore del reparto, Francesco Bartelli, “consentono di eseguire, anche a Fabriano, esami in linea con le più moderne reti cliniche, senza la necessità di ripeterli in caso di trasferimento del paziente in altre strutture più specializzate”. Bartelli ha poi anticipato che l'ospedale fabrianese, insieme ad altri, sperimenterà un nuovo sistema di teleconsulto con l'ospedale di Ancona.