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Emergenza maltempo, rispondono le Unioni Montane

Giovedì, 21 Novembre 2013 01:00 | Letto 1148 volte   Clicca per ascolare il testo Emergenza maltempo, rispondono le Unioni Montane Il presidente della Comunità Montana di San Severino Marche, Gian Luca Chiappa, interviene nellambito dellemergenza che ha colpito tutta la provincia di Macerata, e alcune piccole comunità dellentroterra nello specifico, dopo londata di maltempo dei giorni scorsi. Le Comunità Montane, che assumeranno presto altra denominazione, quella di Unioni Montane, e, insieme, si spera anche una maggiore funzionalità come enti, non sono soggette ai vincoli del Patto di Stabilità per i piani di azione sul territorio, dichiara il presidente. Se i comuni, come è evidente, si trovano sottoposti a enormi pressioni e difficoltà, perché soldi non ce sono, le casse delle amministrazioni risultano vuote quanto necessari gli interventi sul territorio, le Comunità possono agire in maniera rapida, perché conoscono bene la zona, con i suoi punti deboli e quelli di forza, non solo: possono maneggiare senza troppi vincoli gli eventuali finanziamenti dedicati. “Le Comunità Montane operano già su territorio, lo conoscono molto bene, possono fare da raccordo firmando protocolli dintesa  con la Regione, la Provincia, le realtà locali, e gestire da capofila, perché appunto fuori dal Patto di Stabilità, i fondi europei”. E necessario, però, agire in fretta, non tanto per tamponare ciò che purtroppo è già accaduto, quanto per evitare il ripetersi, in futuro, di devastazioni del genere: servono investimenti per prevenire e mitigare il rischio idrogeologico. “Nella legge che istituisce le Unioni Montane – prosegue il presidente Chiappa – sono previsti accordi con i Consorzi di bonifica per questo tipo di azioni dove la Provincia può intervenire per aspetti paesaggistici, con il Corpo Forestale per labbattimento degli alberi, con lex Genio Civile per le opere di  salvaguardia delle sponde dei fiumi”. Ovviamente, è necessario creare un piano unico, che coinvolga tutti i comuni presenti, perché inondazioni e frane non conoscono confini geografici, per cui infrastrutture e progetti di risanazione non devono riguardare il singolo, ma la collettività. A questo proposito, si potrebbe ipotizzare una cifra di circa 5 milioni di euro, da attingere ai fondi ex FAS, con i quali attuare opere di bonifica e sistemazione alvei e argini, garantendo oltretutto un monitoraggio futuro costante, per scongiurare, appunto, il rischio di recidività. Sono interventi da effettuare, ad ogni modo, entro il 2014, inutile continuare a porre rimedi quando ormai è troppo tardi. “Queste operazioni vanno effettuate dove nascono i fiumi, per poi arrivare al mare, gli interventi a toppe non hanno valore. Le emergenze sono una cosa seria, ultima è la Sardegna ad insegnarcelo, e vanno affrontate seriamente”. Nel frattempo, il Presidente della Provincia di Macerata Pettinari ha rivolto un appello al Premier Enrico Letta, condividendo in pieno la dichiarazione secondo cui “di fronte a un fatto calamitoso come quello che ha colpito la Sardegna, lallentamento del Patto di stabilità, per i comuni toccati, è una conseguenza assolutamente naturale”, e chiedendo lallargamento della stessa misura alle zone delle Marche colpite nei giorni scorsi. Molti, i comuni che attendono risposte  sullemergenza da affrontare, su come affrontarla, su come reperire fondi e, soprattutto, come affermato dal Presidente Chiappa, su come evitare altre catastrofi nellottica, anche, di un inverno ormai alle porte.          

Il presidente della Comunità Montana di San Severino Marche, Gian Luca Chiappa, interviene nell'ambito dell'emergenza che ha colpito tutta la provincia di Macerata, e alcune piccole comunità dell'entroterra nello specifico, dopo l'ondata di maltempo dei giorni scorsi. Le Comunità Montane, che assumeranno presto altra denominazione, quella di Unioni Montane, e, insieme, si spera anche una maggiore funzionalità come enti, non sono soggette ai vincoli del Patto di Stabilità per i piani di azione sul territorio, dichiara il presidente. Se i comuni, come è evidente, si trovano sottoposti a enormi pressioni e difficoltà, perché soldi non ce sono, le casse delle amministrazioni risultano vuote quanto necessari gli interventi sul territorio, le Comunità possono agire in maniera rapida, perché conoscono bene la zona, con i suoi punti deboli e quelli di forza, non solo: possono maneggiare senza troppi vincoli gli eventuali finanziamenti dedicati.

“Le Comunità Montane operano già su territorio, lo conoscono molto bene, possono fare da raccordo firmando protocolli d'intesa  con la Regione, la Provincia, le realtà locali, e gestire da capofila, perché appunto fuori dal Patto di Stabilità, i fondi europei”.

E' necessario, però, agire in fretta, non tanto per tamponare ciò che purtroppo è già accaduto, quanto per evitare il ripetersi, in futuro, di devastazioni del genere: servono investimenti per prevenire e mitigare il rischio idrogeologico.

Nella legge che istituisce le Unioni Montane – prosegue il presidente Chiappa – sono previsti accordi con i Consorzi di bonifica per questo tipo di azioni dove la Provincia può intervenire per aspetti paesaggistici, con il Corpo Forestale per l'abbattimento degli alberi, con l'ex Genio Civile per le opere di  salvaguardia delle sponde dei fiumi”.

Ovviamente, è necessario creare un piano unico, che coinvolga tutti i comuni presenti, perché inondazioni e frane non conoscono confini geografici, per cui infrastrutture e progetti di risanazione non devono riguardare il singolo, ma la collettività. A questo proposito, si potrebbe ipotizzare una cifra di circa 5 milioni di euro, da attingere ai fondi ex FAS, con i quali attuare opere di bonifica e sistemazione alvei e argini, garantendo oltretutto un monitoraggio futuro costante, per scongiurare, appunto, il rischio di recidività. Sono interventi da effettuare, ad ogni modo, entro il 2014, inutile continuare a porre rimedi quando ormai è troppo tardi.

“Queste operazioni vanno effettuate dove nascono i fiumi, per poi arrivare al mare, gli interventi a toppe non hanno valore. Le emergenze sono una cosa seria, ultima è la Sardegna ad insegnarcelo, e vanno affrontate seriamente”.

Nel frattempo, il Presidente della Provincia di Macerata Pettinari ha rivolto un appello al Premier Enrico Letta, condividendo in pieno la dichiarazione secondo cui “di fronte a un fatto calamitoso come quello che ha colpito la Sardegna, l'allentamento del Patto di stabilità, per i comuni toccati, è una conseguenza assolutamente naturale”, e chiedendo l'allargamento della stessa misura alle zone delle Marche colpite nei giorni scorsi.

Molti, i comuni che attendono risposte  sull'emergenza da affrontare, su come affrontarla, su come reperire fondi e, soprattutto, come affermato dal Presidente Chiappa, su come evitare altre catastrofi nell'ottica, anche, di un inverno ormai alle porte.

 

 

 

 

 

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