Stampa questa pagina

Macerata, sequestro da 850mila euro: fondi pubblici usati per comprare uno stabilimento balneare

Venerdì, 17 Ottobre 2025 10:39 | Letto 592 volte   Clicca per ascolare il testo Macerata, sequestro da 850mila euro: fondi pubblici usati per comprare uno stabilimento balneare Un sequestro da oltre 850mila euro, due società nel mirino, un noto stabilimento balneare finito sotto sequestro e quattro persone denunciate. È questo il bilancio dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Macerata, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica.Al centro dell’indagine c’è l’utilizzo illecito di un finanziamento pubblico da 500mila euro, ottenuto da una società del settore abbigliamento grazie agli aiuti statali, ma impiegato per l’acquisto di uno stabilimento balneare e ristorante, in violazione delle finalità del fondo. Fatture false e fondi distratti: come funzionava il sistema L’inchiesta ha ricostruito un articolato meccanismo di frode, basato sull’emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riferite alla compravendita fittizia di tessuti e materie prime. Questo sistema serviva sia a giustificare le movimentazioni di denaro tra le due aziende coinvolte, sia a evadere le imposte. Un ruolo determinante sarebbe stato svolto anche da un commercialista che, secondo le indagini, avrebbe messo le sue competenze al servizio del sistema fraudolento, facilitando il riciclaggio dei proventi illeciti. Cosa è stato sequestrato Il decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura, ha colpito: il noto stabilimento balneare/ristorante acquistato con i fondi pubblici; le quote societarie; i conti correnti e altre forme di deposito riferibili agli indagati e alle società.Il locale è stato affidato a un amministratore giudiziario per garantirne la gestione e la conservazione fino a conclusione del procedimento penale. Le accuse e i reati contestati Sono quattro le persone fisiche denunciate, accusate a vario titolo di: malversazione di erogazioni pubbliche, emissione e utilizzo di fatture false, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori.Le due società coinvolte dovranno rispondere anche per responsabilità amministrativa da reato, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 231/2001. Inoltre, è stata inviata una segnalazione alla Corte dei Conti – Procura Regionale delle Marche – per un danno erariale di circa 400mila euro.  

Un sequestro da oltre 850mila euro, due società nel mirino, un noto stabilimento balneare finito sotto sequestro e quattro persone denunciate. È questo il bilancio dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Macerata, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica.
Al centro dell’indagine c’è l’utilizzo illecito di un finanziamento pubblico da 500mila euro, ottenuto da una società del settore abbigliamento grazie agli aiuti statali, ma impiegato per l’acquisto di uno stabilimento balneare e ristorante, in violazione delle finalità del fondo.


Fatture false e fondi distratti: come funzionava il sistema

L’inchiesta ha ricostruito un articolato meccanismo di frode, basato sull’emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riferite alla compravendita fittizia di tessuti e materie prime. Questo sistema serviva sia a giustificare le movimentazioni di denaro tra le due aziende coinvolte, sia a evadere le imposte.

Un ruolo determinante sarebbe stato svolto anche da un commercialista che, secondo le indagini, avrebbe messo le sue competenze al servizio del sistema fraudolento, facilitando il riciclaggio dei proventi illeciti.

Cosa è stato sequestrato

Il decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura, ha colpito: il noto stabilimento balneare/ristorante acquistato con i fondi pubblici; le quote societarie; i conti correnti e altre forme di deposito riferibili agli indagati e alle società.
Il locale è stato affidato a un amministratore giudiziario per garantirne la gestione e la conservazione fino a conclusione del procedimento penale.

Le accuse e i reati contestati

Sono quattro le persone fisiche denunciate, accusate a vario titolo di: malversazione di erogazioni pubbliche, emissione e utilizzo di fatture false, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori.
Le due società coinvolte dovranno rispondere anche per responsabilità amministrativa da reato, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 231/2001.

Inoltre, è stata inviata una segnalazione alla Corte dei Conti – Procura Regionale delle Marche – per un danno erariale di circa 400mila euro.

 

Letto 592 volte

Clicca per ascolare il testo